sabato 28 febbraio 2009

Cos'è la destra, cos'è la sinistra

"Cos'è la destra, cos'è la sinistra" canticchiava Gaber tanti anni fa. Si potrebbe rispondere che di destra sono le corvè che nel Medioevo i contadini dovevano al signore di turno: lo ius prime noctis ma soprattutto giornate in cui lavoravano senza compenso, nei campi di quello che era a tutti gli effetti il loro padrone. E oggi? finite le ideologie, l'ultima seduta del Consiglio dei ministri ha escogitato lo sciopero virtuale: la protesta consisterà nel lavorare gratis. Come se una squadra di calcio decidesse di provare a vincere facendosi autogol. Chissà con che disappunto i datori di lavoro accolgieranno una crescita ulteriore dei loro profitti. Viene da sospettare che saranno i primi a provocarlo, il conflitto. Si obietta che la misura è riservata al settore dei trasporti pubblici, che tutti dicono fondamentale. Specie dopo decenni in cui degli scioperi di autoferrotranvieri alla fame le TV registravano le reazioni di villeggianti in Bermuda tra gli hangar di Fiumicino. Ma è chiaro che si tratta di una testa d'ariete. Che presto si farà notare che un chirurgo non è meno irrinunciabile di una hostess e così via. Interrogato sul tema, Pier Carniti ha ricordato che in Giappone lo sciopero anni fa consisteva sì nel lavorare senza percepire compenso, ma con una fascia in fronte su cui c'era scitto il motivo dell'agitazione. In Italia i dipendenti potrebbero aggiornalo, ha suggerito amaro l'ex segretario della Cisl: sulla fascia basterebe scrivere "l'ho voluto io" e aggiungere una foto di Berlusconi. Dimenticavamo: di destra è anche non obiettare, come fa il Partito Democratico.

giovedì 26 febbraio 2009

Mata Hari e Il protocollo di intesa

Pochi minuti di sesso valgono ben quello che ho tra le mani. Mi rivesto. Il mio informatore è ancora addormentato nel letto, e mi guardo bene dal svegliarlo. “Che schifo” penso. "e costui è un uomo che dovrebbe difendere la classe dei lavoratori?” Esco socchiudendo il portone lentamente. La notte si dissolve lasciando posto alle prime luci dell’alba. Via Santa Croce è deserta, e mi incammino con passo veloce verso il centro. Ripenso al “Dossier Provincia” di Fräulein Doktor. Ho sbagliato. Ero sicura che questa “operazione” non sarebbe stata sottoscritta ed accettata dai sindacati! Ma invece no! Ne ho la prova; i tre maggiori sindacati hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. Che sporca guerra stiamo giocando, sul campo di battaglia del mondo del lavoro… quante persone oneste che credono ancora nel sindacato e nella politica: uomini e donne in attesa di un concorso per un posto di lavoro sicuro saranno sacrificati! Il tutto è già stato concordato. Era il 15 settembre 08. Presidente e rappresentanti sindacali. Sono delusa e amareggiata. Ma i giochi non sono ancora fermi. Un posto ci sarà anche per chi è senza lavoro, per chi ha presentato regolare domanda e non è stato scelto, e per chi ancora non ha presentato il proprio curriculum vitae in Provincia! Anche chi è senza lavoro, chi non ha “santi in paradiso” è un “lavoratore atipico” Mata Hari
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PROTOCOLLO DI INTESA TRA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO E CONFEDERAZIONI SINDACALI TERRITORIALI CGJ.L, C.LS.L. e U.I.L. RIGUARDANTE MISURE DI CONTRASTO ALLA PRECARIZZAZIONE DEI CD. LAVORATORI ATIPICI CHE OPERANO PRESSO L’AMMINiSTRAZIONE PROVINCIALE E I SUOI ENTI STRUMENTALI PUBBLICI Tra Provincia autonoma di Trento e le Confederazioni sindacali C.GJ.L. C.I.S.L. U.1.L
Premesso che: - I’intesa sul lavoro pubblico sottoscritta in data 6 aprile 2007 a livello di Conferenza Stato- Regioni e Province autonome si pone l’obiettivo di riassorbire le forme di precariato createsi soprattutto negli anni di sostanziale blocco delle assunzioni a copertura dei fabbisogni stabili riconducendo così il ricorso al lavoro flessibile unicamente nelle tipologie e nei limiti individuati dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva; - in data 10 settembre 2007 è stato assunto da parte della Provincia autonoma di Trento, a latere del Protocollo d ‘intesa sui contratti di lavoro atipico attivati presso gli enti del sistema pubblico provinciale che svolgono attività culturale/museale, l’impegno “ad effettuare un confronto con le organizzazioni sindacali sui rapporti di lavoro atipico instaurati dalle Soprintendenze per la realizzazione di iniziative ed attività riguardanti i settori di intervento tipici delle Soprintendenze stesse; - in data 28 maggio 2008 si è tenuto presso il Dipartimento organizzazione, personale e affari generali un incontro fra il Dirigente generale e le Organizzazioni sindacali su nominate al termine del quale il Dirigente generale si è assunto l’impegno di propone una bozza tecnica di Protocollo che, a livello di enunciati di tipo prograrmnatico, affronti il problema del lavoro cd. parasubordinato presso l’Amministrazione provinciale; - con l’approvazione della mozione n. 603 di data 12 giugno 2008 il Consiglio provinciale ha impegnato la Giunta a: “1. addivenire, previo protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali, al progressivo superamento delle collaborazioni durature e ripetitive riconducibili all’articolo .39 duodecies de/la legge provinciale n. 23/1990); 2. inserire nel protocollo d’intesa di cui ai punto 1) che i fabbisogni strutturali e continuativi rilevati nelle strutture, dove siano attivi contratti di collaborazione, potranno essere soddisfatti mediante l’ assunzione di competenze con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, rispetto alle quali sarà valorizzata pienamente quale titolo l’esperienza maturata dai collaboratori che in quelle strutture operano o abbiano già operaio, 3. riconsiderare, ne! protocollo d intesa di cui al punto I) anche la posizione dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alla luce dei vincoli posti dal cd. Protocollo sul Welfare, procedendo nel senso previsto al punto 2); Tutto ciò premesso, la Provincia Autonoma di Trento e le confederazioni sindacali C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. concordano che: 1. è divenuto necessario procedere ad una valutazione condivisa e ampia del fenomeno del lavoro cosiddetto atipico (contratti di collaborazione e di lavoro subordinato a tempo determinato), con la prospettiva di addivenire ad un progressivo superamento del ricorsa a tali forme di lavoro; 2. la valutazione di cui al punto 1) prenderà spunto da una analisi organizzativa della situazione esistente per arrivare a definire, anche con riferimento al nuovo e diverso ruolo che la Provincia autonoma di Trento dovrà avere nel contesto socio-economico in divenire, i fabbisogni organizzativi strutturali e continuativi più immediatamente attinenti alle funzioni fondamentali della pubblica amministrazione che potranno essere soddisfatti mediante l’assunzione di competenze interne con le forme contrattuali di lavoro subordinato a tempo indeterminato. I risultati dell’analisi organizzativa saranno valutati congiuntamente con le Organizzazioni sindacali. - 3. sulla scorta dell’analisi organizzativa e della successiva valutazione congiunta saranno rilevati i fabbisogni organizzativi delle strutture che confluiranno, tenuto conto di quanto previsto al punto 2), in un apposito Piano d’azione da elaborarsi nel corso dell’armo 2008, 11 Piano disporrà, tenuto conto di quanto previsto al punto 4), anche in ordine a modalità e percorsi per l’attivazione dei nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 1l Piano dovrà essere coerente con i vincoli di carattere generale e specifico riguardanti la spesa per il- personale e le relative dotazioni contenuti nella legislazione provincialc nonché con i limiti imposti dai patto di stabilità nazionale. Sui contenuti del Piatto la Provincia si impegna a confrontarsi preventivamente con le OO.SS.; 4. in attuazione del piano di cui al comma 3) verranno attivate apposite procedure selettive da svolgersi a partite dall’anno 2009 rispetto alle quali sarà valorizzata pienamente l’esperienza maturata di quei soggetti che, ai termine di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso abbiano positivamente maturato presso la Provincia, attraverso contratti riconducibili alla tipologia di cui all’articolo 39 duodecies della lcgge provinciale n. 23/1990 ovvero del contratto d lavoro subordinato a tempo determinato, periodi di lavoro, anche non continuativi, di almeno 365 giorni, a decoirere dall’i gennaio 2002 fino alla data del concorso estremi compresi; 5. la Provincia autonoma di Trento si impegna a dare direttiva ai propri enti strumentali pubblici, ivi inclusa- l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, affinché procedano nel senso sopra descritto; 6. al termine del processo di stabilizzazione l’Amministrazione non potrà, per lo svolgimento di attività strutturali e continuative, costituire, né rinnovare, alcun rapporto di collaborazione di cui all’articolo 39 duodecies della legge provinciale n. 23/1990 duraturo e ripetitive sulle posizioni messe a selezione pubblica; 7. fino alla definizione delle procedure concorsuali i contratti in essere potranno essere rinnovati purchè compatibili con i limiti posti dal Capo I bis della legge provinciale n 23/1990; 8. nelle more dell’attuazione del presente Protocollo le Organizzazioni sindacali si impegnano a non intraprendere iniziative dirette e conflittuali con riferimento alle materie oggetto del presente Protocollo. Tratto. 15 settembre 2008

mercoledì 25 febbraio 2009

Mata Hari e "il Dossier Provincia"

Anni ’90 - antefatto: Provincia autonoma di Trento. Un ex governatore (allora si chiamava Presidente) regolarizza circa 500 lavoratori “irregolari” (ex art. 75-78 legge 12/83: Nuovo ordinamento dei servizi e del personale della Provincia Autonoma di Trento). Articoli che, di fatto, permettono di assumere personale a “contratto” o in “sostituzione” ed impiegati in qualsiasi funzione e mansione di lavoro, - dalla segretaria al funzionario. Non tutti quelli che facevano richiesta di essere assunti come “personale a tempo determinato”, però, vengono chiamati. E la chiamata segue “strane selezioni”. Tutto si svolge nel più formale “rispetto” della Legge! Peccato, però, che non si tratta di concorso pubblico, bensì di “concorso riservato”. Insomma, ci parrebbe, un “formale/legale” strumento per creare posti di lavoro ad hoc, permettendo una gestione della “cosa pubblica” analoga a quella privata… O a quella Sicilia (altra Regione a Statuto Speciale), spesso alla ribalta delle cronache per lo scambio di voti.
- Ma no! In Trentino non succede.
* Ah, no?
- No, ci mancherebbe altro!
2009: la storia si ripete... Nella Provincia autonoma di Trento l’avvento dei Co.co.co, poi Co.pro. (ex legge Biagi) e in particolare di tutti quei lavoratori chiamati “atipici” è disciplinata da un bel guazzabuglio di leggi. Nello specifico, gli incarichi di consulenza, di studio e ricerca, sono disciplinati dal testo coordinato delle disposizioni attuative del Capo I bis della legge 19 luglio 1990, n. 23. Se è vero che chi si ferma è perduto, è pur vero che ogni combattente ha diritto di forgiare le proprie armi. E così, il Governatore nuovo ha diritto ad operare con gli strumenti (le leggi) che più gli convengono e gli aggradano. La nuova legge demanda ai singoli dirigenti di servizio in P.A.T. (più di 60 Servizi ed Agenzie) la facoltà di gestire questi contratti “atipici” e dunque le assunzioni temporanee. Ciò significa che chi sta a capo della struttura, (il dirigente), può assumere chi gli pare. Senza controllo. Non vi sembra una prerogativa del privato applicata al pubblico? E chi sta sopra il Dirigente? È noto che il principio della “Legge Bassanini - o dell’allontanamento dell’ingerenza politico dalla Pubblica Amministrazione” - non è rispettato da nessuna parte. Insomma, è aria fritta. Anche in Trentino!
Attualmente i contratti atipici in Provincia sono circa 400. La domanda che nessuno però deve farsi è: “Come sono stati scelti questi lavoratori”? Si mormora, poi, che a breve arriverà, per volere del Governatore (e Assessore al Personale), Lorenzo Dellai, la loro regolarizzazione, tramite un concorso “ad personam”. Legale nella forma; molto ambiguo nella sostanza. E, sono sicura, senza l’avvallo dei sindacati! E chi se ne frega, direte voi? Il Trentino è lontano da Roma; ancor più dalla Sicilia. Abbiamo problemi più gravi: il Vaticano, Berlusconi, Scampia…. Ma in questo momento di crisi del mercato del lavoro e di licenziamenti forsennati, provate a raccontarlo agli operai espulsi dal circolo produttivo. Ai giovani in attesa di lavoro. Alle madri che si annidano nelle graduatorie per un alloggio. Alle coppie con assegni famigliari da 30€/mese!
Vi invito a porvi alcune DOMANDE: * Che ne sarà di chi non è entrato come Co.co.co o co.pro e/o lavoratore atipico che sia?
* Potranno i figli di nessuno partecipare alla selezione indetta per volere di Dellai & Co? Ricordiamoci che la costituzione italiana all’articolo 4 dice «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto» * … la Provincia di Trento è nella Repubblica? * Se, come auspichiamo, i “figli di un Dio minore” potranno partecipare, quanti punti in più di loro avranno i candidati “atipici”? * Come si fa ad essere scelti per un lavoro così in Provincia? * È vero che la decisione è a discrezione del Dirigente del Servizio senza alcun controllo preventivo?
To be continued… La guerra tra poveri non ha lieto fine.
Prossimamente vi svelerò: trucchi per entrare in Provincia, leggende di accordi sindacali e magici giochetti annidati nella finanziaria!
Un bacio dalla vostra Mata Hari!

martedì 24 febbraio 2009

Pagine dal diario di Mata Hari - Prologo

Trento, h. 13.00 Ripenso al messaggio pervenutomi alla vecchia maniera: tramite piccione viaggiatore! In modo anacronistico è ritornato il sistema più sicuro per comunicare, da quando hanno privatizzato le poste! “Sei stata accettata nello Staff. Firmato D.C.” ! Non usavo più i piccioni dai tempi del mio “amato” Rudolf. E ora di chi scrivo? Contro chi scrivo? Quali saranno i segreti da rivelare e da vendere al miglior offerente? Ma soprattutto quali da tenere ben custoditi? Già una volta l’ho scampata bella al Château de Vincennes! Sono stata esiliata a Trento, città piccola, provinciale e borghese…. Sotto i portici di via Suffragio mi imbatto nelle locandine dei quotidiani locali. Titoli scritti apposta per suscitare scalpore. Che importa se sono veri o meno? Il giorno dopo un piccolo trafiletto di smentita sistemerà le coscienze di questi pennivendoli! Quanto vi odio meschini giornalisti! Nel corso della storia non siete per nulla cambiati! Arrivo e percorro vicolo degli Orbi, cercando di non farmi notare. Uno stuolo di studenti mi viene incontro, devo scansarmi o mi travolgono. Dove è finita la cavalleria? Li sento parlare. Un dialetto grezzo, che suona proprio male, non so se più all’uscita delle loro labbra o nei padiglioni delle mie orecchie, abituate ad altre sensuali lingue e dialetti.

D.C. mi ha detto…. “Tranquilla, Trento è piccola…. Ma….” Che avrà mai voluto dire? Io mi sono ritirata a vita privata… Una volta sostenevo che la danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento. Forse è ora di trasformare in scritti certi assurdi segreti! Bolzano h. 18.00 Bene… ho ripreso la mia vecchia attività. Ho seguito i consigli di D.C. e Poldino mi ha procurato un aggancio, ma forse non sapeva che già lo conoscevo. Ho un appuntamento sotto i portici di Bolzano e ne approfitto per una piacevole passeggiata e per fare un po' di shopping. Tra me e me penso “Ma che strana città è diventata Trento … che ci faccio io qui?” Pensieri a ruota libera. “Una volta il doppio gioco era un'arte! Vi era un codice d’onore da seguire! Ora tutti gli uomini di potere sono prevedibili. Ma le donne, a questi uomini non interessano più? Ricordo i miei incontri amorosi con importanti militari e uomini politici; il fascino e la sensualità facevano da padroni. E ora? Solo i voti sembrano aver importanza!” Nulla di nuovo dal fronte? No. E' un fronte diverso, più subdolo e sporco, senza alcuna regola, lealtà e codice!

Sotto i portici di Bolzano è bello camminare. La gente usa ancora il loden, come quando ero a Berlino. In lontananza intravedo Fräulein Doktor. Bella come sempre, nonostante l’età! Con aria guardinga e senza farsi notare mi passa, furtiva, l’ultima copia di “Die Zeit”. Mi saluta e fugge via. Mi infilo in un bar. Sono troppo curiosa. So che il giornale copre alti fogli. Fogli manoscritti - pieni di indizi e di confidenze. Mi siedo ed ordino un tè. Ovviamente, un tè delle Indie. E appena il cameriere si allontana, sbircio il titolo. Sulla copertina vi è il famoso “Dossier Provincia…. Come essere arruolati senza tanta fatica!” Alla prossima: Vi svelerò il contenuto del Dossier!... e di seguito come fare per essere assunti in Provincia!

Mata Hari

lunedì 23 febbraio 2009

una volta sì che carnevale era una cosa seria!

chiamalo 3° mondo!

Ecuador, 1997; Paraguay, 1999; Perù, 2000, di nuovo Ecuador, 2000; Argentina, 2001 e da ultimo Brasile. In America Latina queste date segnano la nascita di un nuovo fenomeno politico: i "golpes sociali", colpi di stato sociali, cioè non i collaudati assalti al potere promossi dai militari, ma "golpe" guidati dal popolo che esplode con forza e, senza ingerenza diretta delle forze armate o di potenze straniere, scaccia politici corrotti e potenti in generale. A questo bisogna aggiungere la ribellione popolare venezuelana per bloccare il colpo di stato ad aprile 2002, la lotta vittoriosa contro le privatizzazioni in Paraguay e in Perù, ma anche in Uruguay, ottenute attraverso un plebiscito (2003). E' un continente in movimento, quello dell'America Latina (...) che vive il rafforzamento della società civile, che sta ottenendo spazi maggiori per esprimere la propria voce, anche grazie ai suoi movimenti dal basso animati da un inedito senso della comunità e da una democrazia partecipata.
tratto da

domenica 22 febbraio 2009

i soliti colleghi invidiosi

(ANSA) - LONDRA, 22 FEB - Lo stile del pontificato di Benedetto XVI starebbe provocando irritazione tra alcuni cardinali, secondo un articolo del Sunday Times. Scelte prese troppo 'in solitudine' e lo stile 'regale e distaccato' di un pontefice quasi 'invisibile', starebbero irritando anche chi dovrebbe essergli piu' vicino, si legge nel pezzo in prima pagina. 'I critici - secondo il settimanale - dicono che sta guidando la chiesa come un monarca, separato dal mondo, aiutato solo da consiglieri leali ma inetti'.

ha vinto il sardo sbagliato

sabato 21 febbraio 2009

venerdì 20 febbraio 2009

CD e PD

A pochi giorni dalla volata decisiva fervono i pronostici. Tra favoriti già bruciati, vecchie glorie, ripescati, outsider e finti giovani l'indecisione regna sovrana. I dubbi sono addirittura aumentanti da quando lo stesso sistema di voto è stato messo in discussione, con sospetti più o meno legittimi, visto che in effetti di novità si tratta, dopo i plebesciti annunciati degli anni passati. A noi non resta che raccogliere le vostre speranze, i vostri auspici. Il nome di colui per cui fate il tifo o di colui che, obiettivamente, ritenete favorito. Chi vincerà? Renga o Franceschini? Parisi o Al Bano? Carta o Bersani? Dite la vostra, se ci tenete, se almeno a voi non pare la solita musica.

giovedì 19 febbraio 2009

latticini

Non facciamoci riconoscere, dicevano le maestre in gita agli alunni, magari in un museo. Invece i trentini no: loro non si vergognano. Anzi ne vanno fieri. Di cosa? Qui in effetti il problema si complica. Delle Birkenstock, dei mutui a pioggia, della percentuale di suicidi, di quella di alcolisti o dell'imprenditore recentemente arrestato per aver finanziato una cosca siciliana? O magari di Depero, cui per i trentini l'intero futurismo si riduce. Perchè sono attaccati alla loro identità, i trentini. E alle tradizioni. Quelle tedesche, s'intende. Deve essere in questo quadro di valori che il loro rappresentante, segretario nazionale della Lega nord Trentino, Maurizio Fugatti, si è messo in luce nel parlamento nazionale. Per una proposta di legge? Una riforma? Un discorso? Una presa di posizione? No, ha fatto cambiare il burro alla bouvette della camera. A quello francese a fatto sostituire l'italiano. Vedi che i trentini a qualcosa servono? Vedi che questo leghista i trentini li rappresenta degnamente? Burro italiano, ci vuole. Peccato che l'onorevole non sia trentino, ma della provincia di Verona. Ma allora perchè non vale per Fugatti la stessa legge del burro? Non che lasci il Trentino, per carità: basterebbe che se la squagli.

senza parole

è morto Oreste Lionello, la versione meno tragica di Andreotti.

Spie come noi....

Grande fermento nel Blog a 2 piazze! Lo staff capriolante si allarga ancora: presto su queste pagine il contributo della fascinosa, inquietante, infiltrata Mata Hari.
Non perdetevela, ladies & gentlemen!

mercoledì 18 febbraio 2009

Ambientiamoci – Tutti possiamo controllare i cambiamenti climatici

Ci siamo, il 16 febbraio è arrivato e con lui anche questa nuova rubrica che in poco tempo ha già raccolto l’adesione di diversi sostenitori. Infatti, se prossimamente vi ritroverete nuovamente di fronte a queste parole navigando per la blogosfera, non allarmatevi! Il senso di questa rubrica dal titolo Ambientiamoci” è proprio quello di unire bloggers e semplici cittadini accomunati dalla sensibilità verso il rispetto dell’ambiente che ci circonda. Perché il 16 febbraio? Perché esattamente 4 anni fa entrò in vigore l’ormai famoso Protocollo di Kyoto. Brevemente: esso prevede, entro il periodo di adempimento 2008-2012, una riduzione non inferiore al 5,2%, tramite obbligo in capo agli Stati aderenti, delle emissioni di elementi inquinanti (i famosi “gas serra” ) rispetto ai valori registrati nel 1990. L’Unione europea si è fissata una riduzione non inferiore all’8%. Per ulteriori informazioni riguardanti il suo contenuto, consultare, di seguito, il testo dell’accordo in italiano. Lo scopo di questo articolo, invece, è quello di cominciare a fare un bilancio e tirare delle conclusioni, specialmente dal punto di vista del “vecchio continente”. Numerose iniziative sono già state attuate sia a livello europeo sia a livello nazionale. Per rispettare gli obiettivi del Protocollo, nel marzo 2000 la Commissione europea ha lanciato il “Programma europeo sul cambiamento climatico” (PECC). Come si può leggere sul sito dell’UE www.climatechange.eu.com, «nel quadro del programma, i funzionari della Commissione lavorano insieme ai rappresentanti dell'industria, alle organizzazioni ambientali e ad altre parti interessate per identificare le misure più efficaci ed economicamente vantaggiose per la riduzione delle emissioni. Da allora sono già state adottate oltre 30 di queste misure». La più famosa è il “programma di scambio delle quote di emissione” lanciato il 1° gennaio 2005. I governi europei hanno assegnato quote annue di emissione di CO2 a circa 10.500 impianti e stabilimenti ad elevato consumo, responsabili di circa la metà delle emissioni di CO2 in Europa. Gli stabilimenti che ne emettono meno possono vendere le loro quote in eccedenza ad altri impianti meno efficienti. Il sistema dovrebbe spingere ad una riduzione delle emissioni poiché le società che eccedono i loro limiti di emissione senza coprirli con quote acquistate da altre società sono soggette a penali salate. Inoltre, «altre misure del PECC sono volte a ridurre i consumi delle automobili e ad aumentare il rendimento energetico degli edifici (un buon isolamento può ridurre i costi di riscaldamento fino al 90%), ad aumentare l'impiego di fonti di energia rinnovabili quali il vento, il sole, le maree, la biomassa, l’energia geotermica e a ridurre le emissioni di metano dalle discariche». Infine, l’UE, sganciandosi dal resto del Mondo, ha deciso di sottoscrivere un nuovo accordo (il cosiddetto “pacchetto 20-20-20”) che supera di gran lunga gli obiettivi previsti da Kyoto: «l’impegno preso consiste nella riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra del 20% (rispetto ai livelli del 1990) entro il 2020. Per conseguire l’obiettivo del 20%, le iniziative esistenti, quali il programma di scambio delle quote di emissione, verranno integrate da nuove misure volte, in particolare, a incrementare l’efficienza energetica del 20% entro il 2020, a portare la quota di fonti rinnovabili al 20% entro il 2020 e a dotare le nuove centrali energetiche della tecnologia di cattura e stoccaggio di anidride carbonica». Quali sono i risultati di questi impegni? Secondo il sito delle Elezioni europee 2009, l’ultimo rilevamento dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) del 2007, le emissioni reali sono diminuite dello 0,8% (35,2 milioni di tonnellate di equivalente CO2) in un anno, ossia del 2% rispetto all’anno di riferimento, il 1990. Tale dato va tuttavia ridimensionato, dal momento che l’emissione dei gas a effetto serra rimane superiore dell’1,4% all’anno 2000. Si tratta inoltre di un risultato inferiore all’ipotesi iniziale, in quanto rappresenta solo un quarto dell’obiettivo stabilito». Ovviamente questa media vede delle “punte di diamante” e dei “pessimi allievi”: tra i primi troviamo la Finlandia (-14,6 %), i Paesi Bassi (-2,9 %) e la Germania (-2,3 %), tra i secondi l’Italia (che dovrebbe ridurre le proprie emissioni del 6,5% e dal 1° gennaio 2008 sta accumulando un debito di 4,1 milioni di €/giorno per lo sforamento delle emissioni di CO2 rispetto all'obiettivo previsto dal Protocollo – ad oggi siamo a quota 1 miliardo e 700 milioni di € circa), la Danimarca e la Spagna che invece di ridurre, hanno aumentato le loro emissioni a causa dell’aumento di produzione delle centrali termiche a combustibile fossile. Qui la tabella con gli obiettivi dei singoli Stati. Ma di non solo Stati vive l’Unione. Anche le multinazionali energetiche operanti nel settore elettrico e delle fonti fossili stanno facendo la loro parte. Nonostante le resistenze del settore dell'energia tradizionale (si prenda ad esempio negativo la EXXON), una vera e propria rivoluzione sta coinvolgendo l’Europa: nel periodo 2000-2008, le variazioni nette della potenza elettrica installata in Europa vedono al primo posto il gas (68%) seguito dall’eolico (45%) e dal fotovoltaico (7%). Le centrali nucleari, a carbone e ad olio combustibile hanno invece registrato un saldo negativo. Dobbiamo essere ottimisti? Sempre secondo l’AEA, le previsioni di riduzione per il 2010 sono di gran lunga migliori di quelle dell’anno precedente e sono in linea con le proiezioni attuali: “l’UE (a 15) supererà gli obiettivi del Protocollo di Kyoto”. Va detto che 12 dei 15 Stati membri prevedono di raggiungere i loro obiettivi iniziali solo grazie all’accostamento di misure nazionali a meccanismi europei. Ecco la nota dolente: soltanto l’attuazione di misure aggiuntive consentiranno di raggiungere quest’ambizioso obiettivo, altrimenti la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra non potrà superare il 4%. Ma i governi saranno disposti ad imporre sacrifici a cittadini ed imprese, oltre che a sé stessi, in un periodo di forte crisi come quello che stiamo attraversando? Ed è qui che entriamo in gioco Noi; sempre secondo il sito della Commissione europea, «se tutti modificassimo lievemente i nostri comportamenti quotidiani, potremmo ottenere significative riduzioni delle emissioni di gas ad effetto serra riducendone l'impatto sul sistema climatico del pianeta. In molti casi queste modifiche ci farebbero anche risparmiare» economicamente. Qui potete trovare un interessante elenco di piccoli gesti per controllare le proprie emissioni. E il resto del Mondo? Gli obiettivi sono ben lontani dall’essere raggiunti ma si spera nell’apertura di un Green Deal da parte dell’America di Barack Hussein Obama e si aspettano le “temibili” (quanto auspicabili) reazioni concorrenziali dei Paesi asiatici, Cina e India in testa. DC, pubblicato per Blog Internazionale

non è Veltroni

Veltroni dunque ci ha lasciati. Fini, Berlusconi, Bossi, Casini, di Pietro no. Eppure negli ultimi quindici anni qualche sconfitta l'hanno raccolta anche loro. Non è servito a schiodarli dal timone delle loro navi, di cui in qualche caso sono i padroni. Invece il gesto di Veltroni dimostra che il partito democratico non è come i suoi avversari. E' triste constatare che di democratico c'è rimasto solo un partito. Segno che la democrazia agli italiani non piace. I momenti di passaggio sono quelli in cui gli organismi sono più deboli, ma è con la scelta che si può trovare il meglio: i re, tali per via ereditaria, spesso erano ritardati. Un pubblicitario forse consiglierebbe al PD di enfatizzarlo, questo passaggio. E' il segno di una diversità. Che forse può non piacere, ma che distingue e che mette al riparo il PD dal pericolo che, ad esempio, corre la Lega: avere come prossimo segretario il figlio di Bossi, quello che fatica a diplomarsi. Un curatore d'immagine un'altra cosa auspicherebbe: che chiunque sia eletto sia immediatamente riconoscibile, quindi alternativo, antitetico, se possibile, ai leader degli altri partiti. E' troppo pensare ad una donna, ad un gay dichiarato, ad un giovane, del sud o di un'isola che magari abbia abbia vissuto all'estero o che semplicemente abbia dei figli, un mutuo o che abbia una disabilità? Durante la campagna elettorale in un'intervista, alla giornalista che metteva in dubbio l'opportunità di un lotta radicale all'inquinamento Flavia d'Angeli rispose che i suoi due bambini vivevano a Roma e avevano entrambi l'asma. C'è un modo diverso di presentarsi da un'investitura al Lingotto.

martedì 17 febbraio 2009

EkkeMinkiaE'2Vù? (o Dell'italia sul 3no)

Un pezzo di Italia dal treno
Scendo dall’ES Roma-Bologna. Ho una valigia pesante e poco tempo. Scarto a destra!a sinistra! – ciocco controcorrente nella calca del tunnel. Cerco il binario 2W. Echeminkiaèduevu? penso mentre sgrano 1000 punti abbattendo il trolley di una vecchia signora – «lo strike della stazione» – . L’occhio scivola rapido sui cartelloni. 9, 7, 5. Eccolo, finalmente. Passo oltre il 3 e il 4 e imbocco la scala per Piazzale Ovest.
Erano anni che non cambiavo a Bologna. E nel frattempo all’ingresso i binari 3 e 4, quelli più centrali, quelli più comodi, sono stati fasciati di stendardi rossi: è il Club Alta Velocità dell’Eurostar. Così lo chiamano. Personale in divisa luccicante e baracchini pensili per le informazioni si fissano nella mia mente mentre tiro la valigia su per la scala del binario. Mancano 2 minuti. Salto sul regionale per il Brennero. Ferma a tutte le stazioni. E poi mezz’ora, fissa, a Verona. A fare che, in attesa di chi, non l’ho mai capito. Ma il treno sta fermo lì.
Fissato nell'immobilità di chi non può comprare il tempo. È domenica pomeriggio su un treno di pendolari. Uno sporco, puzzolente, regionale. Ti lasci Roma e Firenze alle spalle e non senti più l’uomo col secchio azzurro che canta acquapaninibibiteee. Grigio e freddo, i sedili stretti, di tavolini manco l’ombra. Attenta a non frantumare le rotule della signora di fronte, smadonno e sfanculo fra i denti le FS, mentre cerco di infilare il trolley nell’anditotriangolarefraglischienalideisedili (come si chiama sto coso?). Macchè, è tappato. Il nuovo design anti-prolo 2008/09 ha otturato lo spazio. Sotto il sedile la valigia non ci sta. Stretta fra donne cinesi e matrone africane, pakistani al cellulare e signore in pelliccia fucsia, rimpiango lo spazio ampio e la seduta comoda dell’ES. Eccezione, per me che viaggio low-cost ma che per scendere a Roma non ho alternative. ES che quando viaggio nella tratta Bologna – Firenze è una presa in giro dell’alta velocità, perché la percorrenza è sempre la stessa, ma il prezzo è quasi raddoppiato. E allora quegli striscioni rossi, con tanti omini in livrea, mi sembrano l’ennesimo sberleffo di un paese allo sfascio. Dove i tentativi di rattoppo si fanno solo per chi i soldi ce li ha e i servizi, anche quelli minimi, se li può comprare. Il resto del branco, affannato, che arranchi. Caldo il respiro, il fiato puzzolente, nello scompartimento le porte si chiudono. Risucchiato dalla nebbia di una domenica qualunque.

verona, stazione. una giornata qualunque

lunedì 16 febbraio 2009

The Italian Job: Cap. 1

Sono appena entrato in ufficio e già avverto nell’aria i sibili della sommossa. Alla guida una collega. Il campo di battaglia è un ufficio pubblico. Sommossa, guerriglia, chiamatela come più vi allieta, ma il soldato è furibondo e non può fare nulla per debellare l’inaspettata resistenza al lavoro. «Non riesco a sedermi! Non posso infilare le gambe sotto la scrivania!». Impossibile lavorare. In piedi non è possibile. Inginocchiati neppure. Il resto della truppa conviene nel definire assurdo quel trasloco improvvisato, quelle nuove sedie pervenute direttamente dal magazzino. Nuove. Mai sfiorate da un altrui sedere. E infatti è di quella seduta il difetto! Troppo alta e che (oltraggio e mistero) non è dato abbassare. Il pistone centrale è eccessivamente lungo, bisogna intervenire. Un acceso dibattito e l'intervento delle menti migliori tenta di arginare il dramma per giungere ad una conclusione. Io inizio a grattarmi un orecchio con la bic e mi arrovello sulla questione. Potrebbero chiedere una sostituzione della sedia - dato l’acquisto erroneo, sarebbe una scelta attuabile. Dovrebbero rispedire la seduta al mittente dicendo: «accorciatemi il dannato pistone» - eventualità neppure considerata. E dire che sul pistone una piccola vite fa capolino con un vezzo da diva d’altri tempi. Improvvisamente avverto una raffica di urla incresparsi sul muro confinante. Sono arrivati al dunque. E giunge il silenzio. Amnistia. Pace. Solennità. La scelta è astuta e repentina: «chiamiamo dei mobilieri e ci facciamo alzare le scrivanie». Perché non ho partorito io questa sistematica alternativa? Troppi i miei anni spesi a lavorare lontano. Troppi i fiati trattenuti per sfuggire all’alito pesante di un capo supremo. Ora è tutto diverso: il dipendente pubblico incombe. Ed io ascolto. «La lontananza sai è come il vento» – bisbigliava mia nonna. Ho quasi l’impressione di sentirla proprio ora. Mi precipito sul corridoio slittando sul linoleum color pervinca. Tutto è nuovamente silenzioso. Tutto tace. Qualche telefono squilla. Nessuno risponde.

domenica 15 febbraio 2009

quello che i fannulloni non dicono....

The Italian Job: la nuova saga, tutta italiana, che da domani vi dà appuntamento su Blog a 2 piazze.
Un nuovo autore che si definisce "un anonimo soggetto nella pubblica amministrazione": vive realmente, quotidianamente i fatti narrati.
In esclusiva per noi. E per voi.
Altro che Brunetta.

forza I

Italia-Brasile 1 a 4. Qualcuno ancora se la ricorda; era il 1970. C'era anche Bulgarelli, appena venuto a mancare. C'era anche Burnich, contro Pelè. La tenacia contro la classe pura. Con risultato ribaltato dodici anni dopo, nell'82, con Tardelli, Gentile, Oriali contro Falcao, Zico, Socrates. Fino a qualche tempo fa le scuole calcistiche erano come caratteri nazionali. Brera diceva che per indole gli italiani non potevano che gicoare in contropiede, segnare d'astuzia, dopo essersi barricati in area. D'altro canto i panzer tedeschi avanzavano più o meno come combattevano, i portoghesi estenuavano col loro palleggio, gli spagnoli erano per tutti le "furie rosse." Gli olandesi dopo Cruiff si fecero meccanismo. Gli slavi giocavano come suonano: funambolici, estrosi, teatrali. Poi, nel '90, l'Italia di Sacchi. E la Francia africana. E il Brasile che sforna difensori, portieri, pedalatori. Oggi nella fase finale del campionato europeo per club un terzo dei giocatori sono sudamericani. In Italia Camoranesi, argentino, è diventato campione del mondo. Il Portogallo schiera Deco, la Spagna Senna, entrambi Brasiliani. L'Inghilterra, allenata da Capello, ha abbandonato i suoi assalti rugbistici. La libera circolazione delle merci in europa e la globalizzazione in genere cancella le specificità: le partite italiane somigliano sempre di più a quelle del campionato spagnolo, inglese o francese. E allora, a che servono le nazionali? Ormai contrappongono giocatori che per il resto dell'anno giocano continuamente contro o spesso fianco a fianco. Si risolvono solo in un occasione per cantare inni e sventolare bandiere. Abitudini che non hanno mai portato a nulla di buono. Ma il calcio resta un gran bello spettacolo. E allora perchè non fare nazionali miste? Magari per ordine alfabetico: una rappresentativa formata da giocatori italiai ma anche indiani, iracheni, iraniani ma anche israeliani la tiferei.

sabato 14 febbraio 2009

Soru: quello diverso, a sinistra

meglio Soru (che male accompagnati)

venerdì 13 febbraio 2009

mantenute da Eluana?

Di un generale di Napoleone si narrava che un quarto d'ora prima di morire fosse ancora vivo. Chissà se invece prima di morire Eluana fosse già deceduta da un pezzo. Forse il suo vero stato di saluto lo sapeva solo lei. A parte Ratzinger e il "partito della vita" come Berlusconi ha chiamato quello schieramento che i senza tetto invece di sfamarli li scheda. Del resto usare i cadaveri è una cosa frequente in madre natura: basta pensare agli sciacalli. Tanto naturale che viene un piccolo dubbio. Eluana o ciò che ne restava veniva assistita da delle suore. Ad esse il ministro Sacconi ha dedicato il primo pensiero in quello che nel parlamento ha interpretato cme raccogliemnto e invece era sonno. Quelle suore alla fine di Eluana si sono sempre opposte. Perchè? Logica vorrebbe che i finanziamenti alla loro struttura giungano commisurati al numero dei pazienti. Eluana quindi, forse - chissà - fruttava. O le suore sono estranee a madre natura?

mercoledì 11 febbraio 2009

Non lo so

Paolo Dolzan (foto S. Cesari)
Propongo qui (d'accordo con l'autore), un post recente di Paolo Dolzan; per me pienamente condivisibile; espressione superba di perplessità in cui mi ritrovo:
Leggo libri e sfoglio cataloghi, scruto fotografie e ricostruzioni in pellicola, fantastico sui tempi andati che hanno lasciato solo un rimasuglio in bianco e nero per questo mio presente. Nel passato non cerco (e non trovo) la felicità, beninteso. Eppure quell'approssimazione di benessere mi ristora. Provo a immaginarmi quel mondo che non aveva ancora del tutto classificato le sintomatologie e le cause del decesso, che rompeva la schiena coi viaggi di una manciata di chilometri e caricava ogni partenza di esodo e di epica, che avvicinava l'anima degli uomini tra le vicissitudini dei giorni trascorsi senza nemmeno una lettera dei propri cari. Si moriva da giovani, quei pochi a quarant'anni eran già vecchi, ma oggi che la relatività del tempo è a tutti nota, dovrebbe apparir chiaro che anche solo 100 anni fa, quando la vita scorreva liquida in un composto rado d'occasioni o diluito nei tempi, i giorni valevano il doppio e che quindi, alla meglio, non è cambiato niente sotto questo aspetto. Oggi 24 ore bastano a malapena per lavorare. Non lo so. Sono inebetito da questo tutto e da questo niente. Coltivo il mio talento necrofilo immergendomi e talvolta annegando nel passato-passatista. Non riesco a cavarmi dal cervello e dal cuore che questo raggiunto benessere, tutta questa tecnologia, prosciughi l'anima anzichè nutrirla; perdipiù questa mia lagna è uguale al pianto del coccodrillo a panza piena. Nonostante ciò, ho la certezza che questo centinaio d'anni appena trascorso, - il XX secolo delle grandi rivoluzioni - sia stato un trabocchetto per la nostra società occidentale.
Con gli occhi al cielo i nostri nonni ammiravano i fuochi d'artificio progressisti quando in realtà i giochi eran già finiti e i nodi delle contraddizioni incastrati nel pettine dell' '800. Il XIX secolo ha segnato il picco di questa nostra giostra dell'intelligenza europea, ne ha tracciato i limiti e segnato i futuri confini. E' stata la fulminea parentesi nella storia dell'uomo che poteva farsi libero. Ogni colpo secco di ghigliottina in Francia è stato un passo avanti dell'uomo per l'uomo del mondo intero, così la morte decretata di Dio nella penna di scrittori e filosofi, il segno di matita degli artisti dentro e fuori dalle accademie e dalla società; l'affossamento della s/ragione illuminista in un chiavare sovrafollato e decadente che ha marcato nuovi territori del piacere e marchiato d'idiozia nevrotica la morale. Beati i vivi godenti a quei tempi! Nel giro di un cinquantennio al massimo, (dalla seconda metà dell' '800), tutto è rientrato nella subnormalità della tiritera s/faccendiera giornaliera, grazie alle carceri e ai manicomi declinati nelle più fantasiose forme. Oggi che sono qui e che scrivo, dopo svariati tentativi maldestri di ricucire il presente e il passato per conservare la memoria e renderla di nuovo agente attivo in questa stramaledetta società, ritorno senza coda al cucciolo che gioca con la propria coda... mi sento un Davide ingrassato che brandisce minaccioso la propria fionda contro un Golia infarcito di testate nucleari. E' la storia che si ripete - dico dentro di me - e penso per associazioni mentali a quell'unica lettura che mi tranquillizza per la sua onestà: al "Chuang-Tzu" di 4 secoli prima che il nostro Signore posasse il suo sacro culo sulla testa delle nostre anime per raddrizzarci i torti. Penso alla storiella popolare raccontata da questo eremita delle foreste: l'orgogliosa mantide religiosa alzò le sue zampette per frenare il carro, rimanendone spiaccicata. E così, con la mantide divido la medesima sorte: il pittore spiaccicato senza riscontri, fuor d'epoca e dal mondo senza nemmanco lo sputo di un vitalizio che non si negava allo sfortunato Van Gogh. Tritato dal carrozzone del benessere modaiolo, dogmatico, imputtanito.
Paolo Dolzan

martedì 10 febbraio 2009

quando il gioco si fa duro...

...RISING UP TO THE CHALLENGE OF OUR RIVALS
per i momenti di sconforto: ascoltare al massimo del volume e
tornare in campo
(buon intenditor, non ti è difficile capire
che è il momento di raccogliere le forze)

domenica 8 febbraio 2009

9 febbraio: una data storica? (occhio all'ultimo rigo)

421 - Costanzo III diventa co-imperatore dell'Impero Romano d'Occidente 1587 - Maria I di Scozia viene giustiziata 1622 - Re Giacomo I d'Inghilterra scioglie il Parlamento Inglese 1692 - Un medico del villaggio di Salem, nella Colonia della Baia di Massachusetts, dichiara che tre ragazze adolescenti sono possedute da Satana, portando al Processo alle streghe di Salem 1807 - Battaglia di Eylau - Napoleone sconfigge i Russi del Generale Benigssen 1814 - Battaglia del Mincio - Eugenio di Beauharnais sconfigge gli Austriaci del feldmaresciallo Bellegarde 1837 - Richard Johnson diventa il primo vice-presidente degli USA eletto dal Senato 1848 - Carlo Alberto promette lo Statuto Albertino; insurrezione degli studenti universitari a Padova contro l'occupante austriaco. 1856 - Viene scoperto l'asteroide 39 Laetitia 1861 - La convenzione di Montgomery annuncia la creazione degli Stati Confederati d'America e i delegati costituiscono il Congresso provvisorio 1865 - L'abate naturalista Gregor Mendel formula la teoria dell'ereditarietà 1878 - Viene scoperto l'asteroide 183 Istria 1889 - Viene scoperto l'asteroide 283 Emma 1900 - Le truppe britanniche vengono sconfitte dai Boeri a Ladysmith (Sudafrica) 1904 - Guerra Russo-Giapponese: un attacco di sorpresa giapponese su Port Arthur (Manciuria) dà il via alla guerra 1922 - Il presidente statunitense Warren G. Harding introduce la prima Radio alla Casa Bianca 1924 - Pena di morte: La prima esecuzione col gas si svolge nello stato del Nevada 1943 Seconda guerra mondiale: Battaglia di Guadalcanal - le forze statunitensi sconfiggono i giapponesi Seconda guerra mondiale: Battaglia di Kursk - l'esercito russo cattura la città 1945 - Seconda guerra mondiale: Gli Stati Uniti bombardano Dresda (Germania), con delle bombe incendiarie; 135.000 vittime 1948 - A Sankt Moritz (Svizzera) si concludono i V Giochi olimpici invernali 1949 - In Ungheria il Cardinale Mindszenty viene condannato per tradimento 1963 - I viaggi e le transazioni finanziarie e commerciali da parte dei cittadini statunitensi con Cuba vengono rese illegali dall'amministrazione Kennedy 1968 - A Orangeburg (Carolina del Sud), una dimostrazione per i diritti civili inscenata in una sala da bowling per soli bianchi viene dissolta dalla polizia portando alla morte di tre studenti universitari 1971 - Debutta un nuovo mercato borsistico statunitense: il Nasdaq 1974 Colpo di stato militare nell'Alto Volta Dopo 84 giorni nello spazio, l'equipaggio della stazione spaziale statunitense Skylab ritorna sulla Terra 1978 - Le sedute del Senato degli Stati Uniti vengono trasmesse per radio per la prima volta 1984 - Iniziano i XIV Giochi olimpici invernali a Sarajevo (nell'allora Repubblica Federale di Jugoslavia) 1992 - Ad Albertville (Francia), iniziano i XVI Giochi olimpici invernali 1993 - La General Motors cita la NBC dopo che il programma Dateline NBC presenta due presunti falsi incidenti che mostrano che alcuni pickup della GM prenderebbero fuoco facilmente se colpiti in certi punti. La NBC patteggia il giorno seguente 1996 - Il Congresso degli Stati Uniti approva il Communications Decency Act 2002 - A Salt Lake City (USA), iniziano i XIX Giochi olimpici invernali 2009 - Viene inaugurato il Passante di Mestre. (da wikipedia)

sabato 7 febbraio 2009

non tutte le piste portano a Roma

Un'occasione di rilancio, un volano per l'economia, un'atrattiva turistica. La proposta di un Gran Premio di formula 1 a Roma ha ricevuto commenti del genere. Anche lo scenario, dicono, si presta. Il quartiere dell'EUR, col laghetto, il parco, i rettilinei e il colosseo quadrato, come viene detto il palazzo della civiltà. Ecco il punto è questo. EUR sta per Esposizione Universale Roma. Il quartiere per quell'avvenimento fu costruito, che avrebbe dovuto aver luogo nel '42. Non è senza significato che si festeggiassero anche i vent'nni del regime fascista. Quel quartiere, forse tutt'ora il più funzionale della capitale, resta tuttavia una specie di Carrara a cielo aperto, tanto la retorica di regime lo disseminò di obelischi e capoccioni: tonnellate di retorica, insomma. C'è davvero bisogno di un inno agli anni che furono? è opportuno che l'immagine dell'Italia coincida ancora con ciò che nei millenni di peggio ha prodotto? Forse le nostre sono considerazioni inattuali. Ma se davvero si tratta di un volano per l'economia, se davvero è una questione di rettilinei perchè la Ferrari, Briatore e tutto il resto non li portiamo a rombare a Scampia?

senza diritto, nè umanità, nè Dossena

ieri è morto Gianpaolo Dossena. In giorni in cui agonizzano i principi del diritto e le leggi cessano di essere generali e astratte come dovrebbero, forse non è così importante che invece uno scrittore di agonizzare abbia già terminato. Ma se l'umanità si distingue dagli animali tra l'altro per l'estro e la cultura allora è anche per via di perdite come questa che ci avviciniamo passo dopo passo alla legge della giungla.

giovedì 5 febbraio 2009

Operazione Valchiria. O Valsugana?

Nove mesi prima di darsi la morte Hitler subì un attentato. Ne uscì con qualche ustione ma vivo abbastanza da pranzare con Mussolini e ordinare che gli ufficiali che avevano cospirato venissero catturati vivi. Per essere impiccati in una maniera estenuante, con un cappio collegato all'altro. Non prima di un processo in cui vennero sbeffeggiati. Ad uno di loro che era stato condotto in aula senza cintura il giudice diede del porco perchè si reggeva i pantaloni. La moglie di uno di essi volle comunque essere presente nel dibattimento, mischiata tra la folla, per dire al marito con uno sguardo che lei non lo abbandonava. Successivamente Hitler ordinò che di quei cospiratori fossero eliminati anche i parenti. In un regime in cui il fanatismo conduceva i gerarchi a spararsi per un errore, in cui il popolo era esaltato dalla propaganda di Goebbels e il controllo non solo sulle menti era totale c'era dunque chi tramava. Osando, azzardando. Comprendendo che la parola onore era ormai una bestemmia, ma immersi nell'esaltazione di tutto il reich, chissà con che tremore nel bisbigliarlo. Ce n'era abbastanza per farne un capolavoro, o almeno un film. Ma si sa, ognuno ha la sua specialità. Agli americani per esempio vengono bene le gomme da masticare.

mercoledì 4 febbraio 2009

sons of trentino

C'è chi dice che queste cose sono sempre successe e chi invece si chiede dove andremo a finire: annoia pure nelle reazioni, il Trentino. Anche quando sale agli onori delle cronache, per una tangentopoli di provincia o a seguito della violenza di gruppo di quattordicenni su una coetanea indotta ad ubriacarsi. Comunitari, italiani, anzi trentini. Di quella generazione - e di quella terra - che alla cultura mondiale contribuisce con i Bastard sons of Dioniso.

martedì 3 febbraio 2009

lo specchio del Paese

A volte dicono: la tv è lo specchio del paese. Altre invece che la politica è lo specchio del paese. Per la proprietà transitiva quindi la politica rischia di somigliare alla tv. Possibile? In tv si parla molto. In X factor su un minuto di gorgheggi, in Ballando sotto le Stelle su una Polka, in Amici su un pianto, nel Processo del Lunedì su una carambola. In politica invece si parla poco: nel parlamento basta un segno di sì con la testa. Specialmente da parte di chi prima lavorava in tv. Politica e televisione quindi non si somigliano. Eppure purtroppo il Paese riesce a somigliare a entrambi. Misteri d'Italia: il Paese che confuta la proprietà transitiva.

lunedì 2 febbraio 2009

ragazzi del secolo scorso

E' morto pochi giorni fa uno storico concorrente di Lascia o raddoppia, celebre per il suo eloquio anacronistico: per dire che era nuvolo diceva "procelloso". Del resto anacronistici erano i suoi abiti, le sue maniere, la sua barbetta. Oggi nei quiz le telecamere scavano nelle scollature, indugiano su volti giovani, di concorrenti spigliati. E' un po' come nel calcio: Furino era calvo, come Fanna, sebbene con un spasimo di riporto. Virdis aveva i baffi. Garella, il portiere del Napoli, aveva il naso storto e la pancia. Oggi i calciatori dopo essere ruzzolati si aggiustano i capelli. La barba è sempre rasata, il volto pronto per il book. Nulla di nuovo, certo: la società dell'immagine. Se ne parla da una vita. Però che impressione quando il sessantenne allampadato si assesta la dentiera e chiede ai suoi coetani in jeans e panciere: cosa bevete, ragazzi?

domenica 1 febbraio 2009

Gli spari sopra. E poi a destra. E a sinistra.

A Nord. A Sud. Al centro…Isole comprese. Sì, sto parlando delle pistole ai vigili. Dei manganelli e degli spray antiaggressione. Entro giugno i vigili saranno armati, e questo, pare, dovrebbe cambiare le sorti del Paese. Però mi chiedo: quando useranno le armi? Devo aspettarmi una pallottola alla nuca se pedalo fra il giallo e il rosso? E se quando alzo il braccio per chiedergli un'informazione, il vigile si sente minacciato e mi spruzza lo spray negli occhi, che faccio? O magari provo a contestare una multa e mi tirano una manganellata? Dice Marroni che hanno proposto l'utilizzo delle armi solo in casi di speciali necessità. Sì, ma QUALI? Dice Mario Dei che "l'armamento non sortirà effetti di sicurezza sul cittadino, in quanto destinato alla difesa personale del vigile". Ecco, appunto. Io mi sento minacciata. Non protetta. Assunto che l’allarme-sicurezza serve a distogliere la nostra attenzione dai veri problemi e a introdurre limitazioni della libertà personale, non mi risulta (purtroppo) che i vigili siano ancora soggetti a rischio nelle città né che abbiano preso le cariche di legnate che si meriterebbero. Diciamocelo, siamo dei pusillanimi. A me, vigili e ausiliari del traffico, mi fanno proprio schifo. Come categoria. Come umanità avariata: iene bavose che spiano il momento in cui cogliere in fallo la gente allo scatto del semaforo; condor che ti piombano sul parabrezza allo scadere del parchimetro. Più che un'arma, gli darei l’indirizzo di uno psichiatra. Dunque domani vado a informarmi su come avere il porto d'armi. Così sì che mi sentirò più sicura.