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domenica 23 dicembre 2012

come far perdere Berlusconi

Dopo l'inchiesta di Gabanelli che ne ha messo in dubbio l'onestà, i sondaggi danno il partito di Di Pietro in caduta libera; ed è logico, perchè proprio il rispetto delle regole è la parola d'ordine, fin dal nome, di quel movimento. Se il PD lo volesse davvero, per battere Berlusconi sarebbe sufficiente rivelare retroscena sulla sua generosità, mettere in giro pettegolezzi che lo dipingessero come colto, profondo, umile, pubblicare intercettazioni in cui il fondatore del Popolo della Libertà la coniugasse in qualcosa che andasse oltre l'evasione fiscale. Perchè Berlusconi perda le elezioni basterebbe farlo apparire diverso dagli italiani.

venerdì 7 dicembre 2012

sabato 24 novembre 2012

propaganda subliminale

E' morto Larry Langman l'attore che impersonava il J.R. della famosa serie Dallas; era ricco, americano e cattivo. Comparve su Canale 5, nel 1981, quando faceva la parte del cattivo. Per motivi che andrebbero indagati, in pochi anni è diventato il modello, inconsapevole, depositato nell'inconscio, della generazione cresciuta in quegli anni.

giovedì 5 gennaio 2012

echi di Eco

Umberto Eco compie 80 anni. Tutti abbiamo fatto a tempo a leggerne l'opera, o almeno la parte che prefieriamo. Quella, ad esempio, che va dal Diario minimo alla Bustina di Minerva, la rubrica sull'Espresso. A costo di sfiorare l'eresia, vogliamo segnalare una pubblicazione che gli si avvicina. Il titolo è Dire e Condire (non è un libro di cicina), di Felice Accame, uscito per la Odradrek nel 1999.

venerdì 25 novembre 2011

alla faccia della demagogia

Ci sono gli ombrelli firmati. I cani col pedigree che costano quanto un'utilitaria e, a proposito, che non si debba rinunciare ad un optional, costi quel che costi. Ma quando c'è da decidere chi ci governa, no, è il caso di risparmiare. Ora tagliano sui vitalizi dei deputati. Così a rappresentarci saranno ricchi o incompetenti, comunque al soldo della lobby di turno. Quella che incaricherà il proprio partito di fare le leggi a proprio uso e consumo mentre i cittadini saranno ancora convinti che se il debito pubblico si moltiplica è per il prezzo del filetto che mangia Scilipoti.

mercoledì 9 novembre 2011

cozza italia

Qualcuno, stamane, si è svegliato per una folata improvvisa di freddo. Come si fosse spalancata all'improvviso, all'alba, la finestra. E gli occhi li ha aperti a fatica perchè magari ieri sera aveva fatto tardi, festeggiato, spernacchiato il telegiornale. Ma la finestra è chiusa. I termosifoni caldi. Gli occhi allora sono andati sul soffitto, sbarrati. Era presto, ma il sonno era passato. Provateci voi, a stare tranquilli, con quella sensazione. Come quando la moglie va per qualche giorno a fare visita ai genitori, o anche solo dal parrucchiere per qualche ora. Segue un senso di onnipotenza e un certo, immediato, artistico, ostentato disordine. Ma poi? per un attimo, dopo qualche tempo, una sottile angoscia prende lo scapolo a tempo che guarda la tv con i piedi sul divano: che la consorte non torni. Che non ci sia più niente da violare. Che Dio e babbo natale, la juventus e Pippo Baudo, la suocera e le pattine svanissero. Tutto questo è stato Berlusconi. Un totem da criticare per i valori che esaltava o perchè li violava, perchè era moderno o perchè era arcaico, un modello da non seguire perchè era troppo imprenditore o non abbastanza, perchè era uno di noi o noi in uno. E capita allora che a quest'ora il mattiniero si aggiri in ufficio per strada, nel corridoio di casa come se qualcuno gli avesse inibito l'uso di una vocale qualsiasi. Sarà per via degli sbadigli ma sta per prendere la parola e non sa che dire, per lamentarsi e non sa di cosa, maledire e non sa perchè. E anche se qualche giornalista pensa a The trueman show e parla di italiani dentro una bolla, il pendolare che lascia l'ufficio senza aver trovato argomenti, più che un attore americano si sente un mollusco allo scoperto in una conchiglia scardinata. Durerà poco.

lunedì 25 luglio 2011

Morto un parà se ne fa un altro


Un progetto istituzionale annuale di 2 milioni di sterline va a scoprire quanto sono felici gli inglesi. Differenziando fra felicità (intangibile) e benessere (misurabile).
Mi offro qui dando un contributo al governo italiano, gratis, che non viene a investigare nè il mio né il vostro benessere.

Dice una delle 4 domande agli inglesi:
to what extent do you feel the things you do in your life are worthwhile?
* Fino a che punto ritiene valga la pena di fare le cose cui si dedica nella vita?

Gentile governo italiano, studiare, informarmi, sviluppare un pensiero critico, conoscere il mondo, sono cose che hanno senso e valore, accrescono la mia felicità - ma non sempre il mio benessere.

Facciamo un esempio?
Oggi il TG1 dice
l'"attacco contro i nostri militari in Afghanistan. Ucciso un parà, due i feriti" ecc.ecc.
Il TG risuona del populismo di una classe dirigente che asciuga lacrime televisive di "profonda commozione";
manipola lo stile nominale per togliere significato ai fatti
e tace – oggi e puntualmente – che non si tratta di un incidente, e che la "povera vittima" era un militare di professione.
Militare significa "appartenente alle forze armate", quindi chi per lavoro usa le armi; ergo la "povera vittima" era lì anche per uccidere.

Queste notizie e questi fenomeni mediatici mi rendono infelice.
Tolgono senso alle cose che faccio.
Mi rendono una cittadina frustrata.
Forse, dopo, farò girare l'economia, per curare la mia anima con la terapia dello shopping.
Intanto, l'ipocrisia mascherata da informazione mi complica la digestione. Pagare il canone per un disservizio informativo mi aggrava il malumore nazionale. Essere associata a un governo che non mi rappresenta mi rovescia la bile. 

War is peace
L'affronto di un reiterato linguaggio astratto travestito da parole di senso – come in "fase di ripiegamento al termine di un'attività di controllo e ricerche" (nella valle del Murghab) mi fa dubitare del tempo impiegato a studiare.
L'italiano possiede nomi comuni che significano cose concrete - sono le prime nozioni grammaticali e lessicali che impariamo alle elementari.
Come mai da grandi ci facciamo abbindolare, credendo che operazioni di guerra possano essere pace?
E perché ci crediamo, che un giornalista scriva per informare, quando non ci dice che le 'povere vittime' da vivi sono militari professionisti, che in missione guadagnano migliaia di euro al mese? Che dai tempi della 1° guerra mondiale, negli eserciti circolano droghe e che i reduci da contesti guerriglieri al rientro sono spesso ''individui socialmente pericolosi", o disadattati?

Scontro a fuoco significa: battaglia.

Armato è il participio passato di armare, che significa dotare di armi; le armi sparano; in guerra si spara per uccidere.
La difesa senza attacco non esiste.
L'Afghanistan è stato invaso dagli USA (che hanno finanziato i mujaheddin, armandoli contro i sovietici) con un'operazione militare chiamata Enduring Freedom – Libertà duratura.

A noi, italiani, non ci viene manco in mente che il governo ci chieda se stiamo bene.
Se distinguiamo fra felicità e benessere.
Perchè uno è un concetto astratto - come ''operazione di pace'', l'altro è concreto e tangibile, come guerra. Non sia mai che cominciamo a distinguere...
Ignorance is strength




martedì 28 giugno 2011

100 centimetri

Nel 1842 l'Ucciardone, a Palermo, era un carcere. Da allora il Quirinale ha smesso di essere la residenza dei papi, a Firenze Palazzo Vecchio ha iniziato e smesso di essere sede del governo, a New York le torri Gemelle sono sorte e crollate. L'Ucciardone no: come allora, centottanta anni dopo, è ancora una galera. Ignoriamo se il progetto prevedesse delle docce. Oggi, quando vanno in avaria, i carcerati vengono irrorati con una pompa da giardino. Se poi non stanno buoni li si mette, anche per dodici ore, in una cella che alla base misura un metro quadro. L'immagine del carcerato che impazzisce costeggiando le pareti qui sa di sollievo: la ginnastica del recluso nel "canile", così la chiamano, è impugnare le sbarre in una specie di cabina telefonica senz'apparecchio. Forse urlano, i torturati, forse no. Non sappiamo quanto questa misura faccia davvero paura: chi entra nelle carceri italiane usufruisce, sono dati e non iperboli, di uno spazio minore di quello che l'Unione europea prevede sia concesso agli animali. Lo sappiamo grazie a Rita Bernardini, a Pannella e ad un partito, il radicale, cronicamente all'1%. E gli altri? Quelli che detengono il restante 99, che fanno, nulla? Purtroppo no. Fanno leggi come la Bossi Fini e la Fini Giovanardi, che quella situazione determinano.

domenica 8 maggio 2011

il milan e la par condicio

Avevamo pronosticato l'Inter, ha vinto il Milan. Perchè ci attendevamo che la squadra di Moratti facesse del campionato quello che avrebbe voluto, ma non che avrebbe voluto perderlo. Ci è riuscita. La Roma, che l'anno scorso aveva seguito l'Inter, lo ha fatto anche quest'anno, compatta verso l'esonero dell'allenatore. La squadra che l'anno passato si era piazzata dietro loro due, il Milan, è allora arrivata prima, quasi per inerzia. Nel suo complesso la squadra è discreta. Abbastanza da essere asfaltata da qualunque squadra inglese, come dimostrata in Champions league. Del resto, la dirigenza è la stessa condannata per lo scandalo di calciopoli, poco a suo agio con le regole europee. L'organico è vecchio ma composto da 31 giocatori: ogni acciaccato ha il suo sostituto. Il gioco del celebrato allenatore Allegri sta tutto nella sostituzione di Ronaldihno con Boateng: un martello al posto di uno Stradivari. Lo scudetto non si sposta da Milano, e con la nuova divisione dei diritti televisivi sarà sempre più difficile vedere un incontro alla pari, sui campi italiani. La stessa direzione che segue la politica dove, guarda la combinazione, domenica prossima il presidente del Milan è il capolista di un partito che non vuole la par condicio.

giovedì 17 febbraio 2011

ti piace vincere facile?

Nel centrosinistra qualcuno avanza la candidatura di Rosy Bindi. Più bella che brava secondo Berlusconi, il suo toscano, la sua pettinatura sale e pepe, il suo abbigliamento, nei dibattiti ne fa quasi antropologicamente un modello diverso dal meneghino di plastica che si incarna in tanti replicanti delle TV Mediaset e non.
La sua vocazione pare sincera, le sue battaglie appassionate. Tre decenni sono passati e quasi nessuno ricorda che quando il professor Bachelet fu ucciso dalle Brigate Rosse era lei che aveva al fianco.
Speriamo nessuno dimentichi di chi fu al fianco Rosy Bindi da vivi: Andreotti, Gava, Forlani. Per farle lasciare il partito di Salvo Lima, la Democrazia Cristiana ha dovuto cessare di esistere.
Se è vero ciò che si dice su chi va con lo zoppo, a Rosy Bindi non manca nulla per trascinarsi fino a una poltrona. Per un centro sinistra che vuole vincere, compagni di strada di quel calibro sono più una garanzia.

mercoledì 2 febbraio 2011

cervelli in fuga

Sere fa in un'ora di Grande Fratello la fidanzata e la presunta amante di un concorrente sono state contrapposte, divise solo da un vetro, lo stesso che poco dopo ha diviso due concorrenti dai genitori di un ragazzo che avevano sbeffeggiato per un difetto di pronunicia. In studio il fratello di uno delle due ragazze è quasi venuto alle mani con un concorrente, mentre lo stesso avveniva tra un altro e il fusto oggetto del contendere delle prime due ragazze. Nel frattempo un concorrente che in un mese ha copulato con altre tre ha pianto davanti ad un video in cui sua madre lo esortava a divertirsi. Il tutto veniva giudicato, narrato e aizzato da Alfonso Signorini. Per chi voteranno i gentili telespettatori?

martedì 25 gennaio 2011

mercoledì 19 gennaio 2011

martedì 18 gennaio 2011

lunedì 20 dicembre 2010

Obamami, Michelle

Due anni fa, quando Obama fu eletto presidente degli Stati uniti, il Manifestò scrisse che da quel momento l'aria, certo magari non subito, sarebbe cambiata anche in Italia. Sarà l'amor di patria, la voglia di non sentirsi cittadini di una colonia, ma oggi possiamo orgogliosamente continuare a tossire.

mercoledì 15 dicembre 2010

benissimo

Calearo, un deputato incerto fino all'ultimo, ha dichiarato che colleghi del PD lo avevano pregato di votare la fiducia a Berlusconi. Che Berlusconi ieri vincesse conveniva a tutti. A Berlusconi per salvare sè stesso dai giudici e l'Italia dai comunisti, a molti deputati che con l'attuale legge elettorale perderebbero il posto, e all'opposizione, che da domani può avere il governo in pugno senza subire l'accusa di ribaltone nè pagare il dazio delle misure impopolari che il debito pubblico pretende. Per la cronaca, anche Calearo alla fine s'è convinto.

venerdì 10 dicembre 2010

comprami, io sono in vendita

Con l'avvicinarsi del voto di fiducia s'intensificano le voci sulla compravendita di parlamentari. Deputati improvvisamente si appellano alla responsabilità e intanto saldano ilmutuo della casa. Un voto non vale poi tanto: per un sì basta quanto un giocatore del Milan guadagna in un mese. C'è chi si scandalizza. Di solito chi fino a ieri diceva che i parlamentari guadagnassero troppo. E che oggi non si domanda per cosa, se non per le stesse cifre, Fini e i suoi seguaci abbiano, tempo fa, improvvisamente cambiato idea.