martedì 2 maggio 2017

Valentino Parlato

Ogni volta che Renzi vince le primarie muore un comunista.

lunedì 6 febbraio 2017

ma che parlo arabo? sì

Ora che Trump ha cancellato lo spagnolo dal sito della Casa Bianca e l'Inghilterra ha lasciato, politicamente, il continente, l'Unione Europea dovrà decidere se esprimersi nelle decine di lingue presenti sul suo territorio o trovarsi una koinè, una lingua comune, in cui tutti, dal Portogallo allo Lituania, dalla Danimarca alla Grecia possano riconoscersi. Sembra una missione impossibile: di diversi ci sono perfino alfabeti. Eppure a pensarci, una lingua parlata da milioni di persone, in tutta Europa, c'è già, col vantaggio, oltretutto, di non essere esclusiva di una parte del mondo.
Piuttosto del tedesco, del francese, dello spagnolo, l'Europa parli arabo.

giovedì 26 gennaio 2017

Trentino: terreimmoto

Quando, ad agosto, dopo il terremoto di Amatrice, gli studiosi avvertirono che la faglia avrebbe dato luogo a ulteriori sismi ma che non era possibile prevedere se, nella dorsale appeninninica, essa si sarebbe rivolta a Sud o l'avrebbe, per così dire, risalita, la direzione che avrebbe preso il sisma in fondo, si sapeva. Quando un cataclisma deve scegliere dove abbattersi si rivolge, senza eccezioni, alle zone più povere. Davanti al bivio tra Toscana e Gran Sasso, le masse tettoniche non devono aver avuto dubbi. Di tzunami in Svizzera, per dire, non sono arrivati neanche gli schizzi. Nell'ultimo secolo è stata scossa Messina, l'Irpinia, l'Aquila. Fosse inondata, Roma si vedrebbe sommersa tutt'attorno a un isolotto chiamato Parioli. Perciò, mentre da anni, invano, si chiedono piani di evacuazione per il Vesuvio, è il caso di rassenerare l'opulenta cittadinanza trentina: nulla verrà mai a scuotervi.

martedì 10 gennaio 2017

società liquida? No, deserta.

Dice che un albero che cade fa più rumore di un bosco che cresce; eppure se si fa attenzione, lo stormire delle foglie, si coglie. Invece Umberto Eco, Tullio De Mauro, Baumann, muoiono da ultraottantenni mentre all'orizzonte nessun arbusto spunta a ripararci dalle intemperie.

sabato 7 gennaio 2017

almodovacuo

Se fosse per la chiassosa vacuità dei film di Almodovar, i film fungerebbero da rumore di fondo delle sale cinematografice, un pò come nei bar per far sloggiare i clienti tiratardi il cameriere rovescia le sedie e lava il pavimento.
Deve essersene accorto anche l'autore iberico perchè nell'ultima sua opera ha smorzato i toni, s'è fatto intimista. Julieta è un film da divano; la sua vacuità, finalmente non altisonante, concilia il riposo della sua generazione.