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martedì 19 febbraio 2013

Beppe Grullo

Emma Bonino, che per capire il mondo ha studiato l'arabo, è come certi leghisti che coltivano il vernacolo di Bergamo alta. Gli scioperi della fame di Pannella somigliano alle cene di alcuni tesorieri di partito. Rita Bernardini che visita le carceri è come gli autori della Bossi-Fini. Partiti dall'uno per cento fuori dagli schieramenti la copia in miniatura degli apparati che controllona televisioni, corporazioni, banche. Questo dice Beppe Grillo quando dice che i politici sono tutti uguali. Dimostrando di essere o male informato o in malafede.

lunedì 4 febbraio 2013

guardate che se non ci votate perdiamo

Se il Pd vuole vincere le elezioni non deve agitare lo spauracchio di un governo Berlusconi, quanto quello, ancora una volta, di un'opposizione alla Veltroni.

mercoledì 30 gennaio 2013

l'Italia giusta

Dopo lo scandalo della Monte dei Paschi di Siena quello dei rimborsi elettorali in Lombardia.  Se Bersani si fa vedere con una biondina minorenne il PD ha le elezioni in pugno.

venerdì 28 dicembre 2012

chi decide chi vince le elezioni

PD sopra il 30, Monti, Berlusconi e Grillo all'incirca al 17, la Lega al 5, SEL pure, gli "arancioni" forse al 4. Radicali, socialisti e Storace il resto. Queste sono le posizioni di partenza a qualche giorno dalla campagna elettorale. Tocca ora ai media spingere i propri cavalli. Nonostante il blog, a Grillo forse non basterà Il fatto quotidiano per continuare a attrarre quasi un quinto degli italiani. Berlusconi può contare solo su ciò che gli appartiene di diritto, non sulla Rai, i cui vertici sono stati nominati da Monti, forte di organi d'informazione di massa e di messa. Il PD si appoggerà sulla Repubblica e RAI3. Un pò poco, di fronte al resto della RAI e ai montiani Messaggero, Tempo e Corriere, per difendere il vantaggio che gli riconoscono i sondaggi. Tutto, allora, o buona parte, dipenderà da quella manciata di spettattori che vanta la7: Mentana preferirà Bersani o Monti? 

domenica 23 dicembre 2012

come far perdere Berlusconi

Dopo l'inchiesta di Gabanelli che ne ha messo in dubbio l'onestà, i sondaggi danno il partito di Di Pietro in caduta libera; ed è logico, perchè proprio il rispetto delle regole è la parola d'ordine, fin dal nome, di quel movimento. Se il PD lo volesse davvero, per battere Berlusconi sarebbe sufficiente rivelare retroscena sulla sua generosità, mettere in giro pettegolezzi che lo dipingessero come colto, profondo, umile, pubblicare intercettazioni in cui il fondatore del Popolo della Libertà la coniugasse in qualcosa che andasse oltre l'evasione fiscale. Perchè Berlusconi perda le elezioni basterebbe farlo apparire diverso dagli italiani.

martedì 27 novembre 2012

quali misure adotterebbe?

una ventina di centimetri.

martedì 28 febbraio 2012

Pellegatti, ovvero del maggioritario

Un telecronista che urla offese verso un allenatore è il segno del bipolarismo. Giornali, giudici, artisti, tutti sono schierati, e se non lo sono un posto in qualche curva glielo si trova comunque. Invece di spiegare i vantaggi della propria proposta, ai proporzionalisti basterebbe mostrare la differenza tra Pellegatti e Paolo Valenti.

martedì 24 gennaio 2012

PD: Peroni democratica

Di recente è apparsa una foto in cui Bersani, il segretario del PD, se ne sta ad un tavolo, in un angolo di un locale di un quartiere di Roma, a scrivere.Ha spiegato che lì fanno una birra che gli piace e che stava preparando un discorso. Forse, il discorso più convincente, era la foto.

sabato 14 gennaio 2012

Umberto & Bobo

Le massime menti della Lega Nord sono impegnate, in queste ore, in un approfondito, ponderato dibattito. Ci sono vette del pensiero cui l'uomo della strada, se non vuole sporcarsi di fango, rinuncia ad ascendere. Come nei film western, ad un certo punto le telecamere escono, lasciando le descrizione del dibattito al sonoro, finchè dalle porte sventolanti non sbuca, vagamente annoiato, Bud Spencer. Francamente, c'è sempre stato simpatico anche Terence Hill. Speriamo, quindi, che Bossi e Maroni, proprio come Franco e Ciccio, Gianni e Pinotto, Giuda e Gesù, possano restare nervosi ma insieme: si faranno più male.

mercoledì 28 dicembre 2011

corsi e ricorsi

Nel '97 Berlusconi era in difficoltà e D'alema ci fece, insieme, la bicamerale. Nel 2007 Berlusconi era finito, e Veltroni lo scelse come interlocutore per le riforme. In tutte e due le occasioni quegli appigli sono serviti al Cavalieri per uscire dall'angolo e vincere le elezioni. Fino ad un mese fa Berlusconi aveva il minimo storico di gradimento. Poi Bersani ha deciso di farne un alleato di governo.

lunedì 5 dicembre 2011

senza parole

Qualche giorno fa si era rifiutata di parlare con una rappresentativa di studenti - eletta - perchè tra di loro non c'era nessuna femmina. Poi la ministro Fornero, illustrando la manovra economica, si è interrotta perchè piangeva. Aspettiamo una parola, un atto, un singhiozzo che abbia qualcosa di sensato. Farebbe piacere a chi non ha potuto ascoltarla perchè colpevole di essere maschio o ad un pensionato qualunque. Basterebbe una parola: dimissioni.

venerdì 25 novembre 2011

alla faccia della demagogia

Ci sono gli ombrelli firmati. I cani col pedigree che costano quanto un'utilitaria e, a proposito, che non si debba rinunciare ad un optional, costi quel che costi. Ma quando c'è da decidere chi ci governa, no, è il caso di risparmiare. Ora tagliano sui vitalizi dei deputati. Così a rappresentarci saranno ricchi o incompetenti, comunque al soldo della lobby di turno. Quella che incaricherà il proprio partito di fare le leggi a proprio uso e consumo mentre i cittadini saranno ancora convinti che se il debito pubblico si moltiplica è per il prezzo del filetto che mangia Scilipoti.

giovedì 27 ottobre 2011

non fare il modesto, Massimo

Telecomando. Spunta Letta che si sbilancia e informa che il governo non è rispettabile, cambi canale e trovi Renzi che recita Benigni e Veltroni che da quella camicia spunta come un bruco, ripremi un tansto e compare Bosy Bindi che con la scusa di essere una santa donna manda a quel paese chi non è nè l'uno nè l'altro, davanti a qualche altra telecamera, in qualche altro studio, lo sai, a quell'ora Vendola imita sè stesso e Di Pietro riordina le idee e poi non dice niente. Finchè non arrivi a Porta a Porta. Vespa con tanto di bacchetta indica sondaggi, previsioni, alleanze, flussi elettorali. Il Pd cerca l'alleanza coll'UDC ma l'89 per cento dei simpatizzanti predilige SEL, mentre la platea completa dei lettori lo vede piuttosto vicino all'Italia dei Valori. E lei, Dalema che ne dice?
"Mah, sa, io mi occupo di politica."
E' inutile, il migliore è ancora lui.

giovedì 20 ottobre 2011

il Grillo parlato

Dopo il successo in Molise un interrogativo sorge spontaneo: ma non sarà che, se proprio i mass media voglio ostacolare l'ascesa del Movimento 5 stelle, il vero stratagemma sarebbe smettere di ignorarlo?

mercoledì 12 ottobre 2011

tanto rumore per nulla

Sono giorni, o forse ormai anni, di sondaggi. Il PD vanta un 26, quasi 27%. Sinistra e Libertà galoppa oltre l'8%. Segue L'Italia dei Valori, quotato 7. Per un totale di, circa, 41. A cui, per sommare tutta l'area, possiamo aggiungere l'1% della falce e martello della Federazione della sinistra. Arriviamo a 42, massimo 43. Nel 2008, in occasione delle ultime elezioni, il PD aveva superato di poco il 33%, Di Pietro il 4 e la sinistra Arcobaleno il 3 e mezzo. Per un totale di, arrotondiamo, 41%. Tre anni di escort, crisi, guerre, manifestazioni, Obama e processi questo hanno fruttato al centrosinistra: due punti su 100, un italiano su 50.

mercoledì 31 agosto 2011

vai a lavorare

Si va in pensione troppo presto. Io mi sento in piena forma. C'è gente che se non la lasci lavorare muore. Lavorare è un diritto. Più si lavora più si sta meglio. Al giorno d'oggi a sessant'anni sei un ragazzino.
Queste e altre frasi abbiamo sentito biascicare col tono di chi solleva pasticche e impugna vigorosamente catetri, giorni fa, a Marco Pannella.
Quando da una bocca escono cose del genere, il digiuno dovrebbe essere reato.

lunedì 22 agosto 2011

Luca Cordero di Montezemolo (a 6 anni)

Sarà perchè in inverno non si gioca a golf che Luca Cordero di Montezemolo ha dichiarato che un partito forse lo fonda tra un anno e mezzo? Aspettare ancora di più proprio non poteva, LCDM: è giovane da talmente tanto di quel tempo che nella culla si baloccava coi mondiali del '90. Dopo una quarantennale infanzia spesa a ravviarsi il ciuffo e a schiantare Ferrari, è tempo che sia lo Stato a farsi carico di questa risorsa, dicono quelli che ce lo vogliono appioppare. Berlusconi lo nominò "ambasciatore del Made in Italy nel mondo" e su tutti negozi a 1 euro i risultati ancora si vedono. Compirà 64 anni tra pochi giorni, il nostro enfant prodige. Che però alla sua verde età ha già fondato un fondo (Charme, l'ha chiamato) e una fondazione. Non gli resta che affondarci tutti, ora che, in un'età alla quale ci dirà sia troppo presto per andare in pensione, lui chissà, potrebbe cominciare a lavorare.

sabato 23 luglio 2011

PD: passato democratico

Chiami qualcosa "tradizione" e già dici rito, quindi usanza, ossi stantìa, qualcosa che si perpetua per il solo fatto che, appunto, si perpetua. E' il caso delle feste di partito, che oltre alle bancarelle e alla musica dal vivo, ancora offrono dibattiti e discorsi. Di solito sembrano pronunciati in una lingua morente. Pochi li seguono, pochissimi li capiscono. A volte compare la figura del moderatore. Ruolo anch'esso legato forse ad una funzione di cui s'è persa l'esigenza, perchè le personalità sopra palco e le persone sotto di solito moderate lo sono al limite dell'assopimento.
A fungere da moderatore, ieri, in una festa di partito che abbiamo visitato, era un precario. L'unico, a dire il vero, sveglio, in mezzo a tre ex sindacalisti e davanti a qualche brizzolato che sfogliava il giornale in attesa del film. Ha domandato a che serve il sindacato e le autorità hanno messo in scena il loro repertorio di frasi sull'unità, le sfide della globalizzazione e una crisi senza precedenti.
Giungevano, non abbastanza lontane, strilli da un altro palco, che abbiamo raggiunto. Una signora inveiva contro l'omofobia denunciano rabbiosa l'emarginazione, le prevaricazioni di ogni giorno e la posizione del governo. Dopo l'applauso del pubblico ha ringraziato, si è seduta e ha sorriso.
Mancava solo l'inchino.

lunedì 30 maggio 2011

la musa di Vendola

"C'è voglia di un cambiamento. E' cambiato il vento. C'è una nuova aria." I leader del centro sinistra la loro vittoria se la spiegano come fa Vendola. Immaginando un Cipputi e una signora Elvira qualunque che vanno verso le urne a mezz'aria, a forza di folate di aria nuova o di vento che cambia. A prima vista, certo, pare l'unica spiegazione possibile. Non bastano i quattro gatti che seguono Fini nè la politica del governo, che anzi finora raccoglieva consensi. E allora, cos'è che fa stravincere De Magistris, Pisapia, e cadere Novare, Trieste, Cagliari? L'informazione, ancora e sempre. Il tg di Mentana, per esempio, che un anno fa non c'era; e la generazione che si informa con la rete, che nel frattempo è cresciuta d'età e di numero. E, infine, Sky, con sempre più abbonati. Organi di informazione non di sinistra, ma neanche governativi. Mentre Vendola trionfa e delira a piazza del Duomo, qualcuno farebbe bene ad avvertirlo, che la sua musa si chiama Murdoch.