venerdì 13 agosto 2010

sillabe alluvionali

Foto DC

sono giorni strani - di una stranezza liquida grigia e piovosa
che quasi vorrei malinconica - ma non ci riesco, a immalinconirmi


nonostante i cieli grigi, tutto continua ad andare bene
solo non riesco a ridurre significativamente il numero di sigarette e ogni mattino mi danno per la gola rugginosa come le fabbriche abbandonate che piacciono a me.
pigramente a mollo nel mattino risciacquo vita
setaccio considerazioni e depositi alluvionali, fra cui: perché ho smesso di scrivere?


Cioè, un paio di motivi li conosco.
Uno è la mancanza di X - con cui condividevo sguardi sul mondo - complicità - sfide - la lussuria della parola cesellata


Uno è l'affaccio su un mondo di libri e riflessioni antropologiche che mi rimanda la mia ignoranza, e il consiglio di starmene ben zitta - senza presunzioni di dire.


ma questa mattina la considerazione è quasi sconsolata.
sto leggendo da alcune settimane i saggi di Orwell - tutto -
e ogni pagina è più fresca e dignitosa di volumi e volumi contemporanei

di una attualità sconvolgente comica perplimente -

allora ti dici che vuoi anche tu - buttarti in una notte di ubriachezza molesta per finire tra puttane e ubriaconi, anche se sai che non lo farai mai - e ti vergogni anche un po' di non essere abbastanza bestia


mi sono accorta che ho attraversato un ponte - dalla carta/dallo schermo - alle persone vere - perfino nelle loro case - io, che mi vantavo di essere asociale, non gregaria, ringhiosa e intollerante
e però, comunque, qualche cosa non si riesce a dire -
allora dove lo metti quel deposito di parole che ti rimane appeso fra il mascara raggrumato e le stanghette degli occhiali?
ignoro anche perché lo scrivo a voi. con la solita presunzione che vi possa perfino interessare.
DC






martedì 10 agosto 2010

la parola all'esperto

SALISBURGO - Partecipare alla "ripugnante" Love Parade è "peccato". Morire alla Love Parade 1 è la "punizione divina". Più chiaro di così, il pensiero del viennese Andreas Laun, vescovo ausiliario di Salisburgo, esperto di teologia morale e autore di saggi su Cattolicesimo e amore in relazione all'omosessualità e al rapporto di coppia, non potrebbe essere. D'altronde, non è un caso se la rubrica che cura sul portale cattolico Kath.net si intitoli Klartext, "parlare chiaro". Così Laun mette nero su bianco la sua convinzione che i 21 morti della terribile ressa scatenatasi alla Love Parade di Duisburg lo scorso 24 luglio, costato la vita anche alla giovane italiana Giulia Minola, altro non sia se non il castigo di Dio contro la perdizione di una gioventù impossibile da redimere. (www.repubblica.it)

lunedì 9 agosto 2010

alleanze

Si inizia a parlare di alleanze. Come un gioco dell'oca si ricomincia da prima di Veltroni. Il bipartitismo e`finito, ammesso che l'attuale, con Berlusconi da una parte e Fioroni dall'altra fosse diverso da un ballottaggio tra l'onorevole Padella e il presidente Brace. A Berlusconi, cui nel '94 per vincere bastò aggregare Fini, Casini e Bossi, stavolta dovrebbe bastare quest'ultimo. Dall'altra parte, l'aggregazione dei progressisti, la macchina da guerra di Occhetto che comprendeva Comunisti e verdi, nel frattempo e`diventata un clan di "anime morte", come li ha chiamati Vendola. La tenzone, che due anni fa era tra una destra e un centro, con la rottura di Fini rischia di essere tra una destra e una pure. C'e`chi spinge per un'alleanza di una specie di comitato di liberazione nazionale, scambiando Fini per Nenni, noto frequentatore dei Casino`monegaschi. A nostro avviso, invece, per mettere il dito nell'unica piaga che mediaticamente puo`pagare, al Pd converrebbe presentarsi da solo. Difficile che alla sua destra Rutelli e camerati entrino nelle fila del PDL, piu`probabile che alla sua sinistra Di Pietro e rosso-verdi vari riescano a intercettare magari anche qualche leghista. Finirà diversamente, ovvio.

inizia la campagna elettorale?

mercoledì 4 agosto 2010

"Bolzano, Italia?"

DC riporta con gusto:


da Comunicazione Italiana

30 Lug 2010



Premetto che non sono uno di quegli italiani che quando va in Alto Adige (Sud Tirolo), si sente subito discriminato nei negozi o nei bar, rispetto alla popolazione locale.


Tutt’altro, frequento questi posti da più di trent’anni e posso dire che mai ho avuto la benché minima sensazione di essere trattato con meno gentilezza e riguardo degli altoatesini (sudtirolesi).

Anzi, se le altre regioni d’Italia copiassero anche solo una parte della loro professionalità e del loro modello di business turistico, farebbero dei notevoli passi in avanti.

Quello che ho invece notato negli ultimi anni (ne è un esempio il caso politico esploso alcuni giorni fa a proposito dei cartelli turistici solo in tedesco), è il progressivo, e secondo me del tutto volontario, allontanamento dalla lingua e dalla cultura italiana. Questo mi sembra emerga nel loro recente comportamento, altrimenti schizofrenico e poco market-oriented.
Infatti perché proprio in Alto Adige, dove è massiccia la presenza turistica di Lombardi, Veneti, Toscani, Romani, ecc. si è deciso di rifare tutti i cartelli dei sentieri alpini nella sola lingua tedesca?
Non è forse utile a quella metà di “ospiti” non tedeschi che girano per i boschi sapere, in condizioni meteorologiche avverse, quanto dista il primo “rifugio”? Non è solo un problema di bilinguismo, peraltro obbligatorio in Alto Adige. È una questione di elementare sicurezza; non tutti sanno infatti che rifugio si dice “Hutte”, come non tutti sanno che per tornare ad Ortisei devono cercare le indicazioni per “St. Ulrich”!
Altro esempio. Piacevole serata di musica tirolese con un eccellente quartetto, stand gastronomici tipo october fest, molti residenti in costume, moltissimi turisti italiani presenti. Lo speaker deve aver annunciato in modo molto spiritoso i pezzi visto che la metà dei presenti rideva di gusto. Peccato che l’altra metà non abbia capito una sola parola di tedesco e sia rimasta esclusa.


Ultimo episodio che conferma che il problema, in realtà, non è solo linguistico.
Stanco del solito, buonissimo speck, in un supermercato di Brunico ho chiesto del prosciutto. Il cartello sul banco ne indicava due tipi, il “San Daniele” e un non meglio specificato “prosciutto estero”. Incuriosito, ho chiesto di dove fosse quest’ultimo.
“Di Parma” la (sorprendente?) risposta.






Di Mattia Camellini
Consodata spa (Gruppo Seat Pagine Gialle)