discettavo, la scorsa estate, nel cortile di un conoscente e suoi giovani adepti birrasorseggianti, di non so più quali vicende politiche economiche tragiche italiane.
Giovani agghindati, come si suol dire, da ''alternativi'' e autodefinentisi "di sinistra''.
Stupore rapidamente evoluto in straniamento mi conficcava nella sedia di plastica bianca mentre accantonavano con noncuranza il mio tentativo di mettere in discussione la loro giovanile appartenenza all'oratorio;
mentre narravano la condizione, oggi lavorativa, di ex studenti universitari, ex Erasmus, ex 'masterati' - cui seguiva l'inserimento in ruolo dirigenziale nella fabbrichetta dello zio.
Senza gavetta nè formazione nel settore.
Straniamento rapidamente tramutato in asfittico terrore mi agitava nella sedia di plastica bianca ascoltandoli rievocare ubriacature con birra belga nelle rue di Bruxelles e invocare il diritto alla quiete pubblica nelle vie centrali di Trento. Sottostanti il loro appartamento.
Diritto al riposo. Ad un sonno silezioso.
A forza di agitarmi nella sedia di plastica bianca con forza centrifuga presi slancio e mi accommiatai.
dice il dizionario Garzanti che sinonimo di "tollerare" è "subire".L'estate si avvicina.
Le miti temperature già consentono il ritrovo in cortile con birre e succhi in fresca.
Alla compagnia di simili menti e in opposizione al sinonimo del Garzanti,
prediligerò le parole di Zizek "En defensa de la intolerancia", regalo di Poldino.
DC
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mercoledì 28 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
Lorenzo il magni-magni-fico
Lorenzo Dellai, il presidente della provincia autonoma di Trento, ha proposto di cambiarne il nome. Qualcuno gli spieghi che, anche se la guida da vent'anni, la parola "regno" pare ancora prematura.
sabato 10 marzo 2012
trentini in piazza per l'autonomia: programma
I manifestanti verranno prelevati da dei bus navetta della provincia forniti di tutti i confort. I punti di raccolta saranno dislocati presso malghe e gioiellerie. A dirigere gli slogan sarà la sat. Il testo, composto di una bestemmia e un grugnito, verrà ripetuto a intervalli regolari. Tra i discorsi più attesi, quello del presidente della provincia, che riaffermerà la specificità della polenta della Valsugana. Seguirà la candidatura di Cles come sede per le olimpiadi del 2030. Al termine della manifestazione le bandiere verranno collocate negli appositi contenitori. L'obiettivo è battere il record di percentuale di bandiere riciclate. Alla manutenzione della piazza (caricamento a spalla di ubriachi e di astemi che lo sembrino), saranno preposti extracomunitari di Mantova e di Dakar. Il rientro presso i bar per l'aperitivo avverrà in fila per tre, col resto di due.
lunedì 1 agosto 2011
2_d_2 (o troppa grazia per il popolo bue) § II
§ 2. Scaglio la seconda pietra
Piccoli intellettuali crescono. A Bosentino?
Bambini siedono sulle sedioline blu di piazza XXIV Maggio a Bosentino (TN). Aspettiamo che inizi lo spettacolo.
Definito spettacolo per bambini.
Atteso come altre belle iniziative funamboliche.
La piazzetta è semivuota di alcune facce note.
Definito spettacolo per bambini.
Atteso come altre belle iniziative funamboliche.
La piazzetta è semivuota di alcune facce note.
Fa freddino.
Piccole e grandi vittime di pubblicità ingannevole, ascoltiamo una Mara Pieri sempre troppo uguale in questa ambiziosa intrapresa; apparentemente discepola di quella diffusa scuola teatrale italiana che vuole l'emozione e il pathos espressi da un innalzamento del tono della voce sulle ultime sillabe della frase, frammisto a nota di simpatico stupore e sbuffo di fiato. Trascorsi 20 minuti, è insostenibile.
(foto dal sito dell'associazione Il Funambolo)
Non dubitiamo sia nato da un afflato d'amore, per Melville e per il pacato Bartleby, il tentativo di resa artistica di "Avrei preferenza di no" da parte dei Funamboli, che, come diceva la mail di invito, «ne hanno fatto un progetto ibrido, fra lettura e teatro, performance e videoarte, fortemente caratterizzato dallo spazio in cui è posto in scena. Avrei preferenza di no non è una proposta di spettacolo frontale, ma una rilettura di reciproca influenza di spazi e testo.»
Valutando se andarci o meno, soppesavo se la dicitura "progetto ibrido" fosse un trucco, maschera linguistica intellettual-schizzinosa per l'incapacità di una resa teatrale che per tale avesse il coraggio di proporsi e, se del caso, farsi criticare.
Su un palco vuoto, a parte un telo per proiezione e un manichino - prima steso e poi diritto - in papier-mâché (che sarebbe il modo chic per dire 'cartapesta'), nonostante ogni tanto si sposti, si sieda e si rialzi, Mara Pieri non riesce a imprimere vivacità al testo.
Manca l'artificio – e pecca di presunzione – se ritenevano, i Funamboli di tenermi inchiodata sulla sedia in una riproduzione - che ormai temo totale - del romanzo di Melville.
E oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò
Colgo a caso parole dalla lettura della Pieri. Mi danno slancio per prendere il volo: esaspera – tedioso. Sì. Tedioso, esasperatamante, mi è ormai questo atto unico.
Non volo, no, ma come Donna Cannone certo mi affretto a lasciare il pubblico di piccoli intellettualini bosentinesi e la mia sedia davanti a questa tenda.
Senza l'applauso del pubblico – (non) pagante - e tutta sola verso un cielo nero nero, mi incammino.
Tornando alla macchina passo davanti al piccolo cimitero di Bosentino.
Più affollato della piazza che ho lasciato.
E più piacevolmente silenzioso.
DC
domenica 31 luglio 2011
2_d_2 (o troppa grazia per il popolo bue) § I
§ 1. Scaglio la prima pietra
Ho visto cose che voi nonesi non potevate nemmeno immaginare...
Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 1881
Fa freddo e piove, in questa sera di estate.
Nelle case buie la gente dorme.
Dentro un fienile, solo pochi, seduti sul paglione, fanno filò.
Luce fioca, notizie di matrimoni, pettegolezzi sulle nascite, su qualche morte. Leggende? Chi racconta di Mezzolombardo, a 20 chilometri da macinare a piedi su strade sterrate, un altro è andato in bicicletta (di ferro, pesante), lungo il Noce, fino a Lavis - "ma, no, lì no l'è pu' el Nos, gh'è l'Avisio".
I più fortunati si muovono seduti su un carro di buoi.
E Trento? Come sarà? Nessuno, intorno al paglione, lo sa.
Bisogna aspettare domani, per chiedere al Bepi.
Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 2011
Lo stupore che ci sgrana gli occhi appena entrati, in una sala del Museo Kiniano, per i colori dei costumi - rossi verdi dorati e così brillanti – per i mascheroni arzigogolati.
Il gruppo folk Kathakali, del nord dell'India produce un suono assordante con due piccoli tamburi e lo sbatacchio di due grossi sonagli in metallo pesante, mentre in sottofondo va la nenia cantata da un brahmino. Due uomini travestiti da uomo e da donna o forse archetipi di un amore contrastato o forse agghindati da divinità, si muovono, agitano una spada e ogni tanto lanciano gridolini.
Lo stupore presto cede il passo a un terrore annojato. Con sgomento ci guardiamo, le mani sulle orecchie.
rimgrazio Victor per le foto
L'ultima danza è un girotondo - uomini e donne avvolti in teli modesti, a piedi nudi – girano per mano e cantano. Un po' come facevamo all'asilo, e come ho visto fare agli indiani Sioux, e ai brasiliani. Valeva la pena farli volare dall'India (e a spese di chi?) per fare un girotondo? Alziamo i tacchi. Sgomenti.
I decibel pacati della pioggia di notte sono balsamo per le orecchie.
Casa dolce casa
Solo attraversando un ponte mentale che dal 1800 viene al 2011 apprezzo il portato di "Note comuni, identità diverse" organizzata dal Cinformi dell’assessorato provinciale alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza in collaborazione con Trentino Mondial Folk e con le amministrazioni locali.
Chi, nel luglio di 100 anni fa nella frazione nonesa di Segno, sapeva cos'è l'India. E dov'è. Nessuno desiderava la musica indiana. Nessuno si chiedeva che faccia avesse, un indiano.
E perché avrebbe dovuto?
Nel 2011, guardo il pubblico: nonesi con le birkenstock e donne e bambine indiane in coloratissimi abiti, mamme nonese si alternano nelle poltroncine a uomini col turbante, credo siano sikh.
Che cosa penseranno, i nonesi in sala?
E cosa, questi indiani radunati in un piccolo paese della Val di Non?
Pensa ognuno un rassicurante "casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu sei sempre una badia?"
In hindi (forse) : मेरा घर, मेरा घर, छोटी सी लड़की हो, तुम हमेशा एक अभय हैं
Nascerà poi l'amore, fra un noneso adolescente e una giovane indiana?
23 luglio 2111
Sincretiche danze folk noneso-indiane muovono danzatori mulatti sullo stesso palco.
DC
(to be continued...)
lunedì 13 giugno 2011
l'elettore trentino
Votare - lo dicono fior di sociologi - è un atto sciocco. Nel calcolo di effetti e benefici uscire di casa, raggiungere il seggio, magari fare la fila, non vale la pena, non conviene. Senza considerare che spesso è di domenica. Magari a primavera. Un sacrificio vano. Per il singolo di vantaggi non ce ne sono. Dovunque la metta non sarà la sua crocetta a fare la differenza: l'elettorato può ammontare a milioni di votanti. Sarebbe l'astensione, invece, l'atto più logico, lucido, autonomo. In un referendum come quello di questi giorni, per esempio, votare equivale a prosciugare un mare con un cucchiaino, nella speranza che tutti gli altri cittadini facciano lo stesso: un'illusione, una cosa da stupidi.
Come mai allora a votare più di tutti sono stati proprio i trentini?
(No, che loro un mare da prosciugare non ce l'hanno non c'centra.)
giovedì 21 aprile 2011
scoop: la donna cannone ha i baffi
E' il manager di Google e blogger egiziano Wael Ghonim, simbolo della rivolta in piazza Tahrir contro l'ex presidente Hosni Mubarak, a guidare la classifica delle persone più influenti del 2011 secondo il magazine "Time".
(www.repubblica.it)
lunedì 6 dicembre 2010
mercoledì 1 dicembre 2010
venerdì 29 ottobre 2010
trento, 2010
Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
taccia la bocca memore di quel che ha visto
che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.
(Ascanio Celestini)
mercoledì 4 agosto 2010
"Bolzano, Italia?"
DC riporta con gusto:
da Comunicazione Italiana
30 Lug 2010
Premetto che non sono uno di quegli italiani che quando va in Alto Adige (Sud Tirolo), si sente subito discriminato nei negozi o nei bar, rispetto alla popolazione locale.
Tutt’altro, frequento questi posti da più di trent’anni e posso dire che mai ho avuto la benché minima sensazione di essere trattato con meno gentilezza e riguardo degli altoatesini (sudtirolesi).
Anzi, se le altre regioni d’Italia copiassero anche solo una parte della loro professionalità e del loro modello di business turistico, farebbero dei notevoli passi in avanti.
Quello che ho invece notato negli ultimi anni (ne è un esempio il caso politico esploso alcuni giorni fa a proposito dei cartelli turistici solo in tedesco), è il progressivo, e secondo me del tutto volontario, allontanamento dalla lingua e dalla cultura italiana. Questo mi sembra emerga nel loro recente comportamento, altrimenti schizofrenico e poco market-oriented.
Infatti perché proprio in Alto Adige, dove è massiccia la presenza turistica di Lombardi, Veneti, Toscani, Romani, ecc. si è deciso di rifare tutti i cartelli dei sentieri alpini nella sola lingua tedesca?
Non è forse utile a quella metà di “ospiti” non tedeschi che girano per i boschi sapere, in condizioni meteorologiche avverse, quanto dista il primo “rifugio”? Non è solo un problema di bilinguismo, peraltro obbligatorio in Alto Adige. È una questione di elementare sicurezza; non tutti sanno infatti che rifugio si dice “Hutte”, come non tutti sanno che per tornare ad Ortisei devono cercare le indicazioni per “St. Ulrich”!
Altro esempio. Piacevole serata di musica tirolese con un eccellente quartetto, stand gastronomici tipo october fest, molti residenti in costume, moltissimi turisti italiani presenti. Lo speaker deve aver annunciato in modo molto spiritoso i pezzi visto che la metà dei presenti rideva di gusto. Peccato che l’altra metà non abbia capito una sola parola di tedesco e sia rimasta esclusa.
Ultimo episodio che conferma che il problema, in realtà, non è solo linguistico.
Stanco del solito, buonissimo speck, in un supermercato di Brunico ho chiesto del prosciutto. Il cartello sul banco ne indicava due tipi, il “San Daniele” e un non meglio specificato “prosciutto estero”. Incuriosito, ho chiesto di dove fosse quest’ultimo.
“Di Parma” la (sorprendente?) risposta.
Di Mattia Camellini
Consodata spa (Gruppo Seat Pagine Gialle)
da Comunicazione Italiana
30 Lug 2010
Premetto che non sono uno di quegli italiani che quando va in Alto Adige (Sud Tirolo), si sente subito discriminato nei negozi o nei bar, rispetto alla popolazione locale.
Tutt’altro, frequento questi posti da più di trent’anni e posso dire che mai ho avuto la benché minima sensazione di essere trattato con meno gentilezza e riguardo degli altoatesini (sudtirolesi).
Anzi, se le altre regioni d’Italia copiassero anche solo una parte della loro professionalità e del loro modello di business turistico, farebbero dei notevoli passi in avanti.
Quello che ho invece notato negli ultimi anni (ne è un esempio il caso politico esploso alcuni giorni fa a proposito dei cartelli turistici solo in tedesco), è il progressivo, e secondo me del tutto volontario, allontanamento dalla lingua e dalla cultura italiana. Questo mi sembra emerga nel loro recente comportamento, altrimenti schizofrenico e poco market-oriented.
Infatti perché proprio in Alto Adige, dove è massiccia la presenza turistica di Lombardi, Veneti, Toscani, Romani, ecc. si è deciso di rifare tutti i cartelli dei sentieri alpini nella sola lingua tedesca?
Non è forse utile a quella metà di “ospiti” non tedeschi che girano per i boschi sapere, in condizioni meteorologiche avverse, quanto dista il primo “rifugio”? Non è solo un problema di bilinguismo, peraltro obbligatorio in Alto Adige. È una questione di elementare sicurezza; non tutti sanno infatti che rifugio si dice “Hutte”, come non tutti sanno che per tornare ad Ortisei devono cercare le indicazioni per “St. Ulrich”!
Altro esempio. Piacevole serata di musica tirolese con un eccellente quartetto, stand gastronomici tipo october fest, molti residenti in costume, moltissimi turisti italiani presenti. Lo speaker deve aver annunciato in modo molto spiritoso i pezzi visto che la metà dei presenti rideva di gusto. Peccato che l’altra metà non abbia capito una sola parola di tedesco e sia rimasta esclusa.
Ultimo episodio che conferma che il problema, in realtà, non è solo linguistico.
Stanco del solito, buonissimo speck, in un supermercato di Brunico ho chiesto del prosciutto. Il cartello sul banco ne indicava due tipi, il “San Daniele” e un non meglio specificato “prosciutto estero”. Incuriosito, ho chiesto di dove fosse quest’ultimo.
“Di Parma” la (sorprendente?) risposta.
Di Mattia Camellini
Consodata spa (Gruppo Seat Pagine Gialle)
sabato 3 luglio 2010
fesbuc
L'adige annunica che un cittadino di Trento su tre e`registrato su facebook. E`un sollievo, consultando un social network, che qualche trentino ne sia escluso. La realta`virtuale continua ad essere la migliore.
mercoledì 16 giugno 2010
un sabato un po`fascista
"Spegnere l'informazione lo si può fare tranquillamente anche aumentando del 260% i costi di spedizione dei giornali, o impedendo che i giornali vengano consegnati ai lettori. Questo è quanto sta succedendo. La cottura dell'acqua ha ormai superato abbondantemente i 50 gradi, ma la rana ormai non se ne accorge più. Noi cerchiamo di scriverlo tutti i giorni. Ma non basta. Bisogna lottare perché i giornali possano essere non solo scritti, ma anche consegnati. Ecco perché la chiusura degli uffici postali il sabato diventa una questione da prima pagina. Le conseguenze ricadranno su tutti."
(www.ladige.it)
lunedì 7 giugno 2010
Come dice il grande capo...
"Ha l'effetto di una fitta al cuore e un brivido lungo la schiena, in un torrido pomeriggio di quasi estate, la frase pronunciata ieri da Roberto Saviano, il giornalista autore di Gomorra che ha chiuso, con la sua presenza la quinta edizione del Festival dell'Economia. «Mia madre - ha rivelato - è nata a Trento».
(www.ladige)
giovedì 3 giugno 2010
lunedì 31 maggio 2010
Rovereto, Italia
Te lo immagini un sindaco giovane, del nord est, che il giorno della sua elezione invece di sfoderare cravatte verdi e cannottiere celtiche dichiara che cercherà di rendere la sua città "più europea"?
E' accaduto oggi, a Rovereto. Auguri ad Andrea Miorandi (che oggi compie 36 anni).
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Spin Doctor
Gilberto Simoni come jack Frusciante
Si ritira Simoni, il ciclista che seppe arrivare prima degli altri ma in ritardo di un'epoca. Perchè quel suo modo di faticare, onesto, specie in salita, sembrava venire dritto dal dopoguerra. Rischiò di vincere un mondiale, se un compagno di squadra non avesse aiutato un avversario. Prima al Giro gli preferirono Cunego, giovane, biondo e meno montanaro.
Specie oggi che al Giro trionfa uno che si chiama Ivan, si sente la distanza del campione di modestia e non solo che si chiamava Gilberto. Le sue scuse, quando lo trovarono positivo al doping, fecero quasi tenerezza: caramelle della zia.
Oggi che ci sono traffici di sacche di sangue, è come se un fotogramma in bianco e nero uscisse dal gruppo.
venerdì 28 maggio 2010
buon fine settimana
"Un mese fa, sembra un secolo, Tremorti negava una manovra estiva di 5 miliardi che ora per questa "crisi improvvisa" è salita a 25 miliardi e, entro l'anno, raddoppierà, triplicherà. Il debito pubblico è fuori controllo, è arrivato a 1.800 miliardi, 100 accumulati nel solo 2009. Gli interessi sui titoli di Stato aumentano, il Pil scende, la miseria nazionale sale."
(www.beppegrillo.it)
)foto tratta da www.ladige.it)
lunedì 17 maggio 2010
Trentino Alto Adige: l'eccezione che conferma la tegola
Delle elezioni che si sono tenute in Trentino Alto Adige i giornali dicono che il PD sorride. In effetti non perde e se ci si destreggia tra liste civiche e alleanze quello che emerge è che, come fa quando dice di aver trionfato, il PD galleggia.
Non stupisce. Così come la Lega nelle regioni settentrionali a statuto ordinario, in Trentino Alto Adige il PD difende il privilegio di una parte della nazione a scapito del resto.
Non si spiega altrimenti la sua alleanza col partito sudtirolese che gli assicura il governo di Bolzano.
Dopotutto a Rovereto il sindaco che caccia i mendicati, purtroppo non è ancora uscente.
Rovesciate, quindi, le sorti della regione più a nord di tutte seguono - suo malgrado - le sorti del resto dell'ITalia: in un paese della Valsugana viene eletto un giovane sindaco negro (in bocca al lupo) mentre a Trento viene devastata la sede dell'ANPI.
giovedì 29 aprile 2010
uffa, mai visto un asteroide, il sabato sera, a Trento!
Per la prima volta sono stati scoperti sulla superficie di un asteroide ghiaccio d'acqua e "mattoni della vita" come composti organici. La scoperta, pubblicata su Nature, rafforza l'ipotesi che gli asteroidi potrebbero aver portato acqua e materiali organici, mattoncini della vita, sulla Terra, così come la teoria che potrebbero essere stati gli asteroidi a dare "il calcio d'inizio" alla vita sul nostro pianeta.
(www.ansa.it)
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