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lunedì 20 giugno 2011
in gabbia e senza cibo
Che fine faranno i canarini del vicino di Calderoli?
Ieri, a guardare, le immagini della sagra di Pontida era questa la nostra preoccupazione. Una volta in America per verificarne l'affidabilità si chiedeva all'elettore se fosse disposto ad acquistare un'auto usata dal candidato. Sarà l'estate che s'aprossima, invece noi immaginavamo il signor Brambilla in partenza per le spiagge che, come capita, chiede al vicino, durante la sua assenza, di badare alle piante, di aggiungere becchime ai canarini. E immaginavamo che il suo vicino fosse uno tra Calderoli, Borghezio, Bossi. Non vorremmo essere nei panni di quei canarini. Farebbero la nostra stessa fine.
sabato 19 marzo 2011
lunedì 1 novembre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Trova le differenze (socialismo o barbarie?)
1. Fermati tre rumeni, è la banda delle slot
(...) erano pendolari in piena regola, come tanti studenti, operai, impiegati. Ma il modo dei tre rumeni - tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni - di fare il loro mestiere era abbastanza diverso, tutto sui generis e assolutamente criminoso. Partivano dall'hinterland milanese, arrivavano in Trentino e una volta in stazione, attendevano facesse buio per poi puntare a bar e locali.
2. Stipendi in Trentino spa Rossini il più pagato(...) Attualmente, dopo il licenziamento del direttore generale Claudio Miorelli, a Trentino spa sono in tre.
Nel 2009 a guadagnare più di tutti è stato Maurizio Rossini, responsabile dell'area marketing, con uno stipendio lordo annuo di 137.084 euro e una paga netta mensile di 5.177 euro. Un gradino sotto si colloca Paolo Manfrini, il dirigente dell'area pubbliche relazioni e comunicazione al quale viene applicato il contratto collettivo nazionale dei giornalisti e che l'anno scorso ha portato a casa 124.207 euro lordi (4.734 euro netti al mese).
(...) erano pendolari in piena regola, come tanti studenti, operai, impiegati. Ma il modo dei tre rumeni - tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni - di fare il loro mestiere era abbastanza diverso, tutto sui generis e assolutamente criminoso. Partivano dall'hinterland milanese, arrivavano in Trentino e una volta in stazione, attendevano facesse buio per poi puntare a bar e locali.
2. Stipendi in Trentino spa Rossini il più pagato(...) Attualmente, dopo il licenziamento del direttore generale Claudio Miorelli, a Trentino spa sono in tre.
Nel 2009 a guadagnare più di tutti è stato Maurizio Rossini, responsabile dell'area marketing, con uno stipendio lordo annuo di 137.084 euro e una paga netta mensile di 5.177 euro. Un gradino sotto si colloca Paolo Manfrini, il dirigente dell'area pubbliche relazioni e comunicazione al quale viene applicato il contratto collettivo nazionale dei giornalisti e che l'anno scorso ha portato a casa 124.207 euro lordi (4.734 euro netti al mese).
martedì 31 agosto 2010
Much Ado About Nothing? (per una fettina di culo in più)
SMS di S.C., 31.08.2010 ore 18.45: «cattolici: le ragazze vendono la fede a 80euro. islamici: forse a 60 o 100 euro. Che animal farm»
risposta con lettera aperta
La vendita della fede e degli altari - religiosi o politici, fa poca differenza.
Mi scosto e godo il circo - i veri freaks - e come tali, vanno facendo clamore nel circo delle parole - spudorate - pornografiche, in un'arena che trascende i confini dei mondi.
mi posso concedere il lusso di una spolverata alla clavicola come fossero forfora? se nulla si può fare - come cittadini - Se nell'enclave dei professionisti dell'indignazione siamo inermi.
Se nemmeno questo ci scalfisce nell'etica quotidiana.
Forse dovrei prendere lezioni di filosofia.
Quasi ogni giorno mi accanisco su un bilancio esistenziale - Ma ogni giorno è troppo. La tessitura di parole è a volte meno soddisfacente di una sciarpa fatta all'uncinetto.
Scavo sabbia di parole e preferirei fosse solo sabbia. Avere 5 anni, fare castelli sulla spiaggia, invece di.
allora, in tutto questo can-can di berlusconi e gheddafi e lapidazioni e condanne a morte e inondazioni e miniere che crollano, varrebbe più la pena stare fermi. Non dire niente. Urlare di silenzio.
e in questa luce di vanità, non ti sembra abbia più senso l'azione di chi vende la fede a 70 euro? - un fardello non richiesto ereditato con la vita e la ''cultura'', (come altre mille incombenze, non scelte, così come non si sceglie di nascere). Che almeno serva a qualcosa. Che almeno frutti una manciata di euro.
non credi possa essere un sollievo appendere al braccio di un altro le responsabilità della propria esistenza?
E farlo a viso aperto, davanti ai media di tutto il mondo, una fettina di culo in cambio di pochi spiccioli, è più divertente e audace da guardare dell'ipocrisia e dei moralismi scandalizzati da polverosi secoli. E, da secoli, inutili.
O no?
DC
martedì 20 luglio 2010
cry for me, Argentina
"In un paese dove si stima che cattolici siano più o meno il 91 per cento della popolazione, da oggi c’è una legge che autorizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Succede in Argentina, primo paese dell’America Latina a sancire così legalmente le unioni omosessuali. Il disegno di legge, sostenuto dal governo di centro-sinistra della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, è stato approvato con 33 voti a favore e 27 contrari."
domenica 13 giugno 2010
lunedì 7 giugno 2010
Come dice il grande capo...
"Ha l'effetto di una fitta al cuore e un brivido lungo la schiena, in un torrido pomeriggio di quasi estate, la frase pronunciata ieri da Roberto Saviano, il giornalista autore di Gomorra che ha chiuso, con la sua presenza la quinta edizione del Festival dell'Economia. «Mia madre - ha rivelato - è nata a Trento».
(www.ladige)
mercoledì 19 maggio 2010
caino
Un minorenne è stato accusato di apologia di fascismo per aver cantato in un pub dell'Altopiano di Pinè il noto motivetto che esalta la presenza «civilizzatrice» dell'Italia in Abissinia. Il giovane avrebbe fatto poi anche il saluto romano accompagnato dalla frase «Heil Hitler». I difensori - i neosindaci di Pelugo e Tione, Galli e Gottardi - contestano l'eccessiva indeterminatezza della Legge Mancino e dicono: non è inno al fascismo, ma alla fratellanza
(www.ladige.it)
martedì 11 maggio 2010
il fondamento della società
In Italia si consuma un omicidio in famiglia in media ogni 2 giorni, 2 ore, 20 minuti e 41 secondi: e troppo spesso sono le donne a pagare la violenza dei mariti, soprattutto in caso di divorzi o separazioni, o i bambini quella di madri cadute in depressione. Il movente è passionale nel 25,9% degli omicidi, seguono contrasti personali nel 21,8% dei casi, i disturbi psichici nel 16,15% dei casi, le liti per l`assegnazione della casa coniugale nel 15% dei casi, le ragioni economiche (assegni di mantenimento o restituzioni di somme) nell`8% dei casi.
(www.ilriformista.it)
lunedì 10 maggio 2010
sbaglio o sono tutti film su Bertolaso?
ROMA, 10 MAG - Iron Man 2 guida per la seconda settimana di fila il week end al cinema, anche se in pratica dimezza (-55%) i suoi incassi. E questo a fronte di un piccolo numero in meno di sale. Al 2/o posto resiste Oceani-3D che comunque cala negli incassi con un -30% a fronte invece di un maggior numero di schermi. Irrompe terzo Notte folle a Manhattan. In 11/a posizione arriva Draquila che nel primo week end incassa 263 mila euro: e' la 3/a media per copia dopo Iron Man e Notte folle.
domenica 18 aprile 2010
funerale in casa vianello
Con un esclusiva alle telecamere di Canale 5, alla presenza del padrone, sono state officiate le esequie, manco fosse un faraone, del marito di Sbirulino. La camera ardente, allestita presso gli studi di Cologno Monzese, sullo sfondo della bara trasmetteva le imprese del de cuius.
Ossia, come sempre, "l'ultimo dei grandi". Una serie di pachidermi in effetti, da Alberto Sordi in giù, si sta estinguendo. Spesso gente, come Vianello, che aveva smesso di farci ridere quarant'anni fa. Rivolta a celebrare le glorie del passato l'Italia non trova che una specie di maggiordomo travestito da Tarzan. Lo fa, e non potrebbe altrimenti, senza uscire dal mondo della televisione, l'unica lente che un popolo di ex cittadini e attuali telespettatori conosce.
I funerali, in cui Pippo Baudo ha offerto un ricordo del collega scomparso, sono stati sponsorizzatiofferti da una nota ditta di acqua santa utile anche come detergente intimo per bambini.
mercoledì 31 marzo 2010
giovedì 11 febbraio 2010
dicono di noi
L'Italia è un paese normale? L'anomalia rappresentata da Berlusconi - il fatto che concentri in sé il potere politico e mediatico, che utilizzi il Parlamento come un'azienda destinata a fabbricare leggi che lo salvino dai tribunali, che vomiti insulti sulla magistratura, che critichi continuamente la Costituzione, che riduca la politica a un cumulo di barzellette e dichiarazioni istrioniche, che porti con sé il peso dei suoi scandali sessuali - tutto questo spingerebbe a rispondere di no. Ma c'è di più.Ciò che colpisce, ad esempio, è il fatto che dopo essere stata considerata il laboratorio-avanguardia dell'idea di Europa, l'Italia è oggi regredita a uno status 'provinciale'. La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco, soltanto di rado parla inglese. Il ruolo centrale ancora attribuito alla televisione immobilizza il paese negli anni Ottanta. Si va in televisione agghidati, tutto è intrattenimento, pubblicità, talk show urlato, sederi e pizzi, le trasmissioni di inchiesta sono rarissime e di conseguenza quelle a cui potrebbero partecipare filosofi, storici, sociologi, psicanalisti o uomini di scienza praticamente non esistono. Una sera su due Rai Uno manda in onda Porta a Porta, un talk show condotto da un giornalista dolciastro, una sorta di messa a cui partecipano sempre gli stessi leader politici, e che non è lontana dal rimpiazzare Camera e Senato. Molto di rado nelle trasmissioni politiche, sportive o di varietà compare una persona di colore. Nuova provincia, l'Italia perde punti praticamente in ogni settore, dalla scuola alla sanità, all'ecologia, ai diritti, ala cultura (budget massacrato) e anche alla tecnologia. Di recente, dopo Bob Geldof che rimproverava il governo di pareggiare il bilancio alle spalle dei poveri, è stato Bill Gates in persona ad accusare Berlusconi ("I ricchi spendono molti più soldi per risolvere i loro problemi personali, come la calvizie, di quanto non facciano per combattere la malaria") di aver ridotto della metà i fondi pubblici per lo sviluppo promessi davanti alle telecamere, facendo dell'Italia "il più avaro paese europeo".
La stessa regressione a livello informatico. Si sa che a causa del decreto Pisano la connessione wireless a Internet in un luogo pubblico, un areoporto o un cybercafé per esempio, è sottomessa alla presentazione di una carta di identità? Che i crediti per lo sviluppo dell'addebito immedito sono congelati dal 2008, che da parte della maggioranza si levano voci che domanda il controllo di social network come Facebook? Che sono state firmate ovunque petizioni per "emancipare Internet" dalle norme legislative che penalizzano il futuro del paese il quale, per l'accesso alla Rete, è già "indietro e sottosviluppato rispetto al resto d'Europa"? Berlusconi è un uomo di televisione vecchio stile, per il quale Internet è un mezzo pericoloso in quanto "liquido", ovvero incontrollabile e fuori dal suo impero. Ma è a livello sociale che la regressione è più netta. Berlusconi catalizza talmente l'attenzione che all'estero non si percepisce come il fatto più importante sia piuttosto una "leghizzazione" della società, che porta con sé una degradazione morale e civica, una "barbarizzazione" dell'Italia. La Lega Nord di Umberto Bossi - il cui organo di stampa, La Padania, ha scritto "Quando ci liberete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dai violentatori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, i nostri spiriti? Buttateli fuori, questi maledetti" - la Lega Nord alleata decisiva del partito di Berlsuconi ha fatto eleggere i suoi uomini, molti dei quali sono ministri, in un considerevole numero di amministrazioni locali, diffondendo i suoi valori e il suo linguaggio, ha sdoganato e reso normale il discorso xenofobo.Ci vorrebbe la Biblioteca Vaticana per riunire ed enumerare i discorsi che incitano all'odio razziale, all'omofobia, all'anti-meridionalismo pronunciati dai suoi leader. Che si guardino su Youtube i discorsi del signor Mario Borghezio, che ci ascolti qualche estratto dei discorsi di Radio Padania: in nessun paese sarebbe tollerato un tale strabordamento di odio, stupidità, xenofobia!
(dal giornale Liberation)
lunedì 25 gennaio 2010
DC = DIGOS Controls me. ?
Ricevo dai blogger di Doss Trento copia di questa comunicazione, riferita al mio post del 21 gennaio u.s. Uot uimen uont (senz'altro vero probabilmente) http://blog2piazze.blogspot.com/2010/01/uot-uimen-uont-senzaltro-vero.html
Gentile xxxxxxxx
La ringrazio per la sua segnalazione, che mi risulta essere pervenuta via
mail anche a numerosi altri dipendenti della Provincia.
Considerato il particolare tenore provocatorio e diffamatorio dei commenti
contenuti nel blog sottoriportato dal titolo: "PARI OPPORTUNITA´ : LA
PALPATINA A BECKAHAM E QUELLA ( MAI DATA ) ALLA BELTRAMI! , che peraltro
coincidono con tutta una serie di minacce rivolte all'assessore alla
solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami,
provvedo a trasmettere ai competenti organi di Polizia la sua
segnalazione, affinchè accertino la provenienza lecita e l'identità certa
dei responsabili del sito Doss Trento e degli autori del blog (Donna
Cannone) nonchè dei successivi autori dei commenti. Lo stesso sito,
totalmente privo di riferenti ufficiali o nomi di responsabili riporta
inoltre un commento dal titolo "PERCHE´ SONO DIVENTATA ANARCHICA! di
CloroalClero.
Si chiede pertanto all'Ufficio DIGOS della Questura di Trento, a cui la
presente è diretta per conoscenza, di voler provvedere agli opportuni
accertamenti ed indagini del caso.
Cordiali saluti
PAT
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxx
Vorrei evidenziare che la lettera contiene alcune imprecisioni.
Il mio post – nel caso specifico - non contiene minacce,
bensì il resoconto di un incontro pubblico e la manifestazione di
un parere diverso da quelli espressi in tale sede.
Dalla lettera si evince che a chi l'ha scritta
non è ben chiara la differenza tra un post e un blog,
tra un articolo e un commento.
Non vi sono commenti diffamatori nei blog citati.
Il brano di Cloroalclero è un post a sé stante.
Mi sembra che tra gli incontri organizzati da Terziario Donna si discuterà anche di donne e media. Visto il tenore dell'incontro del 20 gennaio, avevo deciso di non seguirne altri, ma se chi mi interpella lo riterrà opportuno, potremmo andarci e poi discuterne insieme.
Confido che i soldi pubblici possano essere impiegati per motivi seri, ma sono curiosa del dibattito che si potrebbe creare con i signori suindicati. Chissà se mi verranno a trovare?
Notte serena,
DC
ps: Per gli aggiornamenti sulle repliche: http://www.dosstrento.net/dosstrento/modules.php?name=News&file=article&sid=83
Gentile xxxxxxxx
La ringrazio per la sua segnalazione, che mi risulta essere pervenuta via
mail anche a numerosi altri dipendenti della Provincia.
Considerato il particolare tenore provocatorio e diffamatorio dei commenti
contenuti nel blog sottoriportato dal titolo: "PARI OPPORTUNITA´ : LA
PALPATINA A BECKAHAM E QUELLA ( MAI DATA ) ALLA BELTRAMI! , che peraltro
coincidono con tutta una serie di minacce rivolte all'assessore alla
solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami,
provvedo a trasmettere ai competenti organi di Polizia la sua
segnalazione, affinchè accertino la provenienza lecita e l'identità certa
dei responsabili del sito Doss Trento e degli autori del blog (Donna
Cannone) nonchè dei successivi autori dei commenti. Lo stesso sito,
totalmente privo di riferenti ufficiali o nomi di responsabili riporta
inoltre un commento dal titolo "PERCHE´ SONO DIVENTATA ANARCHICA! di
CloroalClero.
Si chiede pertanto all'Ufficio DIGOS della Questura di Trento, a cui la
presente è diretta per conoscenza, di voler provvedere agli opportuni
accertamenti ed indagini del caso.
Cordiali saluti
PAT
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxx
Vorrei evidenziare che la lettera contiene alcune imprecisioni.
Il mio post – nel caso specifico - non contiene minacce,
bensì il resoconto di un incontro pubblico e la manifestazione di
un parere diverso da quelli espressi in tale sede.
Dalla lettera si evince che a chi l'ha scritta
non è ben chiara la differenza tra un post e un blog,
tra un articolo e un commento.
Non vi sono commenti diffamatori nei blog citati.
Il brano di Cloroalclero è un post a sé stante.
Mi sembra che tra gli incontri organizzati da Terziario Donna si discuterà anche di donne e media. Visto il tenore dell'incontro del 20 gennaio, avevo deciso di non seguirne altri, ma se chi mi interpella lo riterrà opportuno, potremmo andarci e poi discuterne insieme.
Confido che i soldi pubblici possano essere impiegati per motivi seri, ma sono curiosa del dibattito che si potrebbe creare con i signori suindicati. Chissà se mi verranno a trovare?
Notte serena,
DC
ps: Per gli aggiornamenti sulle repliche: http://www.dosstrento.net/dosstrento/modules.php?name=News&file=article&sid=83
giovedì 31 dicembre 2009
riceviamo e volentieri pubblichiamo
dagli amici di http://www.dosstrento.net/dosstrento/
Una riflessione inviata da Franco.
L’ex direttore de “L’Adige”, Paolo Ghezzi, ha pubblicato un suo corsivo sul quotidiano di lunedì 28 c.m. dal titolo “Filippo G. Sopravvissuto al Natale” ( “cuori matti” ).
Senza voler entrare nel merito di una serie di banalità/luoghi comuni filo cattolici ….
… penso però che il pezzo possa fare effettivamente riflettere tutta una serie di persone ipocrite, tutte quelle persone che si sentono “più buone e felici” a Natale salvo poi il fatto di comportarsi e sentirsi (dentro e fuori) come autentici “Figli di P****a” per tutto il resto dell’anno!
Evviva quelli che vedono allo specchio chi sono e non hanno maschere, quelli che hanno un cuore, magari duro ma vero, quelli che non sono ipocriti…. Neppure a Natale!
Cordiali saluti
Franco
Quando la felicità è tornare in ufficio, il lunedì mattina
Di Paolo Grezzi – L’Adige 28-12-2009
dagli amici di http://www.dosstrento.net/dosstrento/
Una riflessione inviata da Franco.
L’ex direttore de “L’Adige”, Paolo Ghezzi, ha pubblicato un suo corsivo sul quotidiano di lunedì 28 c.m. dal titolo “Filippo G. Sopravvissuto al Natale” ( “cuori matti” ).
Non capisco perché si è voluto identificare il Signor Filippo G. con un pubblico dipendente ( potrebbe essere benissimo anche un giornalista, un politico o uno dei tanti personaggi appartenenti a qualsiasi altra “casta” ) se non al solo scopo di descrivere una serie di luoghi comuni entrati oramai a forza nell’immaginario collettivo e al fine di fare una bella coreografia al suo racconto, ma penso che il Dott. Ghezzi abbia centrato ( forse involontariamente vista magari l’influenza professionale data da Vita Trentina) il tema dell’ipocrisia del Natale.
Senza voler entrare nel merito di una serie di banalità/luoghi comuni filo cattolici ….
- Chi decide se un nome ( Luna ) è bello o brutto?
- Chi ha detto che milioni di separati e divorziati, detesta il Natale?
- Chi ha detto che si deve essere per forza filo Ratzinger viste, sentite e lette le sue conservatrici prese di posizioni che stanno andando dalla parte diametralmente opposta di quella di Wojtyła ?....
- Chi ha detto che milioni di separati e divorziati, detesta il Natale?
- Chi ha detto che si deve essere per forza filo Ratzinger viste, sentite e lette le sue conservatrici prese di posizioni che stanno andando dalla parte diametralmente opposta di quella di Wojtyła ?....
… penso però che il pezzo possa fare effettivamente riflettere tutta una serie di persone ipocrite, tutte quelle persone che si sentono “più buone e felici” a Natale salvo poi il fatto di comportarsi e sentirsi (dentro e fuori) come autentici “Figli di P****a” per tutto il resto dell’anno!
Evviva quelli che sono onesti con se stessi come il Signor Filippo G., quelli che non hanno una maschera “natalizia”…
evviva quelli che sono coerenti, che sanno di essere “cattivi” ma quando decidono di essere buoni lo sono per davvero, quelli che a natale non fanno regali, ma li fanno durante tutto l'anno o al di fuori delle feste comandate. Evviva quelli che vedono allo specchio chi sono e non hanno maschere, quelli che hanno un cuore, magari duro ma vero, quelli che non sono ipocriti…. Neppure a Natale!
Cordiali saluti
Franco
Questo il testo di Paolo Grezzi.
Filippo G. – Sopravvivere al Natale!Quando la felicità è tornare in ufficio, il lunedì mattina
Di Paolo Grezzi – L’Adige 28-12-2009
“Tvtb papi. Buon Natale :-))))”.
Filippo G., 37 anni, dipendente provinciale, non sopporta le abbreviazioni negli sms.
E non sopporta gli smiley, fatti con le parentesi chiuse per simulare un sorriso di felicità. Lui questo Natale - un orribile Natale inondato di pioggia - non è felice neanche se sua figlia, la sua unica, gli ha messo 4 parentesi sorridenti dopo quell’orribile tvtb, che sembra la sigla di una televisione commerciale e invece sarebbe: Ti voglio tanto bene.
Non lo commuove nemmeno se l’ha scritto la sua bambina fantastica, la sua Luna. E si domanda come hanno fatto, lui e Donatella, a darle un nome così tremendo, che forse per un cagnolino, ancora ancora... ma per un essere umano?
Come hanno potuto?
Comunque Luna questo Natale lo passa con sua madre e Filippo G., come milioni di separati e divorziati, detesta il Natale. Di Gesù bambino non gli importa più nulla da tempo, e se una svizzera rossovestita si scaglia contro il papa bianco nella basilica di San Pietro, lui fa il tifo per la svizzera.
Filippo G. non ha spedito un singolo sms di auguri, e non sopporta di riceverli, specie quelli con le citazioni celebri e l’autore tra parentesi, come in un bacio Perugina, o quelli enfaticamente affettuosi: “auguroni”, “augurissimi”. E detesta soprattutto quelli che gli scrivono: “Un 2010 pieno di tutta la felicità che ti meriti”. Ma chi se la merita, la felicità? La felicità è un regalo passeggero, un soffio, una coincidenza. Nessuno se la merita.
Apre il libretto che gli ha regalato la biondina dell’ufficio accanto, con cui ha avuto una toccata e fuga tre mesi fa, in un weekend uggioso, su un lago fuori stagione. Intermezzo non sgradevole, pensa adesso, ma niente a che vedere con la felicità.
Gli viene da pensare che forse si è felici solo da bambini (ma lui si ricorda solo il gran pianto di paura in braccio al Babbo Natale aziendale del dopolavoro di papà), o al primo lento alla seconda festa di classe in quarta ginnasio, o alla terza birra scura in un pub di Dublino. O quando si fa qualcosa di grande: tipo rischiare la vita per amore, o morire per cercare di salvare gli altri, come i quattro alpinisti della Val di Fassa, sepolti insieme in un abbraccio di neve.
Filippo G. apre il libretto di Seneca, testo latino a fronte che gli ricorda i tempi dell’Arcivescovile. “Cum de beata vita agetur...”: Ma quando si parla della vita felice, non mi puoi rispondere come per le votazioni: “la maggioranza sta da questa parte”. Infatti è la parte peggiore. Per le faccende umane non funziona così bene: le cose migliori sono sgradite ai più. La folla è la peggiore conferma. ...”.
“Ut meliora pluribus placeant...”. Il latino è musicale, pensa Filippo G. mentre gli si abbassano le palpebre e si addormenta con la luce accesa.
Poi fa un sogno: domani è lunedì, si torna in Provincia, il mio ufficio ben riscaldato, il salvaschermo con i pesci tropicali, la biondina della porta accanto che tacchetta in corridoio andando a fare fotocopie... E per la prima volta, dalla mezzanotte della vigilia di Natale, Filippo G. si sente impercettibilmente, inesorabilmente felice.
Filippo G., 37 anni, dipendente provinciale, non sopporta le abbreviazioni negli sms.
E non sopporta gli smiley, fatti con le parentesi chiuse per simulare un sorriso di felicità. Lui questo Natale - un orribile Natale inondato di pioggia - non è felice neanche se sua figlia, la sua unica, gli ha messo 4 parentesi sorridenti dopo quell’orribile tvtb, che sembra la sigla di una televisione commerciale e invece sarebbe: Ti voglio tanto bene.
Non lo commuove nemmeno se l’ha scritto la sua bambina fantastica, la sua Luna. E si domanda come hanno fatto, lui e Donatella, a darle un nome così tremendo, che forse per un cagnolino, ancora ancora... ma per un essere umano?
Come hanno potuto?
Comunque Luna questo Natale lo passa con sua madre e Filippo G., come milioni di separati e divorziati, detesta il Natale. Di Gesù bambino non gli importa più nulla da tempo, e se una svizzera rossovestita si scaglia contro il papa bianco nella basilica di San Pietro, lui fa il tifo per la svizzera.
Filippo G. non ha spedito un singolo sms di auguri, e non sopporta di riceverli, specie quelli con le citazioni celebri e l’autore tra parentesi, come in un bacio Perugina, o quelli enfaticamente affettuosi: “auguroni”, “augurissimi”. E detesta soprattutto quelli che gli scrivono: “Un 2010 pieno di tutta la felicità che ti meriti”. Ma chi se la merita, la felicità? La felicità è un regalo passeggero, un soffio, una coincidenza. Nessuno se la merita.
Apre il libretto che gli ha regalato la biondina dell’ufficio accanto, con cui ha avuto una toccata e fuga tre mesi fa, in un weekend uggioso, su un lago fuori stagione. Intermezzo non sgradevole, pensa adesso, ma niente a che vedere con la felicità.
Gli viene da pensare che forse si è felici solo da bambini (ma lui si ricorda solo il gran pianto di paura in braccio al Babbo Natale aziendale del dopolavoro di papà), o al primo lento alla seconda festa di classe in quarta ginnasio, o alla terza birra scura in un pub di Dublino. O quando si fa qualcosa di grande: tipo rischiare la vita per amore, o morire per cercare di salvare gli altri, come i quattro alpinisti della Val di Fassa, sepolti insieme in un abbraccio di neve.
Filippo G. apre il libretto di Seneca, testo latino a fronte che gli ricorda i tempi dell’Arcivescovile. “Cum de beata vita agetur...”: Ma quando si parla della vita felice, non mi puoi rispondere come per le votazioni: “la maggioranza sta da questa parte”. Infatti è la parte peggiore. Per le faccende umane non funziona così bene: le cose migliori sono sgradite ai più. La folla è la peggiore conferma. ...”.
“Ut meliora pluribus placeant...”. Il latino è musicale, pensa Filippo G. mentre gli si abbassano le palpebre e si addormenta con la luce accesa.
Poi fa un sogno: domani è lunedì, si torna in Provincia, il mio ufficio ben riscaldato, il salvaschermo con i pesci tropicali, la biondina della porta accanto che tacchetta in corridoio andando a fare fotocopie... E per la prima volta, dalla mezzanotte della vigilia di Natale, Filippo G. si sente impercettibilmente, inesorabilmente felice.
venerdì 18 dicembre 2009
ciclo e biciclo: la giustizia a un bivio
Confessiamo di non seguire molto i casi di cronaca nera. Tra i motivi c'è che l'enigmistica ci ha sempre visto fallire e il risultato esatto di un'operazione matematica ci è sempre solo parsa il tiro a dadi di un biscazziere professionista, nulla di più.
Amanda, dopo il delitto di Perugia fu interrogata per quattordici ore. Incolpò un extracomunitario e al posto suo pur di una tregua non avremmo esitato a incolpare Gatto Silvestro o qualche odiosa zia di terzo grado.
Starà in carcere venticinque anni. Tra gli argomenti dell'accusa l'aver avuto diversi amanti.
Sui pedali della bicicletta di Stasi i periti dissero di aver trovato tracce di sangue; che il ragazzo spiegò con le mestruazioni della vittima. Ulteriori indagini pare abbiano escluso che quello sui pedali fosse sangue: Stasi quindi aveva trovato una giustificazione ad un un fatto che non era neanche successo.
Che vuol dire?
Che la giustizia, come dice un personaggio di Sciascia, è un ingranaggio, in cui il professarsi innocenti ha la stessa pertinenza che avrebbe farlo da parte di un pedone che venga investito.
Forse è ora di accendere i fari, e rallentare.
domenica 6 dicembre 2009
spettacolo "Lettere contro la guerra"
Il Gruppo Naturalistico Le Tracce propone uno spettacolo di beneficenza
“Lettere contro la guerra”
liberamente tratto dal libro di Tiziano Terzani
con Gualtiero Bertelli (cantautore),
Mirko Artuso (attore di cinema e teatro) , Simone Nogarin (chitarra) e
Domenico Santaniello (contrabbassista)
Domenica 6 dicembre 2009 ore 16.30
presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto
Entrata a offerta cartacea Il ricavato sarà devoluto per un progetto contro le mine antiuomo in Afghanistan Vittorino Mason e Piera Biliato
giovedì 19 novembre 2009
Disubbidire fortifica
In bicicletta
«Disubbidire fortifica.» pensavo, mentre la moto mi scoppiettava sotto al sedere. Il bastone infilato nel sellino e via, in ciclabile a scardinar la quiete. Certo, lo so, in ciclabile non ci si improvvisa funamboli col motore a scoppio. Certo, comprendo, ma di pedalare al sottoscritto poco importa, e poi la gamba destra spesso mi duole, e se posso evitare il traffico gustandomi il silenzio campagnolo, scarto le regole e mi butto a pesce nel fascino dell’infrazione. Eppure della bicicletta io ci scriverei un sonetto. Della bicicletta io ci farei un racconto. Oggi sì, ci scriverei un saggio, un tema a scuola, una sonata per soli violini.
La Provincia Autonoma di Trento ha inviato al proprio personale una circolare il cui oggetto si presenta così: “Infortuni Inail – modalità per l’utilizzo della bicicletta”.
Il contenuto veleggia poi in pochi paragrafi.
“La Provincia Autonoma di Trento sta proponendo misure concrete per rendere più sostenibile la mobilità sul territorio urbano anche attraverso l’incentivazione dell’uso della bicicletta. Nella città di Trento, in particolare, considerando la distribuzione capillare degli uffici provinciali, la bicicletta riveste un ruolo di mezzo di trasporto più efficace per razionalizzare i tempi di trasferimento da e verso i vari luoghi di lavoro.
Tuttavia la mobilità in bicicletta per lo svolgimento delle attività lavorative, ma anche nei trasferimenti da e verso l’abitazione dei/delle lavoratori/trici, deve poter contare su modalità di gestione chiare per l’eventuale verificarsi d’incidenti.”
Un giro di boa e poi ancora.
“Si ricorda agli/alle utilizzatori/trici della bicicletta che è necessario osservare scrupolosamente le regole previste dal codice della strada e che l’infortunio non sarà per legge ammesso ad indennizzo nel caso di abuso di stupefacenti o di bevande alcoliche.”
Dalla finestra dell’ufficio posso controllare la strada sottostante, due ragazzini fanno skate, spingono con un piede, l’altro sulla tavola; si inclinano in avanti, prendono velocità e sfuggono alla mia vista. Apro la finestra, li cerco, ma non li trovo più. Sono scomparsi.
Nel medesimo istante l’usciera del palazzo si avvia con garbo a bordo del suo velocipede. Pedala lenta eppure prende subito velocità – la discesa le sfugge da sotto le ruote. Sembra fin troppo leggera, le buste infilate nel cestino vibrano nell’aria del mattino. Ho paura che scompaia anche lei. Nel nulla. Risucchiata dall’orizzonte.
La voce mi esce senza controllo e, come una vecchia radio, la chiamo.
“Ma dove vai bellezza in bicicletta? Così di fretta pedalando con ardor?”
Nessuno risponde. Come sempre da un po’ di tempo in qua.
Doctor House
domenica 1 novembre 2009
Nuvole e lenzuola (annodate)
La neobrigatista Diana Blefari Melazzi si è impiccata nel carcere femminile di Rebibbia a Roma.
Il sopracciglio alzato, le campane suonano, le famiglie nei paltò portano vasi di crisantemi.
Mi chiedo: se la signora Blefari era convinta delle proprie azioni, non credo sia segno di squilibrio psichico che abbia aggredito un agente dopo la conferma della condanna, o che abbia fatto a pezzi tutto quello che le capitava sotto mano in cella. Mi pare una reazione di rabbia comprensibile.
Possibile che le perizie psichiatriche in Italia le facciano solo in cella? Intanto tutti gli allegri mariti e fidanzati che trucidano le famiglie sono sempre buoni e normali. Sarà...
Poco comprensibile mi sembra la severità della pena di questa signora se è vero che aveva "solo" noleggiato il furgone e partecipato al pedinamento di Biagi.
C'è gente che per stupri e pedofilia prende molto meno. Esce molto prima. Per non parlare di reati di alto profilo, che dissestano il paese dietro lo scudo di leggi ad personam e allegri condonini.
Mi sembra umanamente comprensibile che di fronte alla prospettiva di circa 30 anni in carcere, la signora (40enne) abbia ritenuto di non farcela, e di andare a vedere se oltre le nuvole ci sono condizioni diverse….
Mi sembra strano che la notizia sembri quasi una notizia: in un marasma giornalistico quotidianamente urlato, lacerazioni di vesti e di ugole. Sembra quasi una vicenda di serie ...B.
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