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mercoledì 19 maggio 2010

caino

Un minorenne è stato accusato di apologia di fascismo per aver cantato in un pub dell'Altopiano di Pinè il noto motivetto che esalta la presenza «civilizzatrice» dell'Italia in Abissinia. Il giovane avrebbe fatto poi anche il saluto romano accompagnato dalla frase «Heil Hitler». I difensori - i neosindaci di Pelugo e Tione, Galli e Gottardi - contestano l'eccessiva indeterminatezza della Legge Mancino e dicono: non è inno al fascismo, ma alla fratellanza (www.ladige.it)

lunedì 17 maggio 2010

Trentino Alto Adige: l'eccezione che conferma la tegola

Delle elezioni che si sono tenute in Trentino Alto Adige i giornali dicono che il PD sorride. In effetti non perde e se ci si destreggia tra liste civiche e alleanze quello che emerge è che, come fa quando dice di aver trionfato, il PD galleggia. Non stupisce. Così come la Lega nelle regioni settentrionali a statuto ordinario, in Trentino Alto Adige il PD difende il privilegio di una parte della nazione a scapito del resto. Non si spiega altrimenti la sua alleanza col partito sudtirolese che gli assicura il governo di Bolzano. Dopotutto a Rovereto il sindaco che caccia i mendicati, purtroppo non è ancora uscente. Rovesciate, quindi, le sorti della regione più a nord di tutte seguono - suo malgrado - le sorti del resto dell'ITalia: in un paese della Valsugana viene eletto un giovane sindaco negro (in bocca al lupo) mentre a Trento viene devastata la sede dell'ANPI.

sabato 6 giugno 2009

il trionfo

Noemi, Mills, i voli di stato, Berlusconi è accerchiato. Forse dai giornali di Murdoch, forse da Fini e chi lo manovra, dall'età, dalla Lega, dalla Banca d'Italia. Non basterà il PD a farlo stare a galla. Nè il trionfo di queste elezioni, dove l'incognita non c'è: che gli italiani la pensino come lui non c'è dubbio. Anche chi non lo vota ha ormai il sistema di valori che gli organi di informazione ci inoculano ogni minuto. Che l'occhio si posi su una vetrina, su un cartellone pubblicitario, sulla stessa gerarchia secondo la quale di una città il centro è per forza ricco e la periferia brutta tutti quanti, ognuno,nessuno escluso, la pensa come lui. Avevamo Nilde Jotti, e ci lascia con la Carfagna. Avevamo compassione, ci lascia con i SUV. Avevamo le spiagge, ci lascia con i centri commerciali, dove fare le lampade.
Abbiamo detto "ci lascia"; non è un semplice auspicio.
In vena di pronostici, ne azzardiamo un altro: entro 7 mesi Berlusconi non sarà più sulla stessa poltrona di oggi. Forse su un trono, forse su un altalena, forse sdraiato. Ma come racconteremo questi anni ai nostri figli? Cosa leggeranno sui libri di storia? Berlusconi è già un modello, probabilmente sarà un padre della patria, per i cittadini di domani, precari contenti di esserlo, come in un film di Virzì. Di Berlusconi non c'è più bisogno.

lunedì 23 marzo 2009

permesso

Nessuno di noi è innocente: è inutile dichiararsi democratici se teniamo aperti i centri di detenzione-moderni campi di concentramento- se non gridiamo ogni giorno contro le etichette che mettono stelle gialle ai nostri fratelli meno fortunati. I rumeni stuprano, sono delle bestie, non sono come noi... lo dicono sottovoce o apertamente tante persone perbene. Ma chi sono queste persone così spaventate????? Guarda caso, le stesse che usano "le bestie" per lavorare le loro terre al sud, per bruciare nelle loro fonderie al nord, per non pagare contributi, per realizzare miracolosi redditi, per assistere i loro anziani (ma non facevano tanta paura?) che si sa, signora mia, quanto costano gli altri in regola...
(B.Palombelli)

venerdì 14 novembre 2008

lunedì 27 ottobre 2008

spoglio: peccato per la sinistra

Alto Adige: destra tedesca incontenibile.

0461 233918, 235013

Col il cuore in frantumi per il trionfo del PD nelle elezioni di Bolzano (7%), a sollevarci il morale ci ha pensato un volantino per le elezioni dell’altra provincia della regione, il trentino. Il volantino, un capolavoro della comicità, è di quel partito del surreale che giudica le persone a seconda del posto in cui sono state partorite. Un teorema in base al quale nascere a Betlemme renderebbe messia e al polo foche. Il programma sta in dieci punti, e lì già si vede il pericolo perché si inizia con dieci comandamenti e poi si finisce a riverire un ex nazista. Al quarto punto, quello in cui Mosè – un segretario provinciale – comandava di onorare i genitori, la lega nord scandisce: NO a MOSCHEE E LUOGHI DI DUBBIA OPERATIVITA’. Cos’è un “luogo di dubbia operatività”? Una cosa che non si sa che serve tipo un’opera di Catellan, un decreto della Gelmini o un soffritto di mia zia? Più avanti, il quinto comandamento dice “SI’ ALLE ORDINANZE ANTISBANDATI DEI SINDACI”. Chissà che sono gli “sbandati”. Quella parola la usava mio nonno per designare gente dedita all’alcolismo, magari un po’ ritardata, senza una fonte di reddito onesta. In una parola, Calderoli. A proposito di mio nonno, avrebbe avallato di sicuro il sesto punto: LA SALVAGUARDIA DEL PRESEPE. Chiunque conosce la crisi in cui ci si dibatte, il miraggio della quarta settimana e lo stato sociale sempre più asociale. Ebbene, con un presepe dalle parti del registratore di cassa del supermercato, insegna la lega ai suoi discepoli, tutti questi problemi saranno risolti. Alla prossima puntata. Fate il vostro gioco.
Per informazioni, contattare il numero in alto.
Per chiedere che c'entrano Bin Laden, la torre Eiffel ed il castello del Buonconsiglio di Trento rivolgersi al pusher del tipografo.

giovedì 18 settembre 2008

Il polipo nella chitarra

Presto il federalismo sarà legge. Per la scissione credo ci vorrà ancora qualche anno. Da un paio di secoli il meridionale è l’impacciato, il bifolco, lo sporco. Da quando sono designati direttamente dalla gente i Presidenti del consiglio vengono tutti dalle province a nord del Po. È lì che nell’iconografia, nelle pubblicità nasce l’uomo di successo. Quello che investe e incassa. Al Toscano o al romano al massimo tocca far ridere. Al di sotto resta una magna Grecia che deve vergognarsi del proprio accento, mentre nei cartelli della Lombardia e del Veneto il nome di ogni borgo è scritto anche in quell’italiano senza la vocale finale che qualcuno chiama lingua. Gli stessi che pontificano di Padania. Quell’entità che, per ora, non si staccherà. Dall’unificazione il regno con capitale Torino dal sud ha sradicato il banditismo, chiamando così troppe cose. Poi le industrie – di Torino e Milano – del sud hanno fatto un serbatoio di manodopera a basso costo, basso abbastanza da permettere agli operai di ricomprare con i risparmi di anni quello che ai ritmi imposti alla catena di montaggio costruivano in una settimana. Quindici anni fa con l’apertura all’Europa il Nord est ha trovato nuovi mercati arruolato manodopera nera e in nero. Il sud allora è servito come pattumiera, oltre che allevamento di impiegati nel pubblico e nei call center. Povera gente, laureati con all’orizzonte al massimo un corso di recupero gentilmente offerto dalla ministra Gelmini. Una bresciana a cui Reggio Calabria ha fatto comodo per passare l’esame da avvocato. Napoli da capitale del regno rivaleggiava con Parigi, ora con Nairobi. Solo quando i nativi di quella città – Nairobi - arrivati a Milano, Treviso, Bergamo, Torino non serviranno più come clandestini ricattabili dagli imprenditori, il sogno di Bossi potrà avverarsi. A proposito, buon compleanno, fanno 67, nella smorfia napoletana quel numero è il polipo nella chitarra: l'intromissione dannosa di terzi.

domenica 14 settembre 2008

martedì 12 agosto 2008

cuccioli

BERLINO. La polizia tedesca ha chiuso un campo estivo per ragazzi perché sospettava che gli organizzatori, un movimento giovanile di estrema destra, lo usassero come copertura per indottrinare i giovani ospiti all’ideologia nazista. Immediatamente il mondo della politica ha chiesto la messa al bando dello stesso movimento. Le autorità non hanno dubbi: il campo estivo, alle porte di Rostock (Nord), era solo una facciata per nascondere il vero obiettivo del movimento - Gioventù tedesca leale alla patria (Hdj) - cioè quello di preparare il terreno per fare nuovi adepti in futuro. In seguito alla chiusura del centro la polizia ha rimandato a casa i 39 ospiti tra adolescenti e bambini. Durante la perquisizione del campo estivo, è stato trovato materiale di propaganda nazista, inclusi tovaglioli con l’immagine della svastica, e a cartine geografiche dell’Europa prima del 1918.
(La Stampa, 12.08.2008)

martedì 29 luglio 2008

la cura

ROMA, 27 LUGLIO 2008 - Due elicotteristi italiani rimpatriati perchè si erano rifiutati sparare ''durante uno scontro a fuoco in cui erano coinvolti anche militari italiani. La loro giustificazione e' stata che sulla linea di tiro c'erano anche civili''. A denunciare la vicenda il quotidiano romano il Tempo che aggiunge inoltre che i due militari, piloti di elicotteri Mangusta, sono stati ''immediatamente rimpatriati'' e, sul fatto, e' stata aperta un'inchiesta. Immediata e diversa la spiedazione dal comando del contingente italiano ad Herat . Secondo fonti militari, infatti, i due piloti sarebbero stati rimpatriati ''esclusivamente per motivi sanitari'', in seguito alla situazione di stress psico-fisico diagnosticata ai due soldati al termine di un impegnativo ciclo operativo. ''Nei loro confronti - spiegano - non e' stato adottato alcun provvedimento''.

sabato 26 luglio 2008

stato d'emergenza

In che stato ci siamo ridotti.

martedì 17 giugno 2008

25% + 1 (i tifosi della Romania)



Come per gli invalidi sui bus, a Galeazzi, bisteccone per gli amici, nei programmi televisivi viene riservato un posto a parte. Compare in collegamento satellitare dallo sgabuzzino, talvolta allungando le gambe sul vostro divano. E sì perchè Galeazzi non si limita a bucare il video, lui lo sfonda del tutto, tanto che non è raro che i telespettatori ascoltino le sue telecronache raccogliendo i bottoni mitragliati dalle camicie in cui il giornalista usa insaccarsi.
Tra un Abbagnale e l’altro, dal suo pulpito oltre ai borgoritmi intestinali Galeazzi emette talvolta dei suoni che qualcuno scambia per parole.
Mi è accaduto così sere fa, prima della partita, di vederlo annunciare che i rumeni per una volta, “oltre che avversari sociali lo sarebbero stati sportivi.”
Immagino che all’interno del suo involucro Galeazzi conduca vita agiata. Da tempo le fatiche di cui si nutre sono quelle compiute da altri: qualcuno fabbrica gli utensili che adopera, qualcun altro gli cura il giardino, qualcun altro ancora gli cambia il pannolone. Ci sono buone probabilità che almeno uno dei tre sia di nazionalità rumena.
Io, al contrario, di giardino frequento solo quello pubblico, che talvolta adopero come toeletta dopo aver addentato una fetta di cocomero direttamente dalle mie nude mani: né utensili, né cura dei giardini né pannoloni, insomma. Il rumeno per me è tutt’altro che un avversario sociale, dunque. Al massimo uno a cui tirare i noccioli dell’anguria, se ci va – a entrambi - di scherzare.
Riguardo allo sport, ci andrei cauto. Su quanti vivono in Italia si calcola che almeno il 5% sia straniero e che altrettanti siano i clandestini. Fa 10%. Poi c’è da considerare la Lega e i suoi seguaci: un virile 7% di padani che piuttosto che tifare per Grosso, De Rossi e Gattuso tiferebbero per la Norvegia. Consideriamo poi almeno un 3% tra bambini, papà e nonni innamorati della badante o tata di turno, spesso di una regione che a spanne individuano tra Mestre e Shangay, quindi non lontana da Bucarest. Infine consideriamo il sottoscritto, che preferisce una squadra che schiera un rom a miliardari che festeggiarono il mondiale con croci celtiche.
Siccome, come diceva Totò, è la somma che fa il totale, più di un quarto quindi di quelli che vivono in Italia oggi tiferanno Romania, più di un quarto in un rumeno non vedono un avversario sociale. Galeazzi è laureato in statistica: 26% è una minoranza trascurabile?


(nelle foto: un italiano e una rumena qualsiasi)

venerdì 16 maggio 2008

Chi ha paura di Dxomba?


16 MILIONI DI ROM INVADERANNO IL PAESE


(by Alemanno & Co.)


IN REALTA'

In Italia si stima siano circa 120.000, di cui l’80% di cittadinanza italiana.
Ne restano ca 24.000, provenienti dai paesi dell´Est Europa.


Prendo spunto dal torrente di pericolosi qualunquismi e commenti xenofobi che da giorni si riversa sulle pagine web de L'Adige, in particolare contro i nomadi, evidentemente avvertiti come una delle principali minacce ai sonni tranquilli delle genti trentine, per cambiare l'aria stantia e ignorante che ormai ci soffoca.

ROM Il termine rom o più propriamente rrom puó essere inteso in due modi diversi. In senso generale si riferisce all'insieme di un popolo originario dell'India del Nord (media valle del Gange, oggi Uttar Pradesh) che ha lasciato l'India all'inizio dell'XI secolo per giungere in Asia Minore alla fine dello stesso secolo. All'interno di questo popolo gli studiosi hanno distinto tre rami:
  • i Rrom propriamente detti, (che costituiscono più dell'80% di questo popolo in generale) e si definiscono essi stessi Rrom, parlano la lingua rrom, diffusa soprattutto nell'Europa dell'Est e in America;

  • i Kalé o Gitani, (un po' più del 10%), che hanno perduto l'uso della lingua rrom, si definiscono Kalé e vivono soprattutto in Spagna e in Sud America

  • i Sinté (o Sinti), tra i quali si possono distinguere i Sinté piemontesi e lombardi, la cui lingua é largamente influenzata dall'italiano e dal piemontese, e i Sinté del Nord, la cui lingua è influenzata dal tedesco e dall'alsaziano. Essi si definiscono Sinté ma sono chiamati Manouches dai francesi.

    Si stima che nel mondo ci siano tra i 12 e i 15 milioni di Rrom, tuttavia il numero ufficiale è incerto in molti paesi, anche perché molti di loro rifiutano di farsi registrare come appartenenti all’etnia Rrom per paura di discriminazioni.
    In Italia si stima che siano circa 120 mila, di cui 80% di cittadinanza italiana (45.000 Rom e 35.000 Sinti) di antico insediamento, il restante 20% (ca 24.000), è costituito da rom provenienti dai paesi dell´Est Europa.
    Ulteriori divisioni vengono spesso fatte sulla base del territorio di cui sono stanziati, della cultura e del dialetto. Accanto quindi ai Rrom propriamente detti, ai Sintè, ai Kalè, si parla di Căldărari (o anche Kotlar(i) o Kalderash) originari dei Balcani e migrati anche in Nord America e Europa Centrale, tradizionalmente dediti al mestiere del ramaio; Romnichal (anche Romanichal o Rom'nies) principalmente in Britannia and Nord America; Erlides (anche Yerlii o Arli) stanziati nel sudest europeo e in Turchia.
    Si ritiene che il termine rrom provenga dal sanscrito Dxomba che designava gli artisti nell'India antica, in particolare indicava cantanti, ballerini, attori e percussionisti, che trasmettevano al popolo la saggezza indiana in un linguaggio più accessibile del sanscrito.
    Sotto le occupazioni moghol e soprattutto britannica la parola ha preso un senso peggiorativo che non aveva nell'India antica. Oggi rrom significa uomo sposato nei dialetti dei Rrom, dei Sinté e dei Kalé e designa l'etnia stessa solamente presso i Rrom propriamente detti.

    In diverse lingue sono stati dati ai Rrom dei nomi erronei, ad esempio in italiano zingari e gitani, in inglese gipsy, in spagnolo e in catalano gitanos, in portoghese cigano, in tedesco Zigeuner.


    In Italia è diffusa l'idea erronea che il termine rrom sia un'abbreviazione di romeno, ma tra Rrom e Romeni non c'è alcuna identità.
    Per questa ragione l'ortografia con due "r", quella che è utilizzata nella lingua rrom per ragioni di pronuncia, è preferita all'ortografia con una sola "r".

    Movimento Politico
    Negli anni '30 un movimento politico rrom si è costituito soprattutto in Romania con lo scopo di azzerare il patrimonio culturale e linguistico rrom in vista di un'assimilazione totale al popolo romeno. Questo movimento si inspirava alle tesi fasciste dominanti all'epoca.
    Dopo la guerra si è costituito un altro movimento che è arrivato in occasione del primo congresso nel 1971 a Londra alla creazione dell'Unione Rrom Internazionale. Questo movimento mira al riconoscimento di un'identità e di un patrimonio culturale e linguistico nazionale senza stato né territorio, cioè presente in tutti i paesi europei. Questo movimento utilizza il termine rrom ad esclusione di tutti gli altri per designare l'insieme del popolo rrom, sforzandosi di promuovere la fraternità e la cooperazione tra tutti i suoi rami.

  • Per maggiori info vi rimando al sito italiano di storia e cultura "romaní" http://www.vurdon.it/

  • Per consolidare la xenofobia vi rimando a http://www.forzanuovage.org/