Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Trentino. Mostra tutti i post

lunedì 9 gennaio 2012

provincia automobile di Trento

Stella sul Corriere della Sera ha scritto che le autonomie speciali vanno salvaguardate, ma cambiate. Che, così come sono, sono anacronistiche anche le motivazioni: l'essere isole, lo stare ai confini, l'essere di montagna. Ha risposto, come un cane a cui abbiano pestato la coda, il presidente della provincia di Trento, Dellai. In effetti, la ragione più pretestuosa della specialità, quella di essere zona di montagna, lo riguarda da vicino. Secondo lo stesso criterio La Sila e l'Aspromonte dovrebbero essere repubbliche autonome. Negli ultimi decenni, è vero, il governatore - come si designa il borgomastro di Gardolo e dintorni - ha fatto di tutto per andare oltre le cime e gli stambecchi. Ha valorizzato la cultura, la specificità del Trentino, l'identità della sua terra. Di tutto, insomma, per far intendere che se la provincia di Cesare Battisti e di Adriana Volpe è speciale non è solo per via della montagna. Arrivando a sfregiarla, con circonvalazioni, e tangenziali. Il risultato è che catrame su catrame, cemento su cemento, di speciale il Trentino ha sempre meno.

lunedì 7 giugno 2010

Come dice il grande capo...

"Ha l'effetto di una fitta al cuore e un brivido lungo la schiena, in un torrido pomeriggio di quasi estate, la frase pronunciata ieri da Roberto Saviano, il giornalista autore di Gomorra che ha chiuso, con la sua presenza la quinta edizione del Festival dell'Economia. «Mia madre - ha rivelato - è nata a Trento». (www.ladige)

lunedì 17 maggio 2010

Trentino Alto Adige: l'eccezione che conferma la tegola

Delle elezioni che si sono tenute in Trentino Alto Adige i giornali dicono che il PD sorride. In effetti non perde e se ci si destreggia tra liste civiche e alleanze quello che emerge è che, come fa quando dice di aver trionfato, il PD galleggia. Non stupisce. Così come la Lega nelle regioni settentrionali a statuto ordinario, in Trentino Alto Adige il PD difende il privilegio di una parte della nazione a scapito del resto. Non si spiega altrimenti la sua alleanza col partito sudtirolese che gli assicura il governo di Bolzano. Dopotutto a Rovereto il sindaco che caccia i mendicati, purtroppo non è ancora uscente. Rovesciate, quindi, le sorti della regione più a nord di tutte seguono - suo malgrado - le sorti del resto dell'ITalia: in un paese della Valsugana viene eletto un giovane sindaco negro (in bocca al lupo) mentre a Trento viene devastata la sede dell'ANPI.

mercoledì 5 agosto 2009

tra Pitagora e Borghezio

I lombardi sono dei gran lavoratori, i trentini precisi, i liguri sparagini. Invece i siciliani mafiosi, i napoletani imbroglioni e i meridionali in genere pigri. Con queste profonde analisi da anni i giornali e i politici spiegano i fenomeni sociali: lo sviluppo del nord est o la malavita al sud. Ora che, non è statistica sono fatti, i ragazzi del meridione si maturano con voti più alti dei loro colleghi celtici nessuno ne ricava la più ovvia conseguenza: o studiano di più, o sono più intelligenti.

domenica 28 giugno 2009

vaffan'curia

Anche quest'anno sono finite le Feste Vigiliane. Feste del santo patrono San Vigilio con cui per tradizione, cioè da una decina d'anni, Trento prova ad attrarre turisti anche nel breve intervallo in cui non c'è nè la neve nè il refrigerio estivo. Tentativo finora riuscito tanto bene che il periodo delle feste si è via via allungato, dilatato, allargato, fino a lasciare scoperti un paio di giorni all'anno in cui tutta la cittadinanza, per l'ebbrezza di non essere più in festa, si lanci in balli e canti sfrenati.
Delle feste vigiliane la curia locale in effetti ha lamentato l'eccessiva lunghezza per questioni di decoro urbano indicate in qualche lettera di San Paolo ai netturbini, probabilmente.
Qualcuno le ha dato ragione, qualcun altro no, qualcun altro si è chiesto cosa c'entri Dio con le rievocazioni medievali.
Nessuno si è chiesto cosa c'entri Dio con la curia.

mercoledì 6 maggio 2009

bastard sons of Italia

I trentini sono schivi, saggi e con i piedi per terra. Sanno benissimo che al di là dei fuochi di artificio berlusconiani, c’è una realtà che ogni giorno diventa più dura e difficile. Ragionano con la loro testa e capiscono che le cortine fumogene non riusciranno a nascondere gli effetti concreti sull’economia reale delle previsioni europee a meno di quattro, 4 per cento di Pil, e a più 113 per cento di debito pubblico. E che se non ci si da da fare, almeno localmente, con una buona amministrazione, si rischia grosso. Nel 1915-18 facemmo una guerra per l’annessione di Trento all’Italia. Che si può fare oggi perché l’Italia tutta sia annessa a Trento?
(Camilleri, da http://www.unita.it/)

domenica 3 maggio 2009

Trento senza fili (spinati)

Oggi Trento sceglie il proprio sindaco. Della giunta di centrosinistra ricordiamo l'idea di allargare la zona Wireless, quella in cui è possibile connettersi gratuitamente, a piazza Dante, da anni parco evitato dai più e abitato da emarginati, spacciatori, malati. Chiudere un ghetto non significa deportare chi lo frequenta ma aprirlo, spalancarlo: in questo caso a studenti, manager e chiunque voglia scrivere magari su un blog cose del genere.
Forse non ci sarà bisogno di ballottaggio.

sabato 28 marzo 2009

(risparmiano sulle lamette ma non dimenticano mai l'archibugio per le rapine, in Trentino)

"Fa specie che la Provincia Autonoma di Trento non riesca a trovare nei suoi bilanci 45.000 euro per garantire il trasporto dei bambini (dai 6 agli 11 anni) con un pulmino, e dall'altra decida di spendere un milione di euro per le divise degli Schützen o vagonate di euro per gli elicotteri degni di una Superpotenza. Questi genitori si chiedono perché non si riesca a trovare in Trentino nell'anno 2009 le risorse necessarie per garantire agli alunni l'arrivo a scuola. Attendiamo fiduciosi risposte dagli assessori Marta Dalmaso e Alberto Pacher" www.ladige.it

lunedì 16 marzo 2009

"la sai l'ultima sul Trentino?"

(ANSA) - TRENTO, 16 MAR - Lo scorso febbraio a Trento non si e'registrato alcun aumento dei prezzi e l'inflazione su base annua e' risultata pari all'uno per cento.

lunedì 9 marzo 2009

The Italian Job: Cap. 2

Aspirina. Paracetamolo. Amoxicillina. Cleanil. Vivincì… ogni scelta è ardua, ogni ipotesi non invalida il virus influenzale. A nulla valgono i rantoli catarrosi, la febbre che obnubila la mente, che invaghisce i pensieri. Niente può tenerti lontano dai tuoi cinque giorni di reclusione. E non sarà nulla di grave, ma sfianca, rende irrequieti, irrita l’esistenza per qualche giorno sempre troppo lento a passare. E il certificato rosso parte quasi da solo, svolazza oltre il ciglio della porta e si fa accompagnare con grazia sino al datore di lavoro. «Oh Virna! Oh povera!» «Oh Mirto! Oh povero!» Rientro quasi in colpa per l’impavida assenza. Rientro e la scrivania urla il suo sconcerto. Frana il lavoro da recuperare. Poi una voce sottile attraversa il cartongesso. «Psss! Hey! Tu!»

Mi volto e un piccolo ragno penzola dal soffitto con aria curiosa. «Sì! Proprio tu! Ma ti sei guardato in giro? Non vedi che qui ci siamo solo noi? Non vedi che le assenze incombono?» Osservo il parcheggio ed effettivamente è quasi vuoto. La mia moto poche auto si osservano incerte. Mi giro e il ragno è scomparso. Allora esco, attraverso il lungo corridoio di linoleum, uno strano ticchettio mi porta altrove. Tic. Tic. Tic. Una penna, una mano, due dita che scattano su e giù. Tic. Tic. Tic. «Mmmhh… scusa Alfio… scusa… ma ho una riunione con Mirto oggi, sai se arriverà?» «Ah! Malattia! Ovvio! Mirto è in malattia! Niente riunione, oggi. Niente. Salta tutto. Salta.» Tic. Tic. Tic. «Ah. Sì. Certo. Australiana. L’ho avuta anch’io. Fastidiosa, decisamente fastidiosa.» «Nnnnooo! Cosa dici? Malattia italiana. Malattia italiana.» «Prego?» «Vescica. Mirto ha un brutto problema di vescica.» «Oh! Eppure è ancora giovane… voglio dire l’incontinenza… è un problema da anziani… certo ci sono varie casistiche che affrontano anche altri tipi di patologie…» «Nnnnooo! Cosa dici? Vescica sull’alluce del piede. Non poteva proprio venire in ufficio in quelle condizioni. Credimi. Fastidiosa, decisamente fastidiosa. Tre giorni si è preso. Tre giorni.» «Ah…» «Se potessi avere mille lire al mese…» – canticchiava la cara nonna. Ho ancora quella strana sensazione addosso. La voce di quella donna lontana. Le sue canzoni. Torno nel mio ufficio. Il ragno è scomparso. Forso l’ho solo immaginato. «Vescica. Sì, vescica.» Il bisogno è primario. Devo fare pipì. Devo solo fare pipì.

Dr. House

lunedì 2 marzo 2009

la scoria siamo noi

A tenere banco nell'ultima settimana sui giornali nazionali è stata la reintroduzione del nucleare in Italia. Su quelli trentini sempre di energia si è parlato, l'unica di queste parti: i finanziamenti statali. Che il ministro Calderoli ha stavolta bloccato. Al senatore Divina, trentino, un quotidiano locale attribuiva l'indicibile: "quei soldi servono a Roma." In effetti l'autonomia trentina è in bilico. In una recente puntata di Ballarò riusciva dove crisi, giustizia e riforma costituzionale non riuscivano: mettere d'accordo governo e opposizione. Nessuno però ha proposto una soluzione in grado di salvare, come si dice, capra e cavoli. Andiamo con ordine. Tempo fa un reportage ha mostrato la centrale di Chernobil e le mutazioni genetiche delle creature che popolano il bosco della regione. Perchè le centrali nucleari sono sicurissime, si sa. Eppure, chissà perchè, vengono costruite in zone quantopiù disabitate e remote, spesso ai confini. Si dà il caso che di centrali Berlusconi ne ha annunciate quattro, e che subito diversi amministratori locali abbiano negato la disponibilità delle loro regioni e provincie ad ospitarle. Cosa meglio del Trentino, allora: remoto, disabitato, alle estreme propagini dello stivale? Se i reattori li maneggia Homer Simpson perchè non i conterranei dei Bastar sons of Dyoniso? Sono le scorie, il futuro del Trentino. O la fame, in alternativa.

giovedì 26 febbraio 2009

Mata Hari e Il protocollo di intesa

Pochi minuti di sesso valgono ben quello che ho tra le mani. Mi rivesto. Il mio informatore è ancora addormentato nel letto, e mi guardo bene dal svegliarlo. “Che schifo” penso. "e costui è un uomo che dovrebbe difendere la classe dei lavoratori?” Esco socchiudendo il portone lentamente. La notte si dissolve lasciando posto alle prime luci dell’alba. Via Santa Croce è deserta, e mi incammino con passo veloce verso il centro. Ripenso al “Dossier Provincia” di Fräulein Doktor. Ho sbagliato. Ero sicura che questa “operazione” non sarebbe stata sottoscritta ed accettata dai sindacati! Ma invece no! Ne ho la prova; i tre maggiori sindacati hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. Che sporca guerra stiamo giocando, sul campo di battaglia del mondo del lavoro… quante persone oneste che credono ancora nel sindacato e nella politica: uomini e donne in attesa di un concorso per un posto di lavoro sicuro saranno sacrificati! Il tutto è già stato concordato. Era il 15 settembre 08. Presidente e rappresentanti sindacali. Sono delusa e amareggiata. Ma i giochi non sono ancora fermi. Un posto ci sarà anche per chi è senza lavoro, per chi ha presentato regolare domanda e non è stato scelto, e per chi ancora non ha presentato il proprio curriculum vitae in Provincia! Anche chi è senza lavoro, chi non ha “santi in paradiso” è un “lavoratore atipico” Mata Hari
************************************************************************************
PROTOCOLLO DI INTESA TRA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO E CONFEDERAZIONI SINDACALI TERRITORIALI CGJ.L, C.LS.L. e U.I.L. RIGUARDANTE MISURE DI CONTRASTO ALLA PRECARIZZAZIONE DEI CD. LAVORATORI ATIPICI CHE OPERANO PRESSO L’AMMINiSTRAZIONE PROVINCIALE E I SUOI ENTI STRUMENTALI PUBBLICI Tra Provincia autonoma di Trento e le Confederazioni sindacali C.GJ.L. C.I.S.L. U.1.L
Premesso che: - I’intesa sul lavoro pubblico sottoscritta in data 6 aprile 2007 a livello di Conferenza Stato- Regioni e Province autonome si pone l’obiettivo di riassorbire le forme di precariato createsi soprattutto negli anni di sostanziale blocco delle assunzioni a copertura dei fabbisogni stabili riconducendo così il ricorso al lavoro flessibile unicamente nelle tipologie e nei limiti individuati dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva; - in data 10 settembre 2007 è stato assunto da parte della Provincia autonoma di Trento, a latere del Protocollo d ‘intesa sui contratti di lavoro atipico attivati presso gli enti del sistema pubblico provinciale che svolgono attività culturale/museale, l’impegno “ad effettuare un confronto con le organizzazioni sindacali sui rapporti di lavoro atipico instaurati dalle Soprintendenze per la realizzazione di iniziative ed attività riguardanti i settori di intervento tipici delle Soprintendenze stesse; - in data 28 maggio 2008 si è tenuto presso il Dipartimento organizzazione, personale e affari generali un incontro fra il Dirigente generale e le Organizzazioni sindacali su nominate al termine del quale il Dirigente generale si è assunto l’impegno di propone una bozza tecnica di Protocollo che, a livello di enunciati di tipo prograrmnatico, affronti il problema del lavoro cd. parasubordinato presso l’Amministrazione provinciale; - con l’approvazione della mozione n. 603 di data 12 giugno 2008 il Consiglio provinciale ha impegnato la Giunta a: “1. addivenire, previo protocollo d’intesa con le organizzazioni sindacali, al progressivo superamento delle collaborazioni durature e ripetitive riconducibili all’articolo .39 duodecies de/la legge provinciale n. 23/1990); 2. inserire nel protocollo d’intesa di cui ai punto 1) che i fabbisogni strutturali e continuativi rilevati nelle strutture, dove siano attivi contratti di collaborazione, potranno essere soddisfatti mediante l’ assunzione di competenze con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, rispetto alle quali sarà valorizzata pienamente quale titolo l’esperienza maturata dai collaboratori che in quelle strutture operano o abbiano già operaio, 3. riconsiderare, ne! protocollo d intesa di cui al punto I) anche la posizione dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato alla luce dei vincoli posti dal cd. Protocollo sul Welfare, procedendo nel senso previsto al punto 2); Tutto ciò premesso, la Provincia Autonoma di Trento e le confederazioni sindacali C.G.I.L., C.I.S.L. e U.I.L. concordano che: 1. è divenuto necessario procedere ad una valutazione condivisa e ampia del fenomeno del lavoro cosiddetto atipico (contratti di collaborazione e di lavoro subordinato a tempo determinato), con la prospettiva di addivenire ad un progressivo superamento del ricorsa a tali forme di lavoro; 2. la valutazione di cui al punto 1) prenderà spunto da una analisi organizzativa della situazione esistente per arrivare a definire, anche con riferimento al nuovo e diverso ruolo che la Provincia autonoma di Trento dovrà avere nel contesto socio-economico in divenire, i fabbisogni organizzativi strutturali e continuativi più immediatamente attinenti alle funzioni fondamentali della pubblica amministrazione che potranno essere soddisfatti mediante l’assunzione di competenze interne con le forme contrattuali di lavoro subordinato a tempo indeterminato. I risultati dell’analisi organizzativa saranno valutati congiuntamente con le Organizzazioni sindacali. - 3. sulla scorta dell’analisi organizzativa e della successiva valutazione congiunta saranno rilevati i fabbisogni organizzativi delle strutture che confluiranno, tenuto conto di quanto previsto al punto 2), in un apposito Piano d’azione da elaborarsi nel corso dell’armo 2008, 11 Piano disporrà, tenuto conto di quanto previsto al punto 4), anche in ordine a modalità e percorsi per l’attivazione dei nuovi contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. 1l Piano dovrà essere coerente con i vincoli di carattere generale e specifico riguardanti la spesa per il- personale e le relative dotazioni contenuti nella legislazione provincialc nonché con i limiti imposti dai patto di stabilità nazionale. Sui contenuti del Piatto la Provincia si impegna a confrontarsi preventivamente con le OO.SS.; 4. in attuazione del piano di cui al comma 3) verranno attivate apposite procedure selettive da svolgersi a partite dall’anno 2009 rispetto alle quali sarà valorizzata pienamente l’esperienza maturata di quei soggetti che, ai termine di scadenza per la presentazione della domanda di partecipazione al concorso abbiano positivamente maturato presso la Provincia, attraverso contratti riconducibili alla tipologia di cui all’articolo 39 duodecies della lcgge provinciale n. 23/1990 ovvero del contratto d lavoro subordinato a tempo determinato, periodi di lavoro, anche non continuativi, di almeno 365 giorni, a decoirere dall’i gennaio 2002 fino alla data del concorso estremi compresi; 5. la Provincia autonoma di Trento si impegna a dare direttiva ai propri enti strumentali pubblici, ivi inclusa- l’Azienda provinciale per i servizi sanitari, affinché procedano nel senso sopra descritto; 6. al termine del processo di stabilizzazione l’Amministrazione non potrà, per lo svolgimento di attività strutturali e continuative, costituire, né rinnovare, alcun rapporto di collaborazione di cui all’articolo 39 duodecies della legge provinciale n. 23/1990 duraturo e ripetitive sulle posizioni messe a selezione pubblica; 7. fino alla definizione delle procedure concorsuali i contratti in essere potranno essere rinnovati purchè compatibili con i limiti posti dal Capo I bis della legge provinciale n 23/1990; 8. nelle more dell’attuazione del presente Protocollo le Organizzazioni sindacali si impegnano a non intraprendere iniziative dirette e conflittuali con riferimento alle materie oggetto del presente Protocollo. Tratto. 15 settembre 2008

martedì 24 febbraio 2009

Pagine dal diario di Mata Hari - Prologo

Trento, h. 13.00 Ripenso al messaggio pervenutomi alla vecchia maniera: tramite piccione viaggiatore! In modo anacronistico è ritornato il sistema più sicuro per comunicare, da quando hanno privatizzato le poste! “Sei stata accettata nello Staff. Firmato D.C.” ! Non usavo più i piccioni dai tempi del mio “amato” Rudolf. E ora di chi scrivo? Contro chi scrivo? Quali saranno i segreti da rivelare e da vendere al miglior offerente? Ma soprattutto quali da tenere ben custoditi? Già una volta l’ho scampata bella al Château de Vincennes! Sono stata esiliata a Trento, città piccola, provinciale e borghese…. Sotto i portici di via Suffragio mi imbatto nelle locandine dei quotidiani locali. Titoli scritti apposta per suscitare scalpore. Che importa se sono veri o meno? Il giorno dopo un piccolo trafiletto di smentita sistemerà le coscienze di questi pennivendoli! Quanto vi odio meschini giornalisti! Nel corso della storia non siete per nulla cambiati! Arrivo e percorro vicolo degli Orbi, cercando di non farmi notare. Uno stuolo di studenti mi viene incontro, devo scansarmi o mi travolgono. Dove è finita la cavalleria? Li sento parlare. Un dialetto grezzo, che suona proprio male, non so se più all’uscita delle loro labbra o nei padiglioni delle mie orecchie, abituate ad altre sensuali lingue e dialetti.

D.C. mi ha detto…. “Tranquilla, Trento è piccola…. Ma….” Che avrà mai voluto dire? Io mi sono ritirata a vita privata… Una volta sostenevo che la danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento. Forse è ora di trasformare in scritti certi assurdi segreti! Bolzano h. 18.00 Bene… ho ripreso la mia vecchia attività. Ho seguito i consigli di D.C. e Poldino mi ha procurato un aggancio, ma forse non sapeva che già lo conoscevo. Ho un appuntamento sotto i portici di Bolzano e ne approfitto per una piacevole passeggiata e per fare un po' di shopping. Tra me e me penso “Ma che strana città è diventata Trento … che ci faccio io qui?” Pensieri a ruota libera. “Una volta il doppio gioco era un'arte! Vi era un codice d’onore da seguire! Ora tutti gli uomini di potere sono prevedibili. Ma le donne, a questi uomini non interessano più? Ricordo i miei incontri amorosi con importanti militari e uomini politici; il fascino e la sensualità facevano da padroni. E ora? Solo i voti sembrano aver importanza!” Nulla di nuovo dal fronte? No. E' un fronte diverso, più subdolo e sporco, senza alcuna regola, lealtà e codice!

Sotto i portici di Bolzano è bello camminare. La gente usa ancora il loden, come quando ero a Berlino. In lontananza intravedo Fräulein Doktor. Bella come sempre, nonostante l’età! Con aria guardinga e senza farsi notare mi passa, furtiva, l’ultima copia di “Die Zeit”. Mi saluta e fugge via. Mi infilo in un bar. Sono troppo curiosa. So che il giornale copre alti fogli. Fogli manoscritti - pieni di indizi e di confidenze. Mi siedo ed ordino un tè. Ovviamente, un tè delle Indie. E appena il cameriere si allontana, sbircio il titolo. Sulla copertina vi è il famoso “Dossier Provincia…. Come essere arruolati senza tanta fatica!” Alla prossima: Vi svelerò il contenuto del Dossier!... e di seguito come fare per essere assunti in Provincia!

Mata Hari

giovedì 11 dicembre 2008

lunedì 3 novembre 2008

mercoledì 29 ottobre 2008

in che regione sta, il Molise?

Una di quelle parti mi raccontò di essersi sentita chiedere in che regione si trovasse, il Molise. Perché c’è una regione in Italia con quel nome, che ha 320.000 abitanti (un quartiere di Roma) e alla conferenza delle regioni conta quanto la Lombardia, o la Sicilia. Alla faccia della parità tra cittadini. Uno dei due capoluoghi di provincia conta 20.000 abitanti: in buona parte amministratori pubblici, c’è da credere. Si chiama Isernia, praticamente una frazione con la targa. Cultura, storia, ill Molise non ha nulla che lo identifichi. Nasce dopo le altre regioni, dimenticanza rimediata forse anche all’epoca (1963) per fare cifra tonda – le regioni sono 20 – o per garantire una presidenza, un’altra, alla democrazia cristiana. Una regione fatta con gli avanzi dell’Abruzzo, che vanta trentotto km di costa. In pratica una spiaggia. E se lo abolissimo, questo Molise? Nè personaggi nè piatti, nulla che si ricorda viene dal Molise. A parte Aldo Biscardi, indigesto. E allora? Allora riuniamolo all’Abbruzzo questo straccio di terre a nord di Foggia, questa val d’Aosta burina, questa ritaglio di terra con rappresentanza a Bruxelles. Che siano diciannove, le regioni; anzi diciotto: perché già che ci siamo il governo non riprende in mano l’ipotesi sempre ventilata e mai esaminata di unire Trentino e Veneto? Se è per le minoranze linguistiche dalle parti di Campobasso parlano il Croato. E poi non serviva a risparmiare, il federalismo?

mercoledì 8 ottobre 2008

Reagire, reagire, reagire

riceviamo e pubblichiamo
Ciao, sbaglio o c'è un pò di depressione nell'aria? 3 parole: reagire, reagire e reagire. Appoggio con tutte le mie forze il candidato cooperante, pacifista, ricercatore, formatore, scrittore (anche di libri su Affari e Politica) Michele Nardelli.
Lo appoggio perché ha promesso che, in caso di elezione, metterà a disposizione la metà del suo stipendio per realizzare una rete popolare di partecipazione democratica su tutto il territorio provinciale, ed ha fatto propri i punti programmatici di http://www.politicaresponsabile.it/ di cui sono co-promotore. Lo appoggio perchè da venti anni dedica, da volontario, le sue migliori energie ad una cooperazione internazionale non invasiva e non assitenziale. Lo appoggio perchè le sue idee riescono ancora a farmi riflettere, dubitare, mettermi in gioco. Nel farlo ho aperto l'agenda di casa ed iniziato a telefonare. Ho redatto questa mailing list e chiedo scusa se non sarà gradita. Mi faccio promotore di incontri sul territorio per far conoscere il buono della politica. Organizzo aperitivi/incontri con il candidato. Mando sms. Aggiorno siti internet. Cerco di fare il possibile. Non so voi. Ma io non posso vedere il Trentino scivolare nelle mani delle camicie verdi ove tutte le "buone politiche" messe in atto in questi anni rischiano lo sciupìo. Sedersi è divenirne complici. Firma anche te l'appello pubblico che trovi su: http://www.michelenardelli.it/index.php?a=29 Armando Stefani
Solo in questi ultimi giorni: la destra xenofoba ha stravinto in Austria. Facinorosi hanno pestato un barista Rovereto, reo di essere antifascista. Il Comune di Verona ha vietato ai missionari l'esposizione della bandiera della pace ed oggi uno studente ghanese è stato picchiato e offeso dai vigili urbani. Il nostro territorio è insediato, la convivenza civile è messa seriamente a rischio. Abbiamo bisogno di sinistra, una sinistra al governo provinciale.

mercoledì 23 luglio 2008

come Godot

Aspetto l'estate tutto l'anno, poi quando arriva eccola qua. (P.Conte)