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domenica 13 giugno 2010

46%

"La Cei registra con “preoccupazione” il calo, per il secondo anno consecutivo, della percentuale degli italiani che destinano il loro otto per mille alla Chiesa cattolica. Una contrazione del 'voto fiscale' a favore della Chiesa che in due anni – dal 2005 al 2007, i dati più recenti a disposizione – è sceso di ben il 5%. In totale, solo il 46% degli italiani che si ricordano di 'firmare' nella casella dell'otto per mille, anche se le quote di quanti non lo fanno vengono assegnate in proporzioni alle scelte espresse."

sabato 21 novembre 2009

omicidio di stato

ROMA - Questa sera a Roma il corteo contro la violenza sulle donne, sulle lesbiche e trans e' stato aperto dallo striscione: "Brenda: e' omicidio di Stato. Basta vittime del potere". La manifestazione e' stata organizzata da diverse associazioni tra le quali 'Gay project', 'Libellula' 'Action' e 'Collettivo femminista'. Sono gia' diverse centinaia le persone presenti a Piazza Vittorio, la maggior parte delle quali donne e ragazze vestite da strega in onore del consolidato slogan femminista "Tremate, tremate, le streghe son tornate". (RCD) (www.corriere.it)

sabato 2 maggio 2009

Dottore, ho un cerchione alla testa…

(1° maggio in ospedale) Febbre, raffreddore e ascesso. Anestesia, tachicardia e spossatezza generale. L’ultima settimana di aprile mi ha messo a dura prova. E maggio l’ho iniziato al pronto soccorso. Ok, sono ipocondriaca, ma passato l’ascesso e il raffreddore, stamattina il dolore che pensavo fosse uno strappo mi tagliava il respiro ed era sempre più forte. Da un giro veloce su Wikipedia per vedere i sintomi dell’appendicite deduco che sto per morire, quindi arraffo una valigia e mi fiondo dai miei, in cerca di qualcuno che mi accompagni all’ospedale. Guido piano ma forte e ovviamente a casa trovo solo la nonna 90enne, la badante e mia mamma, tutte senza patente. Mamma DC comunque mi accompagna al pronto soccorso, solidale, e sta lì con me a sdrammatizzare. Presto mi mandano in accettazione: una dottora carina mi chiede, mi ascolta ed esclude che sia giunta la mia ora. Azzarda l’ipotesi di un problema al fegato e mi manda in sala d’attesa. A parte il televisore sempre acceso e molesto, le ore passano lievi. Sarà che c’è il sole o mancano ormai gli incidenti sciistici, ma la situazione è molto tranquilla. Alle 13.30 finalmente vedo il dottore. Mi chiede, mi palpa, mi fa perfino il solletico, ma non trova nulla di grave. Anzi, va proprio tutto bene, «ma per sicurezza facciamo una flebina di antidolorifico e le analisi del sangue.»
Erudizioni cutanee Della flebina, come dire? ne farei anche a meno. E se mi viene uno choc anafilattico? O comunque una allergia grave? E se collasso? Dopo una settimana sfibrante, non so mica se le trovo, le energie per resistere ancora se qualcosa va male. Exit doctor, e ritorna l’infermiera dell’accettazione. Patetica, più per me stessa che per lei, le chiedo come mai mi fanno la flebo invece di darmi un antidolorifico per bocca. Mi risponde che non c’è tempo di attendere l’effetto per ore. «Senta, - le chiedo - posso farle una domanda? – mi spiega che cos’è uno choc anafilattico?» – e lei tutta contenta, mi racconta delle api e delle allergie fatali. Garrula come fosse un gioco conclude che dall’occlusione di tutte le vie respiratorie si può arrivare a un effetto mortale. Rilancio. «Come mai fa questo lavoro?» Dice che la medicina è bellissima. Si pente di non esser diventata dottore. Rivelo, - ma lei lo ha già capito – che sono ipocondriaca e parlo per distrarmi mentre l’ago mi buca la vena. Trattengo il fiato in attesa dello choc…. Visto che lo choc non arriva chiedo all’infermiera se per caso non sia, la sua, una scelta “catartica”, ovvero se stare in mezzo a malati e moribondi in qualche modo non esorcizzi le paure della morte e del dolore? Ride, sorride, dice che non sa. Ha scelto questo mestiere da giovane. Sarà…. La flebo sgocciola mentre annodo l’ansia fra le dita.
Ghiandole surreali Sola su un lettino, ingoio le mie paure. Temo perfino di rilassarmi. Allora aguzzo l’occhio e guardo intorno. Davanti a me una signora intubata (mi chiedo come reagirò, a 70 anni, in quelle condizioni). L’anziano con la flebo accanto a me mi chiede “se sono quella che canta?”. No, ma vorrei tanto, grazie. Anzi, guardi - mi verrebbe da dirgli - lo sa che appena ho tempo faccio un corso di dizione? sì, di quelli per attori, per non usurare le corde vocali, perché sa, con l’insegnamento mi si stancano molto e ho paura di diventare muta.
. Muta. No, non ridete. Ehi, ho detto che non c’è niente da ridere! La settimana scorsa ho comprato le caramelle omeopatiche Chorus, quelle per i cantanti. E poi mi hanno detto che Pavarotti faceva gargarismi con l’aceto balsamico. Non escludo di provarci. Alle 14.50 ottengo di passare sulla sedia a rotelle, barattandola col lettino quando termina la flebo e devo attendere il dottore. Un barelliere burbero scherza con una inserviente. «Mi son enfet [io sono infetto] - g’ho la febre suina [ho la febbre suina]” – le dice malizioso; lei risponde a tono. Le battute sfilano tra barelle, fiale di sangue, polacchi intubati, e DC che scrive, scrive…. Forse una giornata in ospedale, tra l’umanità del personale e l’efficienza mi hanno ridato un po’ di fiducia e tolto un po’ di timore. Lo so che quei signori lì non mi leggeranno mai, ma li volevo ringraziare.
PS: i miei esami del sangue sono ok e la flebo ha fatto effetto.

lunedì 2 marzo 2009

la scoria siamo noi

A tenere banco nell'ultima settimana sui giornali nazionali è stata la reintroduzione del nucleare in Italia. Su quelli trentini sempre di energia si è parlato, l'unica di queste parti: i finanziamenti statali. Che il ministro Calderoli ha stavolta bloccato. Al senatore Divina, trentino, un quotidiano locale attribuiva l'indicibile: "quei soldi servono a Roma." In effetti l'autonomia trentina è in bilico. In una recente puntata di Ballarò riusciva dove crisi, giustizia e riforma costituzionale non riuscivano: mettere d'accordo governo e opposizione. Nessuno però ha proposto una soluzione in grado di salvare, come si dice, capra e cavoli. Andiamo con ordine. Tempo fa un reportage ha mostrato la centrale di Chernobil e le mutazioni genetiche delle creature che popolano il bosco della regione. Perchè le centrali nucleari sono sicurissime, si sa. Eppure, chissà perchè, vengono costruite in zone quantopiù disabitate e remote, spesso ai confini. Si dà il caso che di centrali Berlusconi ne ha annunciate quattro, e che subito diversi amministratori locali abbiano negato la disponibilità delle loro regioni e provincie ad ospitarle. Cosa meglio del Trentino, allora: remoto, disabitato, alle estreme propagini dello stivale? Se i reattori li maneggia Homer Simpson perchè non i conterranei dei Bastar sons of Dyoniso? Sono le scorie, il futuro del Trentino. O la fame, in alternativa.

giovedì 1 gennaio 2009

se il 2009 fosse l'ultimo

Di recente la Chiesa non ha escluso che nell'universo ci siano altre forme di vita. Da sempre lei e chi la segue postulano esseri soprannaturali: Da Dio ai cherubini. Lo stesso fanno i mussulmani, la new age e tanti altri, compresi quelli che al lotto giocano i numeri suggeriti dal defunto in sonno. La scienza da parte sua diffida delle sedute spiritiche ma di tanto in tanto le sue avanguardie vagliano l'ipotesi che gli alberi abbiano emozioni, e se le comunichino. Ancora la scienza un tempo si affidava al cuore, mentre oggi per stabilire un decesso parla di morte celebrale. Col risultato che quando un dottore ci annuncia la morte di un congiunto potremmo chiedere: in che senso? E qui siamo al punto. Su Eluana Englaro ognuno ha detto la propria. Poi però in pochissimi accetterebbero di farsi cremare e qualcuno ridendo isterico chiede di portarsi il cellulare, ben carico, nella tomba, chè non si sa mai. Figurarsi se ne sappiamo qualcosa, delle sofferenze - ipotetiche - di Eluana e di quelle certe del padre. Ognuno, dicevamo, dice la sua. Tranne noi.

venerdì 24 ottobre 2008

malemerito

"le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue" (F. Cossiga, Qutodiano Nazionale, 23.10.2008)

domenica 10 agosto 2008

ce l'avrà un'uscita di sicurezza, 'sta chiesa?

PERNUMIA (Padova) - Abbandonata sull'altare dal futuro sposo dopo undici anni di fidanzamento. È successo a Lara Salmistraro, commercialista di 39 anni di Pernumia, nel Padovano. Quando il sacerdote ha posto la fatidica domanda, Demis Berto, vivaista di 38 anni, non ce l'ha fatta a pronunciare il sì, ha scosso la testa e ha abbandonato l'altare.
(Corriere della Sera 11.08.2008)

martedì 29 luglio 2008

la cura

ROMA, 27 LUGLIO 2008 - Due elicotteristi italiani rimpatriati perchè si erano rifiutati sparare ''durante uno scontro a fuoco in cui erano coinvolti anche militari italiani. La loro giustificazione e' stata che sulla linea di tiro c'erano anche civili''. A denunciare la vicenda il quotidiano romano il Tempo che aggiunge inoltre che i due militari, piloti di elicotteri Mangusta, sono stati ''immediatamente rimpatriati'' e, sul fatto, e' stata aperta un'inchiesta. Immediata e diversa la spiedazione dal comando del contingente italiano ad Herat . Secondo fonti militari, infatti, i due piloti sarebbero stati rimpatriati ''esclusivamente per motivi sanitari'', in seguito alla situazione di stress psico-fisico diagnosticata ai due soldati al termine di un impegnativo ciclo operativo. ''Nei loro confronti - spiegano - non e' stato adottato alcun provvedimento''.

domenica 6 luglio 2008

Che pizza sti Rom?

Oggi ho scoperto che sono “GAGI”. No, nonsgagia”, (sveglia e sbarazzina) - ma un mix fra una suora e una zitellona bianca, presa da casa e lavoro.. un modello negativo, da evitare. Me lo dice N., rom stanziale, quando mi spiega come sono visti gli italiani dai Rom. N. ha 24 anni, studia e lavora e che ha chiesto di mantenere l’anonimato: è un’altra “Voce dal sottoscala”. A parte le due zingare che mi hanno fermato in autogrill anni fa, credo sia il primo rom con cui ho una vera e propria conversazione. Rischio di fare domande sciocche. Macchè roulotte! Siamo in un bar. N.: Vengo dal Kosovo. Correva l’anno 1995 quando la mia famiglia si spostò in Italia per cercare fortuna. In Kosovo ho sempre sofferto la fame, ma i miei, già lì mi avevano mandato a scuola, anche se lo studio non è prioritario per i rom. Il lavoro nemmeno; c’è un po’ la mentalità “oggi ce l’ho, domani chi se ne frega”. Noi però siamo stanziali, e quando mi hanno mandato a scuola, i miei hanno scelto la scuola serba, dove insegnano sia l’alfabeto latino che quello cirillico. (La scuola albanese, invece, insegna solo quello latino)”. Donna Cannone: Il cirillico? Sti cazzi! Ehm, volevo dire – interessante! E dimmi un po’, la tua lingua qual è? Mi risulta che non sia scritta? N.: La mia lingua, il “romanesc”, di cui esistono alcune varianti, come il sinti, non è scritta, ed è molto influenzata dai luoghi in cui viviamo. DC: Ma cosa spinge i rom al nomadismo, a spostarsi? N.: Di fondo sono questioni politiche ed economiche. E poi c’è la paura. Di essere conosciuti, o individuati, anche dalle forze dell’ordine. È vero che molti rom vivono di furto e spaccio, e ora sta iniziando anche la prostituzione. Ma il nomadismo appartiene alla nostra cultura, è la voglia di esplorare, viaggiare, conoscere. Il mio clan vive in appartamento, ma ho dei parenti che vivono in campi; lo fanno o perché vogliono, o perché sono costretti, non lo so e non ritengo sia il caso di chiederglielo. Non tutti i rom qui hanno voglia di lavorare.. ma c’è anche chi vuole avere una casa, dove vivere, lavarsi, far crescere i figli. È anche vero che privare i rom del campo è stroncarli, metterli in gabbia; molti si sentono soffocare, preferiscono fare quel cazzo che vogliono, quando vogliono, sentire la musica, fare le griglie…
DC: Ho difficoltà a immaginare un clan in appartamento“quando sono arrivato in Italia, ci hanno messo tutti in un vecchio edificio, fuori dalla città, io lo chiamavo “il ghetto”; andavo a scuola, con l’autobus, che passava dopo ore, e ci voleva un secolo per arrivare, eravamo fuori dal mondo. Comunque a scuola ho imparato, a conoscere nuove culture e nuovi modi di pensare. Il ruolo degli assistenti sociali è stato molto importante, per far mandare i figli dei rom a scuola. Per i genitori rom era - ed è – indifferente. Invece è importante. Oggi i miei amici sono quasi tutti italiani, io studio e lavoro e vado anche nelle scuole come mediatore culturale”.
N. non è sposato. Ogni 3 mesi i suoi nonni (e prima i suoi genitori), tornano alla carica: pronti a sganciare anche 40.000€ al padre della sposa, se lui accetta il matrimonio combinato. Ma N. rifiuta. N.: Vero, mia madre mi ha sempre detto ‘se tu sei felice, io sono doppiamente felice’ DC: E tuo padre? N.: Mio padre l’opposto, per lui è fondamentale sposarsi, e farlo da giovani. I rom si sposano, con matrimonio combinato, intorno ai 14 anni. Come molti, lui è influenzato dalla pubblica opinione del clan. Nella cultura rom l’egemonia è dei vecchi, la gerarchia supporta gli anziani, ma questo la rende la cultura più arretrata che io conosca. Non c’è libertà. È un delirio. Ti devi sposare, giovane, e non con chi vuoi tu. Le donne devono custodire la verginità, che è specchio dell’onore dei genitori. DC: Raccontami un po’ come funzionano sti matrimoni combinati? N.: Facciamo che siamo a una festa di matrimonio, o per una circoncisione, o perchè finalmente è nato un figlio maschio. Insomma, alle feste comunque ci sono minimo 500 persone e sappiamo, no? che alle feste la donna si fa bella, si veste elegante. Ecco, mettiamo che lì uno vede una ragazza che gli piace, allora fra i nonni iniziano le indagini…
Volete sapere come va a finire? Tornate la prossima settimana!
La chiacchierata con N. è molto lunga e interessante, per questo ve la proponiamo in due momenti. To be continued…. In foto: Pizza zingara Un ringraziamento particolare al nostro amico e programamtore BN per il fantastico banner delle Voci dal Sottoscala

mercoledì 25 giugno 2008

TrombaRe mi fa, sol la do TrombaRe?

Zerbini In bilico sui ciottoli del centro di Cesena, fra i clacson e il profumo di caffè, due donne davanti a me: “Gli uomini li devi trattare come i cani”. Mi diverte raccogliere brandelli di conversazione, ma a ‘sto giro non ho sentito altro. Che voleva dire? Dargli la pappa, tenerli al guinzaglio? Il tono era amaro. Ferito.
La settimana scorsa un benzinaio irriverente ha tirato un pistolotto alla mia scollatura …..per le donne è più facile, si sa, per noi uomini è dura, ma come sarebbe bello essere tutti più felici, tromberemmo assai e vivremmo contenti…. Fra bancomat, tessera punti e scontrini vari, non mi mollava più.
TrombaRe mi fa, sol la do TrombaRe. O no? Una storia tragica si affaccia nel cesto delle spigolature della settimana. L’amica di un’amica di una collega è rimasta incinta. Incidente di percorso. C’è rimasta. Pagnotta nel forno. Gravidanza indesiderata. Ma sì, dai, lo teniamo, nonostante tutto. Poi lui sbrocca. E dice che no, questo bambino non lo possiamo tenere. Non lo voglio. Lo devi smollare. Sono passati due mesi. Lei cede. Abortisce. Sta male.
Un mese fa la mogliedelfigliodiunasignoracheconoscemiamadre ha deciso di abortire. Quello che sarebbe stato il secondo figlio. Motivi economici. Chi ha detto che è omicidio. Che i soldi li hanno. Che fatto un figlio, puoi fare il secondo. Che il senso del matrimonio è la procreazione. Lei non si voleva privare delle 3 cotolette che mangia la domenica e delle scarpe nuove.
Anni fa un’amica ha avuto un incidente di percorso. Risolto. Come una carie da curare. Poi c’è uno, qui da noi, che si è candidato. Dice di essere bravo, trentino, scout e cattolico. 4 figli. Invadente e inopportuno: oltre allo sperma, in città, ha seminato dei santini. Uno sul mio parabrezza, uno nella mia cassetta delle lettere. Vado a dirgli due paroline: politiche denataliste.

martedì 13 maggio 2008

Sicurezza: un rom per commissario


Ribalto la proposta: perchè non candidare un rom come commissario,
(se proprio serve)?

Sarebbe un grande gesto di modernità e comprensione, di disponibilità al dialogo interculturale.

Una proposta concreta per tutti i cittadini biecamente xenofobi, che potrebbero rifarsi a un modello positivo e ripensare alle proprie imbecillità.


Magari un violinista tzigano, con mandato di organizzare spettacolari serate di musica e danze.

Immagino sarebbe sensibile, conoscerebbe la realtà rom, i problemi sul territorio, la lingua,
potrebbe avanzare proposte valide.... Che ne dite?

venerdì 2 maggio 2008

Puahhhhhh!


LONDRA - Si annidano più batteri in una tastiera di computer che in una tavoletta di un wc

(Ansa, 02.05.2008)

mercoledì 30 aprile 2008

tutta salute


E' venuto a mancare Hofman, il chimico che per primo sintetizzò l'LSD.
La sperimentò su sè stesso.
Dimenticavo: aveva 102 anni.

venerdì 18 aprile 2008

aria nuova\2


ROMA - Aggressione omofobica, questo pomeriggio a Roma contro il Circolo di Cultura omosessuale "Mario Mieli" di via Efeso. Lo denuncia un comunicato dell'associazione: "Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni - vi si legge - ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo".
"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione - prosegue la nota -, i vandali si sono allontanati gridando improperi come 'Froci di merda' ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio".
Il documento collega l'aggressione al "clima elettorale" di questi giorni: "Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'".

(17\04\08-www.Repubblica.it)

martedì 15 aprile 2008

Dove scappare dopo le elezioni?

Dicono che in Inghilterra bevono troppo, in Scandinavia si suicidano spesso, in Francia è pieno di centrali nucleari, nel Vaticano di pervertiti, in Romania di italiani, in Germania l’atmosfera è grigia, in Svizzera il segreto bancario vacilla, in Olanda piove sempre e in Spagna manca l’acqua.
Dove scappare dopo le elezioni?


mercoledì 9 aprile 2008

L'erba cattiva

Riportiamo un brano di un articolo comparso sull’ANSA. Lo facciamo per informare che la donna cannone è in salute e bella come sempre. Segue foto di un suo ammiratore.

INTERNET, LA MORTE ARRIVA COL BLOG
(di Alessandra Baldini) New York - La morte arriva col blog: lo stress di tener aggiornato 24 ore su 24 un 'diario on line' combinato con l'assenza di esercizio fisico e di sonno e con una dieta irregolare e malsana, sono un cocktail potenzialmente letale che ha cominciato a mietere vittime nel mondo del web. Due settimane fa a Fort Lauderdale in Florida è stato celebrato il funerale di Russell Shaw, un prolifico blogger di temi tecnologici morto improvvisamente di infarto a 60 anni. In dicembre un altro blogger suo amico, Marc Orhant, era finito sottoterra per un esteso blocco alle coronarie. Un terzo, Om Malik, ha avuto un infarto negli stessi giorni ma ce l'ha fatta: ha appena 41 anni. Sono casi isolati o la punta di un iceberg? Se lo è chiesto oggi il New York Times raccogliendo le lamentele di altri 'diaristi' della rete che hanno perso peso o sono diventati obesi, che non riescono più a dormire regolarmente o crollano esausti sulla tastiera
.

Post superficiale portatore di diversità politicamente scorrette


Tornando dal lavoro ho sentito un pezzo struggente di Battisti. Ho ricordato la mia ex suocera, con cui condividevo questa passione. Battisti ha cambiato l’Italia; lei, parte della mia vita.
Battisti non aveva un blog, ma la sua musica è immortale.
A. aveva un blog. Mi rattrista sapere che è morto senza vedere un’Italia più civile. Ma le sue idee, le sue parole, le sue denunce e aspirazioni fluttuano nel web.
Dunque voglio affidare al web questo post per i posteri. Sganciarmi dall’immediatezza della fruizione di domani. Sfido inimmaginabili rivoluzioni tecnologiche, e lo lancio oltre. A chi verrà nel 2059, nel 3080, nell’8700…….



Horizontally challenged, ipovedente, nero, diversamente abile, non deambulante, homeless, gerontologically advanced, senior citizen, taglie comode, venuti a mancare….


foto http://albertocane.blogspot.com/




Tanti termini politicamente corretti quanti sono gli schermi catarifrangenti contro cui si schianta, nel 2008, la nostra avvilente incapacità di guardarci - allo specchio e l’un l’altro -, di ammettere le reciproche diversità ed idiosincrasie e su di esse costruire una convivenza civile.


Eppure, sono scritte sulla pelle.
Siamo ALTI, bassi, magri grassi, bianchi e negri, ciechi e vecchi e zoppi, belli brutti ricchi poveri puliti sporchi etero gay vivi e morti, islamici e cattolici e buddhisti....
Al di fuori dell’ideale aula giurisprudenziale, ognuno è portatore di diversità. Oggi nascosta nelle parole. Assieme alla paura del diverso e la forte pressione della barriera sociale.



All animals are equal
.....But some animals are more equal than others*.


Pare che le donne africane e brasiliane

non soffrano di bulimia e anoressia quanto noi,

ma in cambio si bruciano la pelle con creme

sbiancanti a base di acqua ossigenata.

Più d’uno dai pulpiti arringa le folle e promette livellamenti nell’aldilà. Ricompense al sacrificio, alla sopportazione della povertà, della sofferenza, della miseria e dello sfruttamento.
Più d’uno si arricchisce sulla pelle di chi sgobba e vive nei sottoscala, vive di precariato, a 13 anni fa pompini fuori dalla scuola per comprarsi ricariche telefoniche da 5 euro.


Più d’uno inneggia alla presunta superiorità italica o padana, e identifica la pelle scura con la disonestà, la cattiveria e l’ignoranza.



Ehiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Dico a voi! Se nel 3080 riuscite a contattarmi – Donna Cannone fluttuante nell’universo alla ricerca di Orwell, Battisti, Huxley e dei Barbapapà-, rispondetemi!! Quando l’essere umano si sarà elevato, superando le bassezze acquitrinose del nostro secolo, non escludo che potrei convincere De Gregori a farmi tornare
giùùùùù ùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù


*Animal Farms, G. Orwell

lunedì 7 aprile 2008

Except Italians



In questi tempi in cui tante conquiste civili vengono messe in discussione tranne, purtroppo, quella dell’America, che in effetti ora che ci penso tanto civile non fu, diamo anche noi il nostro contributo alla reazione: basta col divorzio.
Se vuoi legarti ad una persona deve essere come un diamante: per sempre. Sì, finché finalmente morte non vi separi. Il legame deve essere indissolubile. Le botte, l’impotenza, la pedofilia nulla deve impedirvi di detestarvi per il resto dei loro giorni. Solo così riusciremo ad estirpare quell’istituto teatro di tante efferatezze che va sotto il nome di famiglia, perché solo così eviteremo che i due coniugi, separandosi, ne formino altre.

Questo il modello cattolico, quello in cui crediamo, che a Giuseppe ha fatto crescere un figlio non suo e mantenere una moglie restata immacolata. Non per altri meriti risulta l’artigiano compaia nei santini. Immaginiamo con che potenza avrebbe avvicinato una nuova sposa dopo una vita di truciolato. E quale ulteriore tentazione avrebbe rappresentato la sua ex per un nuovo coniuge meno santo del primo. E il loro figlio, povero cristo, a santificare le feste ora dall’uno ora dall’altra, costretto a fare i miracoli per mantenere la concordia. E così distratto dai suoi doveri, preso a barcamenarsi tra gli alimenti famigliari invece che seguire il suo destino di messia e darsi alla moltiplicazione di pani e pesci per tutti.
Con il divorzio avremmo avuto un crocifisso in meno, non avremo avuto il cristianesimo, non ci sarebbe stata la persecuzione dei cristiani nè le crociate, forse anche la conquista del nuovo mondo, dell’America di cui parlavamo, senza inquisitori non avrebbe portato allo sterminio degli indios.
Mannaggia: metti in discussione una conquista civile e finisci per renderne più civile un’altra.


Vai al Test riservato a cittadini provenienti da paesi avanzati.
(Gli italiani per stavolta stanno fermi un turno)
A quale conquista civile rinuncereste (dovendo scegliere)?

Magari

Diversamente dall’Economist, questo blog non farà un endorsement. Non si schiererà cioè per nessuno dei candidati in lizza nella prossima elezione per amministratore di condominio.
Uno promette che ci manderà in guerra in IRAQ per una vecchia questione di briciole atomiche sul davanzale, l’altro che anche i gay potranno fare le puzzette in ascensore.

Ve li ricordiamo insieme al prossimo presidente del consiglio, una mix, una figura di garanzia cui entrambi ispirano il loro credo politico:



sabato 5 aprile 2008

Tutta la vita davanti


MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette.



Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso". Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone.



Qualsiasi reazione abbiate a questa notizia di qualche settimana fa vi prescrivo di vedere “Tutta la vita davanti” di Virzì.
In caso invece la notizia di reazioni non ve ne abbia suscitate si consiglia la visione in modalità “Arancia meccanica”, applicando cioè dei tiranti alle palpebre in modo che restino aperte per tutta la proiezione, senza che un solo fotogramma vada perduto.
Aumentare la dose in prossimità delle elezioni.
Buona visione.