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giovedì 22 ottobre 2009

Incontro dibattito “Le api stanno morendo. E noi?"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo Il gruppo naturalistico Le Tracce organizza per venerdì 23 ottobre 2009 alle ore 20.45 un incontro dibattito dal titolo “Le api stanno morendo. E noi?” Interverranno: Franco Mutinelli responsabile dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e del Centro di Referenza Nazionale per l’Apicoltura, Angelo Cattapan, apicoltore biologico, Cesio Zanchetta, apicoltore, fondatore del Gruppo Apicoltori di Castelfranco, Vittorino Mason, coordinatore Gruppo Naturalistico LE TRACCE. INGRESSO LIBERO Presso l’auditorium SCUOLA MEDIA STATALE GIORGIONE via A. Volta, 3 - Castelfranco Veneto (TV) da Vittorino Mason e Piera Biliato

martedì 21 aprile 2009

Uno schifo di donna

Le probabilità che la diretta interessata legga questa pagina sono meno di una su un milione. E tuttavia non è motivo per non scriverla. Sabato mattina, a un semaforo in via Chiana, (quartiere Trieste), a Roma, in attesa dell’omino verde dall’altra parte della strada, rispetto a me, c’erano 5 o 6 persone. Tra loro, un signore anziano. L’aria fragile in un vestito panna, lo sguardo appeso al semaforo; assente al mondo e un po’ anche a sé. D’un tratto alla destra dei pedoni, piazzata sui ¾ delle zebre, una signora al volante di un’auto grigia metallizzata, (non ho notato marca né modello), si è messa a far manovra per uscire dal parcheggio.
Gira, volta, sterza e rimetti la retro. A forza di andare indietro si è avvicinata pericolosamente ai pedoni in attesa, finché a un certo punto
stava per investire il signore in abito panna. Mi son messa ad agitare le braccia per allertarlo, e con lui i pedoni vicini. E la guidatrice stessa. Per fortuna, si è fermata. A un pelo dal vecchietto. Mentre attraversavo, le ho urlato di stare più attenta,
che stava per colpirlo.
Interrompendo le manovre la signora ha abbassato
il finestrino e mi ha gridato di rimando che aveva ragione lei,
«perché i pedoni non erano sul marciapiede!»
Ho mandato affanculo la sua faccia tosta arrogante e disumana.
Ma quando ho messo piede all’angolo di via Trieste mi son fermata.
Ero in lacrime per lo schifo che mi ha fatto quella donna.
E allora spero che tu mi legga, Schifo di Donna. E che il tuo menefreghismo borioso sia ripagato con l’indifferenza. Quando? Quando a 70 anni, orba e tremolante, aspetterai sulle strisce che il semaforo diventi verde….

lunedì 23 marzo 2009

permesso

Nessuno di noi è innocente: è inutile dichiararsi democratici se teniamo aperti i centri di detenzione-moderni campi di concentramento- se non gridiamo ogni giorno contro le etichette che mettono stelle gialle ai nostri fratelli meno fortunati. I rumeni stuprano, sono delle bestie, non sono come noi... lo dicono sottovoce o apertamente tante persone perbene. Ma chi sono queste persone così spaventate????? Guarda caso, le stesse che usano "le bestie" per lavorare le loro terre al sud, per bruciare nelle loro fonderie al nord, per non pagare contributi, per realizzare miracolosi redditi, per assistere i loro anziani (ma non facevano tanta paura?) che si sa, signora mia, quanto costano gli altri in regola...
(B.Palombelli)

martedì 17 marzo 2009

se questa foto vi ricorda Milano

Pochi giorni fa, dopo anni di guerriglia, il Salvador ha scelto il suo presidente, che in quella guerriglia ha combattuto, contro la dittatura. Una settimana prima il presidente boliviano Morales, diceva la sua all'ONU sul proibizionismo semplicemente aprendo la bocca, ma per masticare una foglia di Coca. Chavez, cui qualcuno dà del dittatore, si sottopone alle urne praticamente un anno sì e uno no. Venendo confermato puntualmente dai suoi connazionali, che evidentemente gli riconoscono di aver compreso le virtù dell'intervento dello Stato nell'economia ben prima dei manager di New York. In Cile governa una donna. Come in Argentina, che si sta risollevando. Da ultimo quel trascurabile enclave di lingua portoghese che durante le polemiche per il caso Battisti in Italia un politico ha definito "paese di ballerine". Parliamo del Brasile. Durante l'ultimo carnevale, da uno dei carri su cui tradizionalmente si balla, i presidente Lula distribuiva anticoncezionali. Mi dite allora perchè i politici dell'opposizione dichiarano che l'Italia sta sempre più somigliando ad un paese sudamericano? Illusi.

domenica 1 febbraio 2009

Gli spari sopra. E poi a destra. E a sinistra.

A Nord. A Sud. Al centro…Isole comprese. Sì, sto parlando delle pistole ai vigili. Dei manganelli e degli spray antiaggressione. Entro giugno i vigili saranno armati, e questo, pare, dovrebbe cambiare le sorti del Paese. Però mi chiedo: quando useranno le armi? Devo aspettarmi una pallottola alla nuca se pedalo fra il giallo e il rosso? E se quando alzo il braccio per chiedergli un'informazione, il vigile si sente minacciato e mi spruzza lo spray negli occhi, che faccio? O magari provo a contestare una multa e mi tirano una manganellata? Dice Marroni che hanno proposto l'utilizzo delle armi solo in casi di speciali necessità. Sì, ma QUALI? Dice Mario Dei che "l'armamento non sortirà effetti di sicurezza sul cittadino, in quanto destinato alla difesa personale del vigile". Ecco, appunto. Io mi sento minacciata. Non protetta. Assunto che l’allarme-sicurezza serve a distogliere la nostra attenzione dai veri problemi e a introdurre limitazioni della libertà personale, non mi risulta (purtroppo) che i vigili siano ancora soggetti a rischio nelle città né che abbiano preso le cariche di legnate che si meriterebbero. Diciamocelo, siamo dei pusillanimi. A me, vigili e ausiliari del traffico, mi fanno proprio schifo. Come categoria. Come umanità avariata: iene bavose che spiano il momento in cui cogliere in fallo la gente allo scatto del semaforo; condor che ti piombano sul parabrezza allo scadere del parchimetro. Più che un'arma, gli darei l’indirizzo di uno psichiatra. Dunque domani vado a informarmi su come avere il porto d'armi. Così sì che mi sentirò più sicura.

martedì 7 ottobre 2008

crollo delle borse

Per investire un culo solo non basta.

venerdì 26 settembre 2008

motori te salutant

Quando la ministra Gelmini afferma che il '68 ha fatto solo danni basta guardarla per esserne persuasi. Quindi si torna indietro. Dalle tre i (impresa, inglese e internet) passiamo a GcF: il grembiule col fiocco. chissà se cambieranno anche i dettagli: ad esempio i programmi. Temiamo però che la scuola resti, o torni ad essere, di classe. Che l'insegnamento del latino e greco fungerà ancora da segno distintivo di liceali bravissimi nel copiare una versione da internet. Gli studenti italiani, è notizia di qualche mese fa, ignorano il motivo dell'alternarsi del giorno e della notte. Quando è all'estero l'italiano, se colto, smette di parlare in dialetto. Ma il latino e greco rimangono: nell'età in cui la mente viaggia svelta ai ragazzi italiani si insegna il vocativo di rosa,ae. C'è chi ritiene che tradurre Cicerone e Omero formi. Di solito a dirlo è qualche liceale nostalgico. Chi il diploma lo adopera per ciò che Giovanni Gentile lo concepì: farne un segno distintivo per una società classista in cui l'avvocato, il burocrate, il medico, il prete potevano parlare in codice. Senza chiedersi quanto formi rimontare un motore. Ma se proprio non vogliamo sporcarci le mani, ministra,avvocatessa, Gelmini, mettiamo da parte il de Bello Gallico e sfogliamo Le Monde.

sabato 19 luglio 2008

associazioni a delinquere

Siccome le associazioni di idee sono come quelle a delinquere la vicenda di Riccò, il ciclista trovato dopato al tour, mi fa venire in mente quella di Del Turco, il socialista.
Giorni fa un quotidiano di Riccò invece dei trionfi esaltava ciò che non aveva fatto. Non era scattato, non aveva vinto. Segno, diceva l'articolo, che non assume strane sostanze, segno che è umano, se perde. Una volta i beniamini erano quelli che vincevano, oggi ci si accontenterebbe che perdessero, ma regolarmente.
Una volta da un politico ci si aspettava che proponesse una nuova visione, riforme, nuove leggi. Oggi ci si accontenterebbe che osservasse le esistenti. Da di Pietro non ricordo una proposta: il suo successo sta tutto nel farsi tutore dell'ordine costituito. Un gregario, più o meno.
E' troppo sperare di poter tifare per un campione? Chi ci restituirà l'utopia di un futuro diverso invece che l'auspicio di un presente con meno rapine?
Il sangue di Riccò pare sia portentoso di suo. Forse Del Turco non c'entra.
Ma chi cade dalle impalcature, chi si sfianca nei campi o precipita nei forni, chi arde nel catrame o supplica per un posto da precario che se ne fa di un sindacalista semplicemente onesto?
Tanto vale darsi all'ippica.

mercoledì 30 aprile 2008

cronache trentine


Di tanto in tanto Trento balza agli onori delle cronache. Cronache che nel resto d'Italia sembano marziane: la qualità della vita scandinava, la lingua tedesca, un consigliere comunale africano.
Tra circa un mese sarà la volta del festival dell'economia che a Trento ha trovato il suo scenario ideale: a proposito di soldi da nessun'altra parte oggi ci sarebbe da festeggiare.
Quest'anno poi il tema è "democrazia e mercato", praticamente il diavolo e l'acqua santa.
Per intanto del Trentino si parla a proposito del Festival del cinema di montagna. Un'occasione per saccheggiare le casse senza fondo della Provincia autonoma senza che nessuno si chieda come mai non esista un festival del cinema della pianura, della collina, dell'allegria o delle zolfatare. Probabilmente perchè queste cose nella cartina del Trentino mancano. Ma molte altre sono presenti: proponiamo allora un festival del provincialismo, che riassuma in un solo colossale evento la serie di fiere, cori e filodrammatiche che appestano quest'incontaminato angolo di cartapesta.

sabato 26 aprile 2008

Trento ladrona


New York, Instambul, Los Angeles, Ginevra, Rio non sono capitali.
La capitale dell’Australia è Camberra: nè Sidney nè Melburne. In Canada ci sono ben tre città più grandi di Ottawa, la capitale. In Marocco Casablanca ha il doppio degli abitanti, ma la capitale è Rabat. Della Nuova Zelanda tutti conoscono Anckland, ma la capitale è a Wellington.
Perché allora non riportare la capitale a Torino?
Del resto che c’entra il Pantheon con la Val Brembana?
Fare di Roma la capitale di uno stato come l’Italia significa umiliarla.
Meglio semmai Pontida, col vantaggio che una potenza straniera che ci invadesse non riuscirebbe a trovarla sulle cartine. Oppure perché non a Palermo, dove la sicurezza nazionale sarebbe assicurata da lupare e cannoli.
Ma se proprio si vuole far viaggiare i mafiosi piazziamola a Trento, la capitale, e godiamoci il capolinea della schizzofrenia leghista: il paradosso di uno Stato autonomo da se stesso.

venerdì 18 aprile 2008

aria nuova\1


15/04/2008 - ore 13.45 PADOVA (Rpif) -
"Michele Bortoluzzi, 40 anni, membro della Giunta nazionale di Radicali italiani è uscito dagli studi di Canale Italia la notte passata alle 2,30 in barella, trasportato al nosocomio di Padova per un sospetto trauma cranico procurato da una testata sferrata da un ospite del dibattito condotto dal giornalista Gianluca Versace", riporta una nota dell'ufficio stampa dei Radicali italiani.
"L'aggressore, invitato in qualità 'di poliziotto, membro di scorte, e responsabile di una sigla del sindacato di polizia' ha inveito contro i radicali, quali 'partito dell marijuana, dei drogati' - proseguono dall'ufficio stampa -. All'obiezione del segretario dell'Associazione Fortuna, nel dibattito acceso, il poliziotto ha reagito con una testata sull'arcata sopracciliare a Bortoluzzi. Bortoluzzi, ghandianamente, ha alzato la fronte insanguinata ed ha continuato a parlare, pur in evidente stato di difficoltà, fino all'arrivo dell'ambulanza che lo ha trasportato all'ospedale, dove è stato dimesso dopo alcuni controlli".

(ww.ifattielezioni.com)

domenica 13 aprile 2008

ideologia


Francesca F., impiegata abruzzese: «A scuola dicevano che bisogna assolutamente votare. Allora, negli ultimi giorni, ho provato a guardare un po' di politici alla televisione. Ce n'è uno che mi pare più carino. La volta scorsa ho deciso proprio nella cabina (nel 2006 si è comportato così il 5% degli elettori) ma credo che lo voterò».

(Corriere della Sera, 13/4/2008)

giovedì 10 aprile 2008

Par sfotticio II

ABORTO? NO, GRAZIE “Aborto? non grazie” oltre ad essere la risposta di Giuliano Ferrara a chi prova a circumnavigargli l’adipe, inaugura l’era dei dialoghi. “che ore sono? Le 5 e un quarto” e “come va? Finchè c’è la salute” già si annunciano come nuove liste nell’agone politico con un preciso programma di moratorie, rotatorie e rotative.
LA SINISTRA, L’ ARCOBALENO Fate una scelta di parte. Questo lo slogan della sinistra l’arcobaleno, nome che sta tra un navigatore satellitare e il titolo di una favola. I giornali già annunciano scissioni delle correnti della “a sinistra dopo la farmacia prima del bivio” e “la volpe e l’uva”, più vicina alle istanze ambientaliste delle osterie del bresciano. Il manifesto della formazione politica compare spesso nelle fermate del bus: “Una scelta di parte”. Per partire parte, ma forse conduce al capolinea.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI formazione politica creata da Ferrando per riempire un rigo libero nella schermata dei sondaggi a Porta a porta. Il fatto che il partito comunista di Berlinguer avesse il 33% dei voti e questo sia accreditato dell’1% pare però stia spingendo il fondatore ad abbandonare i lavoratori e a sostituire la falce e martello con una più rassicurante amaca.
PARTITO DELLA LIBERTA’ Rialzati Italia! È lo slogan del popolo della libertà, l’esatto contrario di quello che sognavamo: la libertà del popolo. Dopo forza Italia ancora una frase che gli italiani pronunciano spesso e volentieri, ma stavolta nel languore della passione, mentre persuadono la partner a mutare postura nel corso dell’amplesso. Rialzati Italia! tradisce una concezione maschilista del rapporto, dove è l’uomo a menare le danze. Aspettiamo speranzosi una rivoluzione, almeno sessuale, che porti sulle schede elettorali il partito Gola profonda. L’Italia, come tutte le donne, dirà di sì facendo come crede, conserverà cioè la posizione, che è quella in cui godendo soffre da secoli.
LdF
La Par Sfotticio di LdF è anche sul http://www.bazar.it/

martedì 8 aprile 2008

Par Sfotticio



LA DESTRA
Tutti conoscono la SantANCHE', la donna col cognome a forma di femore. Molti meno conoscono il partito che la candida (verbo, non virus): la destra. Simpatico l’accendigas che troneggia sul simbolo, a fare da affettuoso ricordo dei forni crematori tedeschi.


LEGA NORD
Più vicini a te, più lontani da Roma”, questo l’azzeccato slogan coniato dagli abitanti di Velletri e Frascati. Nella foto Bossi, appena uscito da una trattoria, fa l’autostop.


PARTITO DEMOCRATICO
Non cambiare il governo, cambia il paese”. Slogan del partito democratico è – orami pare chiaro –la pubblicità di una fabbrica di telecomandi. Quella di cambiare canale è infatti l’ultima pia illusione del corpo elettorale che invece si ritrova nove tasti per un programma che in fondo è sempre lo stesso. E il governo? Come sopra. Sarà che il partito democratico torna oligarchico?


UNIONE DI CENTRO
Uno che si chiama Pierferdinando Casini è come se si chiamasse Gian Galeazzo Bidè: parte a spron battuto e arriva in mutande.
Ha così suscitato le ire dei tabaccai e di tutti i rivenditori di francobolli col suo slogan: i veri valori non sono in vendita. Salvo sottintendere: i falsi sì però, quanti etti ne volete?
Con quel cognome PIerferdy deve aver vissuto un’intensa stagione di vituperio tra la seconda e la terza media salvo poi godere di salvacondotto per ogni malefatta, più o meno come gli ebrei dopo Auschwitz. Nella sua vita ha esaltato in ordine di sparizione Forlani, Woityla, Cuffaro e Berlusconi. Nel frattempo ha giustificato un collega pescato in albergo strafatto di coca insieme a due prostitute, ma sempre con la faccia di chi dice: mica mi prenderete in giro perché di cognome faccio Bordello?
No, ma spontanea sorge la solidarietà ai tanti Carlo Rossi.

LdF

la Par Sfotticio di LdFè pubblicata su http://www.bazar.it/

sabato 5 aprile 2008

Tutta la vita davanti


MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette.



Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso". Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone.



Qualsiasi reazione abbiate a questa notizia di qualche settimana fa vi prescrivo di vedere “Tutta la vita davanti” di Virzì.
In caso invece la notizia di reazioni non ve ne abbia suscitate si consiglia la visione in modalità “Arancia meccanica”, applicando cioè dei tiranti alle palpebre in modo che restino aperte per tutta la proiezione, senza che un solo fotogramma vada perduto.
Aumentare la dose in prossimità delle elezioni.
Buona visione.

sabato 12 maggio 2007

Diritti, non sacramenti

Sulle notizie online della Rai oggi ( http://www.rainews24.it/notizia.asp?newsID=69851) un paginone dedicato, tanto per cambiare, alle dichiarazioni del papa in Brasile. Immagino che non tutti i brasiliani, (come invece qui vorrebbero farci credere), siano smaniosi di sentire, - a casa loro, e da un estraneo con un buffo costume -, minacce di scomunica e ingiunzioni presuntuose sulle regole di vita . Fortunatamente c'è anche chi racconta a noi che il sindaco di Rio de Janeiro, ieri, 10 maggio 2007, ha pronunciato parole ben più "sante": ritratto davanti a un centro per la tutela dei diritti di cittadini gay, trans, lesbiche, bisex e quant'altro, ha affermato che decidere di unioni e tipologie di famiglia significa occuparsi di diritti, non di sacramenti. E che pur essendo cattolico (e contrario al tanto discusso aborto), nella sua veste ufficiale rappresenta e tiene nella debita considerazione i diritti e le esigenze di tutti i cittadini che egli rappresenta , e che Rio de Janeiro per prima in Brasile, con vanto, ha riconosciuto la reversibilità della pensione ai partner di coppie non sposate e anche omosessuali. Che ci vengano da quello che siamo abituati a considerare 3° mondo, parole di semplice e cristallina civiltà – mi sembra dovrebbe farci quantomeno riflettere. Gettare altrove lo sguardo per comprendere meglio ciò che accade nel nostro territorio. Mi vergogno di appartenere a questo Paese, succube di santa madre chiesa medievale e presuntuosa, che nulla vive ma pretende di impartire a tutti lezioni di vita – terrena e non. Non mi riconosco in un Paese che strilla dalla prima pagina di uno dei suoi principali quotidiani nazionali il sostegno al papa che vaneggia accusando di terrorismo chi il 1° maggio (al concerto di Roma) ha espresso pubblicamente opinioni diverse dalle sue. E non è che la parte visibilmente purulenta del sistema…. Un cordiale saluto, La Donna Cannone