giovedì 22 ottobre 2009
Incontro dibattito “Le api stanno morendo. E noi?"
martedì 21 aprile 2009
Uno schifo di donna
lunedì 23 marzo 2009
permesso
martedì 17 marzo 2009
se questa foto vi ricorda Milano
Pochi giorni fa, dopo anni di guerriglia, il Salvador ha scelto il suo presidente, che in quella guerriglia ha combattuto, contro la dittatura. Una settimana prima il presidente boliviano Morales, diceva la sua all'ONU sul proibizionismo semplicemente aprendo la bocca, ma per masticare una foglia di Coca. Chavez, cui qualcuno dà del dittatore, si sottopone alle urne praticamente un anno sì e uno no. Venendo confermato puntualmente dai suoi connazionali, che evidentemente gli riconoscono di aver compreso le virtù dell'intervento dello Stato nell'economia ben prima dei manager di New York. In Cile governa una donna. Come in Argentina, che si sta risollevando. Da ultimo quel trascurabile enclave di lingua portoghese che durante le polemiche per il caso Battisti in Italia un politico ha definito "paese di ballerine". Parliamo del Brasile. Durante l'ultimo carnevale, da uno dei carri su cui tradizionalmente si balla, i presidente Lula distribuiva anticoncezionali.
Mi dite allora perchè i politici dell'opposizione dichiarano che l'Italia sta sempre più somigliando ad un paese sudamericano?
Illusi.
domenica 1 febbraio 2009
Gli spari sopra. E poi a destra. E a sinistra.
martedì 7 ottobre 2008
venerdì 26 settembre 2008
motori te salutant
Quando la ministra Gelmini afferma che il '68 ha fatto solo danni basta guardarla per esserne persuasi.
Quindi si torna indietro. Dalle tre i (impresa, inglese e internet) passiamo a GcF: il grembiule col fiocco. chissà se cambieranno anche i dettagli: ad esempio i programmi. Temiamo però che la scuola resti, o torni ad essere, di classe. Che l'insegnamento del latino e greco fungerà ancora da segno distintivo di liceali bravissimi nel copiare una versione da internet.
Gli studenti italiani, è notizia di qualche mese fa, ignorano il motivo dell'alternarsi del giorno e della notte. Quando è all'estero l'italiano, se colto, smette di parlare in dialetto. Ma il latino e greco rimangono: nell'età in cui la mente viaggia svelta ai ragazzi italiani si insegna il vocativo di rosa,ae.
C'è chi ritiene che tradurre Cicerone e Omero formi. Di solito a dirlo è qualche liceale nostalgico. Chi il diploma lo adopera per ciò che Giovanni Gentile lo concepì: farne un segno distintivo per una società classista in cui l'avvocato, il burocrate, il medico, il prete potevano parlare in codice.
Senza chiedersi quanto formi rimontare un motore.
Ma se proprio non vogliamo sporcarci le mani, ministra,avvocatessa, Gelmini, mettiamo da parte il de Bello Gallico e sfogliamo Le Monde.
sabato 19 luglio 2008
associazioni a delinquere
mercoledì 30 aprile 2008
cronache trentine

Di tanto in tanto Trento balza agli onori delle cronache. Cronache che nel resto d'Italia sembano marziane: la qualità della vita scandinava, la lingua tedesca, un consigliere comunale africano.
Tra circa un mese sarà la volta del festival dell'economia che a Trento ha trovato il suo scenario ideale: a proposito di soldi da nessun'altra parte oggi ci sarebbe da festeggiare.
Quest'anno poi il tema è "democrazia e mercato", praticamente il diavolo e l'acqua santa.
Per intanto del Trentino si parla a proposito del Festival del cinema di montagna. Un'occasione per saccheggiare le casse senza fondo della Provincia autonoma senza che nessuno si chieda come mai non esista un festival del cinema della pianura, della collina, dell'allegria o delle zolfatare. Probabilmente perchè queste cose nella cartina del Trentino mancano. Ma molte altre sono presenti: proponiamo allora un festival del provincialismo, che riassuma in un solo colossale evento la serie di fiere, cori e filodrammatiche che appestano quest'incontaminato angolo di cartapesta.
sabato 26 aprile 2008
Trento ladrona

New York, Instambul, Los Angeles, Ginevra, Rio non sono capitali.
La capitale dell’Australia è Camberra: nè Sidney nè Melburne. In Canada ci sono ben tre città più grandi di Ottawa, la capitale. In Marocco Casablanca ha il doppio degli abitanti, ma la capitale è Rabat. Della Nuova Zelanda tutti conoscono Anckland, ma la capitale è a Wellington.
Perché allora non riportare la capitale a Torino?
Del resto che c’entra il Pantheon con la Val Brembana?
Fare di Roma la capitale di uno stato come l’Italia significa umiliarla.
Meglio semmai Pontida, col vantaggio che una potenza straniera che ci invadesse non riuscirebbe a trovarla sulle cartine. Oppure perché non a Palermo, dove la sicurezza nazionale sarebbe assicurata da lupare e cannoli.
Ma se proprio si vuole far viaggiare i mafiosi piazziamola a Trento, la capitale, e godiamoci il capolinea della schizzofrenia leghista: il paradosso di uno Stato autonomo da se stesso.
venerdì 18 aprile 2008
aria nuova\1

15/04/2008 - ore 13.45 PADOVA (Rpif) -
"Michele Bortoluzzi, 40 anni, membro della Giunta nazionale di Radicali italiani è uscito dagli studi di Canale Italia la notte passata alle 2,30 in barella, trasportato al nosocomio di Padova per un sospetto trauma cranico procurato da una testata sferrata da un ospite del dibattito condotto dal giornalista Gianluca Versace", riporta una nota dell'ufficio stampa dei Radicali italiani.
"L'aggressore, invitato in qualità 'di poliziotto, membro di scorte, e responsabile di una sigla del sindacato di polizia' ha inveito contro i radicali, quali 'partito dell marijuana, dei drogati' - proseguono dall'ufficio stampa -. All'obiezione del segretario dell'Associazione Fortuna, nel dibattito acceso, il poliziotto ha reagito con una testata sull'arcata sopracciliare a Bortoluzzi. Bortoluzzi, ghandianamente, ha alzato la fronte insanguinata ed ha continuato a parlare, pur in evidente stato di difficoltà, fino all'arrivo dell'ambulanza che lo ha trasportato all'ospedale, dove è stato dimesso dopo alcuni controlli".
(ww.ifattielezioni.com)
domenica 13 aprile 2008
ideologia

Francesca F., impiegata abruzzese: «A scuola dicevano che bisogna assolutamente votare. Allora, negli ultimi giorni, ho provato a guardare un po' di politici alla televisione. Ce n'è uno che mi pare più carino. La volta scorsa ho deciso proprio nella cabina (nel 2006 si è comportato così il 5% degli elettori) ma credo che lo voterò».
(Corriere della Sera, 13/4/2008)
giovedì 10 aprile 2008
Par sfotticio II
LdF
martedì 8 aprile 2008
Par Sfotticio

Tutti conoscono la SantANCHE', la donna col cognome a forma di femore. Molti meno conoscono il partito che la candida (verbo, non virus): la destra. Simpatico l’accendigas che troneggia sul simbolo, a fare da affettuoso ricordo dei forni crematori tedeschi.
LEGA NORD
“Più vicini a te, più lontani da Roma”, questo l’azzeccato slogan coniato dagli abitanti di Velletri e Frascati. Nella foto Bossi, appena uscito da una trattoria, fa l’autostop.
PARTITO DEMOCRATICO
“Non cambiare il governo, cambia il paese”. Slogan del partito democratico è – orami pare chiaro –la pubblicità di una fabbrica di telecomandi. Quella di cambiare canale è infatti l’ultima pia illusione del corpo elettorale che invece si ritrova nove tasti per un programma che in fondo è sempre lo stesso. E il governo? Come sopra. Sarà che il partito democratico torna oligarchico?
UNIONE DI CENTRO
Uno che si chiama Pierferdinando Casini è come se si chiamasse Gian Galeazzo Bidè: parte a spron battuto e arriva in mutande.
Ha così suscitato le ire dei tabaccai e di tutti i rivenditori di francobolli col suo slogan: i veri valori non sono in vendita. Salvo sottintendere: i falsi sì però, quanti etti ne volete?
Con quel cognome PIerferdy deve aver vissuto un’intensa stagione di vituperio tra la seconda e la terza media salvo poi godere di salvacondotto per ogni malefatta, più o meno come gli ebrei dopo Auschwitz. Nella sua vita ha esaltato in ordine di sparizione Forlani, Woityla, Cuffaro e Berlusconi. Nel frattempo ha giustificato un collega pescato in albergo strafatto di coca insieme a due prostitute, ma sempre con la faccia di chi dice: mica mi prenderete in giro perché di cognome faccio Bordello?
No, ma spontanea sorge la solidarietà ai tanti Carlo Rossi.
LdF
la Par Sfotticio di LdFè pubblicata su http://www.bazar.it/
sabato 5 aprile 2008
Tutta la vita davanti

MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette.
Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso". Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone.
Qualsiasi reazione abbiate a questa notizia di qualche settimana fa vi prescrivo di vedere “Tutta la vita davanti” di Virzì.
In caso invece la notizia di reazioni non ve ne abbia suscitate si consiglia la visione in modalità “Arancia meccanica”, applicando cioè dei tiranti alle palpebre in modo che restino aperte per tutta la proiezione, senza che un solo fotogramma vada perduto.
Aumentare la dose in prossimità delle elezioni.
Buona visione.



