lunedì 24 maggio 2010
venerdì 5 febbraio 2010
compleanno
Strapperei l'urlo a un gabbiano per confonderlo e arrogarmi il suo diritto di urlare nel cielo.
DC
Ancora - sbagliando – ho appeso alle tue braccia l'attesa di essere felice. Le mie sono
stanche ma tu procedi, senza di me. Oltre la porta richiusa sull'eco prestato alle tue parole. (Che t'importa? Mi hai aiutato a scardinare sovrastrutture e ipocrisie).
A che serve ridirti che a volte pesa di più, la solitudine?
Macinata nel ronzio idiota della radio al piano di sopra, e nelle vocette di bambini nella neve. Lancinante e mai calcificato. Dolore.
Strapperei l'urlo a un gabbiano per confonderlo e arrogarmi il suo diritto di urlare nel cielo.
Sulla tastiera, cocci di parole.
Mattoni di sillabe sfracellano dal calendario – com ple an no – an ni ver sa rio – a mo re – sotto gli occhi miei e molli. Non dette taciute confuse intorpidite lastricano il tratturo e io mi fermo. È arido e secco e io lo so, che è colpa mia. In fondo. Ma senza paratie non ho saputo arginare la slavina di me stessa ineluttabile.
E che cosa festeggiare non mi è chiaro. Non ho uno slancio non ho obiettivo, per questo sforzo di una diffusa allegria e di un sorprendente gaudio. Dello smantellamento singolo e preciso dei capisaldi della tradizione che mi ha covato, a volte, e di nascosto, mi rammarico. Patetica sosia e triste, di un clown. Solo e vecchio. Ogni ora il collo è più curvo. Il passo gravoso e il cerone più spesso. Spesso e grosso e unto e fangoso, mappa dei rilievi sulla faccia. Odio, in assenza di urli e di gabbiani, il sorriso inciso nelle pieghe del cappello, sullo scaffale dove lo prenderò stasera. E poi domani e l'indomani ancora con mano stanca. Stancamente onesta.
Stancamente piegata.
La vorrei rattrappita.
Gialla e chiusa e ferma nel giorno che temo. La resa dopo il vaglio che mi inquieta in momentanee sospensioni intorpidite sotto il lenzuolo e sull'autobus e al semaforo e nelle schiene appese a un bastone e su ciabatte lente.
Mai potrò uscirne come spogliandomi di una gonna.
Tanta mestizia ho avuto in dono. Senza saperla festeggiare.
domenica 6 dicembre 2009
spettacolo "Lettere contro la guerra"
sabato 21 novembre 2009
omicidio di stato
ROMA - Questa sera a Roma il corteo contro la violenza sulle donne, sulle lesbiche e trans e' stato aperto dallo striscione: "Brenda: e' omicidio di Stato. Basta vittime del potere". La manifestazione e' stata organizzata da diverse associazioni tra le quali 'Gay project', 'Libellula' 'Action' e 'Collettivo femminista'. Sono gia' diverse centinaia le persone presenti a Piazza Vittorio, la maggior parte delle quali donne e ragazze vestite da strega in onore del consolidato slogan femminista "Tremate, tremate, le streghe son tornate". (RCD)
(www.corriere.it)
domenica 1 novembre 2009
Nuvole e lenzuola (annodate)
venerdì 9 ottobre 2009
Il buffone di Dio (un 3ntino in scena a roma)
DAL 6 AL 18 OTTOBRE 2009 IL BUFFONE DI DIO
Regia di: Fabrizio Scaglia; Cast: Fabrizio Scaglia
Orario: 21:00 serale; 18:00 pomeridiano - Biglietto: 10 euro
Venerdì 9 ottobre: promozione a 3 euro
martedì 6 ottobre 2009
domenica 4 ottobre 2009
Stampa Alternativa si interroga sulla traduzione
San Gerolamo e il leone nello studio
SPARIAMO AL TRADUTTORE?
Il 30 settembre, era San Gerolamo, il patrono dei traduttoriPrimo traduttore della bibbia dal greco e dall’ebraico al latino vissuto intorno al 350. È sotto il suo auspicio, dunque, che proponiamo di aprire un fuoco su questioni laterali alla scrittura. Voglio, per così dire, aizzare il lettore a dare il peggio di sé, a iniziare sparando sul traduttore, come sempre si fa. La sfida vera è invitarvi a farlo dimostrando di essere superiori: ma che cos’è un traduttore e che cosa vi aspettate da lui (lei)? Qual è la sua responsabilità? E che vuol dire essere un bravo traduttore? Ma ci fate mai caso al nome del traduttore quando leggete un libro straniero volto in italiano? (...)
Diciamo la nostra su http://www.riaprireilfuoco.org/blog/?p=289 DCdomenica 27 settembre 2009
Turpiloquio benedetto (XVI**)
Apologia delle cattive maniere
Vogliamo insegnare ai nostri bambini a randellare i rompipalle, per favore? Le signorotte per bene e gli zii molesti. Le nonnette di paese e i conoscenti inopportuni?
Consiglio una risposta viscerale – tipo «piccolo inutile spruzzetto di sperma, non credi sarebbe stato meglio se ti avessero ingoiato? Come? Non sai coniugare il condizionale? Dillo pure con i verbi all’infinito se ti è più comodo». Quando questa risposta arriverà a me, saprò di aver cambiato il mondo.mercoledì 23 settembre 2009
23/09: serata evento: “Il sopravissuto”.
martedì 22 settembre 2009
giovedì 17 settembre 2009
Dalla Provincia incarico alla Pastorale
lunedì 17 agosto 2009
domenica 5 luglio 2009
Felice di spurgare (una canzone d'amore)
sabato 23 maggio 2009
conbloganze
venerdì 1 maggio 2009
beati loro
lunedì 20 aprile 2009
Piccole grandi storie venexiane - II parte
la scrittrice veneziana Espedita Grandesso e le sue opere:
La signora Grandesso ha scritto parecchi libri, quasi tutti pubblicati con Helvetia Edizioni : * Il primo è del 1989 “Portali medievali di Venezia”, che spiega anche il significato delle sculture medievali che vanno dal 1000 alla fine del 1200 e quindi hanno un forte significato simbolico. Sempre con Helvetia ha pubblicato “Fantasmi di Venezia” (nel 2000): scampoli di storia veneziana di avvenimenti e crimini commessi da “fantasmi realmente esistiti”; “Prima de parlar tasi” è un libro di proverbi e detti veneziani riportati e spiegati in lingua italiana nel loro significato – non solo linguistico ma culturale dove sono raccolte anche le favole e i racconti da cui provengono i proverbi.
Due libri di cucina “Magna e bevi che la vita xe un lampo” dove non soltanto sono riportate delle ricette antiche e la loro evoluzione nel tempo; per es. la salsa verde che ha origine nel Rinascimento e arriva ai giorni nostri molto semplificata. Le ricette sono collegate alle maggiori festività veneziane, spiegandone significato, origini e andamento; “Se no xe pan xe poenta” dove ha raccolto delle ricette originali del 1905 di una cuoca pasticcera e ricette speciali di Petronilla del 1943, scritte apposta per le massaie che dovevano fronteggiare il tempo di guerra in cui non c'era quasi niente da mangiare.
“Crimini alla veneziana” sono racconti non soltanto di crimini ma anche di avvenimenti curiosi, fatterelli e fattacci successi a Venezia; E' del 2007, “Chi xe mona staga a casa”, un altro libro di proverbi con la funzione di spiegarli, visto che i proverbi storici non si conoscono più, e la raccolta di fiabe veneziane “C'era una volta e non c'è più” (ed. Terraferma), in dialetto veneziano con testo a fronte italiano.
Nel 2008 ha pubblicato con Lulu.com il romanzo breve “Marinaio d'acqua dolce” di cui vi raccontiamo nella prima parte di questa intervista.
venerdì 17 aprile 2009
Tu l’hai fatto il back-up della governance?
lunedì 13 aprile 2009
Blog2piazze presenta il nuovo romanzo di Rita Charbonnier
martedì 24 febbraio 2009
Pagine dal diario di Mata Hari - Prologo
Trento, h. 13.00 Ripenso al messaggio pervenutomi alla vecchia maniera: tramite piccione viaggiatore! In modo anacronistico è ritornato il sistema più sicuro per comunicare, da quando hanno privatizzato le poste! “Sei stata accettata nello Staff. Firmato D.C.” ! Non usavo più i piccioni dai tempi del mio “amato” Rudolf. E ora di chi scrivo? Contro chi scrivo? Quali saranno i segreti da rivelare e da vendere al miglior offerente? Ma soprattutto quali da tenere ben custoditi? Già una volta l’ho scampata bella al Château de Vincennes! Sono stata esiliata a Trento, città piccola, provinciale e borghese…. Sotto i portici di via Suffragio mi imbatto nelle locandine dei quotidiani locali. Titoli scritti apposta per suscitare scalpore. Che importa se sono veri o meno? Il giorno dopo un piccolo trafiletto di smentita sistemerà le coscienze di questi pennivendoli! Quanto vi odio meschini giornalisti! Nel corso della storia non siete per nulla cambiati! Arrivo e percorro vicolo degli Orbi, cercando di non farmi notare. Uno stuolo di studenti mi viene incontro, devo scansarmi o mi travolgono. Dove è finita la cavalleria? Li sento parlare. Un dialetto grezzo, che suona proprio male, non so se più all’uscita delle loro labbra o nei padiglioni delle mie orecchie, abituate ad altre sensuali lingue e dialetti.
D.C. mi ha detto…. “Tranquilla, Trento è piccola…. Ma….” Che avrà mai voluto dire? Io mi sono ritirata a vita privata… Una volta sostenevo che la danza è una poesia in cui ogni parola è un movimento. Forse è ora di trasformare in scritti certi assurdi segreti! Bolzano h. 18.00 Bene… ho ripreso la mia vecchia attività. Ho seguito i consigli di D.C. e Poldino mi ha procurato un aggancio, ma forse non sapeva che già lo conoscevo. Ho un appuntamento sotto i portici di Bolzano e ne approfitto per una piacevole passeggiata e per fare un po' di shopping. Tra me e me penso “Ma che strana città è diventata Trento … che ci faccio io qui?” Pensieri a ruota libera. “Una volta il doppio gioco era un'arte! Vi era un codice d’onore da seguire! Ora tutti gli uomini di potere sono prevedibili. Ma le donne, a questi uomini non interessano più? Ricordo i miei incontri amorosi con importanti militari e uomini politici; il fascino e la sensualità facevano da padroni. E ora? Solo i voti sembrano aver importanza!” Nulla di nuovo dal fronte? No. E' un fronte diverso, più subdolo e sporco, senza alcuna regola, lealtà e codice!
Sotto i portici di Bolzano è bello camminare. La gente usa ancora il loden, come quando ero a Berlino. In lontananza intravedo Fräulein Doktor. Bella come sempre, nonostante l’età! Con aria guardinga e senza farsi notare mi passa, furtiva, l’ultima copia di “Die Zeit”. Mi saluta e fugge via. Mi infilo in un bar. Sono troppo curiosa. So che il giornale copre alti fogli. Fogli manoscritti - pieni di indizi e di confidenze. Mi siedo ed ordino un tè. Ovviamente, un tè delle Indie. E appena il cameriere si allontana, sbircio il titolo. Sulla copertina vi è il famoso “Dossier Provincia…. Come essere arruolati senza tanta fatica!” Alla prossima: Vi svelerò il contenuto del Dossier!... e di seguito come fare per essere assunti in Provincia!
Mata Hari









