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lunedì 15 marzo 2010

Sarà ma non ci credo

(post antifemminista e dunque impopolare)



le nostre prigioni

da mesi mi rullano attorno i tamburi delle nuove femministe. Dall’arredamento agli orari delle riunioni di lavoro, mi martellano - ecologiste, pacifiste, scrittrici, registe. Cavalcano la differenza di genere. In tutte le salse. Sotto uno stendardo che fatico a comprendere.
sarà che non vivo situazioni di sciovinismo maschilista?
sarà che ho difficoltà a capire quando le donne affermano «scriviamo meglio» «siamo più sensibili», «siamo percorse da ritmi naturali sintonici con la madre terra», «creiamo parole come fossero percorsi di gravidanze». sarà…

o forse è che conosco sia donne sciocche, ottuse, profondamente maschiliste che uomini sensibili dolci intelligenti premurosi gentili colti raffinati e stupendi?
A mio modo di vedere, ogni limitazione di genere, dal circolo gay a quello femminista, è una chiusura a rischio di auto-ghettizzazione.

sogno un essere umano bisessuale di default
dalla nascita

che dia corso all’affermazione di una bisessualità e di un bi-amore veramente libero. L’affrancamento da stantii e sciocchi canoni di “normalità”. L’affermazione di una semplice “umanità”. Immune al perbenismo. Scevra di divieti e ipocrisie.

Tempo non più perso dai genitori per inculcarci quel che non/si fa – non/si dice – non/sta bene. Anni da godere vivendo, invece di sfiancarci brancolando per liberarci da quello che ci hanno inculcato e ritrovare noi stessi.

Credo sarebbe un bel progresso, superare con un balzo tutte le sciocche e logoranti lacerazioni. Credo anche che, in nuce, questa possibilità risieda già dentro di noi.

venerdì pomeriggio ho ricevuto una specie di dichiarazione tanto estemporanea quanto inattesa. Da un uomo “folgorato” dalla mia comparsa.
sabato sera una ragazza incontrata per la prima volta, a casa di amici, mi ha confessato «Te lo devo proprio dire: mi sei piaciuta subito. (...) mi ti farei seduta stante».
adoro quando la vita mi sorprende.
DC
 
 
 

domenica 3 gennaio 2010

befane: istruzioni per l'uso

"lo sapevate che nel cunnilingus la parte superiore della lingua e quella inferiore danno sensazioni molto diverse? La parte superiore della lingua è più ruvida per via delle papille gustative, invece quella inferiore è liscia, quindi non concentratevi solo sulla parte alta della vagina, ma spostatevi anche verso il basso, per un piacere più completo, o ancora muovetevi a zig zag, o a semicerchio." (www.altonline.it)

martedì 29 dicembre 2009

INtErMeZzO minatorio




signore e signori annunciamo con piacere che
mancano 83 giorni alla primavera.

ricordiamo al gentile pubblico che il vento di marzo può far oscillare la sensibilità.
Duomi, pulpiti e psicolabili potrebbero impazzire.

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venerdì 6 novembre 2009

Una calda voce d’Africa. E l’incontenibile voglia di raccontarla

riceviamo e volentieri pubblichiamo
«Abbiamo visto cose … provato emozioni forti. In Mozambico abbiamo incontrato persone e visto grandi tramonti infuocati». Sospiri e sguardi sognanti.
Sembrano usciti da un film di Nanni Moretti, questi viaggiatori del cosmo vasto e ricchissimo, dei paesaggi inviolati del Mozambico, della sua musica calda e tribale.
Perché dobbiamo attraversare confini, cambiare continente, confondere il colore della pelle e dimenticarci la tecnologia, per intravedere una lettura diversa della vita? Spogliarci di status symbol occidentali e mangiare il riso con le mani, per placare l’irrequietezza di certi travestimenti che ci vogliono professionisti trendy e sempre online e consumatori mai sazi?
Il turbinio di inquietudini, dicono, comunque non si placa. Ce lo riportiamo in aereo verso casa. Sarà per questo che i 12 viaggiatori che lo scorso agosto hanno viaggiato in Mozambico con un gruppo affiliato alla parrocchia di Aldeno e al Cam (Consorzio Associazioni con il Mozambico onlus), ora smaniano di condividere racconti, incontri, fotografie musiche e ricordi?
Se avvertite il formicolio di una vita diversa e il desiderio di terre lontane, se volete stupirvi, riflettere e sorriderne insieme, i 12 entusiasti dell'Africa vi aspettano alla serata pubblica sul Mozambico venerdì 6 novembre alle ore 20.30 presso il teatro comunale di Aldeno.
di Annalisa Dolzan

giovedì 29 ottobre 2009

A modo mio.....

voglio essere PAPESSA ANCH'IO!

(sono mesi che la meno a certi amici e la signora quatta quatta mi ha superato. non vaaaaaaaaaaaleeeeeeeeeee)

Lei chi è? Lei chi èèèèèèèèè?????????

I Protestanti tedeschi hanno scelto come loro guida Margot Kaessmann, vescovo luterano di Hannover, divorziata, la prima donna a ricoprire questo incarico e la terza a guidare una Chiesa importante. Kaessmann, 51 anni, presenza abituale nei talk show televisivi e ribattezzata dai media "il vescovo pop", era considerata una candidata troppo controversa per guidare la comunità dei protestanti tedeschi, che conta circa 25 milioni di abitanti, perché divorziata. Eppure ha ottenuto 132 voti su 142 al sinodo dell'Ekd, un'organizzazione che raccoglie 22 chiese tra Luterane, Riformate e Unite, nella votazione che avrebbe eletto il sostituto del Vescovo di Berlino Wolfgang Huber, in procinto di lasciare il posto di presidente dell'Ekd. (... da Reuters)

Se bastasse una canzone

farei almeno la vescova pop

Non chiedo mica la luna-ah!

voglio solo un po' fare il papa con teeeeeeeeeeeeeee

Nel mar delle tenebre

quando il sole svaniràààààààà

Up! Patriots in arms ....

Fedeli alla lineaaaa sarà l'inno di benedizione all'ostensorio

(Uè, sono la Donna Cannone - Ich bin die Donna Kannone, mica una ballerina, anche se un po' il pop ce l'ho scritto nel nome)

domenica 27 settembre 2009

Turpiloquio benedetto (XVI**)

Apologia delle cattive maniere
Notavo, qualche giorno fa, che la gente spesso si permette di fare osservazioni e apprezzamenti non richiesti. Generalmente antipatici. E sempre dando per scontato di poterlo fare. Cioè: si sente autorizzata a soppesare la nostra fisicità, terremotare la nostra sfera capillare, aggrapparsi al giro-fianchi, contare il numero di lenti e sigarette.
Cose come «ma lo sai che ti trovo ingrassato/a?» o «volevo dirti che hai un bel corpo» oppure «ti è venuta una bella pelata, eh!» Zanzare fastidiose; nojoso promemoria di cose che - spesso - già ci danno fastidio da sole. Punti deboli, sì, forse. Ma che riguardano comunque solo noi. Ma di solito, con disagio, si nicchia. Ma perché?? Perché le gente si permette queste invasioni malsane? E soprattutto, perché non rispondiamo per le rime? Dove sta scritto che bisogna nicchiare, abbozzare, fare i simpatici, sorbirsi degli skiantapalle olimpionici? Rimandiamo al mittente. A muso duro. Del tipo «Saranno cazzi miei, brutto nano. Già che ci siamo, son contento di vederti perché ho sentito in giro che soffri di eiaculazione precoce, e volevo proprio chiederti se è vero?»
Oppure «senti, potresti mica dirmi l’alfabeto in sette lingue? Però da lontano, che ti puzza il fiato». O ancora «Mi hanno detto che ci hai messo sette anni a prendere la licenza elementare. Come mai? Vuoi parlarne? Immagino sia un grosso trauma ancora oggi….» Vogliamo insegnare ai nostri bambini a randellare i rompipalle, per favore? Le signorotte per bene e gli zii molesti. Le nonnette di paese e i conoscenti inopportuni? Consiglio una risposta viscerale – tipo «piccolo inutile spruzzetto di sperma, non credi sarebbe stato meglio se ti avessero ingoiato? Come? Non sai coniugare il condizionale? Dillo pure con i verbi all’infinito se ti è più comodo». Quando questa risposta arriverà a me, saprò di aver cambiato il mondo.
Nel frattempo, il primo che si azzarda a dirmi che fumare fa male lo faccio nero.
Distanti rutilanti scomposti e scorretti ossequi DC
** Non ho resistito!

martedì 1 settembre 2009

Lo riconoscete? eccolo qui

Era il buon vecchio Alex De Large di Arancia meccanica/ A Clockwork Orange. nella vita si chiama Malcolm McDowell

lunedì 31 agosto 2009

Lo riconoscete?

Durante le riprese di una scena del film che lo ha reso più noto, questo attore è stato tenuto per diverso tempo con le palpebre spalancate da un dilatatore oculare, subendo una lesione alle cornee. Chi è?

domenica 5 luglio 2009

Felice di spurgare (una canzone d'amore)

Sarei felice di spurgare. Sono io che me lo impedisco, di lasciarti andare? Oggi avrei dato chissà che cosa per sentire la tua voce dietro di me. Parlarmi, sì. Non certo una di quelle scemenze a voce chioccia che ti esce a mezza gola. “Superficiale” e mentitore a te stesso; che non ti sei presente. Come quando mi hai detto che il funerale di tua madre è costato un capitale. E forse nemmeno come l’ultima volta che mi hai incontrato, (visto che sei arrivato da dietro). Ma per sentirti dire le cose che mi dicevi. Per poterti parlare.
Per ascoltarti con lo stesso tono e la baguette sotto braccio sul lungomare «kika kika» – kissà perké, per me è sempre stato con la kappa. Mika ke tu me l’abbia mai scritto.
Con le stesse intenzioni.
Sì, forse c’è, adesso, qualke giorno ke non ti penso. Quest’anno, il 23 non ho nemmeno sofferto. Anzi, ci ho dovuto pensare ke era l’anniversario della fine. «Sono guarita», ho pensato.
Ma non era vero.
Ogni volta ke interrompo la vita salti fuori. Sei un dolore nelle ossa.
Ti cerco nel cielo, ti trovo nelle nuvole. Raccolgo pezzi di me nei cirri grigi lassù in cima alle dolomiti.
Mi sto lontano. Mi cerco ma ho paura di trovarmi.
Fantasma, stasera ho indossato quelle righe ke avevamo comprato insieme, quelle ke stavano nel cassetto da 5 estati, con gli orekini di Sitges. E mi è sembrato di impazzire.
Fantasma patetico di una me stessa invekiata e irreale. Le mani alla gola ad ascoltare il cuore.
Mi sono fotografata, oggi, per accorgermi ke i segni ke sento sul viso quando con me ci sono solo io, li vedo.
Una signora russa, una volta, mi ha detto «ti è successo qualcosa». È stata l’unica, ke li ha notati. Non so dove li ha visti. Erano te. Sei tu quello ke mi è successo e ke porto nascosto nel viso. Ke porto addosso e ke frugo tra i rami del melo. Non le senti le fronde del mio pensiero? Non ti kiedi mai se ti penso?
Se con i negramaro cantassi ki pensa un poco a te nell’immensità, sono io. Ekomi. Non manco mai.
Quando non mi vedo, mi dico di nascosto ke cosa darei per tornare indietro? con te ke mi portavi al sole e ti donavi delfino. Lo sapevo ke mi avrebbe stroncato le reni. Ma ho pensato ke ero forte e magari ce la potevo anke fare. Poi stasera, inerpicata dentro i sassi e le onde ferme, ho avuto paura a salire nei boski dove mi dicono ke sei andato a abitare.
Allora, sono tornata indietro e mi sono messa a scrivere.
Spero solo ke questa pagina mi strappi il cuore.
DC

giovedì 29 gennaio 2009

buono a sapersi

Rifugiato (o, più diffusamente, rifugiato politico) è un termine giuridico che indica chi è fuggito o è stato espulso a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali dal proprio Paese e trova ospitalità in un Paese straniero. A differenza del concetto di profugo, espressione priva di un contenuto giuridico usata per definire genericamente chi si è allontanato dal Paese di origine per le persecuzioni o per una guerra, ciò che caratterizza il rifugiato è l'aver ricevuto dalla legge dello Stato che lo ospita o dalle convenzioni internazionali questo status e la relativa protezione attraverso l'asilo politico. Il fenomeno ha assunto dimensioni rilevanti dopo la Seconda guerra mondiale, quando l'Organizzazione delle Nazioni Unite ha istituito un organismo appositamente chiamato a tutelare i rifugiati, l'Alto Commissariato per i Rifugiati (ACNUR; in inglese United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR), fondato alla fine del 1950. Di poco successiva alla fondazione dell'ACNUR è la prima definizione organica del concetto giuridico di rifugiato, contenuta nella Convenzione firmata a Ginevra il 28 luglio 1951: « Colui che, (...) temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese, di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese: oppure che, non avendo la cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra. » (Convenzione sullo status dei rifugiati, Ginevra, 28 luglio 1951) (da wikipedia)

lunedì 5 gennaio 2009

troppao avangi!

BRASILIA (4 gennaio) - Nel 2009 il governo brasiliano distribuirà gratis alla popolazione 1,2 miliardi di profilattici, 70 milioni di confezioni di pillole anticoncezionali e mezzo milione di pillole del giorno dopo. La grande campagna di prevenzione dell'Aids, delle malattie veneree e delle gravidanze indesiderate, senza precedenti nel mondo, è stata annunciata oggi dal ministero della Sanità di Brasilia. In pratica, se lo desidera, ogni maschio adulto in Brasile potrà ricevere gratis 22 preservativi nel corso dell'anno (e molti di più se si calcolano quelli che non faranno ricorso alla donazione di Stato), mentre ogni donna potrà ricevere pillole sufficienti per non correre rischi di gravidanza durante i prossimi dodici mesi. «È la prima volta nel mondo che un governo si fa carico pressoché integralmente della prevenzione delle nascite e delle malattie veneree», ha detto Adilson Franca, direttore delle iniziative strategiche del ministero. In questo modo, ha insistito Franca, si punta anche ad una riduzione rilevante degli aborti (clandestini e non) e delle operazioni di sterilizzazione. Alla fine del 2008 è stata inaugurata in Brasile la prima fabbrica statale di profilattici a Xapurì, maggior centro di produzione del lattice di gomma naturale. (www.ilmessaggero.it)

lunedì 10 novembre 2008

Ha suonato di sognare. Anche a Mollaro

Scrivo con il desiderio di emozionare con un PC quanto Matteo Giorgioni con il suo pianoforte e le sue note, che il 7 e l’8 novembre hanno accompagnato il concerto-spettacolo “Empieza desde las pequeñas cosas(…incomincia dalle piccole cose), dell’associazione Macondo suoni di sogni onlus.

Macondo: evoca García Márquez ma ci porta in Brasile. Passando per Mollaro, in Val di Non e per Tezze di Grigno, in Valsugana. È un viaggio, sì, ma di quelli che ti cambiano la vita. Questo testimoniano i racconti e le immagini che accompagnano la musica di Giorgioni, giovane pianista e compositore di Bologna, che, un passo dopo l’altro, ha raggiunto i suoi sogni in America Latina. Prima in Cile, poi in Brasile. E proprio in Brasile ha ritrovato parte di sé e le sue emozioni si sono incanalate in pentagrammi di umanità; le mani hanno ripreso a suonare dopo aver scavato il terreno di una favela e posato metri di tubi per l’acquedotto. Le sue dita hanno ripreso a comporre sulla tastiera dopo aver lenito piaghe e ferite necrotizzate. Suonando e raccontando nello ''spettacolo solidale'', come il 7 novembre al teatro di Mollaro e l'8 a quello di Tezze, Matteo e Macondo Suoni di Sogni Onlus raccolgono fondi per i progetti di Vila Velha. Con i primi soldi è stato costruito l’ambulatorio, oggi gestito da un’infermiera e due medici che visitano 60-80 persone al giorno. A forza di piccole condivisioni, sorrisi che si incontrano e maniche che si rimboccano, oggi gli abitanti di Vila Velha hanno anche una ‘scuolina’ e un nuovo edificio per attività comunitarie, cucina e mensa scolastica.

Allora Matteo, continua a suonare e a girare l’Italia per raccontare, varcando confini. Di mondi e di cuori. La storia di Vila Velha con Matteo e Macondo Suoni di sogni è sul blog http://latavola.splinder.com/ e sul sito http://www.matteogiorgioni.it/. Per ascoltare alcuni brani di ''pianoforte solidale'' www.myspace.com/matteogiorgioni.
Comuni, proloco, assessori e privati cittadini che desiderano organizzare lo spettacolo di solidarietà possono contattare Matteo alla mail thonytonino@yahoo.it Infine, oltre ai CD, 'Ho suonato di sognare’ e ‘Incontri’, chi lo desidera può sostenere il progetto acquistando il calendario solidale 2009

di Annalisa Dolzan

giovedì 6 novembre 2008

"TUTTO QUI?" La rivoluzione sessuale in 2 parole

Perché le donne fingono l’orgasmo? Rispondete al sondaggio... Nell’attesa titilliamo la mente con vani interrogativi. Sulle cause storiche e religiose, che trasversalmente hanno forgiato il maschilismo, passando dal peccato di Eva alle veline desnude, solcando storia e stregoneria, additando le pazienti isteriche di Freud...
Niente sesso, siete inglesi. Avevo un amante simpatico e divertente. Faceva lo spacciatore. Quando andavo a casa sua mi offriva costolette e guardavamo i video dei Talk Talk. La prima volta a letto insieme è stata conigliesca. Una roba tipo 4 salti in padella. Ma, nella miglior tradizione anglosassone, la mia delusione non lo ha scomposto: ‘What did you expect? A slow boat to China?’, mi ha chiesto. Al che i nostri pomeriggi sono strascorsi snidando le palline antiumidità rotolate sotto il letto e chiacchierando amabilmente dell’arredamento delle celle inglesi.
Lussazione della lussuria. Niente vaporetto…Né con lui, né con D. Né con A. Il cui pene era così piccolo da metterti in soggezione. Quantomeno imbarazzante. Come dire a un uomo dolce, simpatico, affascinante e attraente, che vederne il pene minuscolo smontava la panna delle più succulente fantasie goderecce? Ma a sentir lui, andava bene così: una magnifica intesa. Ovviamente, non è questione di dimensioni – come testimoniava la negra prestanza leggendaria di C. E non solo di cultura, come nel caso di F., portatore inconsapevole di dominio maschilista legittimo e scontato al suo Paese: si sentiva autorizzato a sentenziare della frigidità sulle sue donne senza porsi dubbi - su di sé o l’intesa di coppia.
...pensiero illuminante
Un cenno d’intesa. Oggi, che sono più vecchia e acida, ed ho le membra stanche,
poco tempo da perdere e una forte intolleranza alla stupidità,
mi sono svegliata con un pensiero illuminante:
Donne, possiamo rivoluzionare il pianeta! E senza fatica; con solo due parole. Tutto qui? (forse basta anche solo un cenno della testa).
Sono certa che le occasioni non mancano. E smettiamola di sentirci in dovere
di soddisfare un uomo, titillarne le fantasie, non minarne il senso di sicurezza ed autostima.

giovedì 30 ottobre 2008

Futurama_o Sacrificio d love

Questo racconto è scritto dalla mia amica (paracula) Annalisa, che ci ha vinto il concorso 'Vita Nova' del Sole24Ore la scorsa primavera (portandosi a casa un primo premio formato Citroen C6!)
Ve lo ripropongo*. Il racconto uscirà anche sul prossimo numero della rivista Eco delle Dolomiti.
Con l'occasione invece sottolineamo che L'Adige, che notoriamente dà spazio anche a "notizie" tipo 'piccioni sono entrati in biblioteca a Rovereto' non ha pubblicato.
Buona lettura
DC
Futurama o Sacrificio_d_love
Il mondo che verrà avrà i tuoi occhi: dolci e puri e carichi d’amore. Curiosi del mondo e comprensivi. A volte insondabili e tristi. Il mondo che verrà avrà il tuo calore: un abbraccio che mi fa sentire sicura e protetta, al posto giusto nell’universo.
Avrà la tua voce per parlare di ogni cosa, idee, pensieri, pernacchie e risate. Nel cuore, la tua anima candida e incorruttibile. Amor, ho trovato cuesta vekia page del 2075. Ella rakiude ciò que ancor provo x te. Dear Leonardht, sapevo que se every huomo fosse stato come te, il planet stato sarebbe 1 place deño in cui live. Ero young & romantic, remember? Volevo rinascere stella x go cercarti, cometa da rincorrere nello universe. Gabbiano x ridere insieme alle palms la nostra phelicity d volare phino al sunset. Non sono + young & non + inesxta. Ho prophessato in cortei international la necessity d govern le nascite, la fight x ridurre hyper-poverty & injustice sociale. Ora non +. Ora SO que le cose change. Troverai my letters x rakontarti l’evolution del world. È dal -16 Brumay 2089 que t scrivo & mi manki. ¿Remember? Era il nostro anniversary. My secret regalo: pharti ibernare. Nel sorvete al lemon, il philtro. T addormentasti come 1 angiolo, ma ignaro. Non ero sure se avresti xmessomi d phare cuesto dono al world. Oggi-sux-oggi è il moment del risveglio. Ho sopherto muchísimo without you ma era la mia unica chance to really change the world. Oggi siamo poki a remember. Dopo la 3° Pace Kimica il planet è cuasi desert, ma nature ha ripreso il suo corso & le forests han riconcuistato ettari d terra, i phiumi son riki d peixe; phorme new d life exist. Vedrai, Amor, le giganti pharphalle nello sky & minuscole cuercie nei prati, ¡margherite violet e al prophumo d petroluem arvensis! Amor, ho smesso d inneggiare Puddian slogans: super-sovrapopulation & poverty, misery & oligarky non sono +++ 1 mega-problema. Siamo pochi-sux-pochi, 1 real old community anke se non tutti speak la même lingua… ma imparerai sux-presto, tu, I know . Dear Leoh, peace reña oggi nello universe: 150.000 huomini & donne, anziani & children aspettano ¡“the miracle”! Tomorrow nasceranno 2 millions d cloni tuoi & d Josefa Holleron, (1 sux-donna scelta x LA mission): I children dei vostri cloni saranno buoni-sux-ottimi, sani & amorosi, intelligent depositari d sani principles e phorieri d new ideals. …. Certo-vero-certo…., Amor, non escludiam 1 po’ d chaos, (¡¡¡soprattutto x le coppie new!!!), ma tuttoeverytutto andrà bien, vedrai. La new & xphect humanity – ciancia dei siècles passati - ¡domani nascerà!
Believe me, l’ho fatto x love & non worry, Amor, xkè non corri danger. Anke nostro philho Jolefron è con te & t ha vegliato sempre. Non vedo il time d riabbracciarti, sentire la tua voice & xdermi nei tuoi eyes. Cometa phra le comete raggiungimi dallo stellato sky. Sempre-hyx-sempre tua, Berenyche
Castelnew a/A, -17 Augustaio 2149
*per gentile concessione del Il Sole24Ore

venerdì 3 ottobre 2008

festeggiamo insieme quota 30.000

Torta fatta da DC e presto sbafata da Poldino
Cari amici blogger con emozione vi invitiamo a gustarvi una fetta di torta salata al radicchio, che celebra le 30.000 pagine visitate da quando è online il blog a 2 piazze.
Non fate complimenti, ce n'è per tutti!

mercoledì 10 settembre 2008

Si chiama Maria

Vi ricordate ‘Il sorriso più bello’ di cui vi ho parlato qualche giorno fa?
Ieri l’ho incontrata di nuovo. Cioè, sono passata in Via Mazzini e lei era lì, con le mani giunte, gli occhi bassi, con il suo bicchierino. Non volevo essere invadente, e non sapevo se fermarmi o meno. Allora ho tirato dritto; sono andata in panificio e le ho comprato dei biscotti. Poi sono tornata da lei e ho fatto quattro chiacchiere. Anche oggi ho chiesto a Maria, - questo è il suo nome -, come stava, se stava bene, se aveva bisogno di qualcosa. ‘Come vuoi’ mi ha detto anche oggi con il suo tono dolce. Non so mica se si ricordava di me, ma poco importa. Le ho chiesto se sta bene, se è indiana. No, rom; parla italiano, e pure bene! L’altra volta pensavo che a malapena mi capisse. Ma sono frasi mozze.
Non è che si faccia della gran conversazione accucciati in Via Mazzini… Mi ha detto che ha 30 anni e che il bambino nasce il 22 o il 23 settembre. Ho cercato di capire se c’è qualcuno con lei – delle donne, un marito o qualcuno che la segua. Che non la mandi a mendicare 4 soldi con il neonato. Mi ha assicurato che poi starà col bambino, perché tanto lì si guadagna poco. Vedremo. Che senso di impotenza. Siamo rimaste d’accordo che le porterò qualcosa di utile per il bambino (o bambina). Io mica lo so, però, cosa serve quando c’è un neonato! Allora, senza buonismi e senza gargarismi di coscienza, chi mi dà una mano a capire cosa cavolo posso portare di utile a questa futura mamma accovacciata per terra – ma solo il pomeriggio, perché la mattina i vigili sono più severi e la mandano via?
(Se qualcuno poi vuole contribuire al ‘pacco di conforto’ mi mandi una mail a ladonnakannone@gmail.com e ci organizziamo).
Grazie
DC

venerdì 29 agosto 2008

Del matrimonio e altre bazzecole

07.07.2007 08.08.2008 e poi 09.09.2009….

No, non son diventata angelologa. Non son numeri da giocare al lotto. Ma date di finta originalità su cui tessere il bozzolo della propria esistenza. Decine di persone hanno scelto queste combinazioni cosmiche per suggellare “il giorno più bello” nel matrimonio. Spulciate amici e conoscenti, vedrete che c’è ancora chi sogna di sposarsi a Las Vegas. Come dice Magdi Allam quando la suocera gli consiglia di abiurare al cristianesimo per il buddismo ‘A me, me pare na strunzata’.

Avendo il pc KO ho ravanato fra ricordi di carta. Ne è spuntata la signora Wilson. Quando diventava malinconAlcolica, giusto un attimo prima di accasciarsi sotto il bancone, se ne usciva con sta storia: la felicità è un’illusione. Non esiste. E la sua ricerca è dannazione. Senza alcol né malinconia, alle soglie dell’autunno, vi rimpallo la domanda: Esiste, secondo voi, la felicità? E cosa vi rende felici? Datemi ciccia: un bel canederlo dei Vostri sogni, dei vostri crucci e delle vostre aspirazioni.

Dopo, Vi racconterò ancora della cara signora Wilson…. Distanti saluti,

La Donna Cannone