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martedì 9 marzo 2010

la natura e`comunista

MILANO - Prendete due bonobo, uno in un stanza ricca di cibo, l’altro in una stanza priva di cibo, che si vedono attraverso una parete trasparente. E state sicuri che il più fortunato inviterà subito l’altro a condividere le gustose vivande, mosso da un naturale istinto di generosità, ma soprattutto trascinato dal sincero piacere del convivio. È quanto hanno sperimentato i ricercatori della Duke University in collaborazione con il Lola y Bonobo, centro per bonobo orfani situato nella Repubblica del Congo. NATURALMENTE BUONI - L’esperimento si è articolato così: un bonobo affamato è stato condotto in una camera con molto cibo a disposizione. Adiacenti al vano c’erano altre due stanze, una vuota e l’altra con un suo simile senza cibo. Il privilegiato, attraverso un muro trasparente poteva vedere entrambi i vani. E anziché scegliere di riempirsi la pancia in isolamento, ha scelto volontariamente di aprire la porta che lo divideva dallo sventurato collega, mettendogli a disposizione ogni sorta di alimento e manifestando il dispiacere di mangiare in solitudine. LE IPOTESI - Agli scienziati non è chiaro per quale motivo i bonobo siano naturalmente portati alla condivisione e alla convivialità.

lunedì 23 febbraio 2009

chiamalo 3° mondo!

Ecuador, 1997; Paraguay, 1999; Perù, 2000, di nuovo Ecuador, 2000; Argentina, 2001 e da ultimo Brasile. In America Latina queste date segnano la nascita di un nuovo fenomeno politico: i "golpes sociali", colpi di stato sociali, cioè non i collaudati assalti al potere promossi dai militari, ma "golpe" guidati dal popolo che esplode con forza e, senza ingerenza diretta delle forze armate o di potenze straniere, scaccia politici corrotti e potenti in generale. A questo bisogna aggiungere la ribellione popolare venezuelana per bloccare il colpo di stato ad aprile 2002, la lotta vittoriosa contro le privatizzazioni in Paraguay e in Perù, ma anche in Uruguay, ottenute attraverso un plebiscito (2003). E' un continente in movimento, quello dell'America Latina (...) che vive il rafforzamento della società civile, che sta ottenendo spazi maggiori per esprimere la propria voce, anche grazie ai suoi movimenti dal basso animati da un inedito senso della comunità e da una democrazia partecipata.
tratto da

martedì 2 dicembre 2008

casalinghe impazzite

Vi mettAllinea a destrao a parte di questo simpatico episodio di alienazione dei miei vicini.
Il biglietto che vedete - anonimo - è stato appiccicato
alla porta ieri sera. Credo di sapere da chi.
Prima di innescare una guerra condominiale e
sbattere in faccia ai vicini la loro alienazione e mancanza di cuore verso i passerotti, vi chiedo:
Come vi comportereste voi?
DC

giovedì 6 novembre 2008

"TUTTO QUI?" La rivoluzione sessuale in 2 parole

Perché le donne fingono l’orgasmo? Rispondete al sondaggio... Nell’attesa titilliamo la mente con vani interrogativi. Sulle cause storiche e religiose, che trasversalmente hanno forgiato il maschilismo, passando dal peccato di Eva alle veline desnude, solcando storia e stregoneria, additando le pazienti isteriche di Freud...
Niente sesso, siete inglesi. Avevo un amante simpatico e divertente. Faceva lo spacciatore. Quando andavo a casa sua mi offriva costolette e guardavamo i video dei Talk Talk. La prima volta a letto insieme è stata conigliesca. Una roba tipo 4 salti in padella. Ma, nella miglior tradizione anglosassone, la mia delusione non lo ha scomposto: ‘What did you expect? A slow boat to China?’, mi ha chiesto. Al che i nostri pomeriggi sono strascorsi snidando le palline antiumidità rotolate sotto il letto e chiacchierando amabilmente dell’arredamento delle celle inglesi.
Lussazione della lussuria. Niente vaporetto…Né con lui, né con D. Né con A. Il cui pene era così piccolo da metterti in soggezione. Quantomeno imbarazzante. Come dire a un uomo dolce, simpatico, affascinante e attraente, che vederne il pene minuscolo smontava la panna delle più succulente fantasie goderecce? Ma a sentir lui, andava bene così: una magnifica intesa. Ovviamente, non è questione di dimensioni – come testimoniava la negra prestanza leggendaria di C. E non solo di cultura, come nel caso di F., portatore inconsapevole di dominio maschilista legittimo e scontato al suo Paese: si sentiva autorizzato a sentenziare della frigidità sulle sue donne senza porsi dubbi - su di sé o l’intesa di coppia.
...pensiero illuminante
Un cenno d’intesa. Oggi, che sono più vecchia e acida, ed ho le membra stanche,
poco tempo da perdere e una forte intolleranza alla stupidità,
mi sono svegliata con un pensiero illuminante:
Donne, possiamo rivoluzionare il pianeta! E senza fatica; con solo due parole. Tutto qui? (forse basta anche solo un cenno della testa).
Sono certa che le occasioni non mancano. E smettiamola di sentirci in dovere
di soddisfare un uomo, titillarne le fantasie, non minarne il senso di sicurezza ed autostima.

lunedì 27 ottobre 2008

capossela capocalvo?

Secondo me Vicinio ha un complesso.

sabato 13 settembre 2008

Tagliarsi i capelli e vivere felici – gli atti del convegno

Del matrimonio e altre bazzecole II
Eccomi qua….. (molto!) in ritardo (mi scuso), a riprendere dalla legittima curiosità dell’amico Cicciosauro (aka Wilson) sulla vecchia signora Wilson che si interrogava sulla felicità. Al bancone di quel vecchio pub di periferia di Manchester con noi doveva esserci un infiltrato: una manina che sgranocchiava pistacchi e parole della signora Wilson. Qualcuno che si è appropriato della sua alcolica saggezza stanca….
E so’ contento!! Economisti di tutto il mondo stanno cercando di capire cosa sia la felicità, ovvero cosa ci rende felici. Dalle loro interviste planetarie emerge che chi si affaccia oltre la soglia della povertà, al finestrino della BWM o al bordo vasca Jacuzzi, non è felice. Siccome san fare i conti, gli economisti sanno che le persone a mollo nella Jacuzzi son le stesse che foraggiano i loro studi... dunque han fatto spallucce alle centinaia di migliaia di persone povere & infelici (forse infelici perché povere? E chi se ne frega!). E hanno capito che la nuova frontiera della felicità sono i beni immateriali: culturali, socio-relazionali e ambientali. Un po’ come dire che il ricco si sente davvero bene se visita gli Uffizi in orario blindato o guardando le paperelle nel parco della sua villa. Comprendiamo quindi che la vista di un mendicante sulle scale del museo e della barbona sulla panchina potrebbe turbarli. Capiamo che quel genio mattacchione del nostro governo lavora veramente. Sì, per loro. Per mantenerli gai: banditi i mendicanti; che sono ste borse piene di stracci? Via! 3 poveracci in minacciosa comunella per strada? Circolare o vi arrestiamo! ….
Allora è con un certo orgoglio che tiriamo le somme delle vostre dichiarazioni sulla felicità: * L'ignoranza porta la felicità (...)
* Invece ci sono cose che mi "rendono" (temporaneamente) felice: quando mi pongo un obiettivo e riesco a raggiungerlo.
* (...) Elenco di cose im/materiali = Missione: difficile, se non impossibile * Felicità è un bicchiere di vino
Ma attenzione! Avete anche voi - spesso - avete espresso necessità o desideri immateriali.. Quindi attenti c'è il rischio di gabola e che il nostro amato premier si stia dando da fare per rendere più felici anche voi…!
OSssequi. O se' lì? DC

domenica 7 settembre 2008

Quella buon'anima di tuo zio...

15 appartamenti, villa, terreno e soldi
Il testamento a sorpresa del parroco
TRENTO (7 settembre) Un sacerdote defunto, un'eredità milionaria, 14 nipoti, 2 soli eredi. Muore a 89 anni e lascia in eredità 15 appartamenti, una villetta, un terreno e soldi. Don Candido Micheli, parroco di Ravina, (...) è spirato lo scorso 29 maggio (...) il testamento era stato redatto nel 1999. I beneficiari sono 2 dei 14 nipoti. Nel testamento ha lasciato un milione di vecchie lire a 3 chiese. (...) Uno dei due fortunati nipoti è divenuto proprietario di due immobili con una decina di appartamenti e parcheggi annessi in una frazione di Trento e di un'officina; l'altro ha ricevuto una villetta con terreno, bosco e garage, tre appartamenti con garage e cantine, e l'alloggio a Trento dove il sacerdote viveva. In comunione, i due hanno poi avuto un appartamento nel Ferrarese e il denaro contenuto in due conti correnti e in un libretto al portatore.
La notizia ha destato perplessità.
Don Micheli aveva 8 tra fratelli e sorelle, oltre alla schiera di nipoti. Che solo due fra loro siano stati nominati eredi ha causato, in una famiglia così numerosa, reazioni di grande amarezza, in taluni casi di rabbia (...) «Lasciando tutto a due persone ha procurato un enorme dispiacere ai nipoti». Molti si sono sentiti vittime di una grande ingiustizia e di un' immeritata disparità di trattamento. C'è anche chi è andato dall'avvocato, per capire se il testamento fosse impugnabile. Ma i nipoti non hanno diritto alla "legittima", non possono cioè avanzare pretese sul patrimonio dello zio.

Don Ivan Mattei, portavoce della Diocesi ha parlato di profonda amarezza: «Perché, come sacerdoti, abbiamo una missione di spenderci anche economicamente per la nostra gente».

Che spettacolo!!!!!!! Quanti pii uomini divisi dalla gola e bavosi di avidità! Ma che voj, don Mattei? Stai rosicando perchè ne volevi un po'?
Perchè non dicono se lo zio era ricco di famiglia o se man mano si è intortato un po' di vecchine che gli hanno lasciato le loro eredità? ...Forse ne ha circonvenzioncirconcisa qualcuna? Non so da voi, ma qui la 'gente bene' si vanta di aver missionari e preti in famiglia. Generalmente, inorridisco. Se posso, li infamo. Oggi, capisco .....
Sapete che a luglio ho fatto una conoscenza squisita: una signora che vende bigiotteria sulle bancarelle e che vive vicino al ricovero del suo paese. Mi ha detto che 'si apposta' per razzolare ciò che rimane delle gioie delle vecchine...Poi vende
Ma che belle storie della buona notte! Sweet dreams
DC

martedì 5 agosto 2008

Calzini nel cervello

Alla Florida International University si sono interrogati sui processi cognitivi per cui non ricordiamo un nome o una parola e annaspiamo con la sensazione di averli “sulla punta della lingua”. Pare dipenda da come è organizzata la nostra mente: conoscenze archiviate in maniera sbrigativa. Quando dimentichiamo, però, il ricordo non è perso, è solo fuori posto; come un calzino. La spiegazione neuroscientifica proposta ignora gli aspetti psichici (Freud&Co.). Ma questa è un’altra storia. Appallottolo maglie e lenzuola nell’armadio e getto libri carte e borse per terra; e mi sento più a mio agio con chi fa altrettanto. Oggi – però, vorrei sapere perché alcuni ricordi si fissano e diventano il filtro per leggere il mondo.
Hai messo in ordine il cervello prima di uscire? D.: “Ah no, eh! I rumeni non li posso proprio vedere. Col bazooka andrei in giro, altro che. Me dispias, ma due volte i m’ha robà e doi volte i era rumeni, bruta gente. Picchiano i vecchi– ma come si fa?? Noi ste cose non le facciamo. Altro che impronte digitali! I neonati, gli devono schedare!” M.:“La prossima badante deve essere qua da sola, la prendiamo che non abbia qua la famiglia. Questa vuole sempre andare, uscire, e la nipote e la figlia e il battesimo e la cresima…”. D.: una veneta depredata di portafoglio, bancomat e carte di credito, le hanno pure prosciugato il conto: 13.000 €, di cui 2500€ in ricariche telefoniche. La polizia le ha fatto avere i numeri di telefono – dice che ha chiamato, le hanno risposto “da?”. Dice “lo sai che i rumeni dicono DA per dire sì, no? M., signora trentina, ha la madre che da 7 anni convive con una badante (rumena): furti in casa, bugie e mezze verità. Torti da entrambe le parti. Ma non la vorrei come datrice di lavoro.
Arbeit macht frei? Ho preso ferie e permessi, cambiato orario, sono arrivata tardi e uscita presto, negli uffici dove ho lavorato. Colleghi simpatici e direttori di merda, ma non mi risulta mi augurassero di diventare una alienata senza vita, quando prendevo ferie. Per quanto gravi questi episodi – fra il singolo avvenimento e la generalizzazione “tutti i rumeni / zingari / albanesi /negri sono ladri sporchi brutti e cattivi” mi manca un passaggio. Più che il frutto di un pensiero lucido, mi paiono conclusioni preconcette. Verso interi gruppi. Sento un amaro retrogusto ………. -ista. Aspetta, chi era? Ce l’ho qui, sulla punta della lingua….
qualcosa come campeggio, o albergo? Sì, ...con la H. Hotel?… Ah, no, era HITLER!