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domenica 31 luglio 2011

2_d_2 (o troppa grazia per il popolo bue) § I

§ 1. Scaglio la prima pietra
Ho visto cose che voi nonesi non potevate nemmeno immaginare...

Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 1881
Fa freddo e piove, in questa sera di estate.
Nelle case buie la gente dorme.
Dentro un fienile, solo pochi, seduti sul paglione, fanno filò.
Luce fioca, notizie di matrimoni, pettegolezzi sulle nascite, su qualche morte. Leggende? Chi racconta di Mezzolombardo, a 20 chilometri da macinare a piedi su strade sterrate, un altro è andato in bicicletta (di ferro, pesante), lungo il Noce, fino a Lavis - "ma, no, lì no l'è pu' el Nos, gh'è l'Avisio".
I più fortunati si muovono seduti su un carro di buoi.
E Trento? Come sarà? Nessuno, intorno al paglione, lo sa.
Bisogna aspettare domani, per chiedere al Bepi.

Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 2011
Lo stupore che ci sgrana gli occhi appena entrati, in una sala del Museo Kiniano, per i colori dei costumi - rossi verdi dorati e così brillanti – per i mascheroni arzigogolati.
Il gruppo folk Kathakali, del nord dell'India produce un suono assordante con due piccoli tamburi e lo sbatacchio di due grossi sonagli in metallo pesante, mentre in sottofondo va la nenia cantata da un brahmino. Due uomini travestiti da uomo e da donna o forse archetipi di un amore contrastato o forse agghindati da divinità, si muovono, agitano una spada e ogni tanto lanciano gridolini.
Lo stupore presto cede il passo a un terrore annojato. Con sgomento ci guardiamo, le mani sulle orecchie.



rimgrazio Victor per le foto

L'ultima danza è un girotondo - uomini e donne avvolti in teli modesti, a piedi nudi – girano per mano e cantano. Un po' come facevamo all'asilo, e come ho visto fare agli indiani Sioux, e ai brasiliani. Valeva la pena farli volare dall'India (e a spese di chi?) per fare un girotondo? Alziamo i tacchi. Sgomenti.
I decibel pacati della pioggia di notte sono balsamo per le orecchie.

Casa dolce casa
Solo attraversando un ponte mentale che dal 1800 viene al 2011 apprezzo il portato di "Note comuni, identità diverse" organizzata dal Cinformi dell’assessorato provinciale alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza in collaborazione con Trentino Mondial Folk e con le amministrazioni locali.
Chi, nel luglio di 100 anni fa nella frazione nonesa di Segno, sapeva cos'è l'India. E dov'è. Nessuno desiderava la musica indiana. Nessuno si chiedeva che faccia avesse, un indiano.
E perché avrebbe dovuto?
Nel 2011, guardo il pubblico: nonesi con le birkenstock e donne e bambine indiane in coloratissimi abiti, mamme nonese si alternano nelle poltroncine a uomini col turbante, credo siano sikh.
Che cosa penseranno, i nonesi in sala?
E cosa, questi indiani radunati in un piccolo paese della Val di Non?
Pensa ognuno un rassicurante "casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu sei sempre una badia?"
In hindi (forse) : मेरा घर, मेरा घर, छोटी सी लड़की हो, तुम हमेशा एक अभय हैं

Nascerà poi l'amore, fra un noneso adolescente e una giovane indiana?

23 luglio 2111
Sincretiche danze folk noneso-indiane muovono danzatori mulatti sullo stesso palco.


DC
(to be continued...)




sabato 6 novembre 2010

Ceci n'est pas une pipe (da allegare alla tessera elettorale di signore e signorine)


Perché avere una vita sessuale appagante è essenziale. Anche per gli elettori 
(suggerimenti per un programma elettorale)

 Con questa linea di prodotti discreti ed eleganti,  funzionali e divertenti, Presidente, ci offrirebbe gli strumenti migliori per farlo.

 

lunedì 11 ottobre 2010

Trova le differenze (socialismo o barbarie?)

1. Fermati tre rumeni, è la banda delle slot

(...) erano pendolari in piena regola, come tanti studenti, operai, impiegati. Ma il modo dei tre rumeni - tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni - di fare il loro mestiere era abbastanza diverso, tutto sui generis e assolutamente criminoso. Partivano dall'hinterland milanese, arrivavano in Trentino e una volta in stazione, attendevano facesse buio per poi puntare a bar e locali.



2. Stipendi in Trentino spa Rossini il più pagato(...) Attualmente, dopo il licenziamento del direttore generale Claudio Miorelli, a Trentino spa sono in tre.


Nel 2009 a guadagnare più di tutti è stato Maurizio Rossini, responsabile dell'area marketing, con uno stipendio lordo annuo di 137.084 euro e una paga netta mensile di 5.177 euro. Un gradino sotto si colloca Paolo Manfrini, il dirigente dell'area pubbliche relazioni e comunicazione al quale viene applicato il contratto collettivo nazionale dei giornalisti e che l'anno scorso ha portato a casa 124.207 euro lordi (4.734 euro netti al mese).

lunedì 10 maggio 2010

sbaglio o sono tutti film su Bertolaso?

ROMA, 10 MAG - Iron Man 2 guida per la seconda settimana di fila il week end al cinema, anche se in pratica dimezza (-55%) i suoi incassi. E questo a fronte di un piccolo numero in meno di sale. Al 2/o posto resiste Oceani-3D che comunque cala negli incassi con un -30% a fronte invece di un maggior numero di schermi. Irrompe terzo Notte folle a Manhattan. In 11/a posizione arriva Draquila che nel primo week end incassa 263 mila euro: e' la 3/a media per copia dopo Iron Man e Notte folle.

martedì 8 dicembre 2009

Legghi, signor edicolante, legghi....

Gentili amic* blogger e bloggheresse,

vi sottopongo una questione per cui sto ruggendo con vari edicolanti di Trento:



il mensile ''IL maschile del sole24ore'' riporta testualmente (ogni mese con la data del caso, ovviamente; sia in copertina che all'interno):
Venerdì 4 dicembre in abbinamento obbligatorio con ''il sole24ore'' 1,50 euro (1,00 euro quotidiano + 0,50 euro ''IL'') - Da sabato 5 dicembre solo ''IL maschile del sole24ore'' 0,50 euro.
Son già due mesi che alcuni edicolanti a Trento non me lo vogliono vendere da solo e/o mi fanno ramanzine o arroganti concessioni. Oggi mi son messa a litigare - che pareva tirassi sull'euro, e gli edicolanti ''Basta! domani glielo rimandiamo indietro, basta! va bene, Lei se vuole dare la Sua interpretazione e lo vuole se lo prenda!!''


Legghi, signor edicolante, legghi....?
Mi sembra un caso curioso, quasi fantozziano.
Per me, le indicazioni del giornale significano che - nel mese di dicembre - da oggi fino al prossimo numero è possibile acquistare il solo mensile, al costo di 0,50 euro.
E' dawero così, o hanno ragione gli edicolanti che me lo vogliono vendere assolutamente - o soltanto alla data di uscita in edicola, o insieme al quotidiano in qualsiasi altra data?

Voi come ''interpretate'' le indicazioni di vendita?
Vi è mai successo un episodio analogo?
Avete voglia di provare a comprarlo e raccontarci come va?

Attendo con curiosità! Grazie, buona serata
DC

giovedì 5 novembre 2009

Lui si prende sul serio. Io no

Mi repelle un po', vedere questa faccia - quella _non_ nota - su queste pagine, ma mi dà una certa allegria il sorrisino quasi beffardo di Mozart, che sembra diverito della spudoratezza e della presunzione di uno scrittorante trentino che si prende così sul serio.
"El va en ''tour'' - "'Ndo? En tùr!" - "Ma ss'elo 'sta roba??" - si staranno chiedendo in molti da queste parti.
Sapete che mi hanno "vietato" di andare alla tappa del tùr del 7 novembre, per timore che lo sbeffeggi in pubblico, a questo signor scrittorante? Sì, quello lì nell'immagine, quello non talentuoso_ . E io invece gli voglio augurare tanto successo. Allora lo faccio da qui. A modo mio.
E il miglior successo che questo signore possa avere, _secondo me_, è che nessuno lo legga - né i suoi "libri" né i suoi "articoli", in modo che nessuno si accorga di come scrive (male; una sorta di autodidatta poco abile). Così potrà continuare a ritenersi un grande Letterato Trentino.
Questo "scrittorante" sì, sempre lui, quello _non bravo_ pensa addirittura che la Donna Cannone lo odi. Qualcuno glielo dica: mi preoccupa la sua salute, rasenta il paranojco. Guardi signor scrittorante, che non fa mica bene balzare così dalla paranoja alla mania di grandezza, alla confusione di personalità. Si riguardi... Si faccia vedere....
Ma vi pare, Signori della corte e Signore dei blog, che potrei odiare uno così, che mi fa tanto ridere?
Sentite qua: Tra i temi affrontati nel libro, anche la politica. Tra atmosfere cupe che ricordano la Londra di "Oliver Twist" e la Parigi di "Germinale", ma anche l'Oceania di "1984".
(Spero che non se le scriva da solo, queste piccole deliziose recensioni, ma chi può dirlo?)
Io, dal canto mio, il massimo che gli posso concedere, scosso dalla punta del mio stivaletto, è uno sberleffo.

Sberleffo da DC con BC di J.Hart

Le montagne del Trentino stringono e soffocano l'orizzonte; si asfissia in questa terra di mediocri foraggiati da succulenti finanziamenti provinciali, ma fuori di qui, rimane, per fortuna, un grande mondo.
Altrove, talvolta, un po' meno marcio.
Altrove, talvolta, in grado di scrivere delle storie. Perfino con uno stile originale.
"E la vita, la vita l'è strana...basta una persona che si monta la testa ed è finita la festa.... " idonea colonna sonora di Cochi&Renato per ruzzolare dal ridere. DC

venerdì 9 ottobre 2009

Il buffone di Dio (un 3ntino in scena a roma)

DAL 6 AL 18 OTTOBRE 2009 IL BUFFONE DI DIO Regia di: Fabrizio Scaglia; Cast: Fabrizio Scaglia Orario: 21:00 serale; 18:00 pomeridiano - Biglietto: 10 euro Venerdì 9 ottobre: promozione a 3 euro
Sinossi: Ci sono momenti nella vita di ognuno, in cui sottostare alle regole del gioco è un compito troppo pesante. In questi momenti urlare il proprio dolore al cielo e ai propri simili può diventare un strumento di consapevolezza...
Il sito: http://www.teatromanhattan.it/stagione10.php Per chi sta a Roma, consigliamo. E poi aspettiamo recensioni, stroncature, cavoli o pomodori..... Ciao, DC.

sabato 6 giugno 2009

E’ meglio se il pilota non è ubriaco.....

La polizia ha arrestato un pilota della American Airlines che non aveva superato il test dell’alcol espirato all’aeroporto Heathrow di Londra: lo hanno dichiarato giovedì la compagnia aerea e la polizia. Secondo la compagnia aerea, il pilota avrebbe dovuto volare sulla rotta Londra / Chicago (Illinois) con partenza da Heathrow alle 10,15.
E’ stato sostituito e il volo è partito alle 11,30. La Metropolitan Police di Londra ha dichiarato che il pilota era un uomo di 57 anni ed è stato arrestato 30 minuti prima dell’orario di partenza del volo. E’ stato sottoposto anche a un esame del sangue, i cui risultati, secondo il sindacato dei piloti della American Airlines, non sono ancora disponibili. Un portavoce della polizia, in linea con le direttive generali, ha dichiarato che gli arresti di piloti ubriachi “non sono molto frequenti, non sono avvenimenti di tutti i giorni”. La polizia non ha reso noto di quanto il tasso alcolico del pilota eccedesse il limite consentito. Il pilota é stato rilasciato su cauzione e dovrà probabilmente comparire davanti al giudice in luglio. “Il test dell’alcol fa parte del programma di controlli casuali per droga della Federal Aviation Administration, e può essere effettuato prima o dopo l’assegnazione di un volo a un determinato pilota”, ha detto Scott Shankland, portavoce del sindacato dei piloti. “Tuttavia i test sono casuali e rari. Di certo non di routine”. Secondo l’agenzia governativa, dal 1999 22 piloti sono comparsi davanti alla National Transportation Safety Board negli Stati Uniti, dopo che la Federal Aviation Adnimistration aveva preso provvediment! i contro di loro per consumo di alcol. Tutti i ricorsi sono stati respinti.
da www.jobintourism.it

mercoledì 13 maggio 2009

dacci un taglio, Di Pietro!

Negli ultimi giorni Di Pietro si è reso protagonista di un clamoroso dietrofront. Dopo aver contribuito a raccogliere le firme perColore testo il referendum elettorale, ha spiegato che voterà no. Un'altra prova delle nuove ambizioni dell'ex pm: al piccolo Idv la gazzarra referendaria poteva far comodo, al Di Pietro che strizza l'occhio a sinistra e che ha mire espansioniste, no. È una iattura. Lui, ospite l'altra sera della tribuna politica di Red tv, ha spiegato così la giravolta: «Non considero un errore aver raccolto le firme, credo nello strumento referendario, ma è come uno che si costruisce un coltello per tagliare il pane e poi scopre che ci può uccidere qualcuno. A quel punto io il coltello lo butto, preferisco non mangiare che uccidere le persone». Un giornalista lo ha interrotto: sta dicendo che il referendum è un caso di eterogenesi dei fini? «Non so se è la stessa cosa, ma con la storia del coltello si capisce meglio». Non c'è dubbio.
(da il riformista)

domenica 26 aprile 2009

Sotto la punkabbestia la capra crepa

La trave nell'occhio (DC is watching you) Ho visto a Parma, in piazza Garibaldi ieri notte, una ragazza punkabbestia con due cani senza museruola; uno era un pitbull. Quando la roggia della gola caposselica li ha fatti addormentare li ho invidiati molto. I cani, non lei. Ciocche bionde e tempie rasate, canottiera militare e jeans col cavallo alle ginocchia. 4 dread lungo le spalle e una bozza di rosso nella mano. Non ho mai capito cosa vogliono simboleggiare i punkabbestia.
Personaggia contro. Ma contro chi e contro cosa? Quando i due cani si sono svegliati hanno preso a giocare e ad azzannarsi. Tirane uno, strattonane un altro, alla signorina è volata a terra la bottiglia. Al che ha accalappiato i guinzagli e si è spostata dieci metri. A breve un’amica l’ha raggiunta, cartoccio di rosso intonso nella mano. Sul porfido sfregiato di vetro e granato si è fatto il vuoto. Sotto l’orologio un nugolo di teste ha cambiato ritmo. – “Disdicevole e pericoloso”. – “Che vuoi farci? Puliranno, l’indomani….." Poi, in silenzio, un gruppetto di persone si è chinato a raccogliere i cocci. Collo di bottiglia sbavucchiato compreso. La signorina punkabbestia non si è mossa dal suo nuovo posto.
Non ho mai capito che cosa significano i punkabbestia. Comunque a me questa m’ha fatto un po’ schifo.

domenica 12 aprile 2009

Pasqua e buoi dei paesi tuoi

Saranno quasi 8,5 milioni gli italiani maggiorenni in vacanza, che, per Pasqua, dormiranno almeno una notte fuori casa, pari al 17,9% del totale.
Nel 2008 erano stati 7 milioni (il 14,7%).
A rivelarlo, l’indagine condotta dall’Istituto dinamiche, presentato durante la cinquantanovesima assemblea generale ordinaria di Federalberghi-Confturismo, tenutasi recentemente a Napoli.
Lo studio evidenzia però anche come la spesa media pro-capite (comprensiva di trasporti, cibo, alloggio e divertimenti) quest’anno sia destinata ad attestarsi sui 291 euro, rispetto ai 387 del 2008 (-25%), generando, in questo modo, un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro: 0,2 miliardi in meno rispetto all’anno scorso.
in foto: PASQUA(le buda) riflette sulle statistiche
Nel dettaglio, chi resterà in Italia spenderà in media 253 euro (erano 343 nel 2008), mentre chi andrà oltreconfine arriverà a utilizzare una media di 595 euro a persona (rispetto ai 644 euro del 2008). La durata media della vacanza, infine, si attesterà sulle 3 notti, rispetto alle 3,6 notti del 2008 (fonte http://www.jobintourism.it/)

alternative per pasquetta? un colpo di stato

Blog a 2 Piazze presenta il meglio della rete! La 119^ puntata della follia di Don Giorgio! Tagliamo la testa al mostro Berlusconi! e se ve le siete perse… vi fornisco le 119 puntate precedenti. http://www.youtube.com/user/dongiorgiodecapitani
Se al cinema preferite la buona lettura qi il sito di questo prete
Sto passando le notti ad ascoltarlo e a leggerlo….. e per questo non dormo!
È meglio di qualsiasi thriller e dello stesso mostro di Arcore… Consiglio vivamente l’ascolto!
Ma mi domando: ma Joseph Alois von Ratzinger alias Papa Benedetto XVI che fa???

cOn I mIgLiOrI aUgUrI da MaTa HaRi & Dc

lunedì 30 marzo 2009

Nuvoloni sul Nettuno

Fontana del Nettuno, Piazza Duomo - Trento (foto DC)
Riceviamo e pubblichiamo
Appello alla società civile e al mondo culturale contro la soppressione della Soprintendenza trentina per i beni archeologici
La Giunta provinciale, su proposta del Presidente della Provincia autonoma di Trento, nella seduta del 26 gennaio 2009 ha deliberato ad unanimità di voti la soppressione della Soprintendenza per i beni archeologici (deliberazione n. 104 dd. 26 gennaio 2009) con subentro nelle competenze e nei ruoli della neocostituita Soprintendenza per i beni librari e archeologici. Si è in presenza di un intervento senza precedenti a livello nazionale, tramite il quale, con semplice delibera politica, si decreta la soppressione della struttura operativa istituita con legge a garanzia della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, che la Provincia autonoma di Trento ha avuto per competenza primaria trasferita dallo Stato Italiano nel 1973 e che in questa direzione ha agito, in oltre trenta anni di attività, nel rispetto delle norme e dei ruoli assegnati. Il provvedimento, quasi nascosto in un lungo articolato, diversamente da altri che lo precedono e che lo seguono, è assolutamente privo di motivazione e nemmeno la decisione assunta risulta inserita in alcun piano generale di riorganizzazione del comparto dei beni culturali, tant’è che le consorelle Soprintendenze preposte ai beni architettonici e ai beni storico-artistici non sono soggette ad alcuna modifica. La decisione della Giunta Provinciale accosta in maniera meccanica la Soprintendenza per i beni archeologici e la Soprintendenza per i beni archivistici e librari, depotenziandole di fatto entrambe, senza logiche razionali e motivazioni sostanziali e senza tenere conto delle rispettive specificità disattendendo completamente i principi che, nel 2003, hanno ispirato il legislatore a istituire le Soprintendenze stesse (L.P. 17 febbraio 2003, n.1: Nuove disposizione in materia di beni culturali). Conseguenza diretta saranno le ricadute, a cominciare dall’utenza esterna, certamente ora confusa e nei cui riguardi la struttura, prima come Ufficio e quindi come Soprintendenza, ha saputo costruire un rapporto di identità chiara e operativa, adeguata a far fronte ad una realtà territoriale e a problematicità di settore, impegnative e di notevolissima diversità. La situazione presente è resa ancora più allarmante in quanto, tra i compiti trasferiti alla neo-costituita Soprintendenza per i beni librari e archeologici (che perde quindi gli archivi nella denominazione), ne risultano dimenticati alcuni di sostanziali, pure essi previsti da precise norme di legge e da circolari in materia, nazionali e provinciali. Caso questo, ad esempio, della valorizzazione del patrimonio archeologico trentino, del Museo archeologico provinciale e le sue articolazioni territoriali già esistenti. Sopprimere la Soprintendenza è un intervento che allinea nel peggiore dei modi la realtà trentina agli attuali indirizzi del Governo centrale e al degrado in cui viene a trovarsi la tutela pubblica, devitalizzata da tagli economici a un bilancio già di per se stesso striminzito, commissariamenti, assenza di concorsi, mancanza di personale. Un percorso che di fatto spiana alla privatizzazione commerciale dei beni culturali, all’evento su tutto, alla tutela e alla valorizzazione dei beni “ricchi” ritenuti più importanti perché immediatamente “spendibili”. Una politica che va respinta con forza e indignazione. Come unica e ultima possibilità, i firmatari del presente documento si appellano a tutta società civile e agli esponenti del mondo culturale e chiedono al Signor Presidente della Provincia autonoma di Trento e alla Giunta provinciale di rivedere il provvedimento adottato con la deliberazione n. 104 di data 26 gennaio 2009, ripristinando nell’organizzazione provinciale in materia di beni culturali la Soprintendenza per i beni archeologici e restituendole la dignità e l’autorevolezza acquisita nel corso degli anni attraverso gli interventi di tutela, di conservazione e di valorizzazione del patrimonio archeologico trentino. Trento, 19 marzo 2009
Archeoclub d'Italia, sede di Trento Ars 95 – Gruppo Artisti Valli del Noce Associazione culturale "Antonio Rosmini" Associazione Culturale Ricerche e Fortificazioni Altomedievali (RFA), sezione di Trento Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), sezione Trentino - Alto Adige Associazione Italiana di Cultura Classica, delegazione di Trento Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI), delegazione di Trento Istituto italiano dei Castelli, sezione Trentino Italia Nostra, sezione trentina Società di Studi Trentini di Scienze Storiche Università Popolare Trentina
CHE FARE:
Inviate a trento@italianostra.org il seguente messaggio: Rendo nota la mia adesione a questo appello Grazie

domenica 1 febbraio 2009

Gli spari sopra. E poi a destra. E a sinistra.

A Nord. A Sud. Al centro…Isole comprese. Sì, sto parlando delle pistole ai vigili. Dei manganelli e degli spray antiaggressione. Entro giugno i vigili saranno armati, e questo, pare, dovrebbe cambiare le sorti del Paese. Però mi chiedo: quando useranno le armi? Devo aspettarmi una pallottola alla nuca se pedalo fra il giallo e il rosso? E se quando alzo il braccio per chiedergli un'informazione, il vigile si sente minacciato e mi spruzza lo spray negli occhi, che faccio? O magari provo a contestare una multa e mi tirano una manganellata? Dice Marroni che hanno proposto l'utilizzo delle armi solo in casi di speciali necessità. Sì, ma QUALI? Dice Mario Dei che "l'armamento non sortirà effetti di sicurezza sul cittadino, in quanto destinato alla difesa personale del vigile". Ecco, appunto. Io mi sento minacciata. Non protetta. Assunto che l’allarme-sicurezza serve a distogliere la nostra attenzione dai veri problemi e a introdurre limitazioni della libertà personale, non mi risulta (purtroppo) che i vigili siano ancora soggetti a rischio nelle città né che abbiano preso le cariche di legnate che si meriterebbero. Diciamocelo, siamo dei pusillanimi. A me, vigili e ausiliari del traffico, mi fanno proprio schifo. Come categoria. Come umanità avariata: iene bavose che spiano il momento in cui cogliere in fallo la gente allo scatto del semaforo; condor che ti piombano sul parabrezza allo scadere del parchimetro. Più che un'arma, gli darei l’indirizzo di uno psichiatra. Dunque domani vado a informarmi su come avere il porto d'armi. Così sì che mi sentirò più sicura.

mercoledì 31 dicembre 2008

Niente botti, siamo umani - rilancio

Con il suo permesso, ripropongo con forza parte del post di Fabio,
per rendere più forte l'appello contro l'uso smodato e scellerato dei petardi a capodanno,
non solo nel rispetto delle persone, ma anche degli animali.
Nell'imminenza del capodanno (...) un problema, anzi un timore, si riaffaccia alla mia porta con tanto di coroncina natalizia, puntuale come le tasse, ogni anno: i maledetti fuochi d'artificio. So già che molti obietteranno alle mie parole, che la tradizione è tradizione, e che si deve festeggiare un passaggio dall'anno all'altro sparando fuochi in aria come invasati. Mi rendo conto che - in questa occasione più che mai - faccio parte di una risibile minoranza in Italia (ma, d'altronde, come diceva Benigni nel Mostro: "Vaffanculo la maggioranza!"), eppure non posso che sottolineare / gridare la mia assoluta contrarietà a questa becera tradizione incivile.
(...) la litania dei feriti e degli incidentati (soprattutto minorenni) è già iniziata, cosa che ha sottolineato anche la Repubblica, così come altri giornali e TV, come dimostra questo articolo pubblicato in data odierna. Ribadisco qui, in questa misera sede, che degli incidenti occorsi ai cretini manipolatori delle varie bombe di maradona (o teste di caz..anzi Lavezzi, come si chiamano oggi) NON ME NE PUO' FOTTERE DI MENO! Il problema che mi preme di più sottolineare qui invece riguarda tutte quelle creature che dei botti e dei missili sono SOLO VITTIME e che delle bombe ne farebbero volentieri a meno, ovvero gli ANIMALI.
Come molti di noi sapranno, i botti di capodanno terrorizzano letteralmente i nostri amici quadrupedi (o pennuti), e come ribadito anche ultimamente da molti organi di stampa (ad esempio da questo articolo: Capodanno- Lac, Non Acquistate i Botti; Uccidono Animali) oltre a farli fuggire dalle nostre case possono addirittura avere conseguenze peggiori, per loro ma anche per gli umani. (...)
Non oso sperare che il 31 notte tutti si comporteranno civilmente, questo no, però vorrei veramente che chiunque abbia un animale domestico, almeno lo mettesse al sicuro, non lasciandolo fuori, magari in giardino o in terrazzo, e che cercasse di sensibilizzare anche amici o conoscenti. Grazie a tutti, e scusate lo sfogo, ma visto che qui alcuni simpatici frugoletti hanno iniziato a fare i botti dal 15 Dicembre, la faccenda mi sta esasperando!
Sottoscrivo e rilancio l'appello.
Grazie a Fabio per la generosa disponibilità
il suo post completo è qui
DC

giovedì 6 novembre 2008

"TUTTO QUI?" La rivoluzione sessuale in 2 parole

Perché le donne fingono l’orgasmo? Rispondete al sondaggio... Nell’attesa titilliamo la mente con vani interrogativi. Sulle cause storiche e religiose, che trasversalmente hanno forgiato il maschilismo, passando dal peccato di Eva alle veline desnude, solcando storia e stregoneria, additando le pazienti isteriche di Freud...
Niente sesso, siete inglesi. Avevo un amante simpatico e divertente. Faceva lo spacciatore. Quando andavo a casa sua mi offriva costolette e guardavamo i video dei Talk Talk. La prima volta a letto insieme è stata conigliesca. Una roba tipo 4 salti in padella. Ma, nella miglior tradizione anglosassone, la mia delusione non lo ha scomposto: ‘What did you expect? A slow boat to China?’, mi ha chiesto. Al che i nostri pomeriggi sono strascorsi snidando le palline antiumidità rotolate sotto il letto e chiacchierando amabilmente dell’arredamento delle celle inglesi.
Lussazione della lussuria. Niente vaporetto…Né con lui, né con D. Né con A. Il cui pene era così piccolo da metterti in soggezione. Quantomeno imbarazzante. Come dire a un uomo dolce, simpatico, affascinante e attraente, che vederne il pene minuscolo smontava la panna delle più succulente fantasie goderecce? Ma a sentir lui, andava bene così: una magnifica intesa. Ovviamente, non è questione di dimensioni – come testimoniava la negra prestanza leggendaria di C. E non solo di cultura, come nel caso di F., portatore inconsapevole di dominio maschilista legittimo e scontato al suo Paese: si sentiva autorizzato a sentenziare della frigidità sulle sue donne senza porsi dubbi - su di sé o l’intesa di coppia.
...pensiero illuminante
Un cenno d’intesa. Oggi, che sono più vecchia e acida, ed ho le membra stanche,
poco tempo da perdere e una forte intolleranza alla stupidità,
mi sono svegliata con un pensiero illuminante:
Donne, possiamo rivoluzionare il pianeta! E senza fatica; con solo due parole. Tutto qui? (forse basta anche solo un cenno della testa).
Sono certa che le occasioni non mancano. E smettiamola di sentirci in dovere
di soddisfare un uomo, titillarne le fantasie, non minarne il senso di sicurezza ed autostima.

sabato 25 ottobre 2008

aDELLAInte venceremos?

*Trento, 20 ottobre.- Arrivo alle 8 e qualche minuto, per non fare quella che smania, che sta sulle spine. Lui verrà? O non verrà? E se mi tira il bidone al primo appuntamento dopo tanti incontri in rete? Ci sono stata attenta. Niente scollature e solo un filo di trucco.
Eccolo! Accelero il passo, curiosa. Finalmente parleremo di politica, attualità, vicende locali…. Lo so, quest’uomo mi saprà capire; e chissà quante cose interessanti ha da raccontare. -‘Salve’ - mi fa lui e mi dà la mano. Ma commette il primo, irreparabile errore: non mi guarda negli occhi.
Forse pensava di avermi già sedotto. Così non è. L’elettore, come il cliente, lo devi far sentire unico e speciale. Invece il presidente commette una serie di gaffe imbarazzanti. In foto mi è sempre sembrato un canederlo biondo. Dal vivo è alto, più magro, ingobbito nel trench. In luogo della tavola rotonda, all’aperitivo dedicato agli amici del social network di Dellai ho trovato un buffet all’aperto, popolato di maschere di allegria e disinvoltura. La goffaggine ursina dei trentini alle feste. Dellai si avvicina ai tavoli e inaugura il buffet. Poi dedica qualche minuto ai singoli gruppetti: ci sono giovani dell’ARCI, del PD, dei piani giovanili, studenti. Qualche fotografo, politici in doppiopetto. Conto le teste: a spanne, una cinquantina. Niente blogger. Pare che la maggior parte sia iscritta a Facebook. Età media 30 anni. ‘Sono belle iniziative… – ‘ha proprio avuto una bella idea’ sento ripetere intorno. Mancano Ale e Franz. (Ma Zelig fa ridere, questa piéce, no). Imito gli astanti e mi metto in cerchio: Dellai e un suo amico lodano Facebook. Le teste ciondolano, masticano, assentono. L’amico è entusiasta dei moltissimi facebookers nel gruppo ‘I am trentino’. Trattengo un rigurgito. Il sopracciglio sinistro in punta, mi chiedo chi paga l’aperitivo. Gironzolo. Una nana si è messa elegante e fa il bis di succo di frutta. Qualche “bellona” si fa fotografare con consiglieri e assessori. La serata svolta quando un ragazzo sporco, i capelli a grumi e la voce impastata si ferma al buffet, mangia e chiede se può portar via un paio di tartine. Dellai lo ignora e continua il giro: ‘salve, Lei è mio amico su facebook?’ … ‘A presto. Finisso de far el giro’.
Chi gli avrà consigliato di rivolgersi a tutti in dialetto? A parte me, però, la cosa funziona: la discussione si infiamma quando un ragazzo di Canal S. Bovo lamenta che su Facebook il suo paese e Borgo Valsugana stanno in Veneto ‘eeee oscia, ghe mandan zo’ i tratori armati! risponde il presidente. Anche due signorine di Pomarolo sono contente. Dicono a un giornalista che secondo loro “Dellai ha fatto un’ottima mossa di marketing strategico – sì, come quello aziendale. Fa sentire i giovani più vicini alla politica regionale”. Mi discosto. Mi dissocio. Osservo sti giovinastri contenti che la politica li usi come passivi oggetti di marketing. Lusingati di fare i birilli in cambio di un aperitivo. Ok. Sono una outsider. Ma sono allenata ad essere alienata. Il signor Dellai non avrà la mia preferenza. Né altre occasioni per offendere la mia intelligenza. Parlo varie lingue e uso il web come strumento di informazione. Non di compiaciuta autoreferenzialità trentina. Il minimo che mi aspetto è che il signor Dellai mi parli in italiano. E all’occorrenza mi chiami dottoressa. Poi, che mi dica chi ha pagato l’aperitivo e concretizzi le promesse di meritocrazia e pari opportunità. E con questo non intendo "versare lo stesso numero di aperitivi a uomini e donne".
*Lettera firmata

venerdì 10 ottobre 2008

La favola che avrebbero dovuto raccontarci da piccole

C'era una volta in un paese lontano lontano, una bellissima principessa, indipendente e sicura di sé. Incontrò una rana mentre stava seduta sulle sponde di un laghetto incontaminato in un prato verde vicino al suocastello. La rana le saltò in grembo e disse: "Elegante Signora, io ero un bel principe finché una strega cattiva non mi fece un incantesimo. Un bacio da te, comunque, ed io ritornerò ad essere il bel principe che sono. E poi, dolcezza, noi ci potremo sposare e mettere su casa nel tuo castello, insieme a mia madre, dove tu potrai cucinare per me, lavare i miei vestiti, portare nel tuo grembo i miei figli ed esserne per sempre grata." Quella sera, mentre cenava beatamente con gambe di rana saltate in padella con vino bianco ed una salsa di cipolle, la principessa ridacchiava e pensava tra sé: "Col cazzo!"