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domenica 29 agosto 2010

E comunque forza Zeman

E' partito il campionato. La favorita resta l'Inter che liberandosi di Mourihno è la squadra che si è rafforzata di più. Alla pari forse del PDL, grazie all'acquisto in extremis del panchinaro Ibrahimovic, la mossa più azzeccata della legislatura. La Roma, vendendo Motta e Cerci, 46 anni in due, ha sventato il pericolo di avere l'ala destra del campo con un futuro. Chi le contenderà l'ennesimo secondo posto? Sarà una lotta tra il Napoli e la Juve, con il primo avvantaggiato dal non dover schierare Del Piero. La Sampdoria dovrà dividere Cassano con la nazionale, col rischio che le rimanga la versione corpulenta della pubblicità. Lazio, Fiorentina, Genoa e Palermo come al solito saranno le sorprese, in positivo o in negativo. E comunque forza Zeman.

mercoledì 18 agosto 2010

la polizia ipotizza

BOLZANO, 18 AGO - Un uomo di 65 anni si e' ucciso sparandosi un colpo alla tempia sulla tomba della moglie. Il fatto e' accaduto stamani a Bolzano. Il colpo di pistola e' stato udito dai visitatori del cimitero ed e' accorso il custode che ha trovato l'anziano riverso sulla tomba con un foro sulla tempia dal quale ancora usciva un fiotto di sangue. Accanto a lui un pistola Smith & Wesson. La polizia ipotizza che l'uomo sia stato spinto al gesto disperato dal dolore per la perdita della moglie, morta appena tre mesi fa. (www.adige.it)

lunedì 12 luglio 2010

mondiali per allodole?

Con una disoccupazione al 20%, un paio di regioni che chiedono l'indipendenza e conti pubblici quasi ellenici, la Spagna festeggia la vittoria dei Campionati del mondo di calcio. La cui funzione, in effetti, pubblicita`a parte, e`quella di distrarre, e l'Italia, con tre finali nelle ultime otto edizioni e due mondiali vinti sotto il fascismo lo sa bene.
Mai invece, l'Italia era andata male come stavolta. Tre settimane fa, in Sudafrica, mentre Casillas e compagni iniziavano la loro marcia trionfale, l'Italia pareggiava con la Nuova Zelanda. Ma forse, magari, iniziava a guardarsi allo specchio, a scoprire una loggia segreta, un cardinale presente nelle trattative di governo, sempre meno spiccioli a fine mese e ancora meno motivi per prendersi una sbronza.
Che li abbia vinti l'Italia, i mondiali?

sabato 12 giugno 2010

chi vince il mondiale?

Chi vince il mondiale? Le favorite sono Brasile, Argentina,Spagna e inghilterra. Il Brasile ha vinto due delle ultime quattro edizione e ospiterá la prossima; dovesse vincere sarebbe quasi un monopolio. L'argentina ha una squadra discreta ma un allenatore che pio`far ingelosire Pelè. La Spagna invece di squadra ne ha una ottima e una sua vittoria, oltre a tamponare le spinte autonomiste, potrebbe distrarre l'opinione pubblica dalla crisi. E' a lei, quindi, va il nostro pronostico. L'Inghilterra ha giocatori in declino ed e`allenata da un italiano. Di novita´per quest'anno puo`bastare il governo di coalizione. Tra le outsider la Germania e il portogallo. Una vittoria dei lusitani in Africa avvicinerebbe i continenti. Per invecere la Francia avrebbe bisogno di disfarsi dell'allenatore. invece una sorpresa potrebbe essere l'Olanda, qualche bianco sudafricano potrebbe sventolarne la bandiera.

lunedì 31 maggio 2010

Gilberto Simoni come jack Frusciante

Si ritira Simoni, il ciclista che seppe arrivare prima degli altri ma in ritardo di un'epoca. Perchè quel suo modo di faticare, onesto, specie in salita, sembrava venire dritto dal dopoguerra. Rischiò di vincere un mondiale, se un compagno di squadra non avesse aiutato un avversario. Prima al Giro gli preferirono Cunego, giovane, biondo e meno montanaro. Specie oggi che al Giro trionfa uno che si chiama Ivan, si sente la distanza del campione di modestia e non solo che si chiamava Gilberto. Le sue scuse, quando lo trovarono positivo al doping, fecero quasi tenerezza: caramelle della zia. Oggi che ci sono traffici di sacche di sangue, è come se un fotogramma in bianco e nero uscisse dal gruppo.

sabato 1 maggio 2010

almeno Tonino era Carino

La leggenda narra che dopo un 4 a 0 patito dall'Ascoli, Tonino Carino, inviato marchigiano di Novantesimo minuto, commentò davanti a milioni di telespettatori che comunque l'Ascoli avrebbe meritato di vincere. Forse era provincialismo, forse partigianeria, ma ogni tanto qualche giornalista che offrisse un punto di vista libero non guasterebbe, specie nel calcio. Invece la maggior parte - non tutti - dei giornalisti sportivi hanno decantato per anni il gioco della juventus solo perchè vincente; e fa nulla se il merito era degli arbitri. Oa dopo che in 180 minuti l'inter ha beneficiato della concessione di un goal irregolare, e il suo avversario, il Barcellona, della negazione di un rigore e di un goal sacrosanto, Mourigno è diventato un genio. Se nelle prossime, decisive partite un soffio di vento, un palo o una svista gli impediranno di vincere, scriveranno che ha fallito. A quando una critica controcorrente?

lunedì 22 marzo 2010

dove chi perchè quando AAA cittadinanza italiana cedesi

Leggere della “grande truffa” dei passaporti italiani per brasiliani nella versione inglese del Corriere aiuta a spostare la mente. A guardare la cosa da un'altra prospettiva.

L'articolo di Cotroneo, che vanta un'inchiesta sulla produzione seriale di passaporti italiani per brasiliani, non mi dice una cosa importante: chi sono gli acquirenti dei passaporti da 10mila euro?


È la solita caccia al piccolo-disperato-povero-senza-speranze, traghettato dal 3° mondo al 1°da una cinematografia italiana piccolo-borghese? O l'acquirente è un pezzo di malavita brasiliana intesa a sfollare in zona Europa e USA, (come denuncia Cotroneo)?




In attesa di Quelo per risolvere il grande enigma miagolo nel buio
E penso che dal canto mio, la cittadinanza e la discendenza italiana non mi è valsa finora a nulla di particolare – se non imbarazzo tra conterranei buzzurri –
Dunque volentieri metterei la mia parentela a disposizione di qualche brasileiro-aspirante-italiano.

A dirla tutta, sono perfino disposta a fare un baratto:
scambio cittadinanza italiana con cittadinanza brasiliana.
Sarebbe un affarone.
Per me.


Qui la versione italiana del pezzo di Cotroneo


lunedì 15 febbraio 2010

Del Piero, la palla al piede

In tutta la carriera di Del Piero c'è qualcosa che non quadra.
Ex giocatore da una diecina d'anni quando da promessa subì un incidente che lo tenne a lungo a riposo, da Pinturicchio, nome con cui l'avvocato Agnelli ne sbeffeggiò l'inconsistenza di fronte a Baggio, divenne presto per la paziente dirigenza semplicemente Godot.
Da allora ne è sempre stata elogiata la professionalità, cosa di cui forse Maradona non sentiva la mancanza. Eppure anche Del Piero, proprio come Maradona ha giocato e vinto un mondiale. Altri l'Italia ne ha persi, in buona parte per colpa sua. Ma Del piero è serio e professionale.
Negli ultimi dieci anni la Juve è stata imputata per doping e poi condannata per corruzione.
E Del Piero? Il pinturicchio diventato capitano? Sempre molto professionale. Come testimonial di università private e acque diuretiche ma soprattutto quando assumeva qualcos altro, obbedendo a Moggi.
Come domenica scorsa e la domenica prima, quando si è platealmente tuffato, procurandosi due rigori e realizzandoli.

venerdì 15 gennaio 2010

da facebook

Ill,mo sig. Procuratore della Repubblica di Milano I sottoscritti, aderenti al presente gruppo Internet, con la loro adesione sottoscrivono il presente esposto-denuncia, al fine di chiarire una questione di grandissima rilevanza sociale. E’, infatti, in atto un grande dibattito sull’autenticità dell’attentato subito dall’On. Berlusconi il 13 dicembre 2009. I dubbi sollevati da molti solerti cittadini derivanti dalle analisi dei pochi filmati e dalle rare foto reperibili in merito all’aggressione subita da Berlusconi sono, a nostro giudizio, meritevoli di attenzione da parte della magistratura anche perché la reazione del Governo è stata immediatamente quella di annunciare maggiori e più severi controlli della informazione che circola nella rete Internet e nel contempo di inasprire ulteriormente le misure di polizia per le manifestazioni politiche. Per definire con precisione l’idea di una gravissima messa in scena dell’aggressione all’On. Silvio Berlusconi sono state poste dai cittadini intervenuti diffusamente con documenti pubblicati in Internet con immagini e ricostruzioni. In particolare si chiede alla S.V.Ill.ma di voler chiarire: 1- In merito all’organizzazione della scorta se siano state rispettate le regole del servizio. I dubbi sollevati da autorevoli esperti del settore sembrano far propendere per un atteggiamento dilettantesco o per una voluta, contemporanea distrazione. 2- In merito all’organizzazione della troupe di Rainews24 occorre capire: a. Le cause dell’improvvisa rotazione dell’operatore b. Perché le immagini diffuse dall’emittente pubblica che mostrano il volto di Berlusconi in auto dopo l’attentato sono state alterate da un’area oscurata c. Se il microfonista che è vicino all’attentatore e sembra parlare con lui era in collegamento radio con l’operatore cinematografico 3- In merito al colpo subito da Berlusconi se è compatibile con la tipologia e la gravità delle lesioni dichiarate nei referti medici. In particolare: a. La quantità di moto dell’oggetto era tale da arrecare i danni dichiarati? b. L’area del volto colpita (che è quella che Berlusconi ha immediatamente coperto con una busta nera) è davvero l’area nella quale si sono riscontrate le lesioni, oppure queste sono derivate dall’effetto secondario del colpo e, in tal caso, era questo talmente possente da creare tali lesioni? c. Perché non vi è sangue sulla camicia? d. Perché il sangue sul volto del premier non appare come fluente, bensì come gocce statiche derivate da un emorragia già esaurita? e. Perché nelle immagini riprese quando Berlusconi era in auto il sangue non fuoriesce dalle narici ma è al di sotto del naso (area, peraltro, apparentemente non interessata dall’impatto)? 4- In merito all’atteggiamento ostentante di Berlusconi dopo l’attentato se, anche in questo caso, la scorta ha violato le regole del servizio 5- La natura dell’oggetto impugnato dalla persona seduta in macchina vicino a Berlusconi. Con osservanza

giovedì 19 novembre 2009

Disubbidire fortifica

In bicicletta «Disubbidire fortifica.» pensavo, mentre la moto mi scoppiettava sotto al sedere. Il bastone infilato nel sellino e via, in ciclabile a scardinar la quiete. Certo, lo so, in ciclabile non ci si improvvisa funamboli col motore a scoppio. Certo, comprendo, ma di pedalare al sottoscritto poco importa, e poi la gamba destra spesso mi duole, e se posso evitare il traffico gustandomi il silenzio campagnolo, scarto le regole e mi butto a pesce nel fascino dell’infrazione. Eppure della bicicletta io ci scriverei un sonetto. Della bicicletta io ci farei un racconto. Oggi sì, ci scriverei un saggio, un tema a scuola, una sonata per soli violini.
La Provincia Autonoma di Trento ha inviato al proprio personale una circolare il cui oggetto si presenta così: “Infortuni Inail – modalità per l’utilizzo della bicicletta”. Il contenuto veleggia poi in pochi paragrafi.
“La Provincia Autonoma di Trento sta proponendo misure concrete per rendere più sostenibile la mobilità sul territorio urbano anche attraverso l’incentivazione dell’uso della bicicletta. Nella città di Trento, in particolare, considerando la distribuzione capillare degli uffici provinciali, la bicicletta riveste un ruolo di mezzo di trasporto più efficace per razionalizzare i tempi di trasferimento da e verso i vari luoghi di lavoro.
Tuttavia la mobilità in bicicletta per lo svolgimento delle attività lavorative, ma anche nei trasferimenti da e verso l’abitazione dei/delle lavoratori/trici, deve poter contare su modalità di gestione chiare per l’eventuale verificarsi d’incidenti.” Un giro di boa e poi ancora.
“Si ricorda agli/alle utilizzatori/trici della bicicletta che è necessario osservare scrupolosamente le regole previste dal codice della strada e che l’infortunio non sarà per legge ammesso ad indennizzo nel caso di abuso di stupefacenti o di bevande alcoliche.”
Dalla finestra dell’ufficio posso controllare la strada sottostante, due ragazzini fanno skate, spingono con un piede, l’altro sulla tavola; si inclinano in avanti, prendono velocità e sfuggono alla mia vista. Apro la finestra, li cerco, ma non li trovo più. Sono scomparsi.
Nel medesimo istante l’usciera del palazzo si avvia con garbo a bordo del suo velocipede. Pedala lenta eppure prende subito velocità – la discesa le sfugge da sotto le ruote. Sembra fin troppo leggera, le buste infilate nel cestino vibrano nell’aria del mattino. Ho paura che scompaia anche lei. Nel nulla. Risucchiata dall’orizzonte. La voce mi esce senza controllo e, come una vecchia radio, la chiamo. “Ma dove vai bellezza in bicicletta? Così di fretta pedalando con ardor?” Nessuno risponde. Come sempre da un po’ di tempo in qua.
Doctor House

mercoledì 30 settembre 2009

il romario del Salento

Da qualche anno in qua anche in fatto di calcio ci surclassano. Le squadre inglesi arrivano regolarmente in finale di Champions league, che l'anno scorso è stata vinta dal Barcellona. Il Real Madrid ha comprato i giocatori più forti del pianeta. La Francia è in ascesa. La discussione su quale sia il campionato più bello del mondo non pare riguardarci più. Eppure in Gran Bretagna il Chelsea ha impiegato sei partite per smettere di vincere. In Spagna l'intero campionato pare una formalità: di questo passo tra Barcellona e Real Madrid chi vincerà si deciderà per la differenza reti. Anche in Francia le solite squdre stanno già prendendo il largo. In Italia invece al primo posto c'è la Sampdoria, l'anno scorso ferma metà classifica. Dove invece si trova il Milan, l'anno scorso terzo. Posizione ora occupata dall'Inter dietro la Juve che però ultimamente zoppica: pareggia col Bologna, col Genoa. La Fiorentina invece stenta ma resiste. Per una Roma al tramonto c'è un Udinese che sta subito dietro il gruppo di testa. Non ci si annoia, insomma. Contro allenatori come Allegri la tiritera che "non ci sono più partite facili" pare quasi vera. Non sarà il campionato più bello del mondo ma chi vi stuzzica di più: Lampard, Raoul o Miccoli?

domenica 12 luglio 2009

brasile '82

Per chi l'ha vista, per chi non c'era, oggi parliamo di poesia. Di una squadra TAlmente forte che si dimenticò di dimostrarlo. Di una guglia senza fondamenta, di una scala a chiocciola appesa in cielo, di una lingua senza grammatica, di una legge senza articolo, in effetti di una squadra capo nè coda, senza portiere nè centravanti: così giocava il Brasile dell'82. Socrates, Junior, Cerezo, Falcao: con quattro registi non ci ha più giocato nessuno. Sarebbero stati fuoriclasse in ogni squadra, in ogni epoca, ma come fai, se il numero 10 è di un certo Zico? Proprio in questi giorni, ventisette anni fa, per togliergli la palla Gentile non seppe far altro che strappargli la maglietta. Giallo oro, sopra un torace forgiato sulle spiagge di Bahia. A dimenticarsi di segnare, a palleggiare fino al tramonto. Per passare il turno a quella squadra bastava pareggiare. Attaccò, leggiadra, temeraria. Come un ballerina sulle fauci di un coccodrillo. Bruto e rapido come Paolo Rossi. Il più banale dei nomi, di fronte ai loro soprannomi, che da soli facevano una telecronaca. E Rossi dette tre morsi, vorace. E poi fu Zoff, un sospiro, ma il più forte dei portieri, il più taciturno, a parare sulla riga, all'ultimo minuto. Dice che il calcio fornisce modelli. Specie ai ragazzi. A immaginare quella palla dentro viene da pensare a un mondo in cui i bambini studiano la geometria non euclidea e la geografia del pianeta, non quella della prvincia, e che da grandi non comprano bond nè Suv, che ascoltano Veloso, mica Britney Spears, che dialogano e non sparano. FORZA ITALIA mai ma forse un partito che si chiamasse FORZA BRASILE '82 lo voteremmo.

venerdì 29 maggio 2009

dal vostro inviato alla "Parolaccia"

Devono essersi proprio divertiti, i giornalisti a Roma per la finale di Champions League. La città non ha portato bene alla loro squadra ma hanno proposto che la finale si svolga sempre all'Olimpico. Alemanno ha risposto in inglese: 'ndo tengo da firmà? In effetti forse un evento simile metterebbe la capitale in vetrina. Ogni anno. Ma ne ha bisogno? Forse sì. E di un centinaio di migliaio scarsi di ubriachi, dalle parti del colosseo se ne sente davvero il bisogno? In quei giorni qualcuno oserebbe visitare la città eterna, col timore che gli si sgretoli sotto i piedi insieme alle bottiglie di birra? Naturalmente qualunque altra città ambirebbe ad avere un attestato di stima simile. Ma, nel dubbio, se Alemmano l'apprezza, vuol proprio dire che, semplicemente, i reporter hanno trovato una pizzeria dalle parti di Trastevere e vogliono tornarci a mangiare di nuovo a spese del Time.