Berlusconi auspica un governo appoggiato da PDL, PD e terzo polo; Casini si dice disponibile. Solo Veltroni ha posto il veto: o il PD o me.
Capriole senza rete da un trampolino trentino.
I capi di stato esteri cercano di non farsi vedere con Berlusconi. Un recente documento congiunto delle forze più rappresentate in Afganistan lo escludeva, nonostante il numero di italiani schierati.
La popolarità del premier negli ultimi mesi è calata solo di un punto percentuale eppure la sua figura è debole e, soprattutto, indebolisce chi gli sta intorno.
Perciò pare che Fini ci riprovi, come un paio di anni fa, a emanciparsi.
Non pare che possa sfrattare il padrone di casa, piuttosto fondarne un'altra. Anche Rutelli sta con le valigie in mano e la chiesa forse si appresta a regolare il traffico.
Con un pò di fantasia si possono immaginare le elezioni politiche insieme alle regionali, in una specie di chi vince prende tutto.
Farebbero comodo a Berlusconi, per ricavarne una nuova, opportuna, leggittimazione e alla Lega, in ascesa. Ma fuori da quella che fu la casa della libertà e sempre più somiglia a un fortino le altre forze farebbero in tempo ad organizzarsi?
Quando Casini dice che una maggioranza in parlamento contro la Lega c'è già fa capire che qualcosa si muove da tempo. Dopo le primarie forse tutto prenderà velocità, come in un flipper.
Nel frattempo lavora sottotraccia, scavandosi la fossa, la sinistra.
presenze ancora misteriose, ma ormai provate da foto e confessioni e mi sento più consapevole, più integra. Non per una questione morale, ma perché penso che Noemi fosse ancora una bambina. Una bambina ancora poco consapevole del suo posto nel mondo. Una bambina che non ha meditato abbastanza sulle conseguenze di un cambiamento così drastico. Una bambina ancora troppo sognatrice, che vorrebbe diventare “velina” o “parlamentare” (uno o l’altro, come se non sapesse quanta differenza ci sia fra queste due professioni), ma anche troppo poco sicura di se per rifiutare un modello di donna costruito sull’apparenza, sull’inganno e sullo show business.
Mi sembra così lontana la vita di Noemi, vorrei proprio capire. Vorrei sedermi con lei a prendere un caffè, a prendere un aperitivo. Guardarla negli occhi, capire come si muove, come si veste, cosa pensa, come ride. Vorrei capire se lei è davvero così fragile, se si è fatta corrompere o se invece la sua è stata una scelta consapevole, razionale, ponderata. Vorrei capire come hanno influito parenti e amici nella decisione di entrare a far parte della vita di Silvio Berlusconi. Vorrei chiederle se sa cosa vuol dire andare a fare una vacanza con altre 30 ragazza nella sua villa. Vorrei chiederle come si sentiva su quell’aereo, cosa guardava, cosa si chiedeva e cosa le chiedevano. Vorrei chiederle se non le è mai venuto in mente che, forse, era una situazione compromettente. Vorrei sapere se si rende e se si rendeva conto.
E' venuto a mancare, in ritardo sui nostri auspici, don Baget Bozzo. La notizia, annunciata dal calo di umidità del plantare di Berlusconi, ha fatto subito il giro della grondaia dove il sacerdote raccoglieva la propria bava residua.
Sempre resteranno indelebili nella nostra memoria e sulle giacche dei suoi interlocutori tracce delle sue parole, che colpivano per la loro profondità ma sopratutto per la spinta propulsiva dei lapilli che imprimevano anche alle telecamere l'impronta di un pensiero densissimo.
Padre della carta dei valori di Forza Italia e di quella moschicida, Badget Bozzo ci mancherà: l'impasto del suo pensiero bastava da solo ad allontanare da casa nostra ogni insetto, che ammirandolo dallo schermo lo riconosceva come temibile predatore.
Se un inferno esiste Don Baget Bozzo si reincarnerà in sè stesso.
cOn I mIgLiOrI aUgUrI da MaTa HaRi & Dc
A tenere banco nell'ultima settimana sui giornali nazionali è stata la reintroduzione del nucleare in Italia. Su quelli trentini sempre di energia si è parlato, l'unica di queste parti: i finanziamenti statali. Che il ministro Calderoli ha stavolta bloccato. Al senatore Divina, trentino, un quotidiano locale attribuiva l'indicibile: "quei soldi servono a Roma."
In effetti l'autonomia trentina è in bilico. In una recente puntata di Ballarò riusciva dove crisi, giustizia e riforma costituzionale non riuscivano: mettere d'accordo governo e opposizione.
Nessuno però ha proposto una soluzione in grado di salvare, come si dice, capra e cavoli.
Andiamo con ordine.
Tempo fa un reportage ha mostrato la centrale di Chernobil e le mutazioni genetiche delle creature che popolano il bosco della regione. Perchè le centrali nucleari sono sicurissime, si sa.
Eppure, chissà perchè, vengono costruite in zone quantopiù disabitate e remote, spesso ai confini. Si dà il caso che di centrali Berlusconi ne ha annunciate quattro, e che subito diversi amministratori locali abbiano negato la disponibilità delle loro regioni e provincie ad ospitarle.
Cosa meglio del Trentino, allora: remoto, disabitato, alle estreme propagini dello stivale? Se i reattori li maneggia Homer Simpson perchè non i conterranei dei Bastar sons of Dyoniso?
Sono le scorie, il futuro del Trentino. O la fame, in alternativa.