giovedì 25 febbraio 2010
rinsavisci, Saviano!
mercoledì 20 gennaio 2010
faccia tosta
MILANO (19 gennaio) - Il procuratore aggiunto di Milano, Armando Spataro, ha disposto una consulenza medico-legale per accertare la prognosi di Silvio Berlusconi dopo l'aggressione da parte di Massimo Tartaglia lo scorso 13 dicembre in piazza Duomo.
La consulenza dovrà chiarire la durata della malattia e i tempi di guarigione del presidente del Consiglio oltre alla sussistenza di eventuali postumi permanenti per le ferite riportate al viso. Spataro, riferisce Il Fatto Quotidiano, ha incaricato due esperti medico-legali che dovranno visitare Berlusconi. Di 25 giorni era la prima prognosi formulata al San Raffaele, la sera stessa del ricovero del premier, di 90 quella formulata poi dal suo medico personale, il professor Alberto Zangrillo.
Il professor Carlo Goy, dell'istituto di medicina legale di Milano, e uno specialista maxillo-facciale avranno il compito, di visitare il capo del governo anche ai fini dell'esatta formulazione delle accuse per Tartaglia: per ora è stato ipotizzato il reato di lesioni pluriaggravate. Ai due consulenti, però, non è stato dato un termine preciso per il deposito della loro relazione: tutto dipenderà da quando il capo del governo si renderà disponibile per la visita.
(corriere.it)
venerdì 4 settembre 2009
venerdì 17 aprile 2009
Tu l’hai fatto il back-up della governance?
lunedì 9 marzo 2009
The Italian Job: Cap. 2
Mi volto e un piccolo ragno penzola dal soffitto con aria curiosa. «Sì! Proprio tu! Ma ti sei guardato in giro? Non vedi che qui ci siamo solo noi? Non vedi che le assenze incombono?» Osservo il parcheggio ed effettivamente è quasi vuoto. La mia moto poche auto si osservano incerte. Mi giro e il ragno è scomparso. Allora esco, attraverso il lungo corridoio di linoleum, uno strano ticchettio mi porta altrove. Tic. Tic. Tic. Una penna, una mano, due dita che scattano su e giù. Tic. Tic. Tic. «Mmmhh… scusa Alfio… scusa… ma ho una riunione con Mirto oggi, sai se arriverà?» «Ah! Malattia! Ovvio! Mirto è in malattia! Niente riunione, oggi. Niente. Salta tutto. Salta.» Tic. Tic. Tic. «Ah. Sì. Certo. Australiana. L’ho avuta anch’io. Fastidiosa, decisamente fastidiosa.» «Nnnnooo! Cosa dici? Malattia italiana. Malattia italiana.» «Prego?» «Vescica. Mirto ha un brutto problema di vescica.» «Oh! Eppure è ancora giovane… voglio dire l’incontinenza… è un problema da anziani… certo ci sono varie casistiche che affrontano anche altri tipi di patologie…» «Nnnnooo! Cosa dici? Vescica sull’alluce del piede. Non poteva proprio venire in ufficio in quelle condizioni. Credimi. Fastidiosa, decisamente fastidiosa. Tre giorni si è preso. Tre giorni.» «Ah…» «Se potessi avere mille lire al mese…» – canticchiava la cara nonna. Ho ancora quella strana sensazione addosso. La voce di quella donna lontana. Le sue canzoni. Torno nel mio ufficio. Il ragno è scomparso. Forso l’ho solo immaginato. «Vescica. Sì, vescica.» Il bisogno è primario. Devo fare pipì. Devo solo fare pipì.
Dr. House
lunedì 16 febbraio 2009
The Italian Job: Cap. 1
domenica 15 febbraio 2009
quello che i fannulloni non dicono....
sabato 24 gennaio 2009
mentitore a vita
Tre giorni fa la Corte d’appello di Perugia ha voluto festeggiare il 90° compleanno di Giulio Andreotti confermando la condanna a 2 mila euro di multa inflittagli due anni fa dal Tribunale per aver diffamato il giudice Mario Almerighi, dandogli del “falso testimone”.
Il Divo dovrà anche risarcire il magistrato diffamato con una provvisionale di 20 mila euro. Dopo la sentenza della Cassazione che confermò la prescrizione per il reato di mafia fino al 1980 e l’assoluzione per il periodo successivo, Andreotti accusò Almerighi di aver mentito sotto giuramento ai giudici di Palermo raccontando le sue pressioni sull’allora Guardasigilli Rognoni per salvare l’amico Carnevale da un processo disciplinare.
Difficile immaginare qualcosa di più grave, per un magistrato. Il prescritto a vita disse che Almerighi è “un pazzo”, lo paragonò ai “falsi pentiti”, l’accusò di raccontare “infamie” e aggiunse che affidare la giustizia agli Almerighi “è come lasciare una miccia nelle mani di un bambino”. Denunciato per diffamazione, Andreotti si riparò dietro l’insindacabilità parlamentare, ma la Corte costituzionale gli levò lo scudo e lo rispedì in Tribunale. Che, come poi la Corte d’appello, ha stabilito come Almerighi avesse detto la pura verità.
(M. Travaglio, l'Unità)
sabato 25 ottobre 2008
aDELLAInte venceremos?
venerdì 17 ottobre 2008
Furto d'organi - incriminata paris hilton
martedì 30 settembre 2008
Aggiornamento da Via Mazzini
domenica 14 settembre 2008
Sarei un ottimo dio (se solo avessi un universo a disposizione)
sabato 13 settembre 2008
Tagliarsi i capelli e vivere felici – gli atti del convegno
lunedì 1 settembre 2008
Il sorriso più bello
Oggi pomeriggio camminando in centro ho visto una cosa allucinante. C’era una donna, giovane, forse indiana, incinta. Stava accucciata a terra, con un bicchierino di plastica per l’elemosina.
Mi è parso allucinante che nessuno si fermasse a chiedere come stava, se aveva bisogno di qualcosa. Non so se il fatto che fosse incinta mi ha fatto sembrare la cosa più grave.
Un treno di pensieri si è affollato nella testa, superando veloce la gente affaccendata, scantonando quella spensierata che leccava il gelato. Nessuno si ferma. Nessuno la guarda. Nessuno la vuole vedere. Chissà come si sente? Cosa pensa? Qual è la sua storia? Farà a finta? Sarà una preda della tratta dei mendicanti?
Ho messo qualche spicciolo nel bicchiere. Poi le ho chiesto se aveva bisogno di qualcosa. Teneva lo sguardo basso – era quasi ritrosa. Aveva il viso molto dolce, occhi grandi e scuri. Un vestito leggero avvolgeva il pancione. Ho pensato che forse non mi capiva, ho cercato di usare parole semplici e di non essere invasiva o inopportuna. Mi sentivo impotente e dentro di me qualcosa urlava, che bisognava chiamare qualcuno per salvare quella donna. E la vita dentro di lei. Ma chi? Chi cavolo si chiama, in quella circostanza? E poi, sono certa che le farei un favore? Che ne so io, della sua vita, dei ricatti e dei padroni, delle trafile assistenziali e delle multe dei vigili ai mendicanti?
Le ho chiesto se aveva fame. O sete. Mi ha risposto sottovoce, ‘Come vuoi tu. Se vuoi.’ E io, ‘hai fame? cosa ti porto? Hai sete? Vuoi qualcosa di dolce, o di salato? – domande sciocche, lo so, ma volevo portarle qualcosa che le andasse davvero. ‘Se vuoi. Quello che vuoi tu’. Aspettami qui – le ho detto. Che scema! mica se ne stava andando!
Le ho portato dell’acqua, della focaccia e dei biscotti. Un po’ dolce e un po’ salato. Mi sono girata, dopo un po’, e ho visto che mangiava di gusto la focaccia.
Quando sono ripassata, non c’era più.
Poi, in piazza Duomo, l’ho vista, in piedi fra i turisti, col suo bicchierino delle monete. L’ho salutata con la mano, ci siamo sorrise.
Mi ha fatto un sorriso splendido. Non ve lo so descrivere. 
martedì 26 agosto 2008
giovedì 24 luglio 2008
FENOMENOLOGIA DI LAPO ELKAN
Ognuno ha il suo ruolo, specie d’estate: Bossi vaneggia, Ronaldigno palleggia, Lapo elkan cazzeggia. Questo esemplare di Agnelli, se possibile più vanesio dei suoi consanguinei, usa crescere in riserve protette dove si balocca con i suoi passatempi preferiti: dallo Yacht al vibratore.
Tale regime di vita consente solitamente agli Agnelli una vita relativamente lunga salvo che quando non sopravvivono al branco e alla famiglia preferiscono un viadotto.
Cosa che tuttavia avviene di rado: più spesso l’Agnelli tipico preferisce rimanere nel suo ambiente confortato solo dall’affetto di sindacati e governi che lo nutrono di rottamazioni e licenziamenti.
Sebbene sia lui a nutrirsene sono gli operai a doverli digerire. Loro è questo compito che si sobbarcano lieti di non affaticare il padrone, il quale li ricambia permettendo loro di esultare per i miliardi che gli Agnelli incassano dalla Juventus, metafora del paese in cui una squadra gioca contro avversari che si sforzano di farla vincere.
Non ci sorprende pertanto il comportamento del Kan Lapo, cucciolo di Agnelli, che giorni fa si è divertito con un taxi rivendicandone poi la proprietà in quanto FIAT: marchio con cui gli Agnelli indicano ciò che in Italia è ancora più loro del resto.
Giornalisti al loro soldo hanno ampiamente spiegato il comportamento su tv e giornali come chiara conferma della simpatia della razza padrona.
A conforto di tutti resta escluso ogni pericolo che gli Agnelli si estinguano perchè confermato il motto di Brecht: la madre degli Agnelli è sempre incinta.
mercoledì 28 maggio 2008
stimoli intellettuali

Perché solo dietro corrispettivo un individuo accetterebbe di esibirsi nel numero che era di Giordano Bruno Guerri: parlare come in tensione, su una gamba, appeso a un orecchio, quasi dimentico di una parte qualsiasi del suo corpo che lasciava penzoloni o attorcigliata attorno al collo, a grattare una spalla, o come a cercare un baricentro al di fuori del suo ginocchio, della sua stessa persona.
Uno sforzo intellettuale inesausto quello di Giordano Bruno Guerri (GBG) che abbiamo ammirato un po’ come lui faceva con l’osso sacro: senza afferrarlo a pieno. Tanto che quando il programma si concludeva e l’immagine finalmente sfumava, gli urrà del pubbico non riuscivano a coprire un tonfo: era lui, GBG, fin dalla sigla in bilico su un alluce, o sollevato dal residuo ciuffo sulla nuca, che di colpo cedeva e precipitava dal suo stesso malleolo.
Di queste evoluzioni ci priviamo da quando di Giordano Bruno Guerri dobbiamo accontentarci delle contorsioni compiute utilizzando stavolta come perno la penna.
Per fortuna di GBG si può dire quello che un tempo carosello proclamava di Falqui: basta la parola.
Perché due cose sono quotidiane: il Giornale e i suoi effetti.
È perciò con gratitudine che di GBG citiamo un incipit affinchè i più duri, non di comprendonio, tra voi possano giovarsi degli effetti delle sue parole:
Martedì 20 Maggio, nella prima pagina del Giornale il vate scriveva:
“I Gay Pride potevano essere utili fino a trent’anni fa, quando gli omosessuali venivano guardati con sospetto, discriminati o a volte addirittura perseguitati”.
Conosciamo gli effetti di frasi del genere. Un’avvertenza: prima di tirare lo sciacquone ripensate alla notizia di ieri, di un omosessuale accoltellato dal padre che lo considerava un disonore.
Ora sapete cosa fare degli articoli di Giordano Bruno Guerri.
Grazie, GBG (Gemendo al Bagno Godo).







