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mercoledì 16 settembre 2009

Improntitudine

Argentario, settembre09 - FotoDC
Mi lascia una tristezza profonda, questa estate che se ne va all’improvviso. Come un amante appena conosciuto e già scomparso. Senza parole, impaziente.
Gioiello di piume e tramonti. E di ombre. Sabbie spuntano dalla borsa che mi ostino a non svuotare. Ma, sfrontata, la pioggia mi cade addosso.
E io non sono pronta. E io non trovo, in me, un raggio di sole.
Dal cuscino rispuntano i tristi pensieri. Forse lo dovrei cambiare. Ma incapace, ammutolisco e mi rintano in una sciarpa azzurra, poi riaccendo il motore. Il tergicristalli pettina il pensiero, governatore sulla pelle abbronzata. Che vorrei sfoggiare ma devo nascondere con calze colorate e maglioncini.
Penelope fedele, riprende il passo la rete che il web mi ha insegnato a filare. Mi attendeva, insidiosa e snervante nel suo silenzio osceno.
Io spero, a dicembre, di tornarmene al mare. Nel mentre, confondo nelle ciocche stinte la paura. E ingoio l’assenza di spiegazioni.
DC

mercoledì 26 agosto 2009

28 agosto: esce il film "Piede di Dio" - autodistribuito

riceviamo e con piacere diffondiamo:
Cari amici e care amiche,
il 28 agosto uscirà "Piede di Dio", un film di Luigi Sardiello.
“Consiglio Piede di dio a tutti i ragazzi che amano il calcio. C'è dentro quella magia che rende possibile il superamento di ogni limite”. (Gianfranco Zola) "PIEDE DI DIO" Regia di LUIGI SARDIELLO con Emilio Solfrizzi, Rosaria Russo, Filippo Pucillo, Paolo Gasparini, Luis Molteni, Guido Quintozzi.
Il Film verrà autodistribuito dalla produzione che con questa scelta si schiera contro le logiche mafiose e repressive del sistema distributivo italiano. Autodistribuire un film vuol dire tenere la testa alta ma andare a far guerra alla mafia vera, quella che lottizza il 90% delle sale e lascia che i poveri e i liberi si scannino sulle briciole. Con questa equazione facile facile: se il film non incassa nella prima settimana sparisce e insieme a lui anni di lavoro e oceani di passione, professionalità e idee. E incassare nella prima settimana è praticamente impossibile, se non hai capitali da investire in promozione, per far sapere alla gente che c’è un film in giro. A meno che…Il coraggio e le scelte di indipendenza espressiva devono essere sostenute specie in un momento così delicato e denso di preoccupazioni.Cominciamo a collaborare tutti con impegno e passione e diamo il via a un periodo di rinascita, in cui la solidarietà e la cooperazione costituiscano la nostra carta vincente.Tutte le informazioni sul sito http://www.piededidio.it/
Grazie a tutti, Alessandro
Queste le città e le sale (alcune, come vedrete, saranno definite nei prossime giorni):
ANCONA da definire
BARI Cinema Armenise
BARLETTA (BA) Cinema Opera
BOLOGNA Cinema Odeon
BRINDISI da definire
CAGLIARI dal 4 settembre sala da definire
CATANIA dal 4 settembre sala da definire
FIRENZE Cinema Flora o Fiorella
FOGGIA da definire
GALLIPOLI (LE) da definire
GENOVA Cinema Ariston o Corallo
LECCE Cinema Santa Lucia
MILANO Cinema Eliseo
MOLA (BA) Cinema Metropolis
NAPOLI Cinema Filangieri o Delle Palme
PADOVA da definire
PALERMO dal 4 settembre sala da definire
PESCARA da definire
ROMA Cinema Quattro Fontane e Intrastevere
TARANTO da definire
TAVIANO (BA) Multisala Fasano
TORINO Cinema Nazionale
TRICASE (LE) Cinema Moderno

venerdì 19 giugno 2009

Non tutto il Malì vien per nuocere....aggiornamento

Ieri abbiamo incominciato a raccogliere un po' di giocattoli e vestiti per bambini. Sono 7/8 le persone che si sono attivate finora per questa raccolta - e così, lentamente ma inesorabilmente, vediamo i piccoli frutti della rete.
Ne siamo felici e da qui mandiamo un grazie.
Chi volesse aderire è ancora in tempo. Massitan, infatti, parte a inizio agosto. Possono essere utili anche vestiti da donna e scarpe - sia da adulti che da bambini.
Questo è un appello. A chi condivide l’idea di condividere. Cosa? Con chi? Parte del proprio tempo, risorse o qualche scheo.
Massitan, un’amica del Malì che risiede in Trentino da 15 anni, in agosto farà un viaggio a casa, cioè Bamako. Massitan vive e lavora qui per sostenere parenti e conoscenti più poveri, in Mali. (...)Il post per intero è qui: La rete siamo noi.
Stiamo raccogliendo vestiti e/o giocattoli in buone condizioni che Massitan porterà in Malì da distribuire a chi ne ha bisogno. Il carico massimo che può portare è di 40kg. Continuiamo a darci da fare... Grazie, ciao Massitan&DC

lunedì 13 aprile 2009

Blog2piazze presenta il nuovo romanzo di Rita Charbonnier

Copertina:
La strana giornata di Alexandre Dumas
E' con molto piacere che ospitiamo su queste pagine virtuali Rita Charbonnier
Un’autrice italiana che al suo esordio ha ottenuto, accanto a un ottimo successo in Italia, un grande interesse a livello internazionale: i diritti sono stati venduti in 12 Paesi e verrà pubblicata negli Stati Uniti.
Rita Charbonnier, attrice e cantante in teatro che ha recitato al fianco di Nino Manfredi, Lucia Poli, Sandro Massimini e per i registi Aldo Trionfo, Antonio Calenda e Tonino Conte, in questo romanzo ha saputo costruire una storia appassionante e magica che cattura la vera essenza di un’epoca attraverso un personaggio di grande fascino e suggestione quale Alexandre Dumas.
La strana giornata di Alexandre Dumas
Quella sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se non fosse stato per una bizzarra vecchia che gli aveva proposto di leggergli gli astri per l’anno successivo, il 1844. Dopo i primi convenevoli, infatti, si era accorto che l’indovina non aveva alcuna intenzione di parlargli dell’oroscopo, ma che aveva una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo spettatore. Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della chiromante, Vincenza, l’aveva data alla luce e l’aveva chiamata Maria Stella. In breve, però, Vincenza si era accorta che l’accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della neonata non potevano venire né da lei né da Lorenzo, suo marito, entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia. Ma quando aveva provato a parlare dei suoi sospetti, nessuno le aveva creduto, e Vincenza si era vista costretta a frugare in lungo e in largo la casa, e a chiedere ai vicini; era arrivata addirittura a interrogare il signor Conte. La scoperta sull’origine della bambina era stata sconcertante, ma Vincenza si era confidata solo con la piccola Maria Stella che, dopo tanti anni, aveva deciso di mettere Dumas, il grande scrittore, a parte di quello scandalo che avrebbe potuto minare dalle fondamenta
l’intero regno di Francia. Quella era stata una strana giornata per Alexandre Dumas e la storia
che aveva udito sarebbe diventata fonte di
ispirazione per uno dei suoi capolavori.
Edizioni Piemme Pagine: 384 Prezzo: 18,50 € In libreria da: 7 aprile 2009
Rita Charbonnier
incontrerà i lettori in varie presentazioni. Ecco il calendario:
Sabato 18 aprile
a Modigliana (FC)
ore 20.30 in Sala Bernabei
Proprio a Modigliana è nata la leggenda alla quale s’ispira il romanzo!
Lunedì 20 aprile 2009 ore 18.00 Sala ex Oratorio Palazzo dei Musei V.le Vittorio Veneto 5,
Modena INGRESSO LIBERO con il patrocinio del Comune di Modena e associazione culturale Progetto Arte
Venerdì 8 maggio
a Roma
ore 18.00 presso libreria Mondadori Trevi.
Introdurrà il romanzo la scrittrice Cinzia Tani.
NON MANCATE!!!

lunedì 30 marzo 2009

B2B: Dal Bangladesh a Bozen, con amore

Quella di oggi non è proprio un’intervista. È più una storia.
La storia di Nishat, che ho incontrato in treno.
Mi giro sbuffando, un po’ innervosita. Con tutto lo spazio che c’è, possibile che questa mi si spalmi addosso? Il treno rallenta. Una voce da un viso dolce mi chiede «va a Bolzano anche Lei?» Non so come faccia a sapere in che direzione scatto per prendere la coincidenza, ma comunque «sì, vado verso il Brennero». E mi rabbonisco. Mi sembra giovane e indifesa. Le spiego dove prendere il treno – di solito al binario 2 piazzale ovest. Gli occhi scuri scivolano sul binario. Ha una valigia enorme, l’aria mite. È questione di un attimo – aiutarla e prenderla sotto la mia ala protettrice. Mentre ci scapicolliamo con il suo valigione penso che sono addirittura disposta a perdere il treno pur di arrivare con lei al binario tirando questo macigno, ma poi, leonessa protettrice, con una cortesia che non ammette rifiuto chiedo di ai due arabi scesi prima di noi di aiutarci a trasportare il valigione giù e su per le scale della stazione. Un ascensore chissà se c’è. Abbiamo i minuti contati, non possiamo sprecarli a cercarlo. Poi, due mani sconosciute su una maniglia pesante. Il mio passo pesante affretta i suoi, piedini avvolti in stivaletti neri elasticizzati con una punta affilata, molto lunga e sottile. Scarpe strane. Fanno pendant con la borsetta, nera. Di uno stilista italiano sconosciuto. Almeno a me. E non c’azzeccano con il capottino marrone – che protegge il corpo snello e nasconde la bellezza del verde scintillante «è un sari, questo?» le chiedo quando siamo sedute una di fronte all’altra sui sedili sporchi, pochi minuti e molti scalini dopo.
«No – il sari è indiano, e è impossibile da portare per viaggiare, perché è tutto un fascio – non ci si muove. Si usa nelle feste e nelle cerimonie». Mentre le colline dell’Appennino scorrono sotto la pioggia, mi scuso perché le farò un sacco di domande sceme. Non ho mai conosciuto nessuno del Bangladesh. Anzi, non so nemmeno dov’è! Nishat lascia cadere alcune informazioni. Mi dà del Lei, anche se le ho chiesto subito di darmi del tu, ché altrimenti mi sento vecchia. Non sono brava a dare l’età, ma credo abbia circa 24 anni, non di più. (E io non sono sento una matusa!) Nishat mi racconta che vive a Bolzano da oltre 10 anni ma studia a Verona, in una scuola per assistenti sanitari. Comincio a farmi delle domande – mi chiedo che ci fa da sola a Bolzano. Se la sua famiglia è in Bangladesh, forse è stata adottata? Parliamo delle piantagioni di riso – mi dice che al suo Paese ne crescono vari tipi, ma che quello principale si può coltivare solo nei due mesi prima della stagione delle piogge, perché poi l'acqua ricopre tutto e le piante muoiono. Racconto che da quando ho scoperto alcune spezie indiane e il riso thai, quello italiano non lo compro più. Del resto i risotti mi vengono sempre male. Poi mi chiede come si coltiva il riso in Italia. Ovviamente non so rispondere. Blatero qualcosa sulle mondine e cambio discorso. Viro sulla stagione delle piogge, «ma quante stagioni ci sono in Bangladesh?» «Sei: la primavera, l’autunno, l’estate, la stagione delle piogge, quella dei monsoni e la stagione secca». Si stupisce Nishat, nel vedere le montagne all’orizzonte di Bologna. «Credevo che ci fossero solo in Alto Adige!» - Quanto è grande Verona? E Trento? Quanti abitanti ha e per quanti km si estende? - Ma che ne so??? Poi parliamo di soldi – che sembrano un punto focale nei suoi discorsi. La vita costa poco, in Bangladesh – dove la moneta si chiama taka e oggi con un euro ne compri 85. Ma se hai uno stipendio italiano, ci vivi bene, puoi pagare un affitto di 60/70 taka al mese. Se invece lo stipendio è bengalese, prendi 70 taka al mese e non ce la fai. Poi Nishat prende una foto dalla borsetta «ti faccio vedere una cosa» - mi dice. È la sua foto di matrimonio «mi sono appena sposata». Il quadro si fa più nitido. O forse più confuso. Ricordo ragazzi indiani di famiglie “moderne”, studenti e ricercatori e immigrati di seconda generazione che hanno vissuto negli USA, in Inghilterra e in Italia ma che si sono “arresi” alla tradizione del matrimonio combinato. Salvo poi vederlo fallire infelicemente. Quale sarà la storia di Nishat? Forse sono falliti solo i matrimoni combinati che ho conosciuto io. Guardo la foto senza sapere bene che dire. Non sono particolarmente favorevole al matrimonio, né all’istituzione della famiglia. A prescindere dalla nazionalità di chi la pratica. Il marito, nella foto, è brutto forte. Lei, trasformata dal trucco pesante, è comunque scintillante nel rosso vivo dell’abito e nell’oro abbondante che le orna mani, polsi, capelli e décolleté.
Il discorso prende corpo – mi racconta che è stata un mese in Bangladesh «i miei sono tornati la settimana scorsa. Al matrimonio sono state invitate ben 1200 persone. Mio padre ha dovuto pagare per tutti, anche se non tutti sono venuti. Io avevo chiesto che confermassero se venivano, ma non lo hanno fatto. Comunque mio zio, che vive in Inghilterra, ma prima viveva con noi – in Bangladesh abbiamo ancora una casa dove abitiamo tutti insieme, quando ci andiamo – visto che era un matrimonio importante, perché sono la figlia maggiore – ha deciso di aiutare mio padre e paga una parte delle spese. I nostri matrimoni non sono come qui da voi» No: c’è un cerimoniale preciso e complesso. Il primo giorno ti devi vestire di giallo e il giorno del matrimonio di rosso. «Gli altri giorni, io mi sono vestita di rosa e poi di bordeaux». Si guarda i palmi delle mani. All’inizio avevo pensato che quei segni rossi fossero dovuti al peso della valigia o a qualche eczema. Invece sono ciò che resta dell’henné.
to be continued...

Le Interviste Scomode Su blog2piazze

venerdì 17 ottobre 2008

Furto d'organi - incriminata paris hilton

Braccia (e gambe) rubate all'agricoltura
Signorina dall'aria sciocca
e voce chioccia
Priva di charme e di eleganza.
Quoziente intellettivo presunto:
da giraffa nata allo zoo.
(Non me ne voglia la giraffa).
Inutile all'umanità,
parassitica e velleitaria.
Probabilmente incapace
di guadagnarsi da vivere
se dovesse mantenersi da sola.
Vi invito ad ignorarne l'esistenza e
ad innalzare cosmica richiesta
affinchè si reincarni in foca monaca.
Buon weekend
DC

domenica 7 settembre 2008

I miss Italia

non vedo l'ora che il nord, il centro e il sud si staccano dall'Italia per rimanere da solo con lei. Federalismo subito.

sabato 7 giugno 2008

Mia nonna è un’astronave




Paura.
Mi fa molta paura l’idea di ridurmi così.
Appoggiata come un vecchio straccio su una sedia a rotelle.
Guardando il mondo da un vetro.
Undic’anni di albe e tramonti sottovuoto.
Mani nodose, anche accartocciate.
Anche oggi l’impresa è attraversare lo stuoino.
Prima un piede e dopo l’altro, per approdare, sfiancata e tremolante, alla sedia di cucina.




- Guarda che roba, sono tutta un livido. Ieri sono caduta in corridoio. Il sangue macchiava il pavimento, tutti si agitavano e Giovanni che si affannava su di me, per farmi rialzare, ma il mio corpo non rispondeva. Sembravo un cadavere, accoccolata lì in un angolo, il fiato mozzo per la botta alle costole, che sono già incrinate…



Ti vedo, sì. Aggrappata alla vita – a morderle la coda, nervosamente. Sbatacchiata fra i flutti dei pensieri e dei ricordi, in attesa della morte. Così stanca da non opporvi più nemmeno resistenza. Anzi, l’attendi come una benedizione.
Come un sollievo alla tua inutile stanchezza rivestita di pelle sottile.
Difficile da amare: sei uno specchio perturbante che farei a meno di guardare.

- Non ne posso più. Ieri notte non riuscivo a dormire. Mi venivano in mente dei ricordi, la testa andava per conto suo…. Dei ricordi, di quando da bambina aiutavo la mia zia, quella che faceva la sarta. E poi c’era quel napoletano, che aveva buttato la giacca dal quinto piano…



La pubblicità delle creme anti-age è ingannevole. Farei bene a risparmiarli, i miei soldi, per pagare chi asciugherà le mie bave e si sorbirà il mio alzheimer.
Siamo in attesa di abdicare.
Tutti.
Al nostro corpo. Ai nostri progetti; alle nostre forze e all’ultimo voto.
Forse rimpiango l’800 – quando, - mi dicono -, l’anziano era un saggio da ascoltare e le vecchie cardavano la lana insegnando a ricamare.
In una mano il paiolo, nell’altra la staffetta della vita.

- Che alternativa mi rimane? Glieo dico sempre, a Giorgio, di venirmi a prendere. Ce ne dovevamo andare insieme. Oramai non ho più nessuno…. Solo due cugine, anche loro vedove. Sandra, basta che trovi da giocare a carte e lei è contenta così. E sì che io ero sempre allegra, avevo la battuta pronta.

Vorrei fuggire, prima che sia tardi. Mettere l’oceano fra me e l’alzheimer, o chissà quale altro morbo che mi incancrenirà l’esistenza, impedendomi la fuga.
Conosco un posto. Un piccolo villaggio di pescatori...
Se non posso invecchiare al volante di un'astronave utilitaria, con i miei capelli blu, voglio che i miei occhi si spengano al tramonto – che le onde lambiscano i ricordi placando il dolore. Che le mie ceneri si disperdano con il volo di un gabbiano.

sabato 24 maggio 2008

Magicabula chi ti s'incula (di Voodoo e apprendisti buffoni)








Luisa: Buongiorno, mi serve un filtro magico contro l'infedeltà.... Come devo fare?

Mago: Per fermare immediatamente i rapporti extraconiugali occorre uno specifico rituale voodoo che inibisce gli impulsi sessuali fuori dalla coppia. Non si angosci. Voodoo

è una pratica molto efficace senza effetti collaterali. Agisce subito. Se lo ritiene insufficiente per riportare l’equilibrio nella Sua coppia Le suggerisco un legamento d'amore su Suo marito. Mi mandi una Vostra foto….


Luisa è la Donna Cannone, ovviamente sotto (doppie) mentite spoglie. Non ho marito, né corna né foto. Il Mago è fra i più popolari del web.


Medioevo post-moderno Soffrite di capogiri, mal di testa o spossatezza? Vi si è guastata la macchina o avete litigato con il partner? Non sarete mica andati dal medico? non sono mali di stagione! Secondo 8 MILIONI DI ITALIANI siete vittima di malocchio o di influenze planetarie nefaste. Odio e violenza liberano tossine che causano affezioni organiche. Questi virus non sono isolabili in laboratorio! I medici ne ignorano l'energia malefica e mentre perdete tempo con le analisi del sangue le tossine dell'odio e della violenza impregnano la vostra Aura….

Malocchio
: secondo gli antichi si trasmetteva con lo sguardo; oggi indica la capacità di determinare patologie con rituali magici. Il malocchio è lanciato volontariamente.
Jettatura
(dal latino jactare: gettare): lo jettatore accumula energie negative che scarica involontariamente sulla gente. Il suo potere è incontrollabile. Nella tradizione popolare è pallido e magro, ha occhi grandi che copre con occhiali scuri.

Fattura. Termine desueto. Gli studiosi di parapsicologia preferiscono psicobolia (dal greco: movimento impresso nella psiche). Magia fatta con un “simulacro” (oggetto appartenente alla vittima), che viene riposto in un luogo nascosto, possibilmente in casa della vittima.




Nella foto La Maga Clara: Ha il dono divino della reincarnazione, il Potere Soprannaturale di Taumaturgia e Veggenza. Di notte mentre è in concentrazione alcune Entità le si presentano chiedendo di essere dipinte sulla tela (...). Clara ha anche guidato i piedi di Roberto Baggio nei mondiali del 1994 facendogli realizzare inspiegabili goal.

Tecniche di Difesa Psichica. Se trovate simulacri di fattura in casa vostra non tentate di bruciarli o distruggerli senza averli neutralizzati. Maneggiateli con cura bagnandovi le mani con acqua e sale (o aceto), riponeteli in un sacchetto sigillato che consegnerete a un esperto abilitato alla loro distruzione. Se siete vittima di jettatura armatevi di corni d’oro o di corallo e di gobbetti e recitate l’orazione “nel nome di Gesu’ e di Maria; chi ha fatto l’occhio cattivo lo mandi via”.

Contro il malocchio, invece, vi serve un rito magico che ripulisca la vostra aura (no, non cercatela sotto il tappetino dell’auto. L’aura è il campo magnetico che vi circonda!) interrompendo immediatamente gli eventi nefasti.

Magicabula chi ti s’incula
Sfere di cristallo, amuleti e polveri magiche; candele esoteriche, pendoli e corsi di magia per corrispondenza nascondono FATTURATI MILIONARI. Sedicenti maghi ed esperti dell’occulto sono abili affabulatori e commercianti. Molto presenti in TV, sagaci nell’e-commerce e nella telefonia. Telefonare a un mago televisivo porta a servizi a pagamento. Invece dell’occultista rispondono studenti, casalinghe e pensionati (circa 40 telefonate al giorno ciascuno e stipendio sui 1.500€/mese). OVVIAMENTE NESSUNO DI LORO È IN GRADO DI DIVINARE IL FUTURO. Il loro compito è affabulare il cliente, tenerlo incollato alla cornetta e convincerlo a richiamare.


Mediamente il costo è di 25.00€ per 25 minuti di telefonata (o 30.00€ per 30 minuti).
Facciamo due conti sulla tariffa base lorda di 1 € al minuto
60 minuti di lavoro x 8 ore al giorno = 480€ al giorno

x 26 giorni al mese = 12.480€ al mese
x 12 mesi = 149.760€ all’anno


L’INDAGINE Di TELEFONO ANTIPLAGIO condotta nel 1994 rivela la presenza di oltre 20.000 “maghi” e astrologi in Italia. Secondo altre fonti oggi sarebbero 70.000. Record in Lombardia con 2500 maghi e 140.000 clienti; seguono Campania e Lazio (2000 maghi e 140.000 clienti) e Sicilia (1500 maghi 100.000 clienti). Fanalino di coda la Val d’Aosta, con 30 maghi e “solo” 2000 clienti.


Circonvenzione di incapaci? I clienti dei maghi sono un po’ come gli elettori di Berlusconi: Non è mai stato nessuno, ma sono milioni! Vediamone un profilo sintetico. Età media: 47 anni Titolo di studio: 40% licenza elementare, 46% licenza media, 14% diploma e/o laurea. Motivazioni: affetti 40%, richiesta protezione (rituali, talismani ecc.) 25%, salute 20%, problemi di lavoro 15%. Totale clienti: 8 milioni.

Posto che di truffa si tratta, GLI ILLECITI PIÙ FREQUENTI DI MAGHI E ASTROLOGI sono: esercizio del mestiere di ciarlatano, evasione fiscale, circonvenzione d'incapace, truffa aggravata, estorsione, abuso della credulità popolare, trattamento idoneo a sopprimere la volontà altrui, pubblicità ingannevole. In media solo 5 cittadini su 100 sporgono denuncia, per paura di ricatti, vergogna o ritorsioni.


Chiamatemi Chantal Ho studiato il mercato. Nel 1994 il Trentino Alto Adige - la mia regione, un tempo terra di streghe e palazzi del diavolo, oggi culla di legaioli, aveva un giro d'affari di 7 milioni di euro, con 200 “maghi" e circa 15.000 clienti. Alla luce dei risultati elettorali, secondo me oggi creduloni e disperati sono molti di più. Ecco perchè ho ordinato il Corso di Veggenza e Meditazione con le Carte Divinatorie degli Angeli. Imparerò a predire il futuro e sviluppare le mie facoltà latenti di veggenza. Lo diceva il mio oroscopo di ieri: in campo professionale darete l’ultimo ritocco ad un grande progetto che vi porterà successo e denaro nel giro di poco tempo.

Macchè maga!? Mi butto in politica!



lunedì 12 maggio 2008

Verbal Terminator




Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio
.


Parole che grondano lacrime.




Di una collega e di un’ex compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.




Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave

Ho sentito al TG genitori, insegnanti e vicini di casa dei ragazzi veronesi fascistoidi che hanno massacrato un ventenne perché gli ha rifiutato una sigaretta, chiedersi “Dove abbiamo sbagliato? Cosa non gli abbiamo dato?”

Spunto per dire - a loro e ad altri - che l’errore non sta nella mancanza, bensì nell’eccesso.
Il peccato sta nell’averli procreati.
Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.

Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo, ma incarneranno piuttosto l’involuzione della specie, oltre che triste barzelletta cosmica, è pratica assai dannosa.

Mi pare scarsa, tuttavia, la volontà di affrontare il tema da questa prospettiva. Spinosa. Politicamente scorretta.
Rintronati da buffonate inneggianti alla sacra sessualità matrimoniale (a fini procreativi), alla Sacra Famiglia Italiana come nucleo fondante del Paese, all’accanimento medico per raggiungere la procreazione…..

Dove sta la qualità della vita? E tutto questo amore, non è forse invece egoismo, se non considera la volontà di colui che viene messo al mondo?

Giovani di belle speranze.
Fare un figlio è facile. Più difficile riflettere su cosa significhi.
Prendiamo un tema a caso. La mobilità sociale in Italia. E ringrazio Poldino per questi dati: mediamente solo il 3% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. Stando a un rapporto del Censis del 2006 il 40,8% degli occupati è immobile, (ovvero si colloca nella stessa classe occupazionale del padre), laddove il 20,6% degli occupati resta fermo nella classe operaia. Il 12,2% dei lavoratori effettua una mobilità a corto raggio orizzontale, spostandosi fra le varie classi intermedie, piccola borghesia urbana, agricola e classe media impiegatizia.La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di accedere agli studi universitari rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.


Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e pannolini, con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.
Riflettere che il neo-nato non ha chiesto di nascere e potrebbe non ambire a una vita mediocre, di lavoro e frustrazioni, pensionamento irraggiungibile, 30 anni di paranoje (o psicanalisi) per emanciparsi da complessi e manie respirate in famiglia, condizionamenti sociali e declino senescente vario.


Rimando alle politiche denataliste del Dott. Luigi De Marchi per riflettere su altri validi motivi dissuasivi dell’uso scellerato e indiscriminato dell’apparato riproduttivo.



Nella foto: calzature per "loti d'oro": i minuscoli piedi a mezzaluna modellati con fasciature strette e dolorosissime, che conferivano eleganza e rassegnazione alle donne cinesi.

martedì 22 aprile 2008

Che fareste se foste milionari?


Dollaroni facili per tutti
Che notiziola strampalata dagli USA! Che splendido gadget!

Non so ancora come interpretarla: presa in giro ai poveracci, nuova campagna marketing di Forbes, nuovo giochino dei ricconi del pianeta?
Dallas.- Un senza dimora che sogna in grande: trampolina dal web per tuffarsi nella classica annuale di Forbes dei più ricchi del mondo.
Guy Ritchie, il bum che incarna il rinnovato sogno americano (ipotizzo potrebbe essere sponsorizzato da Obama), ha aperto un sito dove chiede ai suoi visitatori di fare una donazione. Importo minimo 1 US$; volendo, in cambio lo si può ascoltare cantare.


Ve lo consiglio per la pausa caffè: magari trovate un bumllionaire gadget di vostro gusto, come questa meravigliosa t-shirt per cagnolini.
Grazie allo splendido tool per misurare la propria ricchezza, ho anche scoperto che sto nella fascia del ricco 10.86 % della popolazione mondiale. Per l’esattezza alla posizione 651.943.704.

A questo punto, farei una scelta opposta a quella di Ritchie: ritirarmi a miglior vita, abbandonare questo blog e godermi i miei dollaroni!
Avida Dollars
Stasera giocherò al lotto il numero della mia posizione nella classifica mondiale, hai visto mai che mi capriolo un po’ più in alto… magari accanto al dolce Mr Ferrero (sì, quello della Nutella) o a GiulianA Benetton, l’unicA riccastrA italicA in classifica!
E voi, che fareste - se balzaste improvvisamente nelle prime posizioni della classifica di Mr/Ms Miliardo?