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domenica 3 gennaio 2010

befane: istruzioni per l'uso

"lo sapevate che nel cunnilingus la parte superiore della lingua e quella inferiore danno sensazioni molto diverse? La parte superiore della lingua è più ruvida per via delle papille gustative, invece quella inferiore è liscia, quindi non concentratevi solo sulla parte alta della vagina, ma spostatevi anche verso il basso, per un piacere più completo, o ancora muovetevi a zig zag, o a semicerchio." (www.altonline.it)

domenica 22 novembre 2009

non ci si può allontanare un minuto!

WASHINGTON (22 novembre) - Ha provato il brivido di diventare papà si può veramente dire ad alta quota. L'astronauta americano Randy Bresnik, 42 anni, uno dei “meccanici” della missione Nasa STS-129 impegnata in questi giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha appena fatto in tempo a portare a termine la prima passeggiata spaziale della sua vita quando, rientrato nella stazione, ha avuto questa notizia: «We have a baby». Alle 5:14 del mattino la moglie Rebecca ha infatti messo al mondo Abigail Mae Bresnik.

venerdì 8 maggio 2009

08/05/1983: nostalgia di Niels

Certe cose è meglio chiarirle prima. Le ipocondrie, le fobie, le passioni, ad esempio. Chi legge sappia dunque che tifammo Zeman e Galeone. Perchè ci piace l'estro: intelligenza e fantasia. La geometria ma non la euclidea; né trapattoniana, quindi. Maradona avremmo preferito ammirarlo negli schemi di Cruiff, non in quelli di Bigon, insomma. Ora pare che, dopo la Juve, anche la Roma sia sul punto di cambiare. Presidente, giocatori e allenatore. A partire da Spalletti appunto, l'allenatore che le ha dato quello che tre stagioni di fila è stato giudicato uno dei sistemi migliori d'Europa. Che però guarda caso si è inceppato insieme a Totti, il giocatore cui mezza Italia dava del bullo. Per dovercisi poi aggrappare, tutta intera, quando si è trattato di vincere i campionati del mondo. Chi scegliere al posto di Spalletti? Si parla di papabili ma a tutto tranne che a un trono somiglia la panchina della Roma. Che prima di Spalletti macinò in poche giornate Del Neri, il padre di quel miracolo chiamato Chievo. Si dice che Ranieri è romano, Ancellotti bravo, Giampaolo e Allegri eredi di Galeone. Però anche scommesse, incognite, promesse. Forse è troppo per una squadra che con la fine di un ciclo di incognite dovrà schierarne una decina ogni domenica, in campo. E allora perchè non Hiddink? L'allenatore capace di allenare la Corea e il Chelsea? Per resistere alle pressioni di un ambiente come Roma ci vuole un prudentissimo incosciente, ci vuole un altro Liedholm. Oggi, ventisei anni fa, la Roma vinceva lo scudetto.

giovedì 19 febbraio 2009

senza parole

è morto Oreste Lionello, la versione meno tragica di Andreotti.

lunedì 12 maggio 2008

Verbal Terminator




Una donna non è completamente realizzata senza maternità.
Rinuncerei a tutto per avere un figlio
.


Parole che grondano lacrime.




Di una collega e di un’ex compagna di scuola.
Dispiace che queste due donne siano preda di fasulle, atroci e disperanti aspirazioni di maternità.
Rattrista il loro senso di menomazione, fallimento, rinuncia.
È atroce la loro disponibilità ad immolarsi.




Pregnant: parasitically oppressed
Wife: unpaid sex slave

Ho sentito al TG genitori, insegnanti e vicini di casa dei ragazzi veronesi fascistoidi che hanno massacrato un ventenne perché gli ha rifiutato una sigaretta, chiedersi “Dove abbiamo sbagliato? Cosa non gli abbiamo dato?”

Spunto per dire - a loro e ad altri - che l’errore non sta nella mancanza, bensì nell’eccesso.
Il peccato sta nell’averli procreati.
Non basta un utero, non è sufficiente lo sperma per arrogarsi il diritto di procreare.

Continuare a mettere al mondo esseri che non raggiungeranno lo sviluppo intellettivo ed emotivo, ma incarneranno piuttosto l’involuzione della specie, oltre che triste barzelletta cosmica, è pratica assai dannosa.

Mi pare scarsa, tuttavia, la volontà di affrontare il tema da questa prospettiva. Spinosa. Politicamente scorretta.
Rintronati da buffonate inneggianti alla sacra sessualità matrimoniale (a fini procreativi), alla Sacra Famiglia Italiana come nucleo fondante del Paese, all’accanimento medico per raggiungere la procreazione…..

Dove sta la qualità della vita? E tutto questo amore, non è forse invece egoismo, se non considera la volontà di colui che viene messo al mondo?

Giovani di belle speranze.
Fare un figlio è facile. Più difficile riflettere su cosa significhi.
Prendiamo un tema a caso. La mobilità sociale in Italia. E ringrazio Poldino per questi dati: mediamente solo il 3% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista. Stando a un rapporto del Censis del 2006 il 40,8% degli occupati è immobile, (ovvero si colloca nella stessa classe occupazionale del padre), laddove il 20,6% degli occupati resta fermo nella classe operaia. Il 12,2% dei lavoratori effettua una mobilità a corto raggio orizzontale, spostandosi fra le varie classi intermedie, piccola borghesia urbana, agricola e classe media impiegatizia.La scarsa mobilità sociale si deve alla forte differenziazione dell’accesso alla formazione; la possibilità di accedere agli studi universitari rimane appannaggio quasi esclusivo delle classi più elevate: sono studenti il 18,1% dei maggiorenni figli della borghesia contro il 4,1% dei figli della classe operaia.


Si può iniziare anche da qui a sostituire sogni di pappe e pannolini, con una riflessione onesta sul testimone genetico e sociale di cui vorremmo fare staffetta, chiedendoci se non proiettiamo su altri la nostra realizzazione personale arenatasi sulle sabbie delle nostre incapacità.
Riflettere che il neo-nato non ha chiesto di nascere e potrebbe non ambire a una vita mediocre, di lavoro e frustrazioni, pensionamento irraggiungibile, 30 anni di paranoje (o psicanalisi) per emanciparsi da complessi e manie respirate in famiglia, condizionamenti sociali e declino senescente vario.


Rimando alle politiche denataliste del Dott. Luigi De Marchi per riflettere su altri validi motivi dissuasivi dell’uso scellerato e indiscriminato dell’apparato riproduttivo.



Nella foto: calzature per "loti d'oro": i minuscoli piedi a mezzaluna modellati con fasciature strette e dolorosissime, che conferivano eleganza e rassegnazione alle donne cinesi.

venerdì 25 aprile 2008

nun t'aregge più\ 2


Angela Maraventano è la cittadina di Lampedusa appena eletta al parlamento nelle file della Lega nord. L’elezione l’ha giustamente riempita d’orgoglio e ora può finalmente dirsi onorevole e gonfiare il petto. (nella foto poco prima che gli esploda per il contatto con i tipici fichi d’India della Brianza.)

lunedì 7 aprile 2008

Except Italians



In questi tempi in cui tante conquiste civili vengono messe in discussione tranne, purtroppo, quella dell’America, che in effetti ora che ci penso tanto civile non fu, diamo anche noi il nostro contributo alla reazione: basta col divorzio.
Se vuoi legarti ad una persona deve essere come un diamante: per sempre. Sì, finché finalmente morte non vi separi. Il legame deve essere indissolubile. Le botte, l’impotenza, la pedofilia nulla deve impedirvi di detestarvi per il resto dei loro giorni. Solo così riusciremo ad estirpare quell’istituto teatro di tante efferatezze che va sotto il nome di famiglia, perché solo così eviteremo che i due coniugi, separandosi, ne formino altre.

Questo il modello cattolico, quello in cui crediamo, che a Giuseppe ha fatto crescere un figlio non suo e mantenere una moglie restata immacolata. Non per altri meriti risulta l’artigiano compaia nei santini. Immaginiamo con che potenza avrebbe avvicinato una nuova sposa dopo una vita di truciolato. E quale ulteriore tentazione avrebbe rappresentato la sua ex per un nuovo coniuge meno santo del primo. E il loro figlio, povero cristo, a santificare le feste ora dall’uno ora dall’altra, costretto a fare i miracoli per mantenere la concordia. E così distratto dai suoi doveri, preso a barcamenarsi tra gli alimenti famigliari invece che seguire il suo destino di messia e darsi alla moltiplicazione di pani e pesci per tutti.
Con il divorzio avremmo avuto un crocifisso in meno, non avremo avuto il cristianesimo, non ci sarebbe stata la persecuzione dei cristiani nè le crociate, forse anche la conquista del nuovo mondo, dell’America di cui parlavamo, senza inquisitori non avrebbe portato allo sterminio degli indios.
Mannaggia: metti in discussione una conquista civile e finisci per renderne più civile un’altra.


Vai al Test riservato a cittadini provenienti da paesi avanzati.
(Gli italiani per stavolta stanno fermi un turno)
A quale conquista civile rinuncereste (dovendo scegliere)?

giovedì 3 aprile 2008

lunedì 10 marzo 2008

Bella e impossibile

Rosa Bazzi: «Azouz era pazzo di me»
Mi voleva a tutti i costi, era cotto di me e mi ha violentato. Ha detto che voleva ammazzare l'Olindo e che dovevo diventare sua moglie, che mi voleva portare al suo Paese». È quanto ha raccontato Rosa Bazzi nell'interrogatorio dello scorso 6 giugno, la cui registrazione è stata diffusa in aula lunedì al processo per la strage di Erba.

L'imputata parla della presunta violenza sessuale che avrebbe subito da Azouz Marzouk, che l'ha già querelata per calunnia e in un biglietto scritto al suo legale, lunedì afferma di non aver «mai tradito Raffaella, l'amavo troppo. Il racconto della "bella" signora - ironizza Azouz - non merita commenti e comunque, come è facile immaginare, non è mai stato il mio tipo». (http://www.corriere.it.
10.03.08)

lunedì 3 marzo 2008

Giumbolo for President

Ah!Ah!Ah!Ah!Ah! Eccomi qua! Eccomi qua!
Mi chiamo Giumbolo Giu-giumbolo Giu-giumbolo

Io son felice sempre gongolo e rigongolo
Quando mi muovo io ballonzolo ballonzolo
poi gongolo e rigongolo la notte e il di

Mi chiamo Giumbolo Giu-giumbolo Giu-giumbolo
Io sempre rido quando dondolo e ridondolo
Ma se girondolo io ciondolo e riciondolo
poi gongolo e rigongolo la notte e il di

E quando gongolorollolo divento il simbolorollolo di tutto quellorolollolo che gioia da
E quando gongolorollolo divento il simbolorollolo di tutto quellorolollolo che gioia da
Mi chiamo Giumbolo Giu-giumbolo Giu-giumbolo


Io son felice sempre gongolo e rigongolo
Quando mi muovo io ballonzolo ballonzolo
poi gongolo e rigongolo la notte e il di

Paraponzipo paraponzipo paraponzipera
Paraponzipo paraponzipo paraponzimela


E pera e mela, mela e pera e mela, mela e pera mela e mela e pererò mela mela pererò
Ah!Ah!Ah!Ah!Ah!Ah!


Più affascinante di Sarkozy.

Più credibile del Berlusca

Più simpatico di Veltroni....
Non ho più dubbi su chi votare.

sabato 9 febbraio 2008

Sua Maestà Nessuno (o il fascino di Don Lurio)


Per una vorace curiosa dell’animo umano come me, ieri è stata una serata profittevole. Allegra come una monella sono andata a una festa di Carnevale a Pergine, pregustando on the way un privato senso del proibito, visto che siamo già in quaresima!
Dopo la festa sono andata a bere qualcosa con delle amiche; fuori dal pub ho incontrato un ex collega inglese. E proprio qui viene il bello! Un’albagia britannica che subito mi ha riportato alla mente quello che fra me e me chiamo “effetto Don Lurio” (o Heather Parisi, Mike Bongiorno, sorelle Kessler, o molti altri).
Mi spiego: ho sempre avuto il forte sospetto che se Don Lurio e Heather Parisi fossero rimasti a ballare e cantare negli States, come dire?…. non se li sarebbe cacati nessuno.
In Italia, invece, con una spruzzata di accento americano, qualche parola inventata e una erre arrotolata, il gioco è fatto. Da emeriti Signori Nessuno in cerca di fortuna, in Italia sono diventati STAR!
Con una certa scaltrezza, - va detto -, questo ex collega inglese e vari suoi connazionali che ho incontrato, (insegnanti di inglese, alcuni con qualifiche più o meno vaghe), fanno lo stesso giochino, anche se fra persone comuni. Dunque, forti di un accento inglese che non si attenua, della capacità di pronunciare “Bud-Weiser” e di capire al volo i testi degli Oasis, se la tirano un casino. È comprensibile: l’italiano medio ambisce a parlare bene l’inglese, ma clamorosamente fallisce.

Semmai poi, chi se ne frega se questi britannici non hanno un cazzo da dire, in nessuna lingua? Se dopo 10 anni biascicano un italiano aberrante? e se, come nel caso del mio ex collega, sprizzano l’umanità di un porta-ombrelli? Sono fichi così. E più ci si sentono, più la gente se ne convince. A questo punto vorrei capire le donne che come corte di damine gli sbavano dietro, pur in soggezione. E vorrei sentire il parere degli uomini, schiacciati da un faticoso senso di inferiorità da alleviare nell’alcohol.

Vojo dhui lictttriiiiii dhiiii latcei por piacerroi
È evidentemente un popolo d’èlite: dall’incedere regale e dal maestoso pensiero; fulgido portatore di civiltà su cui radicano e l’ex impero indiano e la moderna società occidentale tecnologizzata. Per tramite di una lingua che oggi tutti dobbiamo conoscere. Ricordo un ex collega inglese, insegnante a Trento molti anni fa: un giorno mi raccontò che dava per scontato che tutti gli parlassero in inglese, qui; e perché mai avrebbe dovuto imparare un’altra lingua, lui?
….. In effetti, è meglio che lascino perdere. I suoi tentativi non erano coronati da successo e ancora mi scompiscio quando penso al corso di spagnolo che seguivo in Inghilterra: fra i suoni distorti emessi dai compagni britannici e le ipotesi vaneggianti per comprendere concetti grammaticali come la differenza fra il genere maschile e femminile applicato agli oggetti, ogni volta mi scagliavo fuori dall’aula come uno Sputnik piegata in due dalle risate – scene convulse che la povera maestrina spagnola avrebbe tanto desiderato condividere. Era un piccolo cottolengo d’élite, I tell you!


Resonant glass*
Dunque oggi, lungi dal subire il fascino di certa scialba presunzione e noiosa condiscendenza, di fronte a questo elemento fenomenale dalla carnagione simil-merluzzo, penso (e ipotizzo con buon margine di probabilità) che spesso in patria sono falliti o emeriti sconosciuti senza grandi chance; senza malizia, è evidente che in Inghilterra sapere l’ABC dell’inglese e dire “Bud Weiser” non è ammaliante dote paranormale, né ti spalanca le porte su una carriera di successo.

Se ne incontrate, Vi invito a smascherarli, a non farvi aggiogare dalla loro supponenza. Semmai, sfruttateli ben bene per rinfrescare il Vostro inglese, datevi un tono da italiano ben pasciuto, chessò, emulate l’aplomb di Lapo El Kan, senza timore dei congiuntivi!

Un cordiale saluto,
La donna Cannone


(*vetro sonoro)

Inghilterra – Brasile: derby del cuore nell’era della globalizzazione


Invece della solita acqua tonica, per una annojata analcolica come me, l’esuberante cocktail exotic fruit, che fa pensare a labbra carnose di un bacio succulento sulla spiaggia o cullati dall’oceano, è stato un toccasana per cancellare la presunzione dell’ex-collega inglese stoccafisso. Vi dirò, rispetto al mio ex collega, (per quanto più basso), Don Lurio sapeva fare la spaccata!



Dalle scogliere di Dover al Pão de Açucar
Fra le suggestioni solleticate dal cocktail esotico, il pensiero è andato al modo di corteggiare di certi uomini brasiliani, (con generosa estensione al continente latino-americano): ho sentito raccontare manifestazioni subitanee di passione travolgente, attestazioni di poetica devozione, promesse di farti sentire una regina, massaggiarti, coccolarti e cucinare per te. Di non accontentarsi di un sogno, lasciare tutto per stare con te…. vulcani in eruzione di poetica lava avvolgente. Fin troppo - per le moderne, razionali, emancipate donne italiane?
In questo derby del cuore, di cui poco capisco, noto, però, che l’irrazionale caliente talvolta ci spaventa, mentre l’algido figo irraggiungibile induce all’adorazione.
Insomma, l’interrogativo si ripropone, in questa epoca di globalizzazione che tocca anche il cuore… Ci sciogliamo per chi mantiene le distanze, adoranti, cotte in brodo di inadeguatezza e giuggiole? Addentiamo panetti di competizione con altre donne, ci rodiamo il fegato ripetendoci non-sarò-mai abbastanza-bella-buona-elegante-intelligente per piacerti nei secoli dei secoli? Oppure crediamo e cediamo alla poesia e alle lusinghiere promesse esotiche?
O ancora: e se invece preferissimo un uomo “medio”, né bello né brutto, né brasiliano né inglese, né creativo o poetico o distante; semplicemente, un brav’uomo che ci dia sicurezza, ci tenga la mano, sia un compagno ed un complice, anche se proprio non ci fa sognare?
Mi piacerebbe sapere quale, di questi approcci maschili, piace alle donne italiane. …Beh, ridimensioniamoci…. Siccome non mi leggono ancora così in tante, diciamo alle donne del nord? Giovani studentesse, o lavoratrici emancipate? Giovani o mature mogli e madri che forse hanno accanto uno di questi modelli? …. O lo vorrebbero?
E i nostri uomini, che ne pensano? Stanno a guardare, cercano di imitare, o si nascondo nella Playstation? Chi mi aiuta a capire?



Vi attendo, e curiosamente vi saluto.
La Donna Cannone

PS: chi vuole, può anche scrivermi privatamente

lunedì 4 febbraio 2008

Trichechi in amore

Capita a tutti di interrogarsi sulle dinamiche che tengono unite le coppie, o che le fanno unire. Spesso ne dibatto con il mio amico, discutendo i casi della vita di amici e conoscenti. Nel tempo, abbiamo formulato diverse teorie. Alcune delle sue mi soddisfano e convincono. Un paio, in particolare, rispondono bene nel spiegare comportamenti di cui non sempre siamo consapevoli. Un'ipotesi gustosa sostiene che – inconsciamente - ci leghiamo a qualcuno per il modo in cui ci fa sentire, per la parte di noi che vi si riflette o il ruolo che ci consente di assumere. Tendenzialmente, una parte che ci fa stare bene, con cui ci identifichiamo con piacere o che ci eleva socialmente. (Ma non è scontato che il ruolo sia positivo). Un'altra osservazione ha colto l'oscillazione fra due tipologie di partner, di solito in alternanza temporale: dal "tricheco" a "frate cionfoli" e vice versa – dalla femme fatale alla ragazzina acqua e sapone, e poi ancora, dal troglo assatanato al manager rigoroso, dalla casalingua libidinosa alla dirigente rampante e così via, in un'allegra e variopinta carrellata di figurine. Più divertente è quando la vita ci sorprende: troglo rigoroso, manager assatanato, casalingua rampante e dirigente libidinosa. Porno prof. Non male. Mentre il Castello del Buonconsiglio si rifletteva nel parabrezza bagnato e i miei pensieri si rincorrevano come goccioline sul vetro, la brezza ne ha sollevato uno nuovo: forse il mio compagno è come sarei io se fossi uomo, e forse anche per questo mi piace e ci sto bene. Certo, le sue gambe son più snelle. Ma porta il 43…. Siamo sicuri che come donna mi piacerebbe? Del resto, io sarei l'Uomo Cannone, quindi saremmo la coppia più bella (ehm, tonda) del mondo.…. Se ogni tanto inciampate in queste elucubrazioni novembrine, annidate sotto le foglie e avete scoperto altre dinamiche che ci legano, perché non ce le raccontate? Nell'attesa, buona notte.

venerdì 12 ottobre 2007

Dalla Cina con amore

Senso di colpa? Follia? Abdicazione alla vita? Amore o panico? International agorafobia? Gelosia della moglie? Del figlio?
Tornare dalla Cina "perché senti troppo la mancanza di moglie e figli", mentre ci potresti scorrazzare per qualche giorno visto che ti ci hanno spedito per lavoro e il lavoro è compiuto... Tuffarti in luoghi, suoni, odori e colori che forse non rivedrai mai invece di risalire sul primo aereo - destinazione finale Grumo a/A, è …normale? L'altra sera sono passata a trovare una giovane coppia di amici, che non vedevo da molto tempo. Nel frattempo gli è nato un mutuo, spuntato un pupo con giardino, son germogliati i fiori Thun alle pareti. Sfumati: i sogni - di gloria e cambiamento, - di carriera e di sfide. Spento: lo sguardo.
Il doppiomento sorregge pensieri in fuga dietro battiti di ciglia, che si divincolano agli sguardi e agli specchi. Di fronte a questa giovane moglie in tuta grigia, le mani invecchiate, la pelle incolore e i capelli a cespugliosa barriera al fascino e al desiderio, arrivata con tutto l'occorrente per un gaudente aperitivo (rigorosamente analcolico) mi sentivo protagonista e spumeggiante come la ragazza del Martini! Masticavo salatini e domande che solo per "buona educazione" non ho fatto ad alta voce (bei tempi quando mi chiamavano intemperante o impertinente!).
Ho cercato la gioia sui volti stanchi. Assente. Ho cercato negli occhi la fiammella dei sogni. Spenta. Ho provato a smuovere le braci, accennando a ciò che so accendeva la fantasia di D.: mollare tutto, cambiare vita e lavoro, andare a vivere in Spagna… . Sospiro. "Ora non si può: c'è il pupo, un mutuo, la casa…… ma ci si può andare in vacanza". D. ha guardato sua moglie. Io stavo all'erta. Come un animaletto che nulla sa di queste vite domestiche (o addomesticate?) e tutto vuole scoprire. Mi aspettavo uno sguardo d'amore. Ho scorto rancore. Giusto un attimo, un baluginio fugace. Perplesso di se stesso, di essere lì, inanellato a un interrogativo "Ma era proprio questo che volevo?". Alle 9pm mi sono lasciata alle spalle i fiori di Thun annaspando per tornare alla vita, assaporarne i rumori e le luci del traffico, pronta a ricatapultarmi nella mia da "pseudo-single". Certo, il bimbo è stupendo. Ma il resto tristemente ordinario, come l'amore non può e non dovrebbe essere. Un po' come l'epilogo che ci aspettiamo quando, smaliziati, chiediamo che succede nelle favole dopo il "vissero felici e contenti". Lo sappiamo tutti che non sono sempre rose, fiori e bollicine di spumante. Che allo stupore e alla meraviglia subentrano la quotidianità e il tran tran, ritmi più blandi e sguardi più stanchi. Eppure avrei voluto prendere il mio amico, portarlo fuori, al fresco, all'aria aperta e scuoterlo; chiedergli se era quello che si era immaginato, se era quello che aveva sognato per sé. Se non a me, che rispondesse almeno a se stesso. Ne ho già visti troppi di neo-mariti fagocitati dal desiderio di maternità, spenti alla vita da un mutuo e dalla "normalità". Sprovveduti neo-babbi, (magari in carriera), sepolti da kg di pannolini pampers. Amiche che si proclamavano "alternative" capitolare su abiti nuziali lunghi e bianchi come la più trita cenerentola, di cui ti rifiuti di andare al matrimonio accampando una scusa che incrina per affetto il tuo essere "dura e pura" – mentre il fronte si assottiglia e ti chiedi quando siano diventate "subdole e omologate donne ragno". Chi ha ragione e chi torto? Chi si è illuso e chi ha mentito? Il mio cuore può reggere a queste delusioni, ma una preoccupazione mi rimane: quanti di loro finiranno per tirarsi i coltelli? Per quanti la macina della frustrazione, della noja, di una vita spenta o sprecata, si attorciglierà come la carica di una molla che scatta in un crimine? Dovrei intervenire? Un cordiale saluto,
La Donna Cannone