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mercoledì 18 agosto 2010
la polizia ipotizza
BOLZANO, 18 AGO - Un uomo di 65 anni si e' ucciso sparandosi un colpo alla tempia sulla tomba della moglie. Il fatto e' accaduto stamani a Bolzano. Il colpo di pistola e' stato udito dai visitatori del cimitero ed e' accorso il custode che ha trovato l'anziano riverso sulla tomba con un foro sulla tempia dal quale ancora usciva un fiotto di sangue. Accanto a lui un pistola Smith & Wesson. La polizia ipotizza che l'uomo sia stato spinto al gesto disperato dal dolore per la perdita della moglie, morta appena tre mesi fa. (www.adige.it)
domenica 13 giugno 2010
martedì 1 dicembre 2009
fatti abbracciare, dai, non fare l'essere umano!
In quella terra piena di noiose sorprese che chiamano Trentino è in vendita il calendario delle cacciatrici. Bionde vestite solo di cartucce? Doppi sensi a cavallo di una doppietta? Pecorine in cerca d'uccelli? Magari.
I mesi del 2010 per chi comprerà questo calendario saranno scanditi da cacciatrici vere o almeno verosimili: nulla di venereo, ancora meno di venusiano, molto di venatorio.
Vecchioni cantava " prendila tu, quella che fa il leasing".
E la bracconiera, chi se la piglia? Il tesoro che si accomoda nel letto e ti racconta di quel bel cerbiatto finito con un colpo in fronte chi la vuole?
Pigliatevela, ma appena s'addormenta, fatele lo scalpo e appendetelo al muro.
PS: A pensarci bene, se fate lo stesso con i cacciatori, va bene lo stesso.
mercoledì 28 ottobre 2009
Dellai: il grande, enorme centro
Il presidente della provincia di Trento, Lorenzo Dellai (nella foto mentre ribadisce le ragioni dell'autonomia) segue Rutelli nel suo nuovo partito. Insieme, per ora, a Pisanu e Tabacci. La scelta, come quando passa un carro di letame in paese, era nell'aria. Il governatore, se riuscirà a disincagliarsi dalla poltrona che una decina d'anni fa gli andava su misura ma ora gli sta decisamente stretta, saprà apportare la sua esperienza in ambito nazionale dove, si sa, da sempre il problema più sentito dalla popolazione sono le aiuole e i gerani ai balconi.
lunedì 26 ottobre 2009
il sole 24 ore scalda solo chi può permetterselo
Anche quest'anno è arrivata la classifica della cosidetta vivibilità.
Quella che dice che in posti come Verbania si sta proprio bene.
Strano, perchè dalle parti delle Alpi si muore di freddo. Letteralmente. Ma questo a quelli del sole 24 ore non interessa. Il loro lettore tipo bada alle piste ciclabili, mica alla pietà della cittadinanza. Così, mentre esce l'indagine, su richiesta del Sacro Cuore il comune di Trento si affretta a togliere delle panchine in una piazzetta dove la povera gente senza un letto rischiava di intaccare l'immagine del capoluogo e farla scendere ancora più giù, oltre il sesto posto, come una Nazareth qualsiasi.
domenica 5 luglio 2009
Felice di spurgare (una canzone d'amore)
Sarei felice di spurgare. Sono io che me lo impedisco, di lasciarti andare? Oggi avrei dato chissà che cosa per sentire la tua voce dietro di me. Parlarmi, sì.
Non certo una di quelle scemenze a voce chioccia che ti esce a mezza gola. “Superficiale” e mentitore a te stesso; che non ti sei presente. Come quando mi hai detto che il funerale di tua madre è costato un capitale. E forse nemmeno come l’ultima volta che mi hai incontrato, (visto che sei arrivato da dietro).
Ma per sentirti dire le cose che mi dicevi. Per poterti parlare.
Per ascoltarti con lo stesso tono e la baguette sotto braccio sul lungomare «kika kika» – kissà perké, per me è sempre stato con la kappa. Mika ke tu me l’abbia mai scritto.
Con le stesse intenzioni.
Sì, forse c’è, adesso, qualke giorno ke non ti penso. Quest’anno, il 23 non ho nemmeno sofferto. Anzi, ci ho dovuto pensare ke era l’anniversario della fine. «Sono guarita», ho pensato.
Ma non era vero.
Ogni volta ke interrompo la vita salti fuori. Sei un dolore nelle ossa.
Ti cerco nel cielo, ti trovo nelle nuvole. Raccolgo pezzi di me nei cirri grigi lassù in cima alle dolomiti.
Mi sto lontano. Mi cerco ma ho paura di trovarmi.
Fantasma, stasera ho indossato quelle righe ke avevamo comprato insieme, quelle ke stavano nel cassetto da 5 estati, con gli orekini di Sitges. E mi è sembrato di impazzire.
Fantasma patetico di una me stessa invekiata e irreale. Le mani alla gola ad ascoltare il cuore.
Mi sono fotografata, oggi, per accorgermi ke i segni ke sento sul viso quando con me ci sono solo io, li vedo.
Una signora russa, una volta, mi ha detto «ti è successo qualcosa». È stata l’unica, ke li ha notati. Non so dove li ha visti. Erano te. Sei tu quello ke mi è successo e ke porto nascosto nel viso. Ke porto addosso e ke frugo tra i rami del melo. Non le senti le fronde del mio pensiero? Non ti kiedi mai se ti penso?
Se con i negramaro cantassi ki pensa un poco a te nell’immensità, sono io. Ekomi. Non manco mai.
Quando non mi vedo, mi dico di nascosto ke cosa darei per tornare indietro? con te ke mi portavi al sole e ti donavi delfino. Lo sapevo ke mi avrebbe stroncato le reni. Ma ho pensato ke ero forte e magari ce la potevo anke fare. Poi stasera, inerpicata dentro i sassi e le onde ferme, ho avuto paura a salire nei boski dove mi dicono ke sei andato a abitare.
Allora, sono tornata indietro e mi sono messa a scrivere.
Spero solo ke questa pagina mi strappi il cuore.
DC
giovedì 14 maggio 2009
trentino: amore per la natura
TRENTO - È accusato di maltrattamento di animali un uomo residente a Spiazzo accusato di aver importato cuccioli di razza labrador. Animali che poi un bolzanino avrebbe sottoposto «a comportamenti insopportabili per le loro caratteristiche etologiche». Un giro di parole con cui il pm bolzanino Guido Rispoli intende indicare l'utilizzo di quegli animali per film del genere zoo-pornografico, cioè con donne che hanno rapporti sessuali con cani.
mercoledì 6 maggio 2009
bastard sons of Italia
I trentini sono schivi, saggi e con i piedi per terra. Sanno benissimo che al di là dei fuochi di artificio berlusconiani, c’è una realtà che ogni giorno diventa più dura e difficile. Ragionano con la loro testa e capiscono che le cortine fumogene non riusciranno a nascondere gli effetti concreti sull’economia reale delle previsioni europee a meno di quattro, 4 per cento di Pil, e a più 113 per cento di debito pubblico. E che se non ci si da da fare, almeno localmente, con una buona amministrazione, si rischia grosso. Nel 1915-18 facemmo una guerra per l’annessione di Trento all’Italia. Che si può fare oggi perché l’Italia tutta sia annessa a Trento?
(Camilleri, da http://www.unita.it/)
lunedì 2 marzo 2009
la scoria siamo noi
A tenere banco nell'ultima settimana sui giornali nazionali è stata la reintroduzione del nucleare in Italia. Su quelli trentini sempre di energia si è parlato, l'unica di queste parti: i finanziamenti statali. Che il ministro Calderoli ha stavolta bloccato. Al senatore Divina, trentino, un quotidiano locale attribuiva l'indicibile: "quei soldi servono a Roma."
In effetti l'autonomia trentina è in bilico. In una recente puntata di Ballarò riusciva dove crisi, giustizia e riforma costituzionale non riuscivano: mettere d'accordo governo e opposizione.
Nessuno però ha proposto una soluzione in grado di salvare, come si dice, capra e cavoli.
Andiamo con ordine.
Tempo fa un reportage ha mostrato la centrale di Chernobil e le mutazioni genetiche delle creature che popolano il bosco della regione. Perchè le centrali nucleari sono sicurissime, si sa.
Eppure, chissà perchè, vengono costruite in zone quantopiù disabitate e remote, spesso ai confini. Si dà il caso che di centrali Berlusconi ne ha annunciate quattro, e che subito diversi amministratori locali abbiano negato la disponibilità delle loro regioni e provincie ad ospitarle.
Cosa meglio del Trentino, allora: remoto, disabitato, alle estreme propagini dello stivale? Se i reattori li maneggia Homer Simpson perchè non i conterranei dei Bastar sons of Dyoniso?
Sono le scorie, il futuro del Trentino. O la fame, in alternativa.
venerdì 1 agosto 2008
signorsì
Altrove le elezioni amministrative si annunciano con lampioni e marciapiedi: a Trento, patria dell’allegria, con monumenti e lapidi.
Ad essere commemorato da oggi con una stele su un muro del municipio è il sacrificio cui tutti noi ogni mattina torniamo con la mente, e dal cui esempio tanto attuale ricaviamo una spinta al nostro vivere: i caduti del 15-18.
Un modo di esaltare la pace che ricorda quello di Bush di esportare la democrazia. Ragnatele a parte. Ma, si dirà, quei martiri hanno difeso l’Italia, i sacri confini, l’integrità della nazione.
E che c’entra l’Italia? La lapide è sì ai soldati, ma a quelli dell’esercito austriaco.
Mi spiego: a pochi metri da una vecchia lapide che in effetti elenca alpini e fanti ne è stata scoperta una che ricorda i loro avversari. Nei due elenchi potrebbero esserci coppie di vittime e carnefici, se il caso lo volesse.
C’è da chiedersi come mai all’inaugurazione non si sia fatto vedere Veltroni.
Segno di riconciliazione fra confinanti? A pensarci bene piuttosto quel combinato disposto commemora chi da qualunque parte, e da chiunque venissero, ha eseguito gli ordini. Ci urge allora segnalare alle autorità che dal marmo manca un nome, da aggiungere quanto prima, non appena cessi la sua pena di vivere: Priebke.
mercoledì 23 luglio 2008
lunedì 21 luglio 2008
hasta l'autonomia siempre
Siccome, lo dicono gli indici della qualità della vita, a Trento non manca nulla, da qualche tempo chi arriva nel capoluogo non può non imbattersi nel centro sociale Bruno, così intitolato in onore di un orso, evidentemente ideologo dei ragazzi asserragliati nella struttura, a quest'ora probabilmente strenuamente presi dalla lotta per un torneo di bigliardino.
Loro forse il merito di aver decorato lo stabile con un maestoso ritratto del plantigrado cui la porta fa anche da muso. Al di sopra di esso i tinteggiatori non hanno tralasciato di precisare, in caratteri blu: CENTRO SOCIALE PER L'AUTONOMIA.
Sapevamo che si può morire per Danzica, la libertà o la Juventus, ma questi Enrico Toti della gestione locale dell'IRPEF li ignoravamo.
Regioni come la Sardegna o la Val d'aosta sono autonome perchè particolari; il Trentino è particolare perchè autonomo. E' stato il regime fiscale a permettergli un benessere che lo distingue dal quello stivale che nelle classifiche UE duella con la Grecia.
Come con la tetta della mamma, i trentini all'autonomia si sono ovviamente affezionati, tanto da dichiararlo con meno vergogna di quanto facciano i siciliani quando proclamano la loro fedeltà alla mafia.
A supportare questo sentimento, a nascondere le legittime motivazioni di tornaconto un apparato ideologico provvede a esaltare piatti, bellezze e personalità locali, da miss Italia allo Speck a Segantini. Fino a ficcare la parola Trentino nella linea dei bus, nella società che eroga l'elettricità, nel quotidiano più diffuso.
L'aquilotto simbolo di questa provincia che prima dell'Autonomia registrava molti casi di pellagra e oggi di sportelli bancari compare dappertutto: sui tombini, sulla carta intestata, sui aiuole, sui paletti degli spartitraffici.
Solo folklore? Non proprio se un cittadino italiano prima di avere il diritto di voto alle elezioni amminsitrative da queste parti deve risiedervi da almeno cinque anni.
Un fortino, più che una provincia. Un angolino esclusivo. Per entrare a far parte di questa Montecarlo nostrana paesini confinanti che mezzo secolo fa optarono per appartenere al Veneto o per la Lombardia rivendicano le comuni radici. Anche di mele, patate e fagioli.
A fronte di tanta opulenza la nostra è in fondo una curiosità da quattro soldi: chi paga le bollette del centro sociale? Chi permette che uno stabile in centro sia destinato a quell'uso?
Il centro sociale è sicuramente l'unico luogo di incontro e di confronto culturale della regione ma la domanda resta.
A essere capziosi potremmo domandarci cui prodest e risponderci ancora una volta la Provincia, l'ente ammministrativo che forse col governo Berlusconi si troverà a trattare per la prima volta con l'Italia finalmente dalla pari, come con uno Stato estero, e non come una remota colonia da mungere.
domenica 20 luglio 2008
il fine del fine
Un altoatesino - per nome il rumore di una parete che si sbreccia - è precipitato in Asia da una montagna che stava scalando. Il fine pare fosse trovare una nuova via per la cima. Perchè, le altre erano intasate? C'erano dei lavori in corso? Stavano costruendo la 4a corsia?
Vista la ressa per raggiungerla, quella cima, il fine del fine francamente sfugge.
Speriamo non sia sfuggito al diretto interessato, cui il senso di tutto la montagna deve alla fine averlo rivelato, salutandolo con l'eco del suo urlo.
(Nella foto, un precipitato)
venerdì 30 maggio 2008
Dalle favelas alle Dolomiti ….

Riceviamo e pubblichiamo con piacere
Besenello (TN), 29/05/08.-
“Ma se il governo vede che questi piccoli progetti hanno così tanto beneficio per i bambini, perché non interviene? Dovrebbe occuparsene …” chiede una signora in sala. Ci pensa Aurinelia a chiarire un po’ le cose. Il viso dolce, incoronato da riccioli neri, grandi occhi languidi, il suadente mix di italiano e portoghese brasiliano si insinua fra logica e irrazionalità, accompagnando le fotografie dei bambini del Projeto A sullo schermo: a scuola, mentre giocano, mentre festeggiano natale con un italiano improvvisatosi Papà Noel; a mensa; scorci di favela e di spiagge dorate…
Il “Projeto A - Casa de aprendizes da auto-estima” è figlio della caparbia visione di Aurinelia e di alcune ragazze trentine soce di Tremembè Onlus, associazione che si occupa di solidarietà internazionale e turismo responsabile nello Stato del Cearà, (nord-est del Brasile). Il progetto è un doposcuola rivolto a bambini e bambine del Conjunto Palmeiras, quartiere favelado di Fortaleza, (capitale del Cearà) per sostenerne l’alfabetizzazione e l’apprendimento, nella convinzione che la consapevolezza di sé e del proprio ruolo nella società, dati da un'istruzione adeguata, possono generare il cambiamento. Avviato nel 2007, oggi il Projeto A ospita 40 bambini e bambine di 6 e 7 anni, che oltre all’alfabeto e a materie di base, apprendono anche l’autostima, intesa come possesso degli strumenti per diventare cittadini attivi. Attività ludiche e culturali si abbinano all’insegnamento di comportamenti igienici e alimentari sani, di diritti e doveri, coinvolgendo anche le famiglie.
L’appuntamento di Tremembè si inserisce nella Rete Internazionale delle Donne per la Solidarietà organizzata dalla Provincia di Trento all’interno del Festival dell’Economia.
Aurinelia incarna il cambiamento e storie di riscatto e speranza. C’era un bambino di 11 anni, che lui, al Projeto A proprio non ci voleva andare! La sua mamma insisteva. Ma lui non voleva imparare a leggere e scrivere. Io voglio imparare a usare la pistola! - diceva. Essere grande, essere “uomo”? Come i ragazzi di 11 e 17 anni che armati di pistola qualche settimana fa hanno fatto incursione fra i banchi di scuola, minacciato maestre e bambini, terrorizzato, rubato? Alla fine quel bambino ci ha preso gusto, al Projeto A, e ha disegnato persino dei fiori, “anche se non sono robe da uomini”!
“Per questi ragazzi imparare a leggere e a scrivere non è un valore – prosegue Aurinelia - i bambini negli stati poveri del Brasile sono tanti, troppi. A scuola non c’è spazio per tutti. E mentre nel Sud ricco, industrializzato e tecnologicamente avanzato anche il sistema formativo funziona, nel nord è incancrenito. Diversi sono gli interessi del governo: a sud, dove ci sono imprese e industrie, c’è bisogno di gente istruita da inserire nel mondo del lavoro per portare avanti l’economia. Viceversa, il governo ha tutto l’interesse a mantere nell’ignoranza i milioni di elettori analfabeti del nord, ignari dei propri diritti e doveri, che si lasciano incantare da show, regalie e promesse elettorali. Un popolo analfabeta fa comodo. Lo governi come vuoi”.
“Per questi ragazzi imparare a leggere e a scrivere non è un valore – prosegue Aurinelia - i bambini negli stati poveri del Brasile sono tanti, troppi. A scuola non c’è spazio per tutti. E mentre nel Sud ricco, industrializzato e tecnologicamente avanzato anche il sistema formativo funziona, nel nord è incancrenito. Diversi sono gli interessi del governo: a sud, dove ci sono imprese e industrie, c’è bisogno di gente istruita da inserire nel mondo del lavoro per portare avanti l’economia. Viceversa, il governo ha tutto l’interesse a mantere nell’ignoranza i milioni di elettori analfabeti del nord, ignari dei propri diritti e doveri, che si lasciano incantare da show, regalie e promesse elettorali. Un popolo analfabeta fa comodo. Lo governi come vuoi”.
Chi desidera può contribuire sostenendo il Projeto A con un’adozione a distanza: con soli 50€ all’anno si coprono i costi per un bambino/a.
Ecco come fare:
I contributi, detraibili fiscalmente, vanno versati tramite bonifico bancario a:
Associazione Tremembé Onlus
Cassa Rurale di Trento 08304 01808
Cod. IBAN: IT63 K083 0401 8080 0008781416
causale: Projeto A
Ecco come fare:
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Cassa Rurale di Trento 08304 01808
Cod. IBAN: IT63 K083 0401 8080 0008781416
causale: Projeto A
Tutti gli sviluppi dell’attività saranno comunicati e documentati tramite mail o posta, comunicandoci il vostro indirizzo via mail o telefono.
Contatti Lara Lupato: cell. 340 7739382
Laura Adami: cell. 349 8900966
e-mail: projetoa@tremembe.it
http://www.tremembe.it/
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AD
mercoledì 30 aprile 2008
cronache trentine

Di tanto in tanto Trento balza agli onori delle cronache. Cronache che nel resto d'Italia sembano marziane: la qualità della vita scandinava, la lingua tedesca, un consigliere comunale africano.
Tra circa un mese sarà la volta del festival dell'economia che a Trento ha trovato il suo scenario ideale: a proposito di soldi da nessun'altra parte oggi ci sarebbe da festeggiare.
Quest'anno poi il tema è "democrazia e mercato", praticamente il diavolo e l'acqua santa.
Per intanto del Trentino si parla a proposito del Festival del cinema di montagna. Un'occasione per saccheggiare le casse senza fondo della Provincia autonoma senza che nessuno si chieda come mai non esista un festival del cinema della pianura, della collina, dell'allegria o delle zolfatare. Probabilmente perchè queste cose nella cartina del Trentino mancano. Ma molte altre sono presenti: proponiamo allora un festival del provincialismo, che riassuma in un solo colossale evento la serie di fiere, cori e filodrammatiche che appestano quest'incontaminato angolo di cartapesta.
venerdì 25 aprile 2008
nun t'aregge più\ 2

Angela Maraventano è la cittadina di Lampedusa appena eletta al parlamento nelle file della Lega nord. L’elezione l’ha giustamente riempita d’orgoglio e ora può finalmente dirsi onorevole e gonfiare il petto. (nella foto poco prima che gli esploda per il contatto con i tipici fichi d’India della Brianza.)
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lunedì 21 aprile 2008
amor

Mercoledì prossimo 23 aprile grande appuntamento per il volley di Trento che dopo la vittoria della gara 1 affronta la Roma fuori casa. Non siamo in grado di fare pronostici e l’atmosfera bipartizan ci impedisce di tifare. Aggiungiamo solo che da indiscrezioni pare certo che dopo la partita il nome di una delle due città rappresentate letto al contrario sarà otnert.
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mercoledì 2 aprile 2008
Valorizzare il Trentino
Milano e Torino sono il distretto delle industrie, Venezia e Firenze offrono bellezze architettoniche, la Romagna la sua vita notturna, la Toscana e l’Umbria il loro paesaggio e la loro gastronomia, la Sardegna le sue coste; come la Calabria, come la Puglia. In Campania gli scavi di Pompei, la reggia di Caserta, la costiera amalfitana, le isole e il Vesuvio sono la meta di turisti e studiosi.Ogni regione prova a valorizzare quello che ha. In Trentino Alto Adige ad essere valorizzata è la montagna, e difficilmente potrebbe essere altrimenti.
Valorizzare equivale a dire ricavare degli introiti economici. Finora qui dalla montagna sempre e solo col turismo. Ciò talvolta a scapito anche dell’ambiente: tralicci per impianti di risalita, parcheggi alle partenze delle cabinovie, boschi abbattuti per disegnare piste.
Eppure quello che al turista si offre è la natura: boschi e vallate intatti, solcati da qualche sentiero, da qualche strada ferrata. Dove passa al massimo qualche escursionista e qualche cerbiatto. Niente automobili, niente roulotte, niente camion.
Un posto dove i camion non possono transitare è anche la discarica di Pianura, in provincia di Napoli. La discarica, chiusa anni fa, è stata coperta da uno strato di un metro di terra. Si è formata una collinetta non diversa da tante altre, se nonché lì i camion non possono passare. Cura per l’ambiente? No, legge fisica: l’immondizia sotterrata cede e i camion sprofondano. Lo si è verificato in questi giorni, quando si è provato a riaprire la discarica.
Camion né qui né lì, quindi. Da questo fattor comune viene spontanea un’idea che umilmente proponiamo. Un modo nuovo di valorizzare la montagna, comprese le tante – o ormai poche – valli sfuggite ai piani turistici, quelle troppo impervie o non attraenti, quasi sempre disabitate: sotterrare lì i rifiuti, non solo campani ma di tutto il paese.
Dopo degli opportuni scavi e sondaggi, è ovvio. Preliminarmente, dai nuovi siti si potrebbe estrarre il materiale edilizio tanto pregiato di cui la nostra regione va giustamente fiera. Il profilo delle Dolomiti ne resterebbe così intatto, eccetto per i crepacci finalmente colmati.
Il risultato sarebbe una montagna sicura e altrettanto attraente. Sarebbe un modo nuovo, per il Trentino, di valorizzare la montagna. Sarebbe un modo vero, per il Trentino, di essere utile all’Italia.
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