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domenica 31 luglio 2011

2_d_2 (o troppa grazia per il popolo bue) § I

§ 1. Scaglio la prima pietra
Ho visto cose che voi nonesi non potevate nemmeno immaginare...

Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 1881
Fa freddo e piove, in questa sera di estate.
Nelle case buie la gente dorme.
Dentro un fienile, solo pochi, seduti sul paglione, fanno filò.
Luce fioca, notizie di matrimoni, pettegolezzi sulle nascite, su qualche morte. Leggende? Chi racconta di Mezzolombardo, a 20 chilometri da macinare a piedi su strade sterrate, un altro è andato in bicicletta (di ferro, pesante), lungo il Noce, fino a Lavis - "ma, no, lì no l'è pu' el Nos, gh'è l'Avisio".
I più fortunati si muovono seduti su un carro di buoi.
E Trento? Come sarà? Nessuno, intorno al paglione, lo sa.
Bisogna aspettare domani, per chiedere al Bepi.

Segno di Taio (Val di Non) - 23 luglio 2011
Lo stupore che ci sgrana gli occhi appena entrati, in una sala del Museo Kiniano, per i colori dei costumi - rossi verdi dorati e così brillanti – per i mascheroni arzigogolati.
Il gruppo folk Kathakali, del nord dell'India produce un suono assordante con due piccoli tamburi e lo sbatacchio di due grossi sonagli in metallo pesante, mentre in sottofondo va la nenia cantata da un brahmino. Due uomini travestiti da uomo e da donna o forse archetipi di un amore contrastato o forse agghindati da divinità, si muovono, agitano una spada e ogni tanto lanciano gridolini.
Lo stupore presto cede il passo a un terrore annojato. Con sgomento ci guardiamo, le mani sulle orecchie.



rimgrazio Victor per le foto

L'ultima danza è un girotondo - uomini e donne avvolti in teli modesti, a piedi nudi – girano per mano e cantano. Un po' come facevamo all'asilo, e come ho visto fare agli indiani Sioux, e ai brasiliani. Valeva la pena farli volare dall'India (e a spese di chi?) per fare un girotondo? Alziamo i tacchi. Sgomenti.
I decibel pacati della pioggia di notte sono balsamo per le orecchie.

Casa dolce casa
Solo attraversando un ponte mentale che dal 1800 viene al 2011 apprezzo il portato di "Note comuni, identità diverse" organizzata dal Cinformi dell’assessorato provinciale alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza in collaborazione con Trentino Mondial Folk e con le amministrazioni locali.
Chi, nel luglio di 100 anni fa nella frazione nonesa di Segno, sapeva cos'è l'India. E dov'è. Nessuno desiderava la musica indiana. Nessuno si chiedeva che faccia avesse, un indiano.
E perché avrebbe dovuto?
Nel 2011, guardo il pubblico: nonesi con le birkenstock e donne e bambine indiane in coloratissimi abiti, mamme nonese si alternano nelle poltroncine a uomini col turbante, credo siano sikh.
Che cosa penseranno, i nonesi in sala?
E cosa, questi indiani radunati in un piccolo paese della Val di Non?
Pensa ognuno un rassicurante "casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu sei sempre una badia?"
In hindi (forse) : मेरा घर, मेरा घर, छोटी सी लड़की हो, तुम हमेशा एक अभय हैं

Nascerà poi l'amore, fra un noneso adolescente e una giovane indiana?

23 luglio 2111
Sincretiche danze folk noneso-indiane muovono danzatori mulatti sullo stesso palco.


DC
(to be continued...)




domenica 20 marzo 2011

Tuti i tortei del presidente

Dellai gioca al gioco lanciato da Saviano: dieci cose per cui vale la pena vivere


LORENZO DELLAI

1) La torta de patate
2) Un coro alpino che canta "Signore delle Cime" al rifugio 12 Apostoli in Brenta
3) Vedere Gerusalemme al tramonto
4) Lo slalom parallelo Gustav Thöni - Ingemar Stenmark del 1975
5) Le Beatitudini (Discorso della Montagna) Vangelo secondo Matteo
6) Una canzone di De Andrè ascoltata in auto mentre guidi sotto la neve
7) Vincere le elezioni senza raccontare palle agli elettori
8 ) Svegliare tua figlia (la più piccola) dopo averle preparato la colazione
9) Fumare una sigaretta dopo aver fatto l'amore (soprattutto se hai smesso di fumare)
10) Chiedere ad un passante un commento a proposito dell'ultimo polverone giornalistico e sentirti dire: ma di cosa stai parlando?



sabato 16 ottobre 2010

Nessuno spiraglio per Travaglio

Venerdì 15 ottobre alle ore 17.30 in un'aula del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Trento l'associazione Ad personam TrentoAttiva organizzava un incontro per parlare di legalità con il giornalista Marco Travaglio, introducendo il suo ultimo libro “Ad personam”



Peccato la sala contenesse solo 250 persone. Abbiamo visto girare numerini come quelli del supermercato; e dopo aver teso il collo per capire in che condizioni fosse la calca fuori dalla porta, ce ne siamo andati.

Travaglio ci è parso inutilmente borioso, come oratore, 3 anni fa, in altra sede e altra occasione trentina.
Ma - per amore o intolleranza, condivisione o opposizione, se mette piede nel vacuum di Trento, andare a sentirlo è un obbligo morale.
E allora diciamo pure che una sala con 250 posti a sedere e poche decine in piedi per Travaglio è una pagliacciata organizzativa.

Saluti apneici,
DC

lunedì 11 ottobre 2010

Trova le differenze (socialismo o barbarie?)

1. Fermati tre rumeni, è la banda delle slot

(...) erano pendolari in piena regola, come tanti studenti, operai, impiegati. Ma il modo dei tre rumeni - tutti di età compresa tra i 20 e i 25 anni - di fare il loro mestiere era abbastanza diverso, tutto sui generis e assolutamente criminoso. Partivano dall'hinterland milanese, arrivavano in Trentino e una volta in stazione, attendevano facesse buio per poi puntare a bar e locali.



2. Stipendi in Trentino spa Rossini il più pagato(...) Attualmente, dopo il licenziamento del direttore generale Claudio Miorelli, a Trentino spa sono in tre.


Nel 2009 a guadagnare più di tutti è stato Maurizio Rossini, responsabile dell'area marketing, con uno stipendio lordo annuo di 137.084 euro e una paga netta mensile di 5.177 euro. Un gradino sotto si colloca Paolo Manfrini, il dirigente dell'area pubbliche relazioni e comunicazione al quale viene applicato il contratto collettivo nazionale dei giornalisti e che l'anno scorso ha portato a casa 124.207 euro lordi (4.734 euro netti al mese).

martedì 31 agosto 2010

Much Ado About Nothing? (per una fettina di culo in più)

SMS di S.C., 31.08.2010 ore 18.45: «cattolici: le ragazze vendono la fede a 80euro. islamici: forse a 60 o 100 euro. Che animal farm»
risposta con lettera aperta

in questa Nsima serata di nullità 3ntina, in attesa che l'autunno ricarichi le molle delle associazioni culturali, cineforum e corsi vari, cosa rimane se non meditare sulla vanità?
La vendita della fede e degli altari - religiosi o politici, fa poca differenza.
Mi scosto e godo il circo - i veri freaks - e come tali, vanno facendo clamore nel circo delle parole - spudorate - pornografiche, in un'arena che trascende i confini dei mondi.


mi posso concedere il lusso di una spolverata alla clavicola come fossero forfora? se nulla si può fare - come cittadini - Se nell'enclave dei professionisti dell'indignazione siamo inermi.
Se nemmeno questo ci scalfisce nell'etica quotidiana.

Forse dovrei prendere lezioni di filosofia.
Quasi ogni giorno mi accanisco su un bilancio esistenziale - Ma ogni giorno è troppo. La tessitura di parole è a volte meno soddisfacente di una sciarpa fatta all'uncinetto.

Scavo sabbia di parole e preferirei fosse solo sabbia. Avere 5 anni, fare castelli sulla spiaggia, invece di.

allora, in tutto questo can-can di berlusconi e gheddafi e lapidazioni e condanne a morte e inondazioni e miniere che crollano, varrebbe più la pena stare fermi. Non dire niente. Urlare di silenzio.

e in questa luce di vanità, non ti sembra abbia più senso l'azione di chi vende la fede a 70 euro? - un fardello non richiesto ereditato con la vita e la ''cultura'', (come altre mille incombenze, non scelte, così come non si sceglie di nascere). Che almeno serva a qualcosa. Che almeno frutti una manciata di euro.


non credi possa essere un sollievo appendere al braccio di un altro le responsabilità della propria esistenza?
E farlo a viso aperto, davanti ai media di tutto il mondo, una fettina di culo in cambio di pochi spiccioli, è più divertente e audace da guardare dell'ipocrisia e dei moralismi scandalizzati da polverosi secoli. E, da secoli, inutili.

O no?
DC












lunedì 23 agosto 2010

Tradizione è...



 
accanimento terapeutico per tenere in vita cose persone abitudini morte



 

adesso mi spiego questa morte civile locale



 

e la puzza che c'è.














sabato 21 agosto 2010

Imbeccilli a vagonate

Punto imprecisato sul binario Rovereto -Trento (direzione nord)
Ore 20.41



5 minuti prima di scendere dal treno passa il capotreno - è dalle 18 che si congela nello scompartimento e la mia richiesta - verso le 19 - alla capa-treno, di diminuire l'aria condizionata non ha sortito effetto.
a Verona è salito un gruppo di vacanzieri trentini - una giovane dal dialogo inconsistente ripete con il tono da comare che sarà tra qualche anno ciò che dicono i suoi amici - un ragazzo più digiuno di lessico che canederli elenca ciò che mangerebbe, commentando ''super - figo - super - figo . wow. - super'' (ma come parlaaaaaaaaaa? Ma come parlaaaaaaaaaaa?)


Occhieggio insofferente. Ripiombo nel libro
la comare giovane decanta la minestrina in brodo e la perizia del padre che commercia su
e-bay cartoline di Aldeno.


cerco comprensione nelle pagine di Orwell, ma la concentrazione è frastagliata dall'eco di uno sfogo rabbioso di una donna africana in fondo allo scompartimento.
Con nonchalance uno dei vacanzieri trentini si scaccola un piede.

Canterei con Battiato
«...dalla forma della testa leggo
che il tuo contributo all'evoluzione umana
è nullo.
Esistenza vanaaaaaaaa.
Vacua ripetizione di gesti, con le ciaspole ai piedi o le mani
ai fornelliiiiiiiiiiiii».

il treno è in ritardo - la gola si infiamma -
ho attraversato 4 scompartimenti per trovare un bagno. Lercio, serratura malfunzionante, senza acqua.
il disgusto trotta con la locomotiva.


alle 20.40 compare un capotreno - Lo fermo e chiedo se gli sembra normale farci congelare con l'aria condizionata fino alle 9 di sera – La spegne. Ripassa nel corridoio con aria colpevole. Lo sguardo altrove.


5 minuti prima di scendere lo raggiungo nel suo gabbiotto.


Lo apostrofo più civilmente che posso «Secondo lei, è normale viaggiare in queste condizioni?» gli chiedo. E enumero. «In base a cosa la sua azienda giustifica l'esborso del biglietto? E se mi viene la bronchite, a chi mi rivolgo? A Trenitalia?»


«Lo so, lo so» - mi dice scuotendo le braccia. Assomiglia a Mr Bean, ma la sua risposta non fa ridere.
«Ha ragione - ma io ho trovato il treno a Verona in queste condizioni e nessuno mi ha detto niente..»


Appunto.
Popolo di bestie. Vagonate di imbecilli. Cicisbei più interessati alla marca delle mutande che all'evoluzione della società civile.


Meritate il carro bestiame? Io però mi rifiuto di viaggiare in 1° classe per avere condizioni (forse) dignitose.


«Io cosa posso farci?», ripete varie volte il capotreno - «Avete più potere voi» - intendendo che come clienti insoddisfatti dobbiamo farci sentire. Nuova partita al giochino italiano di non assumersi responsabilità: vorrei vedere le clausole del contratto di lavoro di un capotreno.


mentre attraverso piazza Dante smadonnando e ricordando N episodi analoghi, alle mie spalle da un nugolo di uomini radunati su un fiasco di vino gracchia una voce che invita me e la ragazza che mi cammina accanto a trascorrere la serata in allegria.
«Smidollata» mi dico - Non lo farei mai e brucio nella sigaretta pulviscolo piccolo borghese.

Poche pagine fa Orwell mi raccontava le sue giornate tra barboni poveri ubriaconi e disoccupati - Cosa scriverebbe oggi, su un blog?
 
 
 









giovedì 19 agosto 2010

Ordinanza antidegrado? via la Moratti e il vicesindaco di Milano

(...) La nuova bozza di ordinanza, annunciata dal sindaco, che da lunedì 16 agosto per due mesi prevede di estendere le misure restrittive per kebab, bar e ristoranti, ma anche acconciatori, estetiste e centri massaggi, a quella fetta di città ribattezzata per l'occasione «Area Corso Lodi», non supera l'esame di Epam, l'associazione milanese dei pubblici esercizi aderente all'Unione-Confcommercio. «Il coprifuoco - dice Lino Stoppani, al termine della riunione di categoria - non può essere la soluzione al degrado. Sposta i problemi da un quartiere all'altro. Alimenta il nomadismo. Chi trova chiuso un locale al Corvetto si sposta duecento metri più in là». (....)


http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_agosto_13/corsolodi-damico-1703569664921.shtml

http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/10_agosto_16/corsolodi-ordinanza-1703588978996.shtml?fr=correlati#

Ne senti uno rendersi conto che l'ordinanza del vicesindaco è _anche_ un assalto all'operato della Camera di Commercio e al diritto commerciale che tutela gli esercenti?
No.
Sì.
Ne sento uno dirlo - ed è bengalese.

Voglio un'ordinanza antidegrado che mandi al macero i peggiori cervelli italiani
Grazie

martedì 27 luglio 2010

nelle trincee della mente

Gli assalti a colpi di becera ignoranza & razzismo sono all'ordine del giorno
E mietono successi.

Per iniziare la settimana, mi dissocio - con grosso schifo - per esempio, dalle centinaia di sub-umani che nella provincia dove abito hanno espresso parere contrario:

Sondaggio de L'Adige

Il sindaco di Rovereto vuole cancellare l'ordinanza anti-accattoni. Sei d'accordo con lui?

Sì     38.70%

No 61.30%

Totale Voti: 1491


Spero che la crisi se li porti via. Inginocchiati in periferia a mendicare, li voglio vedere.
Ossequi
DC



 

lunedì 15 marzo 2010

Sarà ma non ci credo

(post antifemminista e dunque impopolare)



le nostre prigioni

da mesi mi rullano attorno i tamburi delle nuove femministe. Dall’arredamento agli orari delle riunioni di lavoro, mi martellano - ecologiste, pacifiste, scrittrici, registe. Cavalcano la differenza di genere. In tutte le salse. Sotto uno stendardo che fatico a comprendere.
sarà che non vivo situazioni di sciovinismo maschilista?
sarà che ho difficoltà a capire quando le donne affermano «scriviamo meglio» «siamo più sensibili», «siamo percorse da ritmi naturali sintonici con la madre terra», «creiamo parole come fossero percorsi di gravidanze». sarà…

o forse è che conosco sia donne sciocche, ottuse, profondamente maschiliste che uomini sensibili dolci intelligenti premurosi gentili colti raffinati e stupendi?
A mio modo di vedere, ogni limitazione di genere, dal circolo gay a quello femminista, è una chiusura a rischio di auto-ghettizzazione.

sogno un essere umano bisessuale di default
dalla nascita

che dia corso all’affermazione di una bisessualità e di un bi-amore veramente libero. L’affrancamento da stantii e sciocchi canoni di “normalità”. L’affermazione di una semplice “umanità”. Immune al perbenismo. Scevra di divieti e ipocrisie.

Tempo non più perso dai genitori per inculcarci quel che non/si fa – non/si dice – non/sta bene. Anni da godere vivendo, invece di sfiancarci brancolando per liberarci da quello che ci hanno inculcato e ritrovare noi stessi.

Credo sarebbe un bel progresso, superare con un balzo tutte le sciocche e logoranti lacerazioni. Credo anche che, in nuce, questa possibilità risieda già dentro di noi.

venerdì pomeriggio ho ricevuto una specie di dichiarazione tanto estemporanea quanto inattesa. Da un uomo “folgorato” dalla mia comparsa.
sabato sera una ragazza incontrata per la prima volta, a casa di amici, mi ha confessato «Te lo devo proprio dire: mi sei piaciuta subito. (...) mi ti farei seduta stante».
adoro quando la vita mi sorprende.
DC
 
 
 

venerdì 5 febbraio 2010

compleanno



Strapperei l'urlo a un gabbiano per confonderlo e arrogarmi il suo diritto di urlare nel cielo.
DC

Ancora - sbagliando – ho appeso alle tue braccia l'attesa di essere felice. Le mie sono

stanche ma tu procedi, senza di me.  Oltre la porta richiusa sull'eco prestato alle tue parole. (Che t'importa? Mi hai aiutato a scardinare sovrastrutture e ipocrisie).
A che serve ridirti che a volte pesa di più, la solitudine?
Macinata nel ronzio idiota della radio al piano di sopra, e nelle vocette di bambini nella neve. Lancinante e mai calcificato. Dolore.
Strapperei l'urlo a un gabbiano per confonderlo e arrogarmi il suo diritto di urlare nel cielo.

Sulla tastiera, cocci di parole.
Mattoni di sillabe sfracellano dal calendario – com ple an no – an ni ver sa rio – a mo re – sotto gli occhi miei e molli. Non dette taciute confuse intorpidite lastricano il tratturo e io mi fermo. È arido e secco e io lo so, che è colpa mia. In fondo. Ma senza paratie non ho saputo arginare la slavina di me stessa ineluttabile.

E che cosa festeggiare non mi è chiaro. Non ho uno slancio non ho obiettivo, per questo sforzo di una diffusa allegria e di un sorprendente gaudio. Dello smantellamento singolo e preciso dei capisaldi della tradizione che mi ha covato, a volte, e di nascosto, mi rammarico. Patetica sosia e triste, di un clown. Solo e vecchio. Ogni ora il collo è più curvo. Il passo gravoso e il cerone più spesso. Spesso e grosso e unto e fangoso, mappa dei rilievi sulla faccia. Odio, in assenza di urli e di gabbiani, il sorriso inciso nelle pieghe del cappello, sullo scaffale dove lo prenderò stasera. E poi domani e l'indomani ancora con mano stanca. Stancamente onesta.
Stancamente piegata.
La vorrei rattrappita.


Gialla e chiusa e ferma nel giorno che temo. La resa dopo il vaglio che mi inquieta in momentanee sospensioni intorpidite sotto il lenzuolo e sull'autobus e al semaforo e nelle schiene appese a un bastone e su ciabatte lente.

Mai potrò uscirne come spogliandomi di una gonna.

Tanta mestizia ho avuto in dono. Senza saperla festeggiare.

lunedì 25 gennaio 2010

DC = DIGOS Controls me. ?

Ricevo dai blogger di Doss Trento copia di questa comunicazione, riferita al mio post del 21 gennaio u.s. Uot uimen uont (senz'altro vero probabilmente) http://blog2piazze.blogspot.com/2010/01/uot-uimen-uont-senzaltro-vero.html




Gentile xxxxxxxx
La ringrazio per la sua segnalazione, che mi risulta essere pervenuta via
mail anche a numerosi altri dipendenti della Provincia.
Considerato il particolare tenore provocatorio e diffamatorio dei commenti
contenuti nel blog sottoriportato dal titolo: "PARI OPPORTUNITA´ : LA
PALPATINA A BECKAHAM E QUELLA ( MAI DATA ) ALLA BELTRAMI! , che peraltro
coincidono con tutta una serie di minacce rivolte all'assessore alla
solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami,
provvedo a trasmettere ai competenti organi di Polizia la sua
segnalazione, affinchè accertino la provenienza lecita e l'identità certa
dei responsabili del sito Doss Trento e degli autori del blog (Donna
Cannone) nonchè dei successivi autori dei commenti. Lo stesso sito,
totalmente privo di riferenti ufficiali o nomi di responsabili riporta
inoltre un commento dal titolo "PERCHE´ SONO DIVENTATA ANARCHICA! di
CloroalClero.

Si chiede pertanto all'Ufficio DIGOS della Questura di Trento, a cui la
presente è diretta per conoscenza, di voler provvedere agli opportuni
accertamenti ed indagini del caso.


Cordiali saluti
PAT
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxx





Vorrei evidenziare che la lettera contiene alcune imprecisioni.
Il mio post – nel caso specifico - non contiene minacce,
bensì il resoconto di un incontro pubblico e la manifestazione di
un parere diverso da quelli espressi in tale sede.

Dalla lettera si evince che a chi l'ha scritta
non è ben chiara la differenza tra un post e un blog,
tra un articolo e un commento.
Non vi sono commenti diffamatori nei blog citati.


Il brano di Cloroalclero è un post a sé stante.

Mi sembra che tra gli incontri organizzati da Terziario Donna si discuterà anche di donne e media. Visto il tenore dell'incontro del 20 gennaio, avevo deciso di non seguirne altri, ma se chi mi interpella lo riterrà opportuno, potremmo andarci e poi discuterne insieme.

Confido che i soldi pubblici possano essere impiegati per motivi seri, ma sono curiosa del dibattito che si potrebbe creare con i signori suindicati. Chissà se mi verranno a trovare?


Notte serena,
DC

ps: Per gli aggiornamenti sulle repliche: http://www.dosstrento.net/dosstrento/modules.php?name=News&file=article&sid=83

giovedì 21 gennaio 2010

Uot uimen uont (senz'altro vero probabilmente)

«È senz'altro vero probabilmente - circostanzia una relatrice - che gli uomini hanno la vita facile e una volta ottenuto il posto si soffermano a sfumacchiare in corridoio invece di lavorare».
È senz'altro vero che le mie non basse speranze sulla serata si sono strepitosamente sfracellate al suolo scivolando sul finto broccato del barocco arredamento di un hotel di Trento.

Da giorni aspettavo l'appuntamento, organizzato da Terziario Donna, (Confcommercio) – intitolato Donne e successo professionale a 30, 40, 50 anni.....




L'immagine sull'invito raffigura una creazione di «Devis Venturelli, che ha vestito i cestini in strada per manifestare una prospettiva diversa», introduce la presidenta di Terziario Donna, annunciando compresa che «la discriminazione (delle donne) rappresentata in modelli e ruoli mediatici si reitera nella vita quotidiana, coltivando stereotipi di genere. Diverso – ci comunica - il tenore nella fiction televisiva, dove primeggiano avvocate rampanti. ..ma come donne, non possiamo accontentarci dei ruoli delle fiction».

A.A.A. Apolitica Apartitica Ancella?
La prima domanda alla caporedattore Rai di Trento – l'ospite centrale della serata - è «Ancelle o signore della comunicazione? Tanta visibilità e poco potere?» Seguono statistiche: donne sempre più presenti alla direzione dei TG, (tranne Rai1). Si ricordano Angela Buttiglione e Bianca Berlinguer.
L'ospite ci assicura di non essersi preparata. (Condividerà alcune riflessioni).

Pare che il 63% della conduzione dei programmi televisivi in Italia sia maschile, (dati ISTAT 2006). E che le ''ancelle'' assurgano a ''signore'' solo come esperte di
1.astrologia
2. natura
3. artigianato
4. letteratura


Si dice che per l'affermazione della professionalità femminile televisiva gli USA siano fulgido esempio di modernità, apertura mentale, disponibilità, parità di genere, uguaglianza di opportunità.


Si mormora, tra le sedie accanto alla mia, per voce di una signora borbottante che ha vissuto 10 anni in America, «che sia una società che sta crollando a pezzi. L'esempio degli americani ci ha stufato, è fuori luogo, inattuale, inutile».

Loche ti tocchi?
La signora caporedattore Rai ribadisce che il potere non ha sesso e le donne devono essere pronte a rinunciare a qualcosa per fare carriera. Ma, - denuncia - di fatto, di solito, non la fanno; «e infatti nemmeno la Buttiglione e la Berlinguer sono diventate dirigenti, perché le donne non sanno fare strategia. (…) E non hanno cambiato i modelli famigliari. (…) Gli asili e i servizi per la 3° età non riguardano solo le donne, ma la famiglia».


Obietterei che centrare la società sulla famiglia mi sembra un tantino anacronistico. Per non dire papista. Dove stanno i diritti di single, lesbiche, bisessuali, zitelle, suore, divorziate, separate, donne non fertili?

Si è fatto tardi....
L'orchestra diretta da una consigliera, accompagnata da una non meglio identificata presidenta, ai fiati giovane pubblicista, scortica speranze e pazienza; risuona il cahier de doléances «...che invece di lavorare gli uomini stanno sul corridoio a sfumacchiare, mentre “donne squalo” single o separate o senza figli si immolano tristemente sulla carriera; donne senza cuore».
Poi si discetta su passione, spirito di squadra e merito: «i tre punti di forza delle donne, per cui le donne possono credere che il loro merito sarà riconosciuto».
Mi spella i neuroni, questa fiera di banalità.
L'applauso del pubblico (non) pagante lo sottolineerà.

Resisto un'ora e mezza all'impietoso assalto uterino. Quando la consigliera (alle pari opportunità?) plaude a «questo nostro incontro molto profondo» adducendo che «studiare le materie di cui un'assessora o una consigliera devono occuparsi è molto difficile e che dai colleghi maschi invece non ci si aspetta che sappiano di cosa si occupano, ecco, non è giusto!» e dal coro greco la-non-meglio-identificata-presidenta riprende la staffetta anti-uomo lamentando che «fare le riunioni alle 7 di sera è un atto discriminatorio contro le donne»  e «soffre perchè è madre e vorrebbe accudire il suo impegno come un figlio»  - senza portare a casa una osservazione fondata, un dato scientifico, una considerazione innovativa, me ne vado.



Mesta, mi sento. Abbattuta e triste. Lo sconcerto mi dirocca la testa. L'intelligenza offesa. La mia professionalità violata.
Non lamento molestie o maschilismi, nella mia vita professionale e privata.
Sciocchezza, ottusità, auto-esclusione, ignoranza, giostra politica, maschilismo introiettato, svilimento di sé e della specie, ipocrisie, fra donne - invece - ne trovo spesso.

"È senz'altro vero probabilmente" - che non mi sento rappresentata da questa congrega.
"È senz'altro vero probabilmente" - che non voglio siano loro a rappresentarmi.
"È senz'altro vero probabilmente" - che inghiottendo il ruggito (che avrei lanciato sul finto broccato), meditavo in che città scappare. In quale Paese rifugiarmi.
Lituania?
La Liberia ha avuto il primo capo di stato femminile nella storia dell'Africa.... Forse lì i dibattiti sono precisi, circostanziati, ponderati.


Intanto, per non sbagliare, al prossimo incontro su temi di genere ci vado solo se lo organizzano cassiere della Coop.

venerdì 20 novembre 2009

Masticando

Masticando ho capito che in questi giorni non riesco a dare un senso a quello che faccio (dovrei fare) e che mi guardo in giro senza trovare nulla che abbia un senso e meriti spreco di tempo o dedizione di energia.
A che serve? Tanto sbattersi e sprecare fiato per?
Cambiare il mondo che non cambia e affondare in un paese che è sempre più una merda? ciao, DC
la foto è presa qui:

giovedì 5 novembre 2009

Lui si prende sul serio. Io no

Mi repelle un po', vedere questa faccia - quella _non_ nota - su queste pagine, ma mi dà una certa allegria il sorrisino quasi beffardo di Mozart, che sembra diverito della spudoratezza e della presunzione di uno scrittorante trentino che si prende così sul serio.
"El va en ''tour'' - "'Ndo? En tùr!" - "Ma ss'elo 'sta roba??" - si staranno chiedendo in molti da queste parti.
Sapete che mi hanno "vietato" di andare alla tappa del tùr del 7 novembre, per timore che lo sbeffeggi in pubblico, a questo signor scrittorante? Sì, quello lì nell'immagine, quello non talentuoso_ . E io invece gli voglio augurare tanto successo. Allora lo faccio da qui. A modo mio.
E il miglior successo che questo signore possa avere, _secondo me_, è che nessuno lo legga - né i suoi "libri" né i suoi "articoli", in modo che nessuno si accorga di come scrive (male; una sorta di autodidatta poco abile). Così potrà continuare a ritenersi un grande Letterato Trentino.
Questo "scrittorante" sì, sempre lui, quello _non bravo_ pensa addirittura che la Donna Cannone lo odi. Qualcuno glielo dica: mi preoccupa la sua salute, rasenta il paranojco. Guardi signor scrittorante, che non fa mica bene balzare così dalla paranoja alla mania di grandezza, alla confusione di personalità. Si riguardi... Si faccia vedere....
Ma vi pare, Signori della corte e Signore dei blog, che potrei odiare uno così, che mi fa tanto ridere?
Sentite qua: Tra i temi affrontati nel libro, anche la politica. Tra atmosfere cupe che ricordano la Londra di "Oliver Twist" e la Parigi di "Germinale", ma anche l'Oceania di "1984".
(Spero che non se le scriva da solo, queste piccole deliziose recensioni, ma chi può dirlo?)
Io, dal canto mio, il massimo che gli posso concedere, scosso dalla punta del mio stivaletto, è uno sberleffo.

Sberleffo da DC con BC di J.Hart

Le montagne del Trentino stringono e soffocano l'orizzonte; si asfissia in questa terra di mediocri foraggiati da succulenti finanziamenti provinciali, ma fuori di qui, rimane, per fortuna, un grande mondo.
Altrove, talvolta, un po' meno marcio.
Altrove, talvolta, in grado di scrivere delle storie. Perfino con uno stile originale.
"E la vita, la vita l'è strana...basta una persona che si monta la testa ed è finita la festa.... " idonea colonna sonora di Cochi&Renato per ruzzolare dal ridere. DC

domenica 1 novembre 2009

Nuvole e lenzuola (annodate)

La neobrigatista Diana Blefari Melazzi si è impiccata nel carcere femminile di Rebibbia a Roma.
Il sopracciglio alzato, le campane suonano, le famiglie nei paltò portano vasi di crisantemi.
Mi chiedo: se la signora Blefari era convinta delle proprie azioni, non credo sia segno di squilibrio psichico che abbia aggredito un agente dopo la conferma della condanna, o che abbia fatto a pezzi tutto quello che le capitava sotto mano in cella. Mi pare una reazione di rabbia comprensibile.
Possibile che le perizie psichiatriche in Italia le facciano solo in cella? Intanto tutti gli allegri mariti e fidanzati che trucidano le famiglie sono sempre buoni e normali. Sarà... Poco comprensibile mi sembra la severità della pena di questa signora se è vero che aveva "solo" noleggiato il furgone e partecipato al pedinamento di Biagi.
C'è gente che per stupri e pedofilia prende molto meno. Esce molto prima. Per non parlare di reati di alto profilo, che dissestano il paese dietro lo scudo di leggi ad personam e allegri condonini. Mi sembra umanamente comprensibile che di fronte alla prospettiva di circa 30 anni in carcere, la signora (40enne) abbia ritenuto di non farcela, e di andare a vedere se oltre le nuvole ci sono condizioni diverse…. Mi sembra strano che la notizia sembri quasi una notizia: in un marasma giornalistico quotidianamente urlato, lacerazioni di vesti e di ugole. Sembra quasi una vicenda di serie ...B.

domenica 27 settembre 2009

Turpiloquio benedetto (XVI**)

Apologia delle cattive maniere
Notavo, qualche giorno fa, che la gente spesso si permette di fare osservazioni e apprezzamenti non richiesti. Generalmente antipatici. E sempre dando per scontato di poterlo fare. Cioè: si sente autorizzata a soppesare la nostra fisicità, terremotare la nostra sfera capillare, aggrapparsi al giro-fianchi, contare il numero di lenti e sigarette.
Cose come «ma lo sai che ti trovo ingrassato/a?» o «volevo dirti che hai un bel corpo» oppure «ti è venuta una bella pelata, eh!» Zanzare fastidiose; nojoso promemoria di cose che - spesso - già ci danno fastidio da sole. Punti deboli, sì, forse. Ma che riguardano comunque solo noi. Ma di solito, con disagio, si nicchia. Ma perché?? Perché le gente si permette queste invasioni malsane? E soprattutto, perché non rispondiamo per le rime? Dove sta scritto che bisogna nicchiare, abbozzare, fare i simpatici, sorbirsi degli skiantapalle olimpionici? Rimandiamo al mittente. A muso duro. Del tipo «Saranno cazzi miei, brutto nano. Già che ci siamo, son contento di vederti perché ho sentito in giro che soffri di eiaculazione precoce, e volevo proprio chiederti se è vero?»
Oppure «senti, potresti mica dirmi l’alfabeto in sette lingue? Però da lontano, che ti puzza il fiato». O ancora «Mi hanno detto che ci hai messo sette anni a prendere la licenza elementare. Come mai? Vuoi parlarne? Immagino sia un grosso trauma ancora oggi….» Vogliamo insegnare ai nostri bambini a randellare i rompipalle, per favore? Le signorotte per bene e gli zii molesti. Le nonnette di paese e i conoscenti inopportuni? Consiglio una risposta viscerale – tipo «piccolo inutile spruzzetto di sperma, non credi sarebbe stato meglio se ti avessero ingoiato? Come? Non sai coniugare il condizionale? Dillo pure con i verbi all’infinito se ti è più comodo». Quando questa risposta arriverà a me, saprò di aver cambiato il mondo.
Nel frattempo, il primo che si azzarda a dirmi che fumare fa male lo faccio nero.
Distanti rutilanti scomposti e scorretti ossequi DC
** Non ho resistito!