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giovedì 4 febbraio 2010

Discarica mondiale

Riceviamo da Doss Trento e diffondiamo anche noi

Già in passato il Senatore D’Alia (UDC) ha cercato di mettere il bavaglio ad internet, e in questi giorni il decreto di Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni verrà deliberato dal Consiglio dei Ministri molto probabilmente oggi stesso. Con questo decreto si cercherà di mettere il bavaglio a Youtube e Facebook. 
La scusante per Youtube è la violazione del copyright. Il principale beneficiario? Mediaset
E se qualcuno riesce a censurare colossi come la BBC, e riesce a censurare Youtube, e poi magari i vari blog, notizie come la seguente non le verrete mai a sapere
Buona lettura e passate parola!

APPELLO A TUTTI I BLOGGER – AIUTATE A SCONFIGGERE IL BAVAGLIO MESSO ALLA BBC di Richard Wilson

Potete aiutare a sconfiggere il bavaglio della “Trafigura” alla BBC includendo questo video di Youtube sul vostro sito…






e linkando questo pdf
(in inglese, vedete sotto per la traduzione, ndt)

Ecco perché …
La scorsa settimana la BBC ha deciso di cancellare dal proprio sito web una schiacciante indagine della serie “Newsnight” sullo scandalo Trafigura a seguito delle minacce della compagnia e dei suoi controversi avvocati, Carter-Ruck. Precedentemente, altre fonti di informazione inclusi il Times e l’Independent hanno ritirato articoli sul caso, tra la preoccupazione che la stampa britannica stia scegliendo di autocensurarsi piuttosto che rischiare un confronto con una compagnia così potente in uno dei soliti processi inglesi per diffamazione, arcaici e a senso unico.
La BBC è un pezzo grosso tra i media britannici, e la sua indipendenza – che si suppone garantita dai milioni che riceve ogni anno dai contribuenti con il canone - è vitale sia per la sua funzione di servizio pubblico che per la sua reputazione mondiale.
La libertà di parola significa molto poco senza una effettiva indipendenza dei media – se è vero che l’indipendenza della BBC può essere compromessa così facilmente da minacce legali, allora siamo di fronte a un pericoloso precedente.
I principali media inglesi hanno accuratamente evitato di riportare la rinuncia della BBC.
Eppure è un argomento che solleva domande serie sullo stato della libertà di stampa in Inghilterra in un periodo di attacchi senza precedenti ai media.
Per aiutare a sabotare quest’ultimo tentativo di mettere il bavaglio alla stampa, per favore includete questo video sul vostro blog e linkate a questo PDF con la storia originale .


TRADUZIONE DEL PDF CON LA STORIA ORIGINALE, DALLA CACHE DI GOOGLE
E’ il più grande scandalo sulla discarica di rifiuti tossici del 21° secolo, il tipo di vandalismo ambientale per prevenire il quale si suppone i trattati internazionali esistano. Ora Newsnight può rivelare la verità su un carico di rifiuti che è stato portato illegalmente nella più grande città della Costa d’Avorio, Abidjan. Una enorme multinazionale è stata citata all’ Alta Corte di Londra da migliaia di Africani che sostengono di essere stati danneggiati di conseguenza.
Le nostre investigazioni ci hanno portato ad Amsterdam, dove il carico di rifiuti tossici avrebbe potuto essere smaltito in maniera sicura. Invece la compagnia Trafigura ha scelto l’opzione economica di scaricarlo ad Abidjan.
La Trafigura ha sempre negato che il carico chimico sia pericoloso ma abbiamo visto delle analisi delle autorità olandesi che rivelavano essere letale.
Abbiamo consultato un eminente tossicologo, John Hoskins della Royal Society of Chemistry. Ci ha detto che un carico simile sarebbe sufficiente a mettere in ginocchio una grande città.
Il carico di rifiuti tossici include tonnellate di fenoli che possono causare morte al contatto, tonnellate di acido solfidrico, letale se inalato in alte concentrazioni, e grosse quantità di soda caustica corrosiva e mercaptani, che John Hoskins descrive come “i composti chimici più puzzolenti mai prodotti”.

Un odore terribile
E’ successo il 19 Agosto 2006, nel mezzo della notte. Un convoglio di camion di una compagnia appena fondata ad Abidjan è arrivato per prelevare dalla nave i rifiuti. Si sono sbarazzati illegalmente del primo carico nella immensa discarica di Aquedo.
Un terribile fetore ha presto saturato l’area. Gli operatori della discarica sono stati richiamati e hanno cacciato gli autisti dei camion. Questi hanno poi cercato altri posti per abbandonare il carico, rovesciandolo in almeno 18 posti sparsi per la città e i dintorni.
La discarica di Acquedo si estende fin dove l’occhio può arrivare. Mentre una ventina di camion dei rifiuti rovesciano il loro carico, un esercito di abitanti di Abidjan si accumula intorno, tra loro bambini, brandendo lunghe punte di ferro. Frugano tra i rifiuti, in cerca di qualunque cosa possa essere venduta.

Morti
Eravamo circondati da persone, solo due avevano voglia di parlare della notte in cui i rifiuti tossici sono stati scaricati e del terribile odore che gli impediva di respirare, e li ha fatti vomitare e ammalare.
Appena fuori dalla discarica abbiamo incontrato Jean Francois Kouadio e sua moglie Fidel.
Era incinta di otto mesi del suo primo figlio quando le esalazioni hanno invaso la loro casa. Fidel ebbe un parto prematuro e il bambino, Jean Claude, morì in meno di un giorno. La loro seconda figlia Ama Grace è nata un anno dopo. Anche lei si ammalò. I dottori dissero che Ama Grace “soffriva di una glicemia acuta causata dai rifiuti tossici”. Non poterono fare niente per lei e morì. I referti medici dichiarano una “solida ipotesi” che le morti dei due bambini siano state causate dall’esposizione ai rifiuti tossici e Jean Francois e Fidel ora temono che non potranno mai diventare genitori.

Acque inquinate
Abbiamo anche visitato il villaggio di Djibi, appena fuori Abidjan. I rifiuti scaricati qui sono finiti nella rete idrica, uccidendo tutti i pesci che nutrivano il villaggio. Il capo villaggio di Djibi, Esaie Modto, ci ha detto che tutti gli abitanti qui, fino all’ultimo, si sono ammalati, duemila persone: “Ci sono state donne che hanno abortito, e questo è stato molto doloroso. Ma la cosa ancora peggiore è stata che tre persone, due adulti e una ragazza sono stati uccisi dai rifiuti tossici. Questo è stato veramente terribile.”

Cos’è stato quindi che ha portato una tale calamità in una nazione che, nel 2006, stava ancora lottando per uscire da una guerra civile? I rifiuti sono stati prodotti come risultato di un contratto petrolifero che coinvolge tre continenti. La Trafigura ha acquistato un carico di petrolio economico, sporco e pesante, con un alto contenuto di solfuro. Invece di lavorarlo in una raffineria, la Trafigura ha cercato di ripulirlo, usando dei metodi fai-da-te, così da poterlo vendere massimizzando il profitto. Hanno usato una nave chiamata Probo Koala ancorata a largo di Gibilterra come rudimentale raffineria. La soda caustica e un catalizzatore sono stati aggiunti al petrolio, che reagendo con i solfuri si sono sedimentati sul fondo del serbatoio.

“Puzzolenti ma non pericolose”
La Probo Koala fece rotta verso Amsterdam dove tentarono di scaricare il catrame solforoso come fossero normali scorie della pulizia delle nave, che sarebbe costato poche migliaia di euro. Tuttavia le esalazioni furono talmente potenti che vennero chiamati i servizi di emergenza e le autorità Olandesi condussero delle verifiche. Scoprirono che il carico era altamente tossico e dissero alla Trafigura che gli sarebbe costato mezzo milione di euro disfarsene in maniera sicura. La Probo Koala, invece di seguire questa strada, rimise a bordo i rifiuti e prese il largo per finire sulle coste orientali dell’Africa.
Marietta Harjono, di Greenpeace Olanda ci dice che questo ha portato a un procedimento penale da parte delle autorità Olandesi per “falsificazione di documenti – hanno deliberatamente taciuto la natura tossica dei rifiuti”, come anche per importazione illegale di rifiuti tossici e “esportazione illegale di rifiuti tossici dall’Europa alla Costa d’Avorio”.
Quando Newsnight investigò per la prima volta sullo scandalo dei rifiuti tossici nel 2007, uno dei fondatori della Trafigura, Eric de Turkheim, disse a Jeremy Paxman : “queste sostanze non erano pericolose per la salute umana. Erano puzzolenti ma non pericolose”.
Oggi le nuove investigazioni di Newsnight mostrano quanto fosse lontano dalla realtà.

La Trafigura continua a negare ogni misfatto.
Titolo originale: "Calling all bloggers – Help beat the gag on the BBC"
Fonte originale:
Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da PAOLO CASTELLETTI

lunedì 25 gennaio 2010

DC = DIGOS Controls me. ?

Ricevo dai blogger di Doss Trento copia di questa comunicazione, riferita al mio post del 21 gennaio u.s. Uot uimen uont (senz'altro vero probabilmente) http://blog2piazze.blogspot.com/2010/01/uot-uimen-uont-senzaltro-vero.html




Gentile xxxxxxxx
La ringrazio per la sua segnalazione, che mi risulta essere pervenuta via
mail anche a numerosi altri dipendenti della Provincia.
Considerato il particolare tenore provocatorio e diffamatorio dei commenti
contenuti nel blog sottoriportato dal titolo: "PARI OPPORTUNITA´ : LA
PALPATINA A BECKAHAM E QUELLA ( MAI DATA ) ALLA BELTRAMI! , che peraltro
coincidono con tutta una serie di minacce rivolte all'assessore alla
solidarietà internazionale e alla convivenza Lia Giovanazzi Beltrami,
provvedo a trasmettere ai competenti organi di Polizia la sua
segnalazione, affinchè accertino la provenienza lecita e l'identità certa
dei responsabili del sito Doss Trento e degli autori del blog (Donna
Cannone) nonchè dei successivi autori dei commenti. Lo stesso sito,
totalmente privo di riferenti ufficiali o nomi di responsabili riporta
inoltre un commento dal titolo "PERCHE´ SONO DIVENTATA ANARCHICA! di
CloroalClero.

Si chiede pertanto all'Ufficio DIGOS della Questura di Trento, a cui la
presente è diretta per conoscenza, di voler provvedere agli opportuni
accertamenti ed indagini del caso.


Cordiali saluti
PAT
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
xxxxxxxxxx





Vorrei evidenziare che la lettera contiene alcune imprecisioni.
Il mio post – nel caso specifico - non contiene minacce,
bensì il resoconto di un incontro pubblico e la manifestazione di
un parere diverso da quelli espressi in tale sede.

Dalla lettera si evince che a chi l'ha scritta
non è ben chiara la differenza tra un post e un blog,
tra un articolo e un commento.
Non vi sono commenti diffamatori nei blog citati.


Il brano di Cloroalclero è un post a sé stante.

Mi sembra che tra gli incontri organizzati da Terziario Donna si discuterà anche di donne e media. Visto il tenore dell'incontro del 20 gennaio, avevo deciso di non seguirne altri, ma se chi mi interpella lo riterrà opportuno, potremmo andarci e poi discuterne insieme.

Confido che i soldi pubblici possano essere impiegati per motivi seri, ma sono curiosa del dibattito che si potrebbe creare con i signori suindicati. Chissà se mi verranno a trovare?


Notte serena,
DC

ps: Per gli aggiornamenti sulle repliche: http://www.dosstrento.net/dosstrento/modules.php?name=News&file=article&sid=83

giovedì 31 dicembre 2009

riceviamo e volentieri pubblichiamo
dagli amici di http://www.dosstrento.net/dosstrento/

Una riflessione inviata da Franco.

Image and video hosting by TinyPic

L’ex direttore de “L’Adige”, Paolo Ghezzi, ha pubblicato un suo corsivo sul quotidiano di lunedì 28 c.m. dal titolo “Filippo G. Sopravvissuto al Natale” ( “cuori matti” ).

Non capisco perché si è voluto identificare il Signor Filippo G. con un pubblico dipendente ( potrebbe essere benissimo anche un giornalista, un politico o uno dei tanti personaggi appartenenti a qualsiasi altra “casta” ) se non al solo scopo di descrivere una serie di luoghi comuni entrati oramai a forza nell’immaginario collettivo e al fine di fare una bella coreografia al suo racconto, ma penso che il Dott. Ghezzi abbia centrato ( forse involontariamente vista magari l’influenza professionale data da Vita Trentina) il tema dell’ipocrisia del Natale.

Senza voler entrare nel merito di una serie di banalità/luoghi comuni filo cattolici ….
- Chi decide se un nome ( Luna ) è bello o brutto?

- Chi ha detto che milioni di separati e divorziati, detesta il Natale?

- Chi ha detto che si deve essere per forza filo Ratzinger viste, sentite e lette le sue conservatrici prese di posizioni che stanno andando dalla parte diametralmente opposta di quella di Wojtyła ?....


… penso però che il pezzo possa fare effettivamente riflettere tutta una serie di persone ipocrite, tutte quelle persone che si sentono “più buone e felici” a Natale salvo poi il fatto di comportarsi e sentirsi (dentro e fuori) come autentici “Figli di P****a” per tutto il resto dell’anno!
Evviva quelli che sono onesti con se stessi come il Signor Filippo G., quelli che non hanno una maschera “natalizia”…
evviva quelli che sono coerenti, che sanno di essere “cattivi” ma quando decidono di essere buoni lo sono per davvero, quelli che a natale non fanno regali, ma li fanno durante tutto l'anno o al di fuori delle feste comandate.
Evviva quelli che vedono allo specchio chi sono e non hanno maschere, quelli che hanno un cuore, magari duro ma vero, quelli che non sono ipocriti…. Neppure a Natale!

Cordiali saluti
Franco
Questo il testo di Paolo Grezzi.
Filippo G. – Sopravvivere al Natale!
Quando la felicità è tornare in ufficio, il lunedì mattina
Di Paolo Grezzi – L’Adige 28-12-2009

“Tvtb papi. Buon Natale :-))))”.

Filippo G., 37 anni, dipendente provinciale, non sopporta le abbreviazioni negli sms.

E non sopporta gli smiley, fatti con le parentesi chiuse per simulare un sorriso di felicità. Lui questo Natale - un orribile Natale inondato di pioggia - non è felice neanche se sua figlia, la sua unica, gli ha messo 4 parentesi sorridenti dopo quell’orribile tvtb, che sembra la sigla di una televisione commerciale e invece sarebbe: Ti voglio tanto bene.

Non lo commuove nemmeno se l’ha scritto la sua bambina fantastica, la sua Luna. E si domanda come hanno fatto, lui e Donatella, a darle un nome così tremendo, che forse per un cagnolino, ancora ancora... ma per un essere umano?
Come hanno potuto?

Comunque Luna questo Natale lo passa con sua madre e Filippo G., come milioni di separati e divorziati, detesta il Natale. Di Gesù bambino non gli importa più nulla da tempo, e se una svizzera rossovestita si scaglia contro il papa bianco nella basilica di San Pietro, lui fa il tifo per la svizzera.
Filippo G. non ha spedito un singolo sms di auguri, e non sopporta di riceverli, specie quelli con le citazioni celebri e l’autore tra parentesi, come in un bacio Perugina, o quelli enfaticamente affettuosi: “auguroni”, “augurissimi”.    E detesta soprattutto quelli che gli scrivono: “Un 2010 pieno di tutta la felicità che ti meriti”. Ma chi se la merita, la felicità? La felicità è un regalo passeggero, un soffio, una coincidenza. Nessuno se la merita.

Apre il libretto che gli ha regalato la biondina dell’ufficio accanto, con cui ha avuto una toccata e fuga tre mesi fa, in un weekend uggioso, su un lago fuori stagione. Intermezzo non sgradevole, pensa adesso, ma niente a che vedere con la felicità.

Gli viene da pensare che forse si è felici solo da bambini (ma lui si ricorda solo il gran pianto di paura in braccio al Babbo Natale aziendale del dopolavoro di papà), o al primo lento alla seconda festa di classe in quarta ginnasio, o alla terza birra scura in un pub di Dublino. O quando si fa qualcosa di grande: tipo rischiare la vita per amore, o morire per cercare di salvare gli altri, come i quattro alpinisti della Val di Fassa, sepolti insieme in un abbraccio di neve.


Filippo G. apre il libretto di Seneca, testo latino a fronte che gli ricorda i tempi dell’Arcivescovile. “Cum de beata vita agetur...”: Ma quando si parla della vita felice, non mi puoi rispondere come per le votazioni: “la maggioranza sta da questa parte”. Infatti è la parte peggiore. Per le faccende umane non funziona così bene: le cose migliori sono sgradite ai più. La folla è la peggiore conferma. ...”.

“Ut meliora pluribus placeant...”. Il latino è musicale, pensa Filippo G. mentre gli si abbassano le palpebre e si addormenta con la luce accesa.
Poi fa un sogno: domani è lunedì, si torna in Provincia, il mio ufficio ben riscaldato, il salvaschermo con i pesci tropicali, la biondina della porta accanto che tacchetta in corridoio andando a fare fotocopie... E per la prima volta, dalla mezzanotte della vigilia di Natale, Filippo G. si sente impercettibilmente, inesorabilmente felice.