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domenica 20 marzo 2011

Tuti i tortei del presidente

Dellai gioca al gioco lanciato da Saviano: dieci cose per cui vale la pena vivere


LORENZO DELLAI

1) La torta de patate
2) Un coro alpino che canta "Signore delle Cime" al rifugio 12 Apostoli in Brenta
3) Vedere Gerusalemme al tramonto
4) Lo slalom parallelo Gustav Thöni - Ingemar Stenmark del 1975
5) Le Beatitudini (Discorso della Montagna) Vangelo secondo Matteo
6) Una canzone di De Andrè ascoltata in auto mentre guidi sotto la neve
7) Vincere le elezioni senza raccontare palle agli elettori
8 ) Svegliare tua figlia (la più piccola) dopo averle preparato la colazione
9) Fumare una sigaretta dopo aver fatto l'amore (soprattutto se hai smesso di fumare)
10) Chiedere ad un passante un commento a proposito dell'ultimo polverone giornalistico e sentirti dire: ma di cosa stai parlando?



giovedì 7 gennaio 2010

buona notte.....



Cosa non si ottiene oggi con un semplice codicino html.....

Un piccolo pensiero della buona notte per
signore & signorine bloggheresse

DC

martedì 29 dicembre 2009

INtErMeZzO minatorio




signore e signori annunciamo con piacere che
mancano 83 giorni alla primavera.

ricordiamo al gentile pubblico che il vento di marzo può far oscillare la sensibilità.
Duomi, pulpiti e psicolabili potrebbero impazzire.

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lunedì 7 dicembre 2009

uso personale del blog



Da DC a Poldino
- Famme ride' -

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venerdì 4 dicembre 2009

Una forchettata di poesia

Quanta poesia c'è
nel metro quadro su cui striscio in ciabatte
tra la caffettiera e i maccheroni che hai lasciato ieri sera?


Nel buio delle sei,
scosto la tenda.
Il silenzio nevica.



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giovedì 29 ottobre 2009

A modo mio.....

voglio essere PAPESSA ANCH'IO!

(sono mesi che la meno a certi amici e la signora quatta quatta mi ha superato. non vaaaaaaaaaaaleeeeeeeeeee)

Lei chi è? Lei chi èèèèèèèèè?????????

I Protestanti tedeschi hanno scelto come loro guida Margot Kaessmann, vescovo luterano di Hannover, divorziata, la prima donna a ricoprire questo incarico e la terza a guidare una Chiesa importante. Kaessmann, 51 anni, presenza abituale nei talk show televisivi e ribattezzata dai media "il vescovo pop", era considerata una candidata troppo controversa per guidare la comunità dei protestanti tedeschi, che conta circa 25 milioni di abitanti, perché divorziata. Eppure ha ottenuto 132 voti su 142 al sinodo dell'Ekd, un'organizzazione che raccoglie 22 chiese tra Luterane, Riformate e Unite, nella votazione che avrebbe eletto il sostituto del Vescovo di Berlino Wolfgang Huber, in procinto di lasciare il posto di presidente dell'Ekd. (... da Reuters)

Se bastasse una canzone

farei almeno la vescova pop

Non chiedo mica la luna-ah!

voglio solo un po' fare il papa con teeeeeeeeeeeeeee

Nel mar delle tenebre

quando il sole svaniràààààààà

Up! Patriots in arms ....

Fedeli alla lineaaaa sarà l'inno di benedizione all'ostensorio

(Uè, sono la Donna Cannone - Ich bin die Donna Kannone, mica una ballerina, anche se un po' il pop ce l'ho scritto nel nome)

mercoledì 16 settembre 2009

Improntitudine

Argentario, settembre09 - FotoDC
Mi lascia una tristezza profonda, questa estate che se ne va all’improvviso. Come un amante appena conosciuto e già scomparso. Senza parole, impaziente.
Gioiello di piume e tramonti. E di ombre. Sabbie spuntano dalla borsa che mi ostino a non svuotare. Ma, sfrontata, la pioggia mi cade addosso.
E io non sono pronta. E io non trovo, in me, un raggio di sole.
Dal cuscino rispuntano i tristi pensieri. Forse lo dovrei cambiare. Ma incapace, ammutolisco e mi rintano in una sciarpa azzurra, poi riaccendo il motore. Il tergicristalli pettina il pensiero, governatore sulla pelle abbronzata. Che vorrei sfoggiare ma devo nascondere con calze colorate e maglioncini.
Penelope fedele, riprende il passo la rete che il web mi ha insegnato a filare. Mi attendeva, insidiosa e snervante nel suo silenzio osceno.
Io spero, a dicembre, di tornarmene al mare. Nel mentre, confondo nelle ciocche stinte la paura. E ingoio l’assenza di spiegazioni.
DC

lunedì 30 marzo 2009

Nuvoloni sul Nettuno

Fontana del Nettuno, Piazza Duomo - Trento (foto DC)
Riceviamo e pubblichiamo
Appello alla società civile e al mondo culturale contro la soppressione della Soprintendenza trentina per i beni archeologici
La Giunta provinciale, su proposta del Presidente della Provincia autonoma di Trento, nella seduta del 26 gennaio 2009 ha deliberato ad unanimità di voti la soppressione della Soprintendenza per i beni archeologici (deliberazione n. 104 dd. 26 gennaio 2009) con subentro nelle competenze e nei ruoli della neocostituita Soprintendenza per i beni librari e archeologici. Si è in presenza di un intervento senza precedenti a livello nazionale, tramite il quale, con semplice delibera politica, si decreta la soppressione della struttura operativa istituita con legge a garanzia della tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, che la Provincia autonoma di Trento ha avuto per competenza primaria trasferita dallo Stato Italiano nel 1973 e che in questa direzione ha agito, in oltre trenta anni di attività, nel rispetto delle norme e dei ruoli assegnati. Il provvedimento, quasi nascosto in un lungo articolato, diversamente da altri che lo precedono e che lo seguono, è assolutamente privo di motivazione e nemmeno la decisione assunta risulta inserita in alcun piano generale di riorganizzazione del comparto dei beni culturali, tant’è che le consorelle Soprintendenze preposte ai beni architettonici e ai beni storico-artistici non sono soggette ad alcuna modifica. La decisione della Giunta Provinciale accosta in maniera meccanica la Soprintendenza per i beni archeologici e la Soprintendenza per i beni archivistici e librari, depotenziandole di fatto entrambe, senza logiche razionali e motivazioni sostanziali e senza tenere conto delle rispettive specificità disattendendo completamente i principi che, nel 2003, hanno ispirato il legislatore a istituire le Soprintendenze stesse (L.P. 17 febbraio 2003, n.1: Nuove disposizione in materia di beni culturali). Conseguenza diretta saranno le ricadute, a cominciare dall’utenza esterna, certamente ora confusa e nei cui riguardi la struttura, prima come Ufficio e quindi come Soprintendenza, ha saputo costruire un rapporto di identità chiara e operativa, adeguata a far fronte ad una realtà territoriale e a problematicità di settore, impegnative e di notevolissima diversità. La situazione presente è resa ancora più allarmante in quanto, tra i compiti trasferiti alla neo-costituita Soprintendenza per i beni librari e archeologici (che perde quindi gli archivi nella denominazione), ne risultano dimenticati alcuni di sostanziali, pure essi previsti da precise norme di legge e da circolari in materia, nazionali e provinciali. Caso questo, ad esempio, della valorizzazione del patrimonio archeologico trentino, del Museo archeologico provinciale e le sue articolazioni territoriali già esistenti. Sopprimere la Soprintendenza è un intervento che allinea nel peggiore dei modi la realtà trentina agli attuali indirizzi del Governo centrale e al degrado in cui viene a trovarsi la tutela pubblica, devitalizzata da tagli economici a un bilancio già di per se stesso striminzito, commissariamenti, assenza di concorsi, mancanza di personale. Un percorso che di fatto spiana alla privatizzazione commerciale dei beni culturali, all’evento su tutto, alla tutela e alla valorizzazione dei beni “ricchi” ritenuti più importanti perché immediatamente “spendibili”. Una politica che va respinta con forza e indignazione. Come unica e ultima possibilità, i firmatari del presente documento si appellano a tutta società civile e agli esponenti del mondo culturale e chiedono al Signor Presidente della Provincia autonoma di Trento e alla Giunta provinciale di rivedere il provvedimento adottato con la deliberazione n. 104 di data 26 gennaio 2009, ripristinando nell’organizzazione provinciale in materia di beni culturali la Soprintendenza per i beni archeologici e restituendole la dignità e l’autorevolezza acquisita nel corso degli anni attraverso gli interventi di tutela, di conservazione e di valorizzazione del patrimonio archeologico trentino. Trento, 19 marzo 2009
Archeoclub d'Italia, sede di Trento Ars 95 – Gruppo Artisti Valli del Noce Associazione culturale "Antonio Rosmini" Associazione Culturale Ricerche e Fortificazioni Altomedievali (RFA), sezione di Trento Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), sezione Trentino - Alto Adige Associazione Italiana di Cultura Classica, delegazione di Trento Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI), delegazione di Trento Istituto italiano dei Castelli, sezione Trentino Italia Nostra, sezione trentina Società di Studi Trentini di Scienze Storiche Università Popolare Trentina
CHE FARE:
Inviate a trento@italianostra.org il seguente messaggio: Rendo nota la mia adesione a questo appello Grazie

martedì 17 febbraio 2009

EkkeMinkiaE'2Vù? (o Dell'italia sul 3no)

Un pezzo di Italia dal treno
Scendo dall’ES Roma-Bologna. Ho una valigia pesante e poco tempo. Scarto a destra!a sinistra! – ciocco controcorrente nella calca del tunnel. Cerco il binario 2W. Echeminkiaèduevu? penso mentre sgrano 1000 punti abbattendo il trolley di una vecchia signora – «lo strike della stazione» – . L’occhio scivola rapido sui cartelloni. 9, 7, 5. Eccolo, finalmente. Passo oltre il 3 e il 4 e imbocco la scala per Piazzale Ovest.
Erano anni che non cambiavo a Bologna. E nel frattempo all’ingresso i binari 3 e 4, quelli più centrali, quelli più comodi, sono stati fasciati di stendardi rossi: è il Club Alta Velocità dell’Eurostar. Così lo chiamano. Personale in divisa luccicante e baracchini pensili per le informazioni si fissano nella mia mente mentre tiro la valigia su per la scala del binario. Mancano 2 minuti. Salto sul regionale per il Brennero. Ferma a tutte le stazioni. E poi mezz’ora, fissa, a Verona. A fare che, in attesa di chi, non l’ho mai capito. Ma il treno sta fermo lì.
Fissato nell'immobilità di chi non può comprare il tempo. È domenica pomeriggio su un treno di pendolari. Uno sporco, puzzolente, regionale. Ti lasci Roma e Firenze alle spalle e non senti più l’uomo col secchio azzurro che canta acquapaninibibiteee. Grigio e freddo, i sedili stretti, di tavolini manco l’ombra. Attenta a non frantumare le rotule della signora di fronte, smadonno e sfanculo fra i denti le FS, mentre cerco di infilare il trolley nell’anditotriangolarefraglischienalideisedili (come si chiama sto coso?). Macchè, è tappato. Il nuovo design anti-prolo 2008/09 ha otturato lo spazio. Sotto il sedile la valigia non ci sta. Stretta fra donne cinesi e matrone africane, pakistani al cellulare e signore in pelliccia fucsia, rimpiango lo spazio ampio e la seduta comoda dell’ES. Eccezione, per me che viaggio low-cost ma che per scendere a Roma non ho alternative. ES che quando viaggio nella tratta Bologna – Firenze è una presa in giro dell’alta velocità, perché la percorrenza è sempre la stessa, ma il prezzo è quasi raddoppiato. E allora quegli striscioni rossi, con tanti omini in livrea, mi sembrano l’ennesimo sberleffo di un paese allo sfascio. Dove i tentativi di rattoppo si fanno solo per chi i soldi ce li ha e i servizi, anche quelli minimi, se li può comprare. Il resto del branco, affannato, che arranchi. Caldo il respiro, il fiato puzzolente, nello scompartimento le porte si chiudono. Risucchiato dalla nebbia di una domenica qualunque.

verona, stazione. una giornata qualunque

martedì 10 febbraio 2009

quando il gioco si fa duro...

...RISING UP TO THE CHALLENGE OF OUR RIVALS
per i momenti di sconforto: ascoltare al massimo del volume e
tornare in campo
(buon intenditor, non ti è difficile capire
che è il momento di raccogliere le forze)

lunedì 2 febbraio 2009

ragazzi del secolo scorso

E' morto pochi giorni fa uno storico concorrente di Lascia o raddoppia, celebre per il suo eloquio anacronistico: per dire che era nuvolo diceva "procelloso". Del resto anacronistici erano i suoi abiti, le sue maniere, la sua barbetta. Oggi nei quiz le telecamere scavano nelle scollature, indugiano su volti giovani, di concorrenti spigliati. E' un po' come nel calcio: Furino era calvo, come Fanna, sebbene con un spasimo di riporto. Virdis aveva i baffi. Garella, il portiere del Napoli, aveva il naso storto e la pancia. Oggi i calciatori dopo essere ruzzolati si aggiustano i capelli. La barba è sempre rasata, il volto pronto per il book. Nulla di nuovo, certo: la società dell'immagine. Se ne parla da una vita. Però che impressione quando il sessantenne allampadato si assesta la dentiera e chiede ai suoi coetani in jeans e panciere: cosa bevete, ragazzi?

domenica 25 gennaio 2009

Buon compleanno Donna Cannone

Alle soglie del mio "2° compleanno cannonico", voglio condividere con voi questo splendido omaggio alla Donna Cannone.
In alto, la bellissima Donna Cannone dell'illustratore artista Antony Fachin e a seguire uno stralcio da http://www.hitparadeitalia.it/, che ricorda l'episodio reale da cui nasce la stupenda canzone di De Gregori.
«Il suo autore l'ha definita "ingombrante". (...) non é facile, nemmeno per i cantautori, raccontare una storia d'amore con poche e semplici pennellate senza cadere nella trappola della banalità (...) le immagini suggerite dal testo non potevano trovare migliore esaltazione di una melodia come questa, capace di evocare con la stessa efficacia il cielo più nero come il volo più vertiginoso.
Secondo il sito ufficiale dell'artista, il pezzo sarebbe stato ispirato da un fatto di cronaca: un circo si trovava sull'orlo del fallimento dopo che la donna cannone, sua massima attrazione, era fuggita per seguire un grande amore. Nei versi di De Gregori la donna, svincolata dagli stereotipi del "fenomeno da baraccone", racconta in prima persona la sua fuga dando voce ad uno smisurato desiderio di amore, di tenerezza e, soprattutto, di una vita normale, lontana da chi sfrutta le diversità a fini spettacolari. Ed é proprio quando ritrae personaggi fuori dal comune, spesso emarginati o mal integrati nella società che De Gregori dà il meglio di sè come autore, riuscendo come pochi altri a calarsi pienamente in una prospettiva che non é quasi mai quella "ufficiale" dei giornali o dei libri di storia. (...)» (di Luca su http://www.hitparadeitalia.it/schede/d/donna_cannone.htm)

martedì 23 dicembre 2008

Pesanti Opponenti Resistenti Nottate

almeno fino al 26

Producete Consumate Crepate?

lasciatemi qui lasciatemi stare lasciatemi così, a natale

giovedì 6 novembre 2008

"TUTTO QUI?" La rivoluzione sessuale in 2 parole

Perché le donne fingono l’orgasmo? Rispondete al sondaggio... Nell’attesa titilliamo la mente con vani interrogativi. Sulle cause storiche e religiose, che trasversalmente hanno forgiato il maschilismo, passando dal peccato di Eva alle veline desnude, solcando storia e stregoneria, additando le pazienti isteriche di Freud...
Niente sesso, siete inglesi. Avevo un amante simpatico e divertente. Faceva lo spacciatore. Quando andavo a casa sua mi offriva costolette e guardavamo i video dei Talk Talk. La prima volta a letto insieme è stata conigliesca. Una roba tipo 4 salti in padella. Ma, nella miglior tradizione anglosassone, la mia delusione non lo ha scomposto: ‘What did you expect? A slow boat to China?’, mi ha chiesto. Al che i nostri pomeriggi sono strascorsi snidando le palline antiumidità rotolate sotto il letto e chiacchierando amabilmente dell’arredamento delle celle inglesi.
Lussazione della lussuria. Niente vaporetto…Né con lui, né con D. Né con A. Il cui pene era così piccolo da metterti in soggezione. Quantomeno imbarazzante. Come dire a un uomo dolce, simpatico, affascinante e attraente, che vederne il pene minuscolo smontava la panna delle più succulente fantasie goderecce? Ma a sentir lui, andava bene così: una magnifica intesa. Ovviamente, non è questione di dimensioni – come testimoniava la negra prestanza leggendaria di C. E non solo di cultura, come nel caso di F., portatore inconsapevole di dominio maschilista legittimo e scontato al suo Paese: si sentiva autorizzato a sentenziare della frigidità sulle sue donne senza porsi dubbi - su di sé o l’intesa di coppia.
...pensiero illuminante
Un cenno d’intesa. Oggi, che sono più vecchia e acida, ed ho le membra stanche,
poco tempo da perdere e una forte intolleranza alla stupidità,
mi sono svegliata con un pensiero illuminante:
Donne, possiamo rivoluzionare il pianeta! E senza fatica; con solo due parole. Tutto qui? (forse basta anche solo un cenno della testa).
Sono certa che le occasioni non mancano. E smettiamola di sentirci in dovere
di soddisfare un uomo, titillarne le fantasie, non minarne il senso di sicurezza ed autostima.

martedì 9 settembre 2008

Gesù è la risposta

Oggi pomeriggio mentre stavo digitando un sms mi hanno rifilato un volantino. Lì per lì stavo per buttarlo. Poi l’ho guardato e ho deciso di tenerlo. Per voi. Eccolo qua.
‘Gesù è la risposta’ Sì, ma a quale domanda? Io ero lì che mandavo un sms a Lia …
Dal 11 al 14 settembre in Piazza Fiera a Trento vi aspettano musica cristiana e incontri con la parola di dio, racconti di vite trasformate e spettacolo di burattini. E musica cristiana.
L’ABC della salvezza Sperimenta anche tu l’amore di dio e segui questi passi per essere pronto per il cielo 1) Ammetti di essere peccatore 2) Chiedi perdono a dio 3) Beneficia della grazia di dio 4) Poni la tua fiducia in lui 5) E diventa figlio di dio! 6) Confessa Gesù come tuo salvatore 7) E aprigli il tuo cuore
Come resistere a questo invito della chiesa cristiana evangelica assemblee di dio in Italia? Quasi quasi ci vado, almeno a vedere i burattini.. dai! Fatemici andare, prometto che sto buona e non rompo i maroni** **(ahahahha! Ci avete creduto!!!)
In foto: Burn out (= 'brusadi')