Visualizzazione post con etichetta calcio Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calcio Italia. Mostra tutti i post

giovedì 5 aprile 2012

il Golgota in Padania

Il calcio è corrotto, la Lega pure. Qualcuno finge di sorprendersi. Come quando il Venerdì santo si tiene un'aria compunta. Lo sanno tutti che per Bossi e campioni di provincia la Pasqua è assicurata. E' la gente, in fondo, che lo vuole: chi avrebbe la forza, oggi, di gridare forte e chiaro "Barabba!"

venerdì 21 maggio 2010

adios

Con gran dispiacere degli spagnoli, Mourinho lascia l'Italia. Che non lo merita, dice, mentre ne riceve un milione di euro al mese. In cui si complotta contro di lui, dice il lusitano, dimenticando una strana Sampdoria che con due uomini in più contro l'Inter evitò di tirare in porta o la Lazio, per la quale un giudice ordinario ha aperto un fascicolo. E' questo, forse ancora più del catenaccio, il gioco che riesce meglio al sedicente Special one: fare la vittima essendo uno squalo in una vasca di pesci rossi. Si presentò dicendo di non essere un pirla, Mourinho. Che vinca o che perda, come dicono a Napoli, Moratti a parte, qua nessuno è fesso.

sabato 1 maggio 2010

almeno Tonino era Carino

La leggenda narra che dopo un 4 a 0 patito dall'Ascoli, Tonino Carino, inviato marchigiano di Novantesimo minuto, commentò davanti a milioni di telespettatori che comunque l'Ascoli avrebbe meritato di vincere. Forse era provincialismo, forse partigianeria, ma ogni tanto qualche giornalista che offrisse un punto di vista libero non guasterebbe, specie nel calcio. Invece la maggior parte - non tutti - dei giornalisti sportivi hanno decantato per anni il gioco della juventus solo perchè vincente; e fa nulla se il merito era degli arbitri. Oa dopo che in 180 minuti l'inter ha beneficiato della concessione di un goal irregolare, e il suo avversario, il Barcellona, della negazione di un rigore e di un goal sacrosanto, Mourigno è diventato un genio. Se nelle prossime, decisive partite un soffio di vento, un palo o una svista gli impediranno di vincere, scriveranno che ha fallito. A quando una critica controcorrente?

mercoledì 4 novembre 2009

un calcio al calcio

Se Lippi si rfiuta di rispondere o al massimo adduce motivi psicologici qualcosa sotto l'esclusione di Cassano dalla nazionale ci deve essere, come pure che Lippi alleni l'Italia, e quello che fino a qualche mese fa era il vuo vice la Juventus.
Tempo fa e`stato lanciato l'allarme sulle infiltrazioni della criminalita`organizzata nelle societa´di calcio. Dopo le svastiche, sarebbe un progresso. Anche se il piu' criminale, e il piu' organizzato nel calcio gia`c'e`stato e, a pensarci bene, ricattava i giocatori e minacciava gli arbitri per conto della Juventus.
Ma perche`non ci appassioniamo tutti all'Hokey su prato?

mercoledì 30 settembre 2009

il romario del Salento

Da qualche anno in qua anche in fatto di calcio ci surclassano. Le squadre inglesi arrivano regolarmente in finale di Champions league, che l'anno scorso è stata vinta dal Barcellona. Il Real Madrid ha comprato i giocatori più forti del pianeta. La Francia è in ascesa. La discussione su quale sia il campionato più bello del mondo non pare riguardarci più. Eppure in Gran Bretagna il Chelsea ha impiegato sei partite per smettere di vincere. In Spagna l'intero campionato pare una formalità: di questo passo tra Barcellona e Real Madrid chi vincerà si deciderà per la differenza reti. Anche in Francia le solite squdre stanno già prendendo il largo. In Italia invece al primo posto c'è la Sampdoria, l'anno scorso ferma metà classifica. Dove invece si trova il Milan, l'anno scorso terzo. Posizione ora occupata dall'Inter dietro la Juve che però ultimamente zoppica: pareggia col Bologna, col Genoa. La Fiorentina invece stenta ma resiste. Per una Roma al tramonto c'è un Udinese che sta subito dietro il gruppo di testa. Non ci si annoia, insomma. Contro allenatori come Allegri la tiritera che "non ci sono più partite facili" pare quasi vera. Non sarà il campionato più bello del mondo ma chi vi stuzzica di più: Lampard, Raoul o Miccoli?

domenica 6 settembre 2009

cippaLippi

Preferite la nazionale o la squadra di club? Lippi se l'è presa perchè la sua partita con la Georgia non se l'è filata nessuno, ma in effetti meno inni si sentono in giro meglio è. Non dimentichiamo che i campioni del mondo festeggiarono con le croci celtiche. Meglio i club, allora? Mica tanto. Una volta ogni squadra significava qualcosa: l'Ajax passava per essere ebreo, il REal Madrid l'esaltazione di Franco, in ITalia il Milan era di sinistra, pensa un pò. Ma oggi che gusto c'è a tifare per gli interessi di questo o quel miliardario? Non resta che una soluzione: un campionato del mondo tra nazionali sì, ma mischiate, per sorteggio. Vorremo vedere Usa e Cuba tifare per la stessa selezione, magari contro Israeliani e Palestinesi sotto la stessa bandiera, nello stesso girone della squadra delle due Coree. E l'Italia? no, con lo STato del VAticano no: quelli sono già la stessa cosa.

lunedì 31 agosto 2009

giovedì 25 giugno 2009

speriamo che gli facciano le scarpe

Ve la ricordate la testata di Zidane a Materazzi? ERa il più forte giocatore del mondo che si ribellava alle offese di un mestierante e alla fortuna sfacciata di tutta la sua squadra. Che stava pareggiando non si sapeva bene come contro la Francia, più forte, organizzata, fresca. A rivederla ormai come un documentario, la finale del mondiale 2004 pare un incontro di box in cui un campione riempie di botte un teppista di periferia che però inspiegabilmente non cade. Anzi vince ai rigori.
Eppure nelle piazze o sui poster dentro le camerette dei ragazzi non ci pre ci fosse lo stesso orgoglio dell'82.
Forse perchè quella squadra, l'Italia, era piena di gente compromessa. Juventini che avevano vinto scudetti minacciando e corrompendo arbitri. O dopandosi, non solo secondo Zeman. Ad allenarla Lippi, bravissimo a vincere con la Juve, misteriosamente fallimentare con l'Inter, padre di un ragazzotto un pò troppo amico di Moggi.
Ora, passati tre anni, in nazionale più o meno ci sono le stesse facce e gli stessi polpacci, ma ancora più vecchi, più tatuati, più ricchi.
Basta guardarli perdere con l'Egitto per capire che hanno smesso anche di essere fortunati.
Perchè l'Italia non ricomincia da capo?

domenica 21 giugno 2009

per Kakà, Rutelli

Ora che i referendum sono saltati chissà che farà Rutelli. Potrebbe usarli come una scusa, insieme agi esiti delle elezioni amministrative (quali essi siano) per passare ad un altro partito. Perchè Rutelli è cattolico, e i suoi valori, si sa, sono diversi: a lui che un uomo non si contorca prima di morire pare un torto. Anche kakà è cattolico. Lo ricorda sollevando la maglietta a ogni goal, quando ne mostra un'altra sotto. Mesi fa rifiutò un'offerta faraonica dal Manchester City rimanendo al Milan. Questione di valori disse. Ora di offerta ne è arrivata una ancora maggiore, e i valori se li è messi in tasca. Come Berlsuconi che dal REal Madrid ha incassato una cifra non lontana dai 60 milioni di euro. Chissà se qualche spicciolo servirà per comprare Rutelli. (nella foto i prossimi leader di PD e PDL)

domenica 24 maggio 2009

Maldini: la classe è un'altra cosa

Dunque Paolo Maldini si ritira. Anche se il Maldini faccia d'angelo che sradicava la palla al Real Madrid, che segnava di testa e crossava col piede che gli pareva ha smesso almeno da una decade. Continuando a vincere certo, ma tra un infortunio, un sei in pagella e una sostituzione. Eppure di Maldini hanno fatto un mito. Effetto del club in cui ha sempre giocato e dell'età. In effetti vedere questo quarantenne in campo di fronte a Balottelli e ricordarlo lanciato da Liedholm a rincorrere Platini sa di anacronistico, di film a colori su una pellicola in bianco e nero. Quelli della sua generazione - Vialli, Ferrara, Ancellotti, Mancini - fanno l'allenatore da un pezzo.
Ma anche ora che il suo numero 3 rossonero verrà ritirato in suo onore, ora che è suo il record di presenze in nazionale una domanda vorremmo porcela: prodezze a parte che ha fatto mai Maldini per essere celebrato? Se ne conosce un'opinione, al di fuori di quella sulla "compattezza dello spogliatoio" o sulla "stagione impegnativa" o sull'avversario di tutto rispetto"?
Platini era un fuoriclasse anche per il suo scetticismo verso l'esasperazione del calcio. Si ritirò, a trent'anni, dopo la strage dell'Heisel. Oggi, a capo dell'UEFA si batte perchè anche i paesi e le squadre minori possono affacciarsi sui grandi palcoscenici. Da domani a parte aggiustarsi il ciuffo, Maldini che farà?

mercoledì 18 giugno 2008

dicesi "sillogismo"


Mafia: boss e massoni insieme per ritardare processi
Arrestate otto persone dai Carabinieri di Trapani e Agrigento
(Ansa, 17.06.2008)


Sospensione secca di un anno per tutti i processi in corso che non riguardano criminalità organizzata e reati di grave allarme sociale.
(Il sole 24 ore, 16.06.2008)


Il centrodestra conquista tutta la Sicilia: 8 province e 3 comuni capoluogo
(Il corriere della Sera, 17.06.2008)

martedì 6 maggio 2008

l'Inter campione d'Italia, l'Italia campione per poco


Domenica prossima l’Inter vincerà lo scudetto, davanti alla Roma. Come era avvenuto l’anno scorso e, ci pare, l’anno prima ancora. Ce ne sarebbe abbastanza per dire che in questo paese le gerarchie non cambiano. Chi conquista il vertice lo mantiene, visto che detta le regole. La Juve, che ha fatto della lealtà quello che Pacciani faceva delle coppiette, quest’anno è arrivata terza. L’anno prossimo giocherà in Champions league e magari vincerà lo scudetto.
Stavolta a vincerlo come detto sarà l’Inter. Gianni Mura su Repubblica aveva pronosticato Fiorentina o Roma, spiegando che erano le squadre che giocano meglio. Elemento che però non rileva. Il campionato a venti squadre, da sedici che erano, la coppa Italia, le coppette fittizie e quelle di sempre che però durano il doppio di una volta hanno cambiato i parametri. Una squadra, oggi, deve essere costante. Magari mediocre, ma per tutto l’anno. Contro il Milan come contro il Catania. Da settembre a Maggio. Non conta avere giocatori bravi, ma averne molti. Solo così si rimedia agli infortuni di un calcio da martellatori e ai cali di forma. Lo ha capito per prima l’Inter, di cui non sapremmo citare un giocatore di classe, a parte qualche cariatide. Ibrahimovic è potente, ma non una gioia per gli occhi. Lo ha capito anche la Roma, che ha farcito la squadra dell’anno scorso di onesti podisti. Abbastanza da ridurre il distacco a soli tre punti.
Sarebbe il caso che lo capissero anche i dirigenti del calcio nazionale. Questo stato di cose ha suggerito a Totti e Nesta, per riprendere fiato in un calendario senza soste, di rinunciare alla nazionale. Nelle coppe europee, dove i giocatori servono bravi davvero perché ce la si gioca sul breve, le squadre italiane sono state eliminate presto. Quelle che sono andate meglio – Mura non sbagliava, in fondo – sono state Roma e Fiorentina.
Eppure siamo campioni del mondo, per nazionale e per club. Ma con giocatori di una generazione fa. Verrebbe, nel nostro piccolo, da suggerire degli aggiustamenti, ma temiamo che i dirigenti del calcio e forse un’intera nazione, non solo la sua rappresentativa, sia oramai sorpassata, perduta e perdente.
Forse per il potere vale quello che dicevamo del vertice: chi lo conquista lo mantiene, visto che detta le regole.