domenica 11 ottobre 2009
La magia di Gianmaria Testa a Castelfranco Veneto
martedì 1 settembre 2009
venerdì 31 luglio 2009
domenica 23 novembre 2008
invito spettacolo 'La vita è una palla al piede'
lunedì 10 novembre 2008
Ha suonato di sognare. Anche a Mollaro
Scrivo con il desiderio di emozionare con un PC quanto Matteo Giorgioni con il suo pianoforte e le sue note, che il 7 e l’8 novembre hanno accompagnato il concerto-spettacolo “Empieza desde las pequeñas cosas” (…incomincia dalle piccole cose), dell’associazione Macondo suoni di sogni onlus.
Macondo: evoca García Márquez ma ci porta in Brasile. Passando per Mollaro, in Val di Non e per Tezze di Grigno, in Valsugana. È un viaggio, sì, ma di quelli che ti cambiano la vita. Questo testimoniano i racconti e le immagini che accompagnano la musica di Giorgioni, giovane pianista e compositore di Bologna, che, un passo dopo l’altro, ha raggiunto i suoi sogni in America Latina. Prima in Cile, poi in Brasile. E proprio in Brasile ha ritrovato parte di sé e le sue emozioni si sono incanalate in pentagrammi di umanità; le mani hanno ripreso a suonare dopo aver scavato il terreno di una favela e posato metri di tubi per l’acquedotto. Le sue dita hanno ripreso a comporre sulla tastiera dopo aver lenito piaghe e ferite necrotizzate. Suonando e raccontando nello ''spettacolo solidale'', come il 7 novembre al teatro di Mollaro e l'8 a quello di Tezze, Matteo e Macondo Suoni di Sogni Onlus raccolgono fondi per i progetti di Vila Velha. Con i primi soldi è stato costruito l’ambulatorio, oggi gestito da un’infermiera e due medici che visitano 60-80 persone al giorno. A forza di piccole condivisioni, sorrisi che si incontrano e maniche che si rimboccano, oggi gli abitanti di Vila Velha hanno anche una ‘scuolina’ e un nuovo edificio per attività comunitarie, cucina e mensa scolastica.
di Annalisa Dolzan
venerdì 26 settembre 2008
motori te salutant
Quando la ministra Gelmini afferma che il '68 ha fatto solo danni basta guardarla per esserne persuasi.
Quindi si torna indietro. Dalle tre i (impresa, inglese e internet) passiamo a GcF: il grembiule col fiocco. chissà se cambieranno anche i dettagli: ad esempio i programmi. Temiamo però che la scuola resti, o torni ad essere, di classe. Che l'insegnamento del latino e greco fungerà ancora da segno distintivo di liceali bravissimi nel copiare una versione da internet.
Gli studenti italiani, è notizia di qualche mese fa, ignorano il motivo dell'alternarsi del giorno e della notte. Quando è all'estero l'italiano, se colto, smette di parlare in dialetto. Ma il latino e greco rimangono: nell'età in cui la mente viaggia svelta ai ragazzi italiani si insegna il vocativo di rosa,ae.
C'è chi ritiene che tradurre Cicerone e Omero formi. Di solito a dirlo è qualche liceale nostalgico. Chi il diploma lo adopera per ciò che Giovanni Gentile lo concepì: farne un segno distintivo per una società classista in cui l'avvocato, il burocrate, il medico, il prete potevano parlare in codice.
Senza chiedersi quanto formi rimontare un motore.
Ma se proprio non vogliamo sporcarci le mani, ministra,avvocatessa, Gelmini, mettiamo da parte il de Bello Gallico e sfogliamo Le Monde.
venerdì 5 settembre 2008
festival della letteratura resistente
domenica 8 giugno 2008
Alì inghiastre


Nulla esclude che qualcuno - un bambino, un marziano, un trentino - vi chieda com'è, davvero, la vita e che voi rispondiate senza pensare: bella.
Affermazione sempre più azzardata che però voi potreste immediatamente giustificare con una prova inconfutabile: stasera alle 21 al teatro off di Trento suonano gli Alì inghiastre.




