venerdì 16 agosto 2013
la grande bellezza, o quel che ne resta
sabato 27 ottobre 2012
Reality
La Napoli milionaria di De Filippo oggi brancola nei centri commerciali e dorme tra pareti ammuffite, parla inglese senza capirsi, applaude, s'ingozza e prega. Una vecchia trovata di Salemme (un suo personaggio si fingeva omosessuale per entrare in un reality) qui diventa patologia, la ciccia è la stessa di Mozzarella story ma un'inquadratura davanti ad uno specchio toglie la voglia di ridere. L'inquadratura iniziale, con la panoramica agglomerato, invece ricorda quella di American beauty, film che vinse l'Oscar, premio per il quale questo film di Garrone avrebbe meritato almeno di concorrere.
martedì 27 marzo 2012
Cesare deve morire
sabato 8 ottobre 2011
un libro fuori dai cori
Federica Sgaggio ha scritto Il paese dei buoni e dei cattivi, edito da Minimum fax.
Il libro non l'abbiamo letto, ma l'autrice, in una recente presentazione, ci ha fatto venire voglia di farlo quanto prima, il blog (http://www.federicasgaggio.it/2011/05/il-%C2%ABbrand%C2%BB-generazionale/) e il libro.
Perchè davvero l'opinione pubblica è divisa in tifoserie. I media la mobilitano, le danno appartenenza e lei s'accoda a seconda della curva dello stadio da cui fa il tifo. Le interviste spesso non dicono nulla, se non vuoti proclami. E anche gli scrittori, i presentatori, i cantanti si dividono in di destra e di sinistra.
Battiato parla, nessuno lo capisce, chi applaude, chi no, a prescindere.
Gli schieramenti sono assimilibali a brand, dice l'autrice.
Sui delitti le riviste si schierano: colpevole o innocente, e con loro, i lettori, acriticamente.
La sinistra esalta la meritocrazia. I suoi seguaci pure, senza eccepire che, di sinistra dovrebbe essere l'uguaglianza, non la selezione naturale.
Chi sa cos'è il debito pubblico? chiede Sgaggio. Eppure ci si schiera. A seconda delle appartenenze, di quelle nuvole collettive, come le chiama l'autrice, che possono farci mettere un banner contro la lapidazione di una donna sul nostro profilo Facebook e non chiederci se siamo contro la lapidazione, contro la pena di morte in generale o contro quella sulle donne.
Passa un mese, e che fine ha fatto quella donna nessuno se lo chiede, perchè il Saviano di turno (ma anche il Montezemolo) ha detto che l'Italia deve mobilitarsi.
Per cosa? Per chi? Perchè?
Non è importante, non fa notizia.
lunedì 26 settembre 2011
sosteniamo Bollani
Ci sono quei programmi per cui vale la pena di pagare il canone. E poi ci sono quei programmi per cui vale la pena di comprare un televisore. Uno di questi è Sostiene Bollani, in onda ieri in terza serata su RAI3 e speriamo ancora tante domeniche magari qualche minuto prima.
Perchè dovrebbero vederlo anche i bambini, un programma che parla di musica senza urlare nè addormentare. Un programma che parte da Bach e arriva ai testi di Micheal Jackson (da ricordare la lettura fornitane da Caterina Guzzanti.)
Un programma che insegna incuriosendo, ma che nel frattempo diletta, grazie alle dita di Bollani che passeggiano, corrono, indugiano sulla tastiera mentre il titolare spiega cos'è un direttore d'orchestra, parla dei finali, o svela che My way e la colonna sonora del Padrino sono cover di brani dimenticati.
Passare dalla Rettore a Rossini, con in mezzo un brano cantato dagli Avion Travel, chiedere al pubblico di tossire in battere e in levare, fare il verso a Frank Sinatra: che l'arte sia il più stuzzicante dei giochi?
Grazie, Bollani.
domenica 7 agosto 2011
consigli per le arene: La nostra vita
venerdì 8 luglio 2011
poemi umani
sabato 23 aprile 2011
Si è smarrita la capacità profetica?
DC
lunedì 27 settembre 2010
pro e contro Marx
Alla faccia di quelli che dicono comunismo e pensano alla corazzata potemkin, ai baffoni di Stalin e al comintern, esce Pro e contro Marx, di Edgar Morin (ed. Erickson).
Scopriamo un Marx che con la sua prassi non si arrende allo status quo ma guarda al cambiamento, fino a prevedere la globalizzazione.
Per Kolakowski, del resto, il marxismo come istituzione è quasi la contraddizione del marxismo come metodo. Quando il marxismo diventa ortodossia, in altre parole, cessa di essere marxista.
Il pensiero di Marx pertanto va assunto senza pretenderne di farne l'unica chiave di lettura possibile: compreso, dopo Hiroshima e le follie collettive del secolo passato, l'aspetto provvidenziale della storia e del progresso.
Perciò, scrive Morin, per comprendere fenomeni come le due guerre, il nazismo, lo stalinismo ci vuole anche lo sguardo di Shakespeare, non solo quello di Marx, Braudel o Wallerstein. Bisogna abbandonare il mito di homo sapiens e considerare l'uomo per quello che l'autore definisce homo sapiens - demens, quell'essere che può dar luogo a Mozart ma anche a Hitler e che rischia di mettere in pericolo la vita del suo pianeta. Per sventarlo, l'obiettivo del socialismo oggi diventa trasformare la specie umana in umanità. Una rivoluzione.
venerdì 17 settembre 2010
velina o calciatore, altro che scrittore!
giovedì 5 febbraio 2009
Operazione Valchiria. O Valsugana?
Nove mesi prima di darsi la morte Hitler subì un attentato. Ne uscì con qualche ustione ma vivo abbastanza da pranzare con Mussolini e ordinare che gli ufficiali che avevano cospirato venissero catturati vivi. Per essere impiccati in una maniera estenuante, con un cappio collegato all'altro. Non prima di un processo in cui vennero sbeffeggiati. Ad uno di loro che era stato condotto in aula senza cintura il giudice diede del porco perchè si reggeva i pantaloni. La moglie di uno di essi volle comunque essere presente nel dibattimento, mischiata tra la folla, per dire al marito con uno sguardo che lei non lo abbandonava. Successivamente Hitler ordinò che di quei cospiratori fossero eliminati anche i parenti.
In un regime in cui il fanatismo conduceva i gerarchi a spararsi per un errore, in cui il popolo era esaltato dalla propaganda di Goebbels e il controllo non solo sulle menti era totale c'era dunque chi tramava.
Osando, azzardando. Comprendendo che la parola onore era ormai una bestemmia, ma immersi nell'esaltazione di tutto il reich, chissà con che tremore nel bisbigliarlo.
Ce n'era abbastanza per farne un capolavoro, o almeno un film.
Ma si sa, ognuno ha la sua specialità. Agli americani per esempio vengono bene le gomme da masticare.
martedì 20 gennaio 2009
Appunti per un film sulla lotta di classe
Immaginate che un giocatore di scacchi riesca a mettere in campo la partita perfetta: mossa dopo mossa una serie di arrocchi, di combinazioni, fino alla vittoria.
Immaginate poi che lo stesso giocatore nella partita successiva, magari con un altro avversario replichi le medesime mosse, una ad una. La partita cesserebbe di essere perfetta, e anzi probabilmente porterebbe ad una sconfitta.
Quando Ascanio Celestini in "Appunti per un film sulla lotta di classe" si china su un carillon come in "radio Clandestina" faceva su una radio, perde.
Quando enumera la dozzina di precari che denunciarono l'Athesia come in altri brani faceva con i caduti delle fosse ardeatine, viene sconfitto.
Azzeccare le mosse significa leggere, capire, che partita si sta giocando.
Ascanio è come qui giocatori di calcio che fano sempre la stessa finta, col campo pesante o col sole, stanchi o freschi, in attacco o in difesa. Di solito finiscono a farla davanti a un bar, per gli amici.
Quando Celestini chiama "bocca marcia" una ragazza col labbro leporino reitera la parlata che l'ha reso famoso: il romanesco di sessant'ani fa. Quando racconta del padre di quella ragazza che impone si debba sposare prima lei e poi, in ordine, la seconda figlia dà voce a una mentalità da dopoguerra, quella che appunto tanto bene narrava, ad esempio, in "Scemo di guerra".
Tutto pare insomma come quando Pavaroti gorgheggiava i pezzi di jovanotti. Ma Ascanio non ha l'incombenza di pensare a come evadere le tasse: possibile che non si renda conto che il suo talento merita un uso migliore?
Migliore di certe battute anche da Bagaglino, "il marito di Costanzo."
Se proprio bisogna rubare, di refurtiva preferiamo i soliloqui presi a prestito dallo stile di Antonio Rezza, in cui tra sè e sè si equivoca assurdamente una realtà svelado quanto essa sia più assurda ancora. Oppure, di argenteria preferiamo le canzoni, specie "tra cinque minuti scoppia la rivoluzione" che provano a riecheggiare de Andrè.
Celestini è un Maradona, è un Bobby Fisher.
Dei suoi appunti è dagli scarabocchi che dovrebbe partire, senza fare l'inchino per gli applausi alle partite di qualche anno fa, o di qualcun altro.
venerdì 12 dicembre 2008
"Le meravigliose avventure di Silvana Rivolta"
lunedì 8 dicembre 2008
Roberto Murolo, chi era costui?
sabato 29 novembre 2008
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giovedì 13 novembre 2008
Vicky Cristina Barcellona: tanto vale investire in borsa
Vicky Cristina Barcellona, l'ultimo film di Woody Allen, parla dell'attuale crisi economica. E' la storia, come sempre autobiografica, di un regista che, esaurita la vena da una ventina d'anni, riutilizza clichè logori.
Bastano tre star, qualche scorcio di Gaudì, una spruzzata di promiscuità con vent'anni di ritardo su Almodovar e una canzoncina ammiccante come colonna sonora. Un'americana perbenista e una no in vacanza a Barcellona si innamorano di uno spagnolo che di professione fa - indovina? - il pittore il quale a sua volta è ancora legato alla sua ex moglie, una spagnola caliente. Dopo che pressapoco tutti vanno a letto con tutti ognuno se ne riparte.
Visto il reddito del regista e la crisi, la morale del film è: ma chi ve lo fa fare di spendere per vederlo?
giovedì 7 agosto 2008
come un dito sopra una schiena
martedì 20 maggio 2008
Orwell ci appassiona ancora!!
Non ci aspettavamo certo di chiudere un piovoso lunedì sera sospirando indignati di fronte ai 7 comandamenti via via mistificati dai porci maiali, né a commuoverci per l’ennesima sconfitta del più debole. Dall’amaro retrogusto attuale.
Felici che questi ragazzi abbiano vibrato dell’adrenalina da palcoscenico, protagonisti di un’opera che ha segnato la storia della letteratura.
Plaudiamo ai nuovi interpreti dell'invito di Orwell “Pass on this message of mine to those who come after you, so that future generations shall carry on the struggle until it is victorious.”
Per informazioni sull’iniziativa “La Scuola a teatro”:
CO.FAS. Trento
Tel. 0461 237352
Email: info@cofas.it
giovedì 10 aprile 2008
Par sfotticio II
LdF
sabato 5 aprile 2008
Tutta la vita davanti

MILANO - Maltrattata e umiliata. Ma ha resistito anche se malata. Poi, quando è stata aggredita fisicamente, ha deciso di reagire e ha denunciato la violenza alla polizia. Protagonista di questa storia una cassiera peruviana del supermercato Esselunga che tra le lacrime ha raccontato l'aggressione di cui è stata vittima nel locale spogliatoio del negozio di viale Papiniano, a Milano, da parte di una persona non ancora identificata. "Quando mi ha messo la testa nel water", ha detto, "ho visto i miei figli che mi salutavano per l'ultima volta e mi sono raccomandata a Dio". E' il 2 febbraio: la donna, 44 anni, due figli di cui uno piccolo, un contratto part-time di 30 ore settimanali per poco più di 1000 euro netti al mese, soffre di problemi renali. Le capita di stare male, ma non le è consentito di andare alla toilette.
Finito il lavoro "umiliata e piangente" va in ospedale dove, dice, le viene diagnosticata una cistite emorragica: 15 giorni di malattia la prognosi. Non era iscritta al sindacato ma decide di farlo con la Uiltucs-Uil: "Le colleghe che hanno aderito all'organizzazione sono le uniche che hanno il coraggio di raccontare come mi hanno fatto fare pipì addosso". Giovedì scorso il fatto più grave: dopo le 16.30 la cassiera scende le scale per cambiarsi e uno sconosciuto le copre gli occhi con una banda, le blocca le mani, le infila in bocca un panno e le sbatte la testa contro i muri del bagno. Poi urlandole "piscia" e altre minacce preme il tasto dello sciacquone.
Qualsiasi reazione abbiate a questa notizia di qualche settimana fa vi prescrivo di vedere “Tutta la vita davanti” di Virzì.
In caso invece la notizia di reazioni non ve ne abbia suscitate si consiglia la visione in modalità “Arancia meccanica”, applicando cioè dei tiranti alle palpebre in modo che restino aperte per tutta la proiezione, senza che un solo fotogramma vada perduto.
Aumentare la dose in prossimità delle elezioni.
Buona visione.



