giovedì 3 dicembre 2009

bis! Anzi no.

Ogni tanto una buona notizia: l'ultimo disco di Giusy Ferreri, in cui la vincitrice dell' X factor di un paio di anni fa canta "Il cielo è sempre più blu", non vi verrà recapitato a casa. Pare non sia neanche obbligatorio comprarlo. Ascoltandola dalla sua attuale postazione, l'autore non potrà che confermare, ora per esperienza, la verità di quel titolo e l'impossibilità di ogni confronto.
Qualche versione non originale mica male in giro però c'è.
Ne segnaliamo una poco nota:" Prima di partire per un lungo viaggio", cantata dalla voce degli Stadio, Gaetano Curreri, invece che dalla vezzosa Irene Grandi, sentita da un altoparlante dentro una stazione, è in grado, da sola, di far poggiare la valigia, farla dimenticare e montare sul primo vagone che capita.

il grande tranello

E pensare che c'è gente che ancora pensa alla mafia. Persone che si danno da fare contro l'inquinamento, o la povertà. Invece di pensare alla cose serie. Come le nomination del Grande fratello. Gli amori, le congiure, le carezze e i cazzotti tra dieci trentenni a petto nudo sono le cose che ci tolgono il sonno. Noi che piuttosto che la situazione degli immigrati seguiamo il sedere della Marcuzzi, noi che invece di perdere tempo dietro i dati della disoccupazione votiamo con un sms il nostro mito da confessionale.
Tuttavia, un modo per coinvolgere quei reietti che perdono le serate a portare coperte ai barboni o a manifestare contro la guerra ci sarebbe. Ai nostri ragazzi del grande fratello, già impegnatissimi a bisbigliarsi le opinioni degli autori, perchè non li facciamo confezionare vestiti da mandare ai bambini di Rio? Perchè non dare un premio a chi raccoglie più ortaggi per gli operai in cassa integrazione, perchè non li impieghiamo a dare una mano nell infermerie delle carceri?
Se non serve a pensare, il grande fratello, serve esattamente al suo contrario.
O no?

mercoledì 2 dicembre 2009

il nonno dell'aspirante figlio di papà

Celli, l'uomo che nella foto cerca il pelo nell'uomo, è prestigioso professore di un'università privata. Ha di recente pubblicato una lettera aperta in cui invita il figlio ad espatriare: qui in Italia, di meritocrazia non ce n'è abbastanza. Non lo commenteremo. Lo hanno già fatto in tanti. Chi gli ha dato ragione, chi dell'ipocrita, chi dell'opportunista. Alberoni lo ha invitato a dare un'occhiata a cosa siano i giovani di oggi, prima di desiderare di vederli all'opera. A cosa serva il merito al figlio di un professore universitario oltretutto sfugge. E in effetti, che i ragazzi cresciuti a latino e fiumi della Padania siano in grado di concorrere con quelli di New delhi è tutto da verificare. Concordiamo peraltro con Celli che per trovare qualcosa di cui essere fieri dell'Italia dobbiamo rimontare a Poppea. Ma quello che ci interessa è altro: la fregatura generazionale che ricorda le pubblicità in cui si vede una fuoriserie guidata da un manager con tanto di bionda. La parola "prestigio", che ha fatto desiderare a ogni padre una scrivania per il figlio e che ora spinge l'uno e l'altro a sfruttare l'ucraina che deterge le natiche al nonno. A vent'anni dal crollo del muro, guardate in testa a chi cadono, i calcinacci.

martedì 1 dicembre 2009

“Nostra Signora dei calzini” Ironia e dissacrazione al femminile, Roma 1 dicembre

Martedì 1 dicembre ore 21:00 al Fanfulla 101
(Zona Pigneto, Roma) 


Alessandro Morera presenta
"IRONIA E DISSACRAZIONE AL FEMMINILE":

“NOSTRA SIGNORA DEI CALZINI”
Una serata di poesie, mollette, fili stesi e…. calzini


Ci sarà un buffet etnico con aperitivo



“Nostra signora dei calzini” è il libro che raccoglie le poesie di ALESSANDRA RACCA.
È però anche il titolo del reading-presentazione che nasce a partire dalle poesie del libro.
Protagonisti assoluti, del libro e del reading: i calzini.

Il reading: “Ci sono cose nella vita che uno ci pensa su.
Cose pesanti e cose leggere. Ti capitano e hai bisogno di fermarle un attimo, di condensarle, appenderle e così appese guardarle: una dopo l’altra, finalmente lineari, semplici, come panni stesi…
....perciò è così che faccio: ho un filo di lana rossa e tanti calzini, ho cose da raccontare per ognuno di questi calzini, ho delle poesie.

Racconto cose che mi sono capitate, leggo pensieri in forma di poesia e li appendo, con le mie mollette di legno, al filo di lana rossa.
Quando il filo è pieno di calzini che penzolano, tutti le possono vedere queste cose: quelle cose della vita che ci penso sempre su”


Ideazione, testi, lettura: Alessandra Racca nei panni de la Signora

fatti abbracciare, dai, non fare l'essere umano!

In quella terra piena di noiose sorprese che chiamano Trentino è in vendita il calendario delle cacciatrici. Bionde vestite solo di cartucce? Doppi sensi a cavallo di una doppietta? Pecorine in cerca d'uccelli? Magari.
I mesi del 2010 per chi comprerà questo calendario saranno scanditi da cacciatrici vere o almeno verosimili: nulla di venereo, ancora meno di venusiano, molto di venatorio.
Vecchioni cantava " prendila tu, quella che fa il leasing".
E la bracconiera, chi se la piglia? Il tesoro che si accomoda nel letto e ti racconta di quel bel cerbiatto finito con un colpo in fronte chi la vuole?
Pigliatevela, ma appena s'addormenta, fatele lo scalpo e appendetelo al muro.
PS: A pensarci bene, se fate lo stesso con i cacciatori, va bene lo stesso.