martedì 3 novembre 2009

tristi tropici

senza Cacciari

Cacciari lascia la politica, e gia´questo lo rende originale. C'e`chi dice non lascio neanche se mi arrestano e lui che sommessamento informa: tolgo il disturbo. Del resto si racconta che quando gli offrirono di entrare nel PSI di Craxi abbia declinato con la stessa cortesia: "grazie, sono ricco di famiglia". Era un sollievo sapere che a guidare Venezia fosse lui, un professore di filosofia, e non un caporonda, non uno speculatore. Come un personaggio da vecchio testamento per anni aveva avvertito i capi del suo partito che nel Veneto quel partito stava crollando. Era, in effetti, l'ultima diga. L'arcobaleno sullo sfondo di una foto piena di speranza, la foto della stagione dei sindaci, la foto che Rutelli e Bassolino hanno macchiato, strappato. Una foto di vent'anni fa.

lunedì 2 novembre 2009

Alda Merini: l'inutensile

Le cose e le persone o sono belle (Rutelli) o sono utili (il cacciavite). Talvolta entrambe le cose (la vespa), talvolta nessuna delle due (Alda Merini). Come per certi pittori ben introdotti qualcuno, forse Maurizio Costanzo, aveva stabilito fosse brava. Ma brava a dire cosa? Sulle notizie di oggi, dai carcerati pestati alle centrali nucleari vorremmo sentire Pasolini. Del biascichìo di Alda Merini già non avvertiamo la mancanza. I suoi vent'anni di manicomio dalla tv sono sempre sembrati un vanto. Quando avrebbe potuto denunciare, salvare qualcuno che dalla camicia di forza ancora doveva uscire faceva come Pannella: assaporava le proprie parole, facendone una scorpacciata alla fine della quale chi la stava a sentire aveva smesso da un pezzo. E mentre avrebbe potuto testimoniare l'uso e l'abuso di sedativi, di botte, di eletroshock, si sforzava di essere laida, riuscendoci. Ora un'intervista dal letto di casa, ora delle foto seminude, sempre la voglia ostentata di “fare l'amore” come alitava maliarda. Natale non è lontano: si regalano libri. Morendo adesso, almeno per l'editore, Alda Merini sarà utile.

domenica 1 novembre 2009

Nuvole e lenzuola (annodate)

La neobrigatista Diana Blefari Melazzi si è impiccata nel carcere femminile di Rebibbia a Roma.
Il sopracciglio alzato, le campane suonano, le famiglie nei paltò portano vasi di crisantemi.
Mi chiedo: se la signora Blefari era convinta delle proprie azioni, non credo sia segno di squilibrio psichico che abbia aggredito un agente dopo la conferma della condanna, o che abbia fatto a pezzi tutto quello che le capitava sotto mano in cella. Mi pare una reazione di rabbia comprensibile.
Possibile che le perizie psichiatriche in Italia le facciano solo in cella? Intanto tutti gli allegri mariti e fidanzati che trucidano le famiglie sono sempre buoni e normali. Sarà... Poco comprensibile mi sembra la severità della pena di questa signora se è vero che aveva "solo" noleggiato il furgone e partecipato al pedinamento di Biagi.
C'è gente che per stupri e pedofilia prende molto meno. Esce molto prima. Per non parlare di reati di alto profilo, che dissestano il paese dietro lo scudo di leggi ad personam e allegri condonini. Mi sembra umanamente comprensibile che di fronte alla prospettiva di circa 30 anni in carcere, la signora (40enne) abbia ritenuto di non farcela, e di andare a vedere se oltre le nuvole ci sono condizioni diverse…. Mi sembra strano che la notizia sembri quasi una notizia: in un marasma giornalistico quotidianamente urlato, lacerazioni di vesti e di ugole. Sembra quasi una vicenda di serie ...B.

futting

nelle domande sulle motivazioni di chi corre e sulla musica che ascolta, sugli orari e sulle abitudini, viene fuori quasi un piccolo manuale di psicologia collettiva. Gli italiani hanno bisogno di muoversi in compagnia (l'81 per cento), gli inglesi corrono anche con i bambini in carrozzina e rimuginano sui soldi più di chiunque altro, gli olandesi sono concentrati sul lavoro, gli spagnoli e i francesi lo mettono all'ultimo posto. Una percentuale tra il 19 e il 20 per cento fantastica sul sesso, più gli uomini che le donne.