sabato 24 ottobre 2009

ultimarie

Dopo aver scelto la sede delle Olimpiadi i nostri elettori sceglieranno anche il nuovo leader del PD?
Sarà dunque Marino, il chirurgo, a curare il partito dei (ga)Binetti?
Ma soprattutto, a quando un partito senza una figura carismatica?
I partiti in parlamento sembrano corti attorno ad un monarca: Di Pietro, Bossi, Berlusconi, Casini, sono a capo dei loro partiti dal momento della loro fondazione, dimostrazione plastica dell'immobilità dei ceti dirigenti. Le primarie non rispondono ad una logica molto diversa: la legittimazione del leader serve a rafforzarlo, perchè tutti sanno che sia Franceschini, Bersani o Marinoa prevalere, quella sarà la faccia cui verrrà associata la sigla del partito.
Non diversamente dalle città in cui si mettono fioriere nei centri perchè è con il monumento in piazza che si identifica tutto il comune.
Preferiremmo un partito senza leader, con una periferia finalmente vivibile, in cui tutti, da d'Alema al sedicenne che vota alle primarie possa dire, come in una canzone di Daniele Silvestri: "Sono il primo io, e sono l'ultimo."

2 commenti:

Anonimo ha detto...

L’articolo precedente si intitolava “fatti suoi”.
Questo “ultimarie”.

Completamente cannato il titolo precedente quanto azzeccato questo!

Se Marrazzo si è fatto trovare con un trans non sono fatti suoi!
Il suo operato rischia di lasciare con le mutande calate tutto il paese ( e non quindi solo le sue!) … e la supposta è pronta per tutti gli italiani!

E come il solito la colpa è della sinistra! / Sempre che il PD sia sinistra!)

Fra poco le regionali…. Puglia e Campania non stanno molto meglio. Se il PD perde queste tre regioni si autoestinguerà.

Quindi il titolo è più che azzeccato! "ULTIMARIE!"

Chi ne gioverebbe?
L’unico a sinistra ( per modo di dire) DiPietro….. bella roba!

tommi ha detto...

Siamo tutti pronti a 90°.