sabato 13 febbraio 2010

Я знаю, что вы знаете - Lo so che lo sai, Nodar

This combo picture shows Georgian luge hopeful Nodar Muaritashvi... AFP/Getty Images
Nodar Kumaritashvili of Georgia is seen just before crashing dur... (AP Photo/Ricardo Mazalan)
CORRECTION SPELLING OF ATHLETEGeorgian luge hopeful Nodar Kumar... AFP/Getty Images

foto prese qui:


Я знаю, что вы знаете
Nodar, lo so che tu lo sai.
Che tu solo lo sai, se hai sentito un alito freddo sulla spalla, diverso e improvviso, dall'aria gelida che fendevi sullo slittino.

Sfilacci di pensieri e indicibili parole
Schegge di paura ed emozioni – nell'attimo in cui ti sei sentito buttato fuori pista –
il nanosecondo esatto in cui le braccia si sono ribellate al tuo corpo sbattendo come un piccione disorientato sul traliccio che ti ha spezzato le ossa.

Curvi sulle foto a milioni osserviamo il tuo corpo.
Il resto è invisibile e muto.

Da concentrato e disteso sul luger, le scarpette puntate all'interno, ti vedo riverso dopo pochi minuti con un bulbo oculare spalancato e il sangue nei denti. Mi rintrona il boato del silenzio ignoto e interrogato. Domande che spengono il sole.


Ti immagino solo, impaurito, lontano – una schiera di amici, famiglia, fidanzate, cani, gatti, compagni, déi – che non potrai salutare.


Giovane di una gioventù strappata che non conosco e non so, se albergasse a ogni discesa il rinnovo di una sfida, un death wish scivoloso inciso nel ghiaccio.

Indagatori di cenni nelle pieghe delle labbra. Ispettori di misteri disvelati in una ciglia insanguinata.

Vorrei portarti indietro, averti qui e chiederti se lo sapevi se lo sentivi se lo hai saputo se lo hai sentito, che stavi per morire.

E adesso, dove sei?
Trapanato in un tempo brevissimo il muro del mistero, ti sei portato via le risposte.
Rimaniamo ancora, mesti, sotto il tendone di un circo triste.
Quando con dita piccole e stanche le stringeremo, le risposte, sarà tardi, e impossibile, per noi, pure noi, rivelarle.

Allora nuovi nati affolleranno le fila dei curiosi.
Chini sulle foto, sulle tue e sulle mie e sulle vostre, cercheranno di spremere parole.
Scivola in pace, Nodar. Ovunque tu sia

 

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