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martedì 26 maggio 2009

suocere, in campana!

ROMA (26 maggio) - Se la moglie riceve un'eredità il marito può interrompere di pagare l'assegno di divorzio. Ma solo dal momento in cui ne fa domanda e non da quando la ex ha ricevuto il lascito. Lo sottolinea una sentenza della Cassazione (sentenza 11913) che ha dato ragione a Costantino L., un marito divorziato che non voleva più corrispondere 200 euro al mese alla sua ex, Angela Maria C., dopo aver saputo che la donna aveva ereditato dei beni dalla madre nel 2000. (www.ilmessaggero.it)

venerdì 28 novembre 2008

martedì 23 settembre 2008

certezze

È tutta colpa dei sindacati, anzi della CGIL. Per chi ancora nutrisse dei dubbi la vertenza sull’Alitalia offre due certezze, ma alternative. O quella già mostrata in apertura, o che i mass media mentono al servizio dei loro padroni. Dopo che alle compagnie aeree low cost è stato permesso di impiegare in Italia personale con contratti irlandesi, dopo che le sono state concesse gli aeroporti migliori, si è scoperto che l’Alitalia è “un carrozzone”, parola magica che annuncia nuovi affari per gli imprenditori. La si pronuncia prima delle privatizzazioni: era un carrozzone l’Alfa Romeo, le autostrade, la Telecom e l’IRI tutto intero. Chi disprezza compra, si sa. Un'altra parola magica dei giornali è “casta”. Di solito parla di gente col posto fisso, niente di meno. Come il personale dell’Alitalia, a cui durante la recente vertenza è stato proposto di lavorare di più e guadagnare meno; un affarone. Infatti CISL e UIL hanno sottoscritto al volo, è il caso di dirlo. Eppure chissà perché le loro vittime, i lavoratori dell’Alitalia, hanno "puntato i piedi", capricciosi. Li ha rappresentati la CGIL, che è stata accusata di fare politica. Resta da capire cosa facesse la controparte, la “cordata,” quella di caschmere di Colannino e altri noti precari che danno ultimatum e chiedono dei sacrifici per telefono, dallo yacht.

giovedì 7 agosto 2008

Il Fulmine Funesta il Funambolo

Ho aspettato settimane il mercoledì lunare a Mezzolombardo organizzato da ‘Il Funambolo’ di Trento. Stasera c'è un funambolo v-e-r-o! Guido immaginando una scena alla Márquez; o un villaggio à la Profundo Carmesì asfalto spazzolato dalla polvere, nasi di bambini all’insù; tutti a guardare la luna e l’uomo sulla fune e fare ooooooooooooh!
Arrivo in anticipo. Il paese è semivuoto, ma c’è aspettativa nell’aria; aprono i primi negozi. Parcheggio sull’aiuola del campanile, inimicandomi gli ultimi santi. Faccio un paio di vasche. Arriva gente, ma del funambolo nessuna notizia. Solo i pali con la fune e le bandiere al vento. Vascheggio guardinga, senza allontanarmi troppo. A dirla tutta, sono un po’ delusa: avevo sentito che i funamboli camminano a decine di metri sopra le teste della gente. Questa fune sarà a neanche 20m. comunque, come fa a non cadere? E non avrà paura? Oddio! E SE CADE??
Alle 9 la gente si accalca. Mi spintona per la decima volta la sorella 15enne di Cindy Lauper versione dark, fra i capelli cotonati si impigliano le parolacce da ‘dura’. E poi via, carrozzine sui piedi, pance sudate e pance incinte. Facce plasmate con la terra dei vigneti rotaliani e nasi scavati nelle grotte di Mezzocorona. Mangiatori di patate. Poi le mamme cominciano a lamentarsi, sono le 9.20 - ancor niente spettacolo e si sta alzando un gran vento. Mi preoccupo per il funambolo: come farà a stare in equilibrio?
Alle 10 perdo le speranze.
Si vede che non se la sente. Forse non ha digerito la torta di patate. Comunque sia, nessuno si prende la briga di avvisarmi. La folla si dirada. Torno alla macchina; nell’attesa ho comprato un vestitino delizioso. Il vento monta caricando un temporale. I primi fulmini squarciano il cielo e i goccioloni picchiano sul parabrezza; taglio il paese evitando la folla impazzita come in fuga da King Kong.

il mio vestito nuovo

Varco la notte, delusa. Metto Mask dei Bauhaus. La mia serata funambolica è persa. Credo per sempre. O almeno per anni. Ma quando mi ricapita un funambolo? A casa, accendo la luce e le sonate per violoncello di Bach. Anche qui sta per piovere. Indosso il vestito nuovo, cambio gli orecchini. Alle 10.40 mi telefona Poldino: dove sei? - A casa, e tu? - Sto qui, sotto la fune, pare che parte. Il post qui sopra racconta come è andata….