giovedì 14 luglio 2011

Raiminews

Corradino Mineo, su Rainews, passa in rassegna le aperture dei tg.
L'Italia è a un passo dal fallimento. E' morto il quarantesimo soldato in Afghanistan. Sul treno Roma Napoli è stata trovata una bomba. La finanziaria viene approvata: il pronto soccorso diventa un lusso. Eppure quello che il tg1 offre sono le foto del telefonino di Sara Scazzi.
Le telecamere tornano su Corradino Mineo, che commenta: "In Italia dunque tutto bene."
Trattiene la risata e si scusa. Cambia tono; si collega con un extracomunitario detenuto nel Centro di identificazione di Ponte Galeria, a Roma, che gli descrive come si vive, oggi, davvero, nella capitale.
Piccoli segnali, voci minori, senza share.
Ma come capita al protagonista di The Trueman show, sempre più spesso, nella realtà che ci spacciano, qualcosa non torna.

un pugile suonato

A volte sul ring, il pugile che vince è semplicemente quello che cade per ultimo.
Gli Stati Uniti d'America rischiano la bancarotta. Come mezz'Europa.
Andare in pensione dopo soli trent'anni, avere un sistema sanitario e scolastico quasi decenti e contratti di lavoro che durassero più di una stagione erano lussi, ci ripetono. La ricreazione è finita. Adesso, sì, che arriva il libero mercato.
Forse qualcuno dovrebbe chiedere conto, a Gorbaciov, perchè, un quarto di secolo fa, lui, si fece stringere all'angolo. Mettendo la Russia in ginocchio. Appena in tempo, prima che fosse troppo tardi e ad andare K.o. fossero Reagan e i suoi seguaci.

domenica 10 luglio 2011

Il senso, in che senso?

in luglio perché fa caldo, in novembre perché il cielo è lugubre, spesso - non c'è forse un momento ideale o un giorno lieve per interrogarsi sul senso della vita.


Non so nemmeno se sia una domanda così frequente, fra la gente, mediamente.

Ogni tanto mi ci imbatto. E puntualmente sento la mente intrappolata in una stanza con materassi di gomma alle pareti.
Che giornate pesanti.


Rimetto tutto in discussione. Chi sono? Cosa faccio? Che cosa voglio fare? E dove? E, poi, perché?
L'ape che mi svolazza ora intorno ai polpacci, presumo, non si dibatte in questioni esistenziali. Segue un profumo, annusa i fiori e decisa si dirige dove trova di che fare il miele.


Le risposte che troviamo non sono, forse, che un – patetico – temporaneo – autoconvincimento?
Se morissi adesso, che cosa avrei lasciato nel mondo? Quale sarebbe il mio contributo affinchè, come in tanti ci illudiamo, fosse diventato un pelino migliore?
A volte la morte mi appare come un sollievo. Una pausa da questo infinito gioco dell'oca.
Poldino mi dice che se uno fa un'affermazione del genere, non sta bene.

DC

venerdì 8 luglio 2011

poemi umani

"Devo esprimermi o posso parlare?" A volte basta una frase per demolire un'epoca. Quella delle cure alternative che oggi coccolano il paziente mentale senza curarlo, continuando a lucrarci. L'ha pronunciata, ieri, a Pergine, uno degli attori di Poemi umani. Prima c'era stato il delirio fertile di una gestazione, la lucidissima lettera anonima di un rinchiuso al suo direttore, e i ricordi - i loro sì, di ordinaria follia- - di tre persone che nel manicomio di Pergine ci avevano lavorato. Da Cristicchi a Celestini i matti vanno di moda. E la morale sul diverso che è una ricchezza è diventata una tiritera, una ninna nanna. Ci voleva, allora, una nota stonata per dare la sveglia. L'hanno suonata gli attori Luca Vonella e lorenza Ludovico, cui auguriamo una fortunata carriera, diretti da un regista, Simone Capula, che invece preghiamo di rinunicare ad abbondarla, la propria carriera. Lo spettacolo forse non è inappuntabile, ma a renderlo ancora migliore possono farcela solo loro.

venerdì 1 luglio 2011

fai studiare un leghista: salverai un orso

Anche la Lega fa la sua lotta di classe. Quinta elementare, più o meno. A pensarci bene, tutti gli slogan e le proposte della combriccola che venera il Po riaffermano la diffidenza dell'ignorante verso gli azzeccagarbugli. Loro non si fanno prendere in giro, studi e volumi sul multiculturalismo li liquidano facendo calcare ad un maiale il suolo su cui doveva sorgere una moschea. Vent'anni fa, per placare la lava dell'Etna, scienziati di tutto il mondo si trovarono a convegno in riunioni febbrili. Bossi andò per le spicce e propose di usare gli aerei antincendio e irrorare il cratere. Un giornalista in tv fece la prova con un bicchiere: la temperatura era tale che l'acqua gli evaporava in mano. Ieri, di fronte al Capo di Stato che ammoniva di ripulire Napoli, la Lega, con visione non proprio Kantiana, ha replicato che il presidente è di parte, e nopeo, direbbe totò. Ma anche il senso dell'umorismo, un'altra attività che induce o complicità o il suo contrario, non è ben accetto tra le camicie verdi. A meno che non sia greve, condito da luoghi comuni. L'intelligenza e la cultura sono una minaccia, per chi non ne dispone. Così si spiega che la Lega,in Trentino, la sua opposizione agli orsi la esprima mangiandone la carne. Il banchetto è in programma e anche stavolta più di tanti discorsi, sembrano dire i leghisti, "noi badiamo al sodo". Basterebbe alzare l'età della scuola dell'obbligo, forse, per far sparire la Lega.