Sana e robusta costituzione.
Visualizzazione post con etichetta il dipendente pubblico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il dipendente pubblico. Mostra tutti i post
venerdì 4 giugno 2010
domenica 22 novembre 2009
non ci si può allontanare un minuto!
WASHINGTON (22 novembre) - Ha provato il brivido di diventare papà si può veramente dire ad alta quota. L'astronauta americano Randy Bresnik, 42 anni, uno dei “meccanici” della missione Nasa STS-129 impegnata in questi giorni sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ha appena fatto in tempo a portare a termine la prima passeggiata spaziale della sua vita quando, rientrato nella stazione, ha avuto questa notizia: «We have a baby».
Alle 5:14 del mattino la moglie Rebecca ha infatti messo al mondo Abigail Mae Bresnik.
Etichette:
amenità,
desideri hard,
il dipendente pubblico,
post del cuore,
turismo responsabile
giovedì 12 novembre 2009
così non sia
I l potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l'aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita. I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l'ambiente ben ventilato.
(Erri De Luca, da http://www.liberazione.it/)
venerdì 30 ottobre 2009
la legge è uguale per lutti
Pare che mostrare una schiena a pezzi forse riesca a persuadere qualcuno che è il caso di dare un'occhiata a cosa accade nelle carceri italiane. A questo sono dovuti arrivare i famigliari di Stefano Cucchi, che è entrato in un carcere di questo paese per colpa di venti grammi di marjuana e ne è uscito con un occhio rientrato.
Non ci speriamo più di tanto. Non è accaduto per Aldrovandi, nè per quel terrorista in costume da bagno che di cognome faceva Giuliani.
Non ci speriamo perchè Cucchi non era un fascistello dei Parioli, non ci speriamo perchè nessuno ricorda chi è Pinelli, l'anarchico che secondo le ricostruzioni della sentenza prima di buttarsi dalla questura di Milano si tolse una scarpa, non ci speriamo perchè in questo paese di cosa accade nei campi in Puglia o nei CPT di Lampedusa o in qualsiasi cantiere, sottoscala, albergo di periferia non importa a nessuno.
Dopotutto se quattro carabinieri ricattavano Marrazzo la colpa era sua, no?
Etichette:
1984,
il dipendente pubblico,
morte cattiva,
paure civiltà? perlessità
domenica 8 marzo 2009
comunque la pensiate
E' vero che il web travalica i confini e che contribuisce a rendere il mondo un unico villaggio globale, ma registrare da dove i nostri lettori ci visitano ci procura la vertigine di essere letti a latitudini, climi, scenari che non pensavamo. Si tratta probabilmente spesso di contatti fortuiti. "Talloni screpolati" continua ad essere la voce attraverso la quale forse la maggior parte dei nostri visitatori si imbatte in questo blog. Ma sapere che questa umanità che condivide con Achille il punto debole con noi condivida almeno qualche istante è qualcosa che lusinga e inquieta. Come l'involontaria interferenza di uno sconosciuto al di là dell'oceano. O del Mediterraneo. Perchè a lungo meritammo le puntali visite con qualcuno di Ismir, in Turchia, e tuttora un benemerito ci visita pressocchè quotidianamente da Brema, in Germania. Che siano compatrioti nostalgici o stranieri curiosi, benvenuti. "Comunque la pensiate", come diceva Santoro quando apriva Samarcanda. Vogliamo dire grazie a loro, come a quelli che i motori di ricerca hanno deviato presso questo sito dalla Nuova Zelanda, dal Messico, o dalla Palestina, come oggi. O a quei tre che, chissà perchè, ci visitarono lo stesso pomeriggio, dagli USA.
La fatica che fanno è la stessa di chi ci segue da Milano, Reggio Calabria o dal Trentino, cui spesso ci rivolgiamo, però vuoi mettere cliccare su blog2piazze.it quando davanti hai la baia di Melbourne o le Ande? Significa accettare di collegare altre idee, culture, piazze, piazze, piazze.
martedì 3 marzo 2009
Mata Hari - Tiriamo le somme...e i nostri CV!!!
Bene! E’ giunto il momento di tirare le somme. Il fatto è oramai noto.
E’ notizia di ieri che 200.000 “precari” nella pubblica amministrazione non avranno rinnovato il contratto. E questa non è una cosa positiva di sicuro! E in Trentino?
Trentini smettiamola di nascondere la testa nella sabbia e di criticare i “fratelli campani o siciliani”! Noi siamo uguali…. Anzi peggio di chi si critica!
- Personalmente poco mi importa che il sindacato faccia una battaglia contro la giunta Dellai che ha aumentato i dirigenti generali della Provincia, da 25 a 27: lo sappiamo tutti che queste nomine sono politiche e non passano attraverso concorso.
Dellai sostiene che il nuovo Dirigente generale serve perché ci sono nuove Agenzie, che sono state elevate a livello di un dipartimento? Ma perché nessuno dice al Governatore che poteva benissimo dare questo incarico a chi già copre incarichi “speciali” (e cioè progetti speciali) dai titoli e dagli scopi più assurdi? Non è solo una questione morale, ma anche economica. Intanto, i Dirigenti generali non vincono concorsi ma vengono nominati con l’investitura “della spada” del Magnifico!
- Ci sarebbe poi da dire qualcosa sul fatto che Mr. D. ha inserito una norma nella legge finanziaria per poter far nominare nove direttori a reggere altrettanti uffici. Questi signori potranno essere incaricati direttamente dalla giunta, senza uno specifico concorso, e pescando anche tra i dipendenti non laureati, in barba a e contro tutte le leggi sinora in vigore. Siccome i concorsi per Direttore finora seguivano regolare procedura pubblica, sembra una scelta piuttosto strana, in quanto la Giunta è libera di scegliere come direttore il dipendente che vuole anziché premiare la logica della meritocrazia.
Vogliamo ricordare, infine, che ci sono graduatorie che a breve scadranno: graduatorie in cui alcuni dipendenti si sono piazzati dopo aver superato idoneo esame!
Per dover di cronaca chiediamoci se questi numeri siano veri:
Sarà vero che “i generali” dell’esercito di Dellai sono così distribuiti e così pagati?
25 (fra poco 27) Dirigenti generali: stipendio (circa) € 6000 – 8000/mese
98 dirigenti di Servizio: stipendio (circa) € 3500 – 5000/mese (dipende dal peso e dall’importanza del Servizio)
236 Direttori d’ ufficio: stipendio (circa) € 2200 – 2500/mese
Ma questa non è la guerra dei poveri!
Questa è la guerra di chi un lavoro lo ha già! e anche ben retribuito!
La vera ingiustizia, secondo me, è che il sindacato non ha fatto trapelare che una marea di contrattuali atipici verranno regolarizzati. Senza concorso.
Tutti abbiamo diritto di lavorare. Che la Provincia faccia tutte le sue debite considerazioni sui posti da mettere a concorso, ma li renda pubblici!
Senza voler entrare nel merito della poca trasparenza delle assunzioni “stagionali” (stagionalità di 3 anni), senza voler dire che alcuni potrebbero essere entrati grazie a conoscenze, preme far notare che chi ha firmato un contratto “atipico” sapeva che era un contratto “stagionale”, e dovrebbe avere un po’ di senso civico e di correttezza e ammettere che la “sfida per un posto fisso” dovrebbe essere combattuta con armi pari.
E per cortesia, non accampiamo la scusante della professionalità. Laureati che fanno procedure amministrative, diplomati per protocollare: mansioni dove non serve sicuramente un elevato titolo di studio! Ma tutto non è perduto… Tra pensionamenti e blocco delle assunzioni, di posti vacanti in Provincia ve ne sono molti (si stima un 10% di personale atipico per servizio).
INVIAMO TUTTI IL NOSTRO CURRICULUM VITAE AGLI UFFICI E AI SERVIZI DOVE LA NOSTRA PROFESSIONALITÀ POTREBBE SERVIRE, CHIEDIAMO UNA RICEVUTA E UN PROTOCOLLO, E SE SIAMO STATI ESCLUSI CHIEDIAMO DI VEDERE GLI ATTI.
La provincia è piccola, la gente mormora, e di chi viene assunto si conosce vita morte e miracoli. Il tempo dell’omertà deve finire!
E questa è forse una delle ultime corpose chance!
Servizi provinciali
http://www.strutture.provincia.tn.it/script/strutture.asp?var=4
Struttura della provincia
http://www.strutture.provincia.tn.it/
Mata Hari
lunedì 16 febbraio 2009
The Italian Job: Cap. 1
Sono appena entrato in ufficio e già avverto nell’aria i sibili della sommossa. Alla guida una collega. Il campo di battaglia è un ufficio pubblico. Sommossa, guerriglia, chiamatela come più vi allieta, ma il soldato è furibondo e non può fare nulla per debellare l’inaspettata resistenza al lavoro. «Non riesco a sedermi! Non posso infilare le gambe sotto la scrivania!». Impossibile lavorare. In piedi non è possibile. Inginocchiati neppure. Il resto della truppa conviene nel definire assurdo quel trasloco improvvisato, quelle nuove sedie pervenute direttamente dal magazzino. Nuove. Mai sfiorate da un altrui sedere. E infatti è di quella seduta il difetto! Troppo alta e che (oltraggio e mistero) non è dato abbassare. Il pistone centrale è eccessivamente lungo, bisogna intervenire. Un acceso dibattito e l'intervento delle menti migliori tenta di arginare il dramma per giungere ad una conclusione.
Io inizio a grattarmi un orecchio con la bic e mi arrovello sulla questione. Potrebbero chiedere una sostituzione della sedia - dato l’acquisto erroneo, sarebbe una scelta attuabile. Dovrebbero rispedire la seduta al mittente dicendo: «accorciatemi il dannato pistone» - eventualità neppure considerata. E dire che sul pistone una piccola vite fa capolino con un vezzo da diva d’altri tempi.
Improvvisamente avverto una raffica di urla incresparsi sul muro confinante. Sono arrivati al dunque. E giunge il silenzio. Amnistia. Pace. Solennità.
La scelta è astuta e repentina: «chiamiamo dei mobilieri e ci facciamo alzare le scrivanie».
Perché non ho partorito io questa sistematica alternativa? Troppi i miei anni spesi a lavorare lontano. Troppi i fiati trattenuti per sfuggire all’alito pesante di un capo supremo. Ora è tutto diverso: il dipendente pubblico incombe. Ed io ascolto.
«La lontananza sai è come il vento» – bisbigliava mia nonna. Ho quasi l’impressione di sentirla proprio ora. Mi precipito sul corridoio slittando sul linoleum color pervinca. Tutto è nuovamente silenzioso. Tutto tace. Qualche telefono squilla. Nessuno risponde.
Iscriviti a:
Post (Atom)

















