lunedì 24 novembre 2008

Histoire de C. Una escort si racconta…

Narcisismo, curiosità,
avvenenza, sensualità
fascino e intraprendenza....
Torna l'appuntamento con le Voci dal sottoscala: A colloquio con Chiara di Notte, ex escort che ci svela la vita dietro le quinte della prostituzione d'alto bordo.
DC: Sul tuo blog http://chiara-di-notte.blogspot.com/ racconti di aver lavorato come escort. CDN: È stata per lungo tempo la mia professione. A volte mi sorprende che questo fatto continui tutt’oggi a stimolare interesse e talvolta domande non scevre di una certa morbosità. Mi accade spesso che la gente voglia “sapere”. Nonostante si viva in un’epoca in cui, almeno in occidente, si parla tanto di emancipazione sessuale, in realtà tale emancipazione è solo apparente ed il sesso è sempre e comunque un fatto peccaminoso.

DC: Come è nata questa professione? CDN: Ad essere sincera non sono stata io a scegliere la professione ma è stata lei a scegliere me. L’approccio alla prostituzione non segue per tutte lo stesso percorso. Moltissime ragazze vengono attirate, spesso con l’inganno, dal miraggio di una vita migliore. Si tratta di ragazze che vivono in Paesi in cui le possibilità di crearsi una vita dignitosa sono negate a causa della miseria e dell’ignoranza, e di solito sono quelle che vanno a rinfoltire le fila di chi esercita nella strada oppure in appartamenti organizzati come catene di montaggio e che sono quasi sempre controllate da organizzazioni malavitose. A me, invece, è andata diversamente. Per poter avere i soldi per mantenermi senza dover pesare sulla mia famiglia alla sera facevo la ballerina in discoteca. Me ne stavo per ore a ballare dentro una specie di gabbia per poter racimolare quei pochi soldi che mi bastavano appena per il cibo e per l’affitto di una stanza che dividevo con un’amica che si chiamava Anikò e come me era studentessa. Ballava anche lei in discoteca, però i soldi non le mancavano… Devo dire che anche se ero molto ingenua sapevo come li guadagnava quei soldi, però vedevo che era soddisfatta. Di lei avevo l’immagine di una ragazza sì disinibita e forse avventuriera, ma sicuramente libera ed indipendente cosa che avrei voluto essere anche io, ma che a causa dei miei tanti retaggi, ancora mi precludevo. Fu lei che in qualche modo mi fece accettare l’idea che vendersi non era poi una cosa così brutta. Prima di prendere la decisione passarono molti mesi: mi vergognavo, e poi ero davvero un’imbranata in fatto di sesso. Ricordo che quando capitò l’occasione e ci fu chi mi offrì molti soldi fuggii via spaventata, ma poi mi pentii di non avere accettato. Non dormii per tutta la notte pensando a tutti quei soldi che non avrei guadagnato neppure in un anno, e la sera dopo capitolai.

Fu come rompere il sigillo di qualcosa e l’esperienza non fu assolutamente negativa. Da allora capii che potevo usare il mio corpo oltre al mio cervello per ottenere ciò che desideravo. Oltretutto compresi il “potere” incredibile che poteva avere una prostituta nei confronti di chi si rendeva disponibile a pagare, e venni conquistata dalla curiosità di approfondire quell’aspetto per me nuovo ed intriso d’avventura. Iniziai a viaggiare, incontrai persone dalle quali assorbii molta di quell’erudizione che ancora conservo. Leggevo tutto ciò che c’era da leggere sull’argomento: la storia delle cortigiane, delle geishe e delle etere. Mi affascinavano quelle figure e volevo essere anche io una di loro. Vivevo quella professione senza che mi pesasse. Ho sempre avuto un mio personale concetto del peccato che non riguardava assolutamente il sesso, il fatto “morale” non mi disturbava e più vivevo quella condizione più acquisivo consapevolezza della mia capacità di manipolare i desideri degli uomini che incontravo. Era una sensazione magnifica, quasi di onnipotenza che troppo spesso mi ubriacava e della quale per lungo tempo sono rimasta schiava.

DC: Cos’è un’escort nell’immaginario collettivo e come è, invece, nella realtà? CDN: Delle differenze ci sono, è inevitabile. Essere escort è come essere attrice. Si recita una parte, si cerca di dare al cliente quello che lui vuole, e ciò è sempre diverso perché ogni persona ha pulsioni e desideri che differiscono anche se alla base ci sono sempre e comunque l’erotismo ed il sesso. L’escort, nell’immaginario collettivo e parlo dell’escort del tipo al quale mi sono ispirata io, non deve avere alcun tabù, deve far vedere che gradisce l’atto sessuale più del denaro che riceve ma non deve limitarsi solo ad aprire le gambe. Deve saper giocare, deve farsi sedurre perché ogni cliente quando paga desidera anche sognare che la donna con la quale in quel momento si sta relazionando non lo fa per i soldi, ma perché lo gradisce, perché lui è speciale, più speciale di ogni altro al mondo. La escort deve poi essere raffinata, educata, erudita per non dire addirittura colta, comunicativa, divertente e sensibile, perché il cliente vuol bearsi di aver pagato una donna altrimenti irraggiungibile non solo per la sua fisicità ma anche per la sua personalità e per la sua anima. Fuori dal lavoro invece le escort sono donne come le altre, con le loro paturnie, i loro difetti, i loro “momenti no”. Anche se la professione influisce a volte in modo preponderante sullo stile di vita, “dentro” ogni escort resta comunque la donna che è sempre stata. Ad esempio, io che nella professione mi mostravo spesso con atteggiamenti da donna disposta a tutto, nel mio mondo privato sono rimasta la “bambina” di sempre, sognatrice che ascoltava le fiabe raccontate dalla nonna. Dopotutto le mie origini sono contadine e tutta la raffinatezza e l’aria “snob” che faceva parte del “personaggio” che recitavo, le abbandonavo una volta che mi riappropriavo della mia veste di “normalità”. DC: Aspetti negativi e positivi della professione? CDN: Aspetti negativi? Quello che mi sovviene per primo è la dipendenza che può creare. Se una donna si abitua a vivere in quella dimensione, in cui incassa tanti soldi, frequenta alberghi e ristoranti raffinati, riceve regali preziosi e, soprattutto, s’illude che gli altri siano dei burattini da manipolare, difficilmente riesce poi a rientrare in possesso della realtà. Altro lato negativo, secondo me, è l’accettazione della “solitudine”. Fintanto che si esercita il mestiere non ci si può legare a nessuno. I motivi per cui dico questo possono essere molteplici, ma per quanto riguarda me, afferiscono soprattutto al lato affettivo. Come si fa a tornare fra le braccia della persona amata dopo aver passato la notte a scopare con un cliente? Ritengo sia una questione di rispetto, innanzi tutto nei miei confronti. Non si possono coinvolgere i sentimenti di chi, stando accanto ad una escort potrebbe anche accettare perché le vuole bene ma soffrendo in silenzio. Sapere di non dare alla persona che amo tutta la felicità che merita dando la preferenza al denaro mi farebbe sentire squallida. Lati positivi ce ne sono diversi: quello economico è di primaria importanza: nessuna professione “lecita” e’ in grado di rendere tanto nel minor tempo possibile; poi c’è il lato psicologico. Per esempio da ragazzina ero molto magra, dalle forme anche fin troppo adolescenziali nonostante stessi per compiere i diciotto anni, inoltre ero introversa e con una scarsa autostima; addirittura credevo davvero che non potevo piacere ad alcun uomo. Constatare che c’erano uomini molto gradevoli, affascinanti, intelligenti e colti, che addirittura s’innamoravano di me, disposti a pagare cifre da capogiro è servito a controbilanciare e, oltre alla conoscenza del mio corpo, della mia sessualità, dei miei desideri e tutta una serie di cose che altrimenti (forse) sarebbero rimaste sconosciute, mi ha fatto acquisire quel po’ di sicurezza che poi mi e’ stata necessaria a superare alcuni momenti difficili che ho vissuto. Comunque andasse sapevo che potevo far affidamento su ciò che la natura aveva mia messo a mia disposizione che ho a lungo considerato un talento.

DC: Aspetti inquietanti dell’umanità con cui ti sei relazionata? CDN: Moltissimi, ma non nei clienti che, bene o male nonostante i vizi e le perversioni, sono sempre stati comunque delle “persone” a loro modo corrette. Se mai gli aspetti più inquietanti li ho ravvisati in ciò che si poneva nei miei confronti in una posizione di “disinteressata amicizia”; tutti quei truffatori di sentimenti che girano intorno alle escort ed al denaro che la loro professione fa muovere. Chi esercita deve sempre porre molta più attenzione a chi propone rapporti diversi da quello stabilito dal “contratto” prostituta-cliente. Alcune mie amiche sono state fregate nei sentimenti e nei soldi e vedere la loro disperazione mi ha procurato un grande sgomento ed una sfiducia nei confronti del genere maschile talvolta esagerata. DC: È una posizione insolitamente privilegiata per osservare e conoscere l’essere umano – che considerazioni nei hai tratto? CDN: Incontrare tantissimi uomini, farci sesso e quindi vederli mentre si mostrano “nudi” non solo fisicamente, ascoltare le loro confidenze, le loro menzogne, mi ha insegnato tanto anche per quanto riguarda la vita al di fuori del lavoro. Credo di conoscere gli uomini, forse non tutti, ma sicuramente quella fetta che sente il bisogno di rivolgersi al sesso a pagamento. Inoltre esercitare mi ha dato anche modo di conoscere un po’ le donne attraverso gli sfoghi dei loro compagni, miei clienti. Ciò che dicevano era dal mio punto di vista orribile… ho scoperto una realtà di coppia piena d’insoddisfazione, d’incomprensione, di assenza di complicità e di rispetto che mi ha aperto gli occhi su molte cose. Ho imparato a conoscere i motivi per i quali venivano ingannate e tutto questo mi ha insegnato (forse) a comportarmi nei confronti dei miei partner poiché non avrei mai potuto sopportare che parlassero di me come quei clienti parlavano delle loro compagne.

DC: Quali sono i rapporti con altre donne che lavorano come escort? CDN: Ho sempre avuto poche amiche che fossero anche colleghe. Spesso i sentimenti che si creano, o perché una ha più successo e guadagna di più, o perché è più carina, sono sentimenti d’invidia. Di carattere ritengo di essere talmente introversa da risultare a volte “glaciale” e questo mi contraddistingueva anche quando ero escort. Ho sempre tenuto un basso profilo, di me sapevano poco tutti, soprattutto le “colleghe”. Ora che mi sono ritirata ed è chiaro che mai più riprenderò quel cammino, è diverso: ho tuttora dei rapporti stupendi con le sorelle che ancora esercitano le quali credo trovino in me adesso una persona con la quale possono confidarsi senza temere brutti scherzi che, di solito, fra professioniste possono avvenire soprattutto se ci sono in ballo clienti molto danarosi. DC: Qual è il profilo medio dell'escort (studentessa, casalinga, giovane…)? CDN: In Italia sono sempre state poche le ragazze che hanno potuto definirsi esattamente “escort” nel senso di cortigiane, geishe, prostitute che fossero simili alle eteree greche. Il fatto è che oggigiorno con il termine escort vengono indicate un po’ tutte le ragazze che in qualche modo si prostituiscono con l’esclusione di quelle che stanno in strada o nei bordelli; dalle casalinghe, alle modelle, alle studentesse, alle ragazze d’appartamento. Essere “escort” però, secondo me, rappresenta ben altro. È prima di tutto uno stile di vita che ha molte affinità con l’arte. Non so neppure se io stessa possa considerarmi tale. Anche se in molti mi hanno confermato che lo ero, non so quanto mi sia avvicinata a quel modello ideale che avevo in mente. Non è quindi una questione di profilo ma di vocazione. Deve “piacere”, deve essere scelto, sentito; si può essere escort ad ogni età anche se (è ovvio), perché sia un’attività redditizia dato che la fisicità ha una notevole importanza, risente di quei limiti che sono propri di ogni donna.

Appuntamento alla prossima settimana con la 2° parte dell'intervista a Chiara di Notte! Vi aspettiamo, DC.

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61 commenti:

Marina ha detto...

Mesi fa ho visto in tv un programma che parlava di Escort era su la7 "I viaggi di Nina" . Come hai fatto tu nel post, sottolineavano la solitudine di queste donne ma anche la loro intelligenza e preparazione culturale. Per certi versi le ammiro, e penso non ci sia nulla da recriminare e' una scelta di vita degna di una forte personalita'.

Fritz Salamini ha detto...

Mi è piaciuta molto questa intervista anche per il distacco concui vengono analizzate le cose.

Se una vuole fare la prostituta, deve essere libera di farlo, come deve esserlo chi va a prostitute, ovviamente nel rispetto della persona, basta che si finisca di trattare il sesso come tabù o molte volte come perversione

se una donna ha voglia di vendere il SUO corpo deve essere libera di farlo al prezzo che vuole, sono libere scelte individuali che non danneggino chi le fa, figuriamoci se daneggiano gli altri

A-Woman A-Man ha detto...

Grazie a Klara ed a Donna Cannone. Letto con attenzione. Il commento l'ho lasciato da Klara.

Red Blizard ha detto...

Ciao Donna Cannone,
ottimo lavoro, e molto interessante. Non sarebbe male riuscire a confrontare questa intervista con la testimonianza di una prostituta non di alto bordo.
Concordo con Salamini, hai/avete trattato il tema in modo serio e non morboso.
Alla prossima
RB

Donna Cannone ha detto...

Non posso entrare nel merito di una scelta che molto probabilmente non dovrò mai fare nella mia vita e quindi non posso capire appieno.

Certamente il racconto di Chiara di Notte è una occasione importante per allargare la prospettiva sul tema, che nel nostro Paese viene trattato in maniera molto ottusa e bigotta, spesso si sentono risciacquature di luoghi comuni anzichè approfondimenti e posizioni sensate sulla prostituzione.

Quindi sono contenta se, come dice Fritz, sono riuscita a presentare la cosa in maniera diversa e 'distaccata'.
Come dice Red Blizard, mi piacerebbe molto poter proporre anche la testimonianza di una prostituta di strada.
E semmai anche quella di un cliente di prostitute.

Personalmente sono favorevole alla strutturazione di questa professione, se così si può dire, e quindi alla riapertura delle case chiuse, del libero esercizio della professione da parte di chi lo desidera, ma è chiaro che la tratta di donne muove tanto di quel denaro e di interessi internazionali che continueremo a sentire solo cazzate più o meno evangelizzatrici invece di assistere a un reale cambiamento che TUTELI le donne - sia da un punto di vista sanitario che umano in genere.

Ottequi
DC

illustre1966 ha detto...

Solo una piccola question.
L'intervista è avvenuta tramite pc o vis a vis?

Thanks

Bibi ha detto...

"strutturazione della professione", forse meglio dire "regolamentazione". In quanto alle case chiuse, non le vedo come un gran beneficio ma un triste ritorno al passato.Spunto di riflessione: c'erano case chiuse popolari e case chiuse di lusso, tariffe diverse e clientela diversa;quale è il discriminante per entrare (lavorativamente parlando) in una piuttosto che l'altra (all'epoca era la tenutaria che decideva)?
Personalmente preferisco una regolamentazione dell'attività ma lascerei perdere ogni accenno alla "professionionalità".
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

illustre1966 ha detto...

Solo una piccola question.
L'intervista è avvenuta tramite pc o vis a vis?



Su questo punto pregherei Donna Cannone di mantenere il massimo riserbo :P

Donna Cannone ha detto...

@Chiara di Notte: nema problema ;-p

A più tardi per la risposta a Bibi

davide ha detto...

Care Donna Cannone e Chiara,

"E semmai anche quella di un cliente di prostitute"

Per questa intervista propongo il grande Duval.

Sarebbe interessante mettere a confronto due grandi personalità come Chiara e Duval su questo tema.

Ciao

illustre1966 ha detto...

Capito.

Tramite pc.

ciao

Donna Cannone ha detto...

@Illustre 1966: Non so quale curiosità titilli il canale comunicativo, ma con tutta la carne al fuoco che c'è, la questione mi sembra davvero irrilevante.

Ottequi

maurob ha detto...

Pensare che nei paesi bassi fare l'escort è ritenuto un lavoro come un altro ...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Maurob: Pensare che nei paesi bassi fare l'escort è ritenuto un lavoro come un altro ...

Ahahahah! Buona questa :-)))
In Italia invece di "bassi" avete solo certi governanti. :-)

Comunque devo dire una cosa che riguarda il "mestiere": se esso fosse interpretato come un "servizio", cioe' equiparato a quello di una qualsiasi massaggiatrice, estetista, parrucchiera, badante, colf, oppure ad una qualsiasi altra professione, il tutto perderebbe molto di quel fascino che porta certi uomini a pagare tanti soldi per le escort.
C'e' chi proprio vuole che la figura della escort sia cio' che e' oggi e non vorrebbe relazionare con delle "lavoratrici" del sesso e basta.
Cioe', esistono due livelli di prostituzione o forse anche piu' ma quelli principali sono due: quello (appunto) interpretabile come una professione completamente avulsa da coinvolgimento emotivo, per cui la ragazza, come una parrucchiera espleta cio' che deve espletare, soddisfa il cliente e tutto finisce li'. In questo caso la regolamentazione e l'inquadramento professionale, per chiunque volesse, come nel caso dei Paesi bassi, regolamentare diventerebbe fattibile.
Pero' esiste un altro livello che non e' inquadrabile e che sfugge dalla logica di cui a volte in molte trasmissioni televisive ho visto discutere, dove la regolamentazione del rapporto non puo' essere stabilita per legge. Parlo di quando il cliente richiede qualcosa di "artisticamente esclusivo".
In Giappone le geishe (le poche rimaste) sono trattate come artiste e non come le prostitute da night o lap dancers o comunque ragazze che esercitano normalmente la prostituzione.
Voglio dire che ci sono escort che sfuggono alla logica della regolamentazione.
"Se mi vuoi e' cosi' altrimenti vai altrove", questa e' la frase che spesso si sente dire ed a quel punto il cliente, se e' solo in cerca di "un taglio di capelli" si rivolge altrove, ma se per caso desidera incontrare "proprio quella ragazza" e non altre, cioe' desidera avere "un quadro" eseguito da quelle pittrice... beh, per quel quadro non esistono "regole" o regolamentazioni perche' in tal caso la recita sara' unica, speciale e fatta solo per quel cliente "su commissione".
Stessa cosa vale quando il cliente si infatua (ed e' molto frequente considerato cio' che va a "toccare" un rapporto sessuale nell'intimita' di una persona) e quindi oltre ai soldi del rate regala alla ragazza anche altre beni di valore come vestiti, gioielli, eccetera. oppure soldi aggiuntivi. Come potrebbe essere possibile gravare tali redditi d'imposte?
A quel punto si dovrebbero gravare d'imposte TUTTI i regali, anche quelli che un fidanzato fa alla propria ragazza. Qual e' il confine che stabilisce che una ragazza e', fidanzata, prostituta oppure velina che viene nominata ministro?
Insomma la materia e' complessa e sicuramente anche con una regolamentazione ci sarebbero tante situazioni border line per le quali la figura della escort d'alto bordo comunque potrebbe eludere le regole.

Ho risposto a questo commento in via del tutto eccezionale poiche' ho deciso, di comune accordo con la Donna Cannone, di condensare tutte le risposte alle domande che eventualmente saranno fatte solo alla fine quando sara' pubblicata anche la seconda parte dell'intervista.

PS: @ Illustre: certo che devi avere una bella ossessione per me. Ma avere un po' di rispetto per le persone invece di vederle solo come dei giochini al PC non ti riesce? Come dice Donna Cannone c'e' tanta di quella carne al fuoco che ci sarebbe da discutere per settimane e a te interessa solo sapere se c'e' chi mi ha conosciuta oppure no. A me pare un po' "malato" come atteggiamento, comunque non sei tenuto a sapere con chi mi incontro nella vita e di quali persone mi fido. Chi in passato e' stato individuato come un "probabile conoscente" di Chiara e' stato letteralmente "massacrato" per cui, d'ora in poi, a nessuno/a e' dato di rispondere a domande del tipo che hai fatto tu. Coloro che mi conoscono (se esistono persone che mi conoscono) se lo terranno per se'.

Fritz Salamini ha detto...

cannon vieni a farti un giro tra i commenti dell'ultimo post

illustre1966 ha detto...

Per inciso,
tutto il personaggio "chiara di notte" si fonda sull'equivoco di fondo se sia stata mai davvero ciò che dice di essere, o se almeno ci si avvicini in qualche modo nella realtà: la questione quindi non è per nulla irrilevante.

Obiezione respinta mia cara cannona.

gudbai

Chiara di Notte - Klára ha detto...

In Pratica il Sig. Illustre vuol insinuare cio' che ha sempre insinuato e cioe' che io sto mentendo da quando ho iniziato a scrivere sil web, cioe' dal 2000, solo perche' mi sono rifiutata di incontrarlo per una "verifica", oppure mi sono rifiutata di incontrare i suoi amici.

Il discorso del signor illustre e' il seguente: se io ed i miei amici non ti conosciamo TU non sei cio' che dici di essere. Il signor illustre manca d'immaginazione e non si pone il dubbio che a me d'incontrare lui oppure i suoi amici puo' non interessare.

Il signor illustre neppure considera il fatto che possa ritenere offensivo essere "esaminata" come un animale allo zoo e verificata, e che e' forse proprio per quel motivo che ho scelto di non incontrare chi potesse essere ossessionato in modo morboso dalla mia figura.

Oltre tutto il sig. illustre non si pone il problema che, dopo aver dismesso i panni della escort, io voglia restare in incognito e vivere in pace la mia vita fuori dal web.

Comunque con questo tipo di giochetto, messo in atto al solo scopo di provocarmi e a stimolarmi a voler "mostrare la realta" soddisfacendo la sua curiosita', il sig. illustre e' riuscito a mandare letteralmente "a puttana" ogni discussione che si svolgesse in ogni luogo virtuale nel quale ci siamo incontrati (difficile non farlo dato che mi segue dappertutto) spostando l'attenzione da "cio' che scrivevo" a "chi ero".
Per cui, dopo questa doverosa precisazione, chiudo qui la polemica e non gli rispondero' piu'.

illustre1966 ha detto...

Ehm.....solo per chiudere il cerchio:
giornalisticamente parlando, l'intervista ad una ex escort che tale non era, sarebbe una bella bufala.
Ossia verrebbe a decadere il senso stesso dell'intervista.
Indi per cui non è l'immaginazione che mi manca, ma forse è lo spirito critico che è un filino ipertrofico, e di questo chiedo venia, soprattutto alla signora cannona, padrona di casa.

P.S. L'attenzione è adesso tutta incentrata su ciò che scrivi, chiaretta, per forza di cose d'altronde.... non inacidirti ed inalberarti, in fondo dovresti esserne orgogliona della mia attenzione che è tutt'altro che morbosa.

Besito

A-Woman A-Man ha detto...

> e', fidanzata, prostituta oppure velina che viene nominata ministro?

In effetti, considerate certe carfagnate fatte di recente legge, mi chiedo (e pure qualche destro come Guzzanti se lo chiede) quali siano i criteri.
La gnoccanza è un requisito di eccellenza per fare dei bei calendari, non certo per legiferare moralisticamente "contro" la prostituzione, già ci fu una cogliona di nome Merlin che si mise a fare battaglie contro i mulini a vento, passati sessant'anni insipienza e idiozia moralista non solo non sono diminuite ma persistono con rinnovata pervicacia.

A-Woman A-Man ha detto...

In quanto alla querelle sulla presunta non autenticità di Klara... mah, questione ricorrente anche a casa nostra.
Lo scetticismo è d'obbligo insieme a spirito critico.
Quando protetti da riservatezza dei dati e dell'identità, non si può dimostrare che una persona e i suoi pensieri siano falsi e non si può neppure dimostrare che siano veri.
Nel momento in cui si perde la ragionevolezza del dubbio, si cade sul piano della smania di controllo, di assoluto che, a maggior ragione nel virtuale, semplicemente non ha alcun fondamento logico.
Non conosciamo noi stessi, come si può pensare ragionevolmente di affermare in assoluto qualcosa a proposito di terzi?
E' una sorta di eteroriferimento e di attenzione ed energie su ciò che sta fuori, manca radicamento e centratura in se stessi e una lettura introspettiva che è il corrispondente.
Che importa in definitiva? Perché questa smania (nevrosi) di controllo sull'autenticità? Al cinema ti chiedi se sia autentico ciò che vedi? Quando ascolti un tiggì, perché non ti viene il pensiero (doveroso e giusto) che il 90% del notiziume che ti propinano non corrisponda affatto al vero ma che sia del ciarpame per tenere il gregge mansueto ed obbediente, robaccia che richiede supplementi di indagine e molta critica?
E se fosse vero quanto scritto in un diario (blog)? cosa cambiererebbe?
Interessante esperimento di macchina di Touring.

Donna Cannone ha detto...

@Bibi: eccomi.
''In quanto alle case chiuse, non le vedo come un gran beneficio ma un triste ritorno al passato.''

Non vedo come potrebbero essere più tristi della situazione attuale.
La scissione che individui fra alto e basso livello e compenso, si dà in tutti i settori di lavoro e di esistenza. Rispetto a questo, credo che un tetto, una tutela medica e un luogo sicuro lontano dal freddo, da minacce, dalla strada, dai papponi, sarebbero decisamente una svolta per chi vuole/deve svolgere la professione.

Credo che la cappa oscurantista in italia ancora non consenta di affrontare il tema giungendo a una svolta concreta. Oltre al fatto che gli interessi i gioco sulla pelle delle donne che ne sono vittime, sono altissimi.
Anche la chiesa è interessata a mantenere greggi di pecorelle smarrite da salvare, perchè altrimenti perde grossa parte del proprio ruolo. Ad esempio.

Heilige Gruesse

Donna Cannone ha detto...

@Illustre (sconosciuto) 1966: non entro nel merito della questione a cui mantiene appesa Chiara.
Legittimo il Suo dubbio, per quanto mi riguarda, continuo a ritenere che il Suo intervento non sia utile.
E' passato ora a tentatvi, sinceramente incomprensibili, di gettare discredito su Chiara e sul mio operato. Non mi sembra un contributo interessante alla discussione.

Donna Cannone ha detto...

@Illustre1966: un piccolo PS.
Può darsi che Chiara/Klara sia una megalomane. Se però così dovesse rivelarsi, a maggior ragione troverà spazio nelle Voci del sottoscala, perchè sarebbe oltremodo interessante raccoglierne i racconti, ovvero offrirle un angolo di sfogo.
In tal caso, ascoltarla o leggerla sarebbe addirittura commuovente.
Punto.

illustre1966 ha detto...

cannona carissima,
ti vedo allineata e coperta, ma sbagli anche tu i termini della questione: non sono intervenuto sui temi contenuti nell'intervista per il semplice motivo che (almeno personalmente) li ritengo triti, ritriti e già da mo' digeriti.
Sono difatti intervenuto non sulla veridicità di chiara, che, virtualmente, è ben presente sul web, ma sulla veridicità dell'intervista e sulla sua modalità d'esecuzione.
Un buon giornalista sa che dovrebbe verificare le sue fonti prima di "pubblicarle": ma tant'è, sul web ci si può improvvisare puttane/giornaliste/hacker/agenti segreti/fighi della madonna/e chi più ne ha più ne metta.

Adios

illustre1966 ha detto...

P.S.
Però mi avete dato uno spunto interessante sulla diversità di porsi tra uomo e donna su cui farò un post carino sul mio blog: hai mai visto "Caveman"?

Donna Cannone ha detto...

Gentile Illustre 1966, verificata la fonte, sta a Lei dimostrare che non è attendibile, no? E non mi pare lo abbia fatto.

Non ho visto Caveman.
Allo stato attuale del Paese, credo i contenuti siano triti e ritriti per Lei, e certamente molte altre persone, ma per MILIONI di persone no. Seguendo questa linea, arriviamo dritti dritti in bocca alla conclusione che tutto è già stato detto e scritto, e certamente meglio di come lo facciamo noi. Tanto valeva non nascere...non ci sono più le
mezze stagioni...che strano lunedì ha nevicato...

Attendo con curiosità il Suo post su uomini/donne (seppur trepidante di non trovarvi novità universali?)

Ottequi
DC

illustre1966 ha detto...

Trepidante di non trovarvi novità universali????

Ma come caspita ti esprimi??? :-D
L'italiano è una lingua maledetta eh? ;-)

Ooops.....mi perdoni per il "tu", le darò del "you" per non sbagliarmi, ma per mantenere le giuste distanze....

regards

Bibi ha detto...

Argomento complesso e non sviluppabile in poche righe, tra l’altro sono prolisso di natura. Cercherò. In primo luogo la prostituzione è stratificata ed ha molteplici aspetti; quello più noto ed evidente è la prostituzione da strada ma è solo una parte. Giusto per chiarire, esistono delle definizioni quasi universalmente accettate nel mondo della prostituzione per evidenziare le varie tipologie: streetswalkers o ontheroad che identificano le prostitute da strada (acronimo usato SW o OTR), loft quelle da appartamento, escort (le professioniste di livello) e poi c’è una categoria dove ci si butta il resto, le no-prof (quelle che arrotondano saltuariamente). Questa è, a grandissime linee, la stratificazione della prostituzione a cui devi aggiungere le ragazze delle agenzie straniere che periodicamente visitano il nostro Bel paese. Esistono già “case chiuse” dove esercitano prostitute, in alcune volontariamente mentre in altre meno (prostituzione cinese, prima era albanese e prima ancora magiara). Se questo è il quadro, ecco perché sono molto scettico sulla soluzione “casa chiusa”. L’utenza che tu identifichi per la “casa chiusa” è quella più evidente e cioè la prostituta da strada che però è solo una parte del problema, forse la più importante numericamente ma anche la più restia penso ad accettare l’offerta. Perché? Perché le prostitute da strada sono in parte volontarie (cioè decidono volontariamente di prostituirsi) ed in parte costrette dal racket. Le seconde non hanno scelto di farlo e non ne hanno alcuna intenzione ma purtroppo non hanno alternative perché lo Stato è latitante nella tutela e nel combattere i racket. Sono quasi tutte straniere e molte clandestine, pensi che sarebbero felici di entrare in un bel bordello organizzato, con la tutela medica, al caldo e poi tornare a casa dicendo che fanno la “zoccola” però sotto la tutela del bravo Stato Italiano?
Quelle che invece lo fanno volontariamente probabilmente accetterebbero ma non ne sono sicuro perché spesso lavorano saltuariamente e poi non credo che impazzirebbero dalla voglia di pagare pure le tasse sulla loro attività oltre al fatto di “diventare” professionista.
E sì , perché aprire i casini vuol dire istituire la previdenza sociale (INPS), pagare le tasse, insomma essere in regola in tutto e per tutto.
Veniamo alle altre categorie. Le “loft” già sono in appartamento e quindi poca differenza, ci sarebbe da chiarire però se possano esercitare autonomamente o se debbano per forza esercitare nel bordello di Stato. In pratica, se si istituiscono le case chiuse con tutte le tutele del caso, le libere “imprenditrici” possono esistere? In quale forma? Quali tutele per loro e per i clienti (cioè anche loro hanno assistenza medica e chi “controlla” che sia così?).
E le escort di alto bordo? Felici di dichiarare allo Stato i loro cospicui proventi? Per cosa? Per la “pensione”? Altro punto dolente sarebbe poi quello che tu liquidi in maniera sbrigativa e cioè “il compenso” ed aggiungo “la prestazione” o meglio il “listino”. Nel vecchio casino c’era una tariffa, ora chi le stabilisce le tariffe? Le agganciamo all’ISTAT? Quali prestazioni sono previste? Tariffe uguali per tutte?
Allora le “case chiuse” servirebbero solo alle “stradali”, si torna all’anello più debole, quello già sfruttato e che per una scelta di pulizia stradale ed etica (lontan dagli occhi.. lontan dal cuore..) è molto meglio chiudere in un posto dove non si veda. Per vedere se le pulizie sono fatte bene, basta sollevare i tappeti….sono una cartina tornasole.
Ecco perché IMHO, le case chiuse sono un triste ritorno e non la soluzione. Tra parentesi, mai visto un equivalente moderno di casa chiusa? Io sì. La prima la vidi in Ungheria nel lontano 1988 poco distante da Budapest e non è stato un bel vedere. Oggi vanno molto forte i modelli tedeschi e svizzeri, bordelli dove si fa la sauna, si mangia, si sceglie la ragazza, si “consuma” e poi sosta, poi si ricomincia. Si paga l’ingresso per il cibo ed il resto. Le “consumazioni” sono regolate con le ragazze direttamente. Clima molto allegro,sociale e normale, sembrerebbe che un’altra volta in germania siano giunti alla soluzione finale (Die Endlosung… visto che sei pratica della lingua). Allora mi spieghi perché in germania c’è una forte presenza di prostitute clandestine? Di un traffico umano notevole, prima proveniente dall’estremo oriente (passione teutonica per le orientali) ed ora dall’est europa? Altra considerazione, in questi luoghi di piacere, la presenza di ragazze tedesche è quasi nulla, tutte straniere.
Come al solito troppo prolisso ma tra le varie idiozie penso che troverai qualcosa su cui discutere.
a.y.s. Bibi

Dolce-Alexia ha detto...

Credo di conoscere Chiara come me stessa, anche se la conosco solo virtualmente. Mi sento la sua sorella gemella, anche se lei è più pepperina di me. Abbiamo scambiato tanti opinioni sul suo e mio blog, e raramente abbiamo pensato diversamente. E credo che non è cosi dura come lei vuole apparire, spesso viene fraintesa da ciò che dice, ma di sicuro è una persona dolce. Solo che, come tante di noi, ha avuto bisogno di una corazza per difendersi. E credo che quando stima e vuole bene ad una persona lo fa con tutto il cuore. Un bacione Falco!;-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Un bacione anche a te sorella e... grazie. :-)

illustre1966 ha detto...

Sorella gemella???
Ma.....non doveva essere 1.75 mora occhi verdi.....ecc. ecc.

;-D

P.S. Scherzo! :-)

maurob ha detto...

Quando si legge, ascolta o sente una storia, l'importnate non è che sia vera ma che sia interessante.
Per quanto si menta per quanto si possono dire delle balle, ognuno raccanto quello che sa e quello che è ...

Dolce-Alexia ha detto...

maurob, importante sapere raccontare o scrivere un racconto e renderlo interessante. Poi chi ci crede e chi no, sono solo i fatti di altri ;-))

il Russo ha detto...

Scusa se passo di corsa e non commento subito ma solo ora ho visto il tuo cambio di profilo: sono rimasto letteralmente traumatizzato!
Torno al più presto, giurin giuretta!

Duval ha detto...

Quante discussioni per l'ennesima confessione di una ex-escort!

I blog non tradiscono mai: è solo questione di tempo e gli ARGOMENTI ritornano, sempre, immutati ed immutabili; come le scarpe: con la punta, senza punta, con il tacco, senza tacco; adesso tornano le francesine.

Le azioni ed i discorsi quotidiani dell'Umanità sono, necessariamente, limitati e quindi ripetitivi ma logica vorrebbe che il periodo sinusoidale non fosse troppo breve, o, a piacere, la frequenza non troppo alta.

In questo maniera un argomento tornerebbe "di moda" rinfrescato dal tempo e non svilito da infinite ripetizioni su mille blog di mille blogger, tutti intenti a predicare un Verbo.

E i FATTI, così raccontati, nessuno li conosce; e poichè è quantomeno ridicolo che essi possano non essere FATTI ma solo ARGOMENTI, ognuno si affanna ad evidenziare l'inconsistenza del FATTO rispetto all'ARGOMENTO.

Per me nascondersi è un pò morire!

Viviamo, mia Lesbia, e amiamo
e ogni mormorio fastidioso dei blog
valga per noi la più vile moneta.
Il giorno può morire e poi risorgere,
ma quando muore il nostro breve giorno,
una notte infinita dormiremo.

Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Sbucciami taylor ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
moschino ha detto...

chi sceglie questa professione deve essere libera di farlo e pretendere rispetto e dignita.

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davvero carino questo blog..da seguire con vivo interesse.
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bellissima intervista! bravi!

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bellissima intervista, che ci mette davanti una realtà tanto criticata e mai abbastanza conosciuta...

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La storia è bella e l'esperienza descritta è davvero interessante. Secondo me sono inutili tutte queste polemiche inerenti alla veridicità dei fatti raccontati. Io vi suggerisco di continuate a gestire in questa maniera il vostro blog. Complimenti!

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