giovedì 19 giugno 2008

il profeta del condom


Quando compare in TV c’è chi sbuffa e chi ride; mai nessuno che l’ascolta.
Eppure continua: a sbucare negli angoli dei monitor, a infilarsi negli zoom.
È Gabriele Paolini, quello che nei tg viene sollevato e portato via. Come un pazzo.
Qualche speaker lo guarda con fastidio, qualcun altro divertito. Frajese lo prese a calci. Poi riprese a celebrare Cossiga o Andreotti, non ricordo.
Tutto purchè non parli, il disturbatore.
Chissà se leggono il giornale, i telespettatori. Apprenderebbero che quarantamila persone sono sieropositive senza saperlo. Gli esperti parlano di “bomba epidemiologica”: l’equivalente di mezza Lecce che rischia di comportarsi con leggerezza, adottando comportamenti a rischio.
Tante parole per non dire preservativo. Questa è la parola che vorrebbe pronunciare Paolini. Un tabù, ancora oggi, in Italia.
Violarlo risparmierebbe qualche vita, ma nei tg non si può. Si sa: ciò che al pubblico interessa sono i confetti di Briatore.
In questi giorni di processi rinviati ed eserciti a caccia di zingarelli Paolini è stato condannato. A tre mesi. Per “Interruzione e turbativa di pubblico servizio”. Dove per pubblico servizio – è bene sottolinearlo - si intende quello della Rai. Anzi, nella fattispecie, un servizio del 2001 sull’ultimo giorno di scuola in un liceo di Roma, che non ricordiamo ma immaginiamo.
Le chiacchiere sulla vacanza, le mode, i portafortuna, gli auspici per gli esami.
A confronto con tanta frivolezza e soprattutto con la potenza di chi la impone Paolini sembra un don Chisciotte.
Picchiato, umiliato, schernito. Pare una storia sacra o comica, una parabola alla Gogol, quella di un uomo cui da vent’anni impediscono di pronunciare una parola.
Il nome di un oggetto che tutti o quasi usano ma che passa di mano furtivo: il preservativo.
A suo modo Paolini è un martire. Delle sue molestie, e di quelle che subisce, dal nostro piccolo oblò, lo ringraziamo.
Chi si ammala o si ammalerà, quei quarantamila e chi farà l’amore con uno di loro senza indossare il preservativo da oggi può ringraziare la Cassazione.

7 commenti:

WiWo ha detto...

condivido il tuo parere, però... paolini... è questo qui http://www.gabrielepaolini.com/html/index.htm

BECA ha detto...

non sapevo lo facesse per quello.. in realtà ho sempre pensato fosse un mitomane..

duhangst ha detto...

Io credo che il messaggio che voglio inviare sia assolutamente positivo, però se cercasse altri mezzi e maniere più costruttive magari avrebbe maggior successo.

articolo21 ha detto...

Alla fine è diventato un'icona.

Stranistranieri ha detto...

Penso che quasi nessuno avesse capito l'intento di Paolini. L'ignoranza sul preservativo dopo venti anni di convivenza con la sieroposità non è cosa comprensibile, e comunque chi vuole battersi per diffondere il messaggio, lo dovrebbe fare attraverso forme più dirette che non vengano scambiate per manifestazioni di protagonismo.

silvano ha detto...

Mmhh... secondo me Paolini è solo un mitomane. Una macchietta squallida. Non credo che le battaglie di civiltà e di informazione si facciano con i buffoni autoreferenziali. Il tema della conoscenza dell'esistenza e dell'uso dei condom contro le malattie certo non lo porta avanti un mona del genere. E' soltanto funzionale alla disinformazione di massa. Nel grande fango esiste pure lui e non dà fastidio a nessuno, al limite serve da specchietto per qualche giornalista in crisi d'ascolto. Non è insomma un personaggio scomodo in alcuna misura nè fa alcun tipo di informazione. Inutile.
ciao.

Ishtar ha detto...

Il discorso sul profillattico è imoportantissimo!
Mi sono ritrovata a cazziare amiche che alla domanda: hai usato le precauzioni, hanno risposto: no tanto è una persona sicura!
Che diamine ne sanno con quante sono stati e se loro avessero fatto lo stesso ragionamento?
E che diamine preferibile risparmiare un pò di piacere ma avere la vita salva, anche da gravidanze indesiderate!
Ciao e buona giornata