venerdì 26 giugno 2009

dolomiti patrimonio mondiale, (e il patrimonio delle dolomiti)

Nè la Calabria nè la Toscana, nè la Sardegna nè il Monte Bianco, nè il Gargano nè il Salento nè il delta del Po. Il bene naturalistico proclamato dall'Unesco patrimonio dell'umanità sono le Dolomiti. Trattasi, per chi abbia preferito finora godersi la natura invece che visitare i posti da cui ogni tanto qualche autoctono scalatore provvidenzialmente si stacca, precipita, si schianta e si iberna, di un complesso montuoso a cavallo delle provincie di Pordenone, Trento, Bolzano, Belluno. Tra i meriti culturali quello di aver ospitato, ancora nel 1700 gli ultimi roghi di streghe. Il fumo invece oggi lo fa la fascia che va da Milano a Venezia, proprio lì vicino, giudicata anni fa una delle megalopoli più inquinate del mondo. Per la fauna spicca qualche orso non ancora imbalsamato, sulla flora non voglio lusingare le erbacce davanti casa mia. Si vede che ci sfugge qualche aspetto, ci siamo detti. Ah, sì, certo, quello geologico. E un altro: che tutte le provincie interessate tranne Belluno,hanno amministrazioni autonome. Sono più ricche, quindi. Chissà se chi ha dovuto decidere, nella riunione dell'Unesco se n'è accorto.

6 commenti:

Saamaya ha detto...

UNA SANA BOTTA D'ORGOGLIO REGIONALE!!

;-)

tommi ha detto...

vediamo se ho capito... vuoi dire che l'unesco decide in base ai soldi che riceve?

Anonimo ha detto...

Non sarebbe diverso dal criterio di Sanremo o dell'assegnazione delle Olimpiadi. Di certo ieri a Siviglia c'era la Prestigiacomo (altro patrimonio naturale), che fa il ministro, mica la guida turistica. Il dubbio non ce l'ho solo io. Ma per ora ho scritto "chissà".

Anonimo ha detto...

"Tra i meriti culturali quello di aver ospitato, ancora nel 1700 gli ultimi roghi di streghe."

Non lo sapevo (avevo letto che gli ultimi roghi furono in ambito protestante). Hai qualche fonte a proposito?

Gino Cerutti
www.occhiodirovereto.splinder.com

poldino ha detto...

X Gino Cerruti:
la mia fonte è il prof. Del Grosso, titolare della cattedra di Sociologia dei Processi Culturali presso la facoltà di sociologia dell'università di Trento.

uh ha detto...

In ogni caso non credo che Del Grosso collegherebbe le cose in modo così forzato.