sabato 14 febbraio 2009

Soru: quello diverso, a sinistra

meglio Soru (che male accompagnati)

5 commenti:

Ishtar ha detto...

Grazie per questo post concordo appieno!!!
Ciao e speriamo bene

paolettalabella ha detto...

In Sardegna vi è un detto che tradotto dice;

“All'asino sardo non lo freghi due volte"?

Voglio però fare e proporre una riflessione sulle Regioni a Statuto speciale!

La Sicila con Orlando aveva dato una svolta ai vecchi governi Regionali…
Il risultato della Sardegna è ora sotto gli occhi di tuttii!

E noi trentini?
Non dobbiamo certamente imparare dai connazionali…

Ma allora?
I casi sono solo due:
1) Qui va tutto bene: Ok… ma allora non lamentiamoci e finiamola di farlo!
2) Qui non va bene per nulla….. ma allora facciamoci un serio esame di coscienza!


Uno dei motivi per cui Sorù la presa nel deretano ( oltre agli abusi edilizi, dello stesso Soru, allo scandalo delle immondizie portate dalla Campania sull’Isola, oltre al fatto che la Regione paga migliaia di consulenze e incarichi esterni …. Azzarola mi sembra di essere in Trentino ahhh ahhh ahhh) è l’incoerenza….


Soru..dopo 5 anni tutti a casa!
http://www.youtube.com/watch?v=NGJmW-7dCrQ

Non ho una connotazione politica ben precisa, mi è indifferente votare a destra come a sinistra … io voto l’uomo!

Ma chi è l’uomo da votare?
Donna Cannone e/o Poldino for President?

paolettalabella ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
paolettalabella ha detto...

Sorry, Staff del blog!

Non so che stia succedendo al mio browser, ma devo cliccare mille volte per fargli accettare i comandi!

Stessa cosa con i tasti … che sia troppa polvere ed inattività!???

Eliminate il doppione e correggetemi quel madornale errore di battitura!

Donna Cannone ha detto...

eccomi qua - doppione eliminato e, per tutti, emendiamo 'Sorù la presa nel deretano' in "Sor U' l'ape resa nel deretano altre"
;-p

Ti ringrazio per l'attestazione di stima, ma più che president io voglio diventare PAPESSA. Ok 4 u?

(rivendico il mio diritto a lamentarmi in autonomia)