mercoledì 2 luglio 2008

requiem di un bar

Un posto dove incontrarsi, soprattutto per caso. E bere qualcosa, suonare o ascoltare musica in sottofondo o soprattutto, tanto da ballarla. Un posto dove giocare a bigliardino, organizzare una rapina oppure starsene in pace, a leggere il giornale di ieri. Un posto dove potevi trovare l’ubriacone l’intellettuale e il marocchino. Anche nella stessa persona. Questo era il Paradiso. Qualcuno lo chiamava bar. Troppo poco ma forse in fondo può bastare, in mezzo ai pub, ai discopub, ai wine bar che lo hanno soppiantato. Sì perché il Paradiso chiude. Oggi la gente vuole locali dove sfilare, sorseggiare e sghignazzare senza capire bene perché. Tutti diversi, in fondo tutti uguali. Invece il Paradiso non lo confondevi. Con l’insegna ad olio e le pareti scavate, con i divani da rigattiere e la barista da Fellini. Ti davi appuntamento al Paradiso e ti eri già presentato: prendere o lasciare. Mi piacciono le salopette, Gramsci e Platini. Vado in vacanza a un quarto d’ora da qui o in Nuova Zelanda, mangio di gusto ma se capita, l’ultima volta non ricordo quando. Ho due mici, un'ernia e un Ape con dentro una cassetta di De Andrè, facciamo un giro?

5 commenti:

digito ergo sum ha detto...

anche a lugano c'era un posto non proprio così, ma quasi così così. lo hanno abbattuto.

tutto il mondo è paese. (questa non la si era mai sentita, eh?)

silvano ha detto...

Anche a Verona è rimasto un posto così, forse due. Il resto son tutti posti da fighi. Gente fuori sulla strada con il bicchiere in mano ad esibirsi. Sembra di vedere i locali descritti da Carlotto in "Arrivederci amore ciao", e sono ovunque. Posti come il Paradiso, ove sono ancora presenti sono riserve indiane, dove sparuti gruppi di indiani attendono di estinguersi.
Per una volta "Viva il Paradiso".
ciao.

duhangst ha detto...

Sono fortunato il paradiso da noi ancora c'è speriamo che duri tanto..

Anonimo ha detto...

Quanta poesia e quanto vissuto nelle tue parole.
In ognuno di noi si è fissato un bar, anzi meglio un ritrovo che ci ha portato a conoscere la vita sotto diversi punti di vista, ci ha permesso di confrontarci con persone, realtà e mondi differenti ma tutti raccolti intorno ad un unico bancone. Nè rango, ne reddito, solo esseri umani (o quasi).

Wilson

federica ha detto...

Mi hai ricordato un posto dove andavo anni fa, ricordo un concerto dal vivo con i Black Heart Procession in località la Polverosa (!) veramente struggente. Ha cambiato gestione 8 anni fa ed è diventato una pizzeria (manco la pizza sanno fare), però l'ultima sera celebrammo le esequie con una grande anarchica festa. Grazie per questo bellissimo post