venerdì 1 agosto 2008

signorsì

Altrove le elezioni amministrative si annunciano con lampioni e marciapiedi: a Trento, patria dell’allegria, con monumenti e lapidi. Ad essere commemorato da oggi con una stele su un muro del municipio è il sacrificio cui tutti noi ogni mattina torniamo con la mente, e dal cui esempio tanto attuale ricaviamo una spinta al nostro vivere: i caduti del 15-18. Un modo di esaltare la pace che ricorda quello di Bush di esportare la democrazia. Ragnatele a parte. Ma, si dirà, quei martiri hanno difeso l’Italia, i sacri confini, l’integrità della nazione. E che c’entra l’Italia? La lapide è sì ai soldati, ma a quelli dell’esercito austriaco. Mi spiego: a pochi metri da una vecchia lapide che in effetti elenca alpini e fanti ne è stata scoperta una che ricorda i loro avversari. Nei due elenchi potrebbero esserci coppie di vittime e carnefici, se il caso lo volesse. C’è da chiedersi come mai all’inaugurazione non si sia fatto vedere Veltroni. Segno di riconciliazione fra confinanti? A pensarci bene piuttosto quel combinato disposto commemora chi da qualunque parte, e da chiunque venissero, ha eseguito gli ordini. Ci urge allora segnalare alle autorità che dal marmo manca un nome, da aggiungere quanto prima, non appena cessi la sua pena di vivere: Priebke.

7 commenti:

musa capricciosa ha detto...

Scusa, ma Priebke non è di un'altra guerra? Mi sembra un tantinello irrispettoso trattare allo stesso modo i soldati morti per un impero nel 1918 ed un criminale nazista di vent'anni più tardi. Mi sembra anche intellettualmente svilente, ecco. E non perchè sono palesemente di parte, eh.

Onestamente, mi pare giusto dare una lapide ai morti trntini per l'Italia e a quelli trentini per l'Austria. In questi ultimi figurano i morti che piango io, ma chi, oramai, piange i caduti dalla parte dei perdenti?

articolo21 ha detto...

Non ho capito bene il nesso con Priebke... Non si può mettere in relazione gli ordini seguiti per una guerra con quelli rispettati per eseguire una strage... Un pò forzata come cosa. Però ho capito il senso generale del post. :)

Anonimo ha detto...

gentile m.capricciosa,
se si omaggiano gli uni e gli altri si nega che qualcuno fosse dalla parte del giusto o no? Non è come elogiare partigiani e repubblichini? a meno che non li si voglia lodare già solo in quanto trentini.
Egregio art. 21: una lapide si dedica a chi lo merita e questi caduti che si combatterono l'unico che ebbero è di obbedire e combattere, le stesse cose che fece il gerarca.

Poldino

musa capricciosa ha detto...

Poldino, Priebke ed il fratello del mio trisavolo non hanno combattuto nè per la stessa parte, nè per la stessa guerra.

Mi sa che l'accostamento con Priebke è stato una boutade poco riuscita.

Mike ha detto...

Una parola per Poldino: VERGOGNA.
Prima di sentenziare, prima di avvalerti del principio di autorità, studia e approfondisci quella materia meravigliosa chiamata storia.
Potresti comprendere il poco felice accostamento che hai operato con quella canaglia nazista.
Vinti e vincitori? Da buon comunista dovresti condividere il mio pensiero: in guerra non ci sono nè vinti nè vincitori, solo boia e vittime... ma nella prima guerra mondiale sapresti distinguerli?

wilson ha detto...

Io sò solo che mio i miei nonni non si sono divertiti troppo e crdo neppure i vostri.
La guerra è comunque una merda, ma non si dichiare da sola, lo fanno gli uomini.

Wison orgoglioso di essere obiettore

Anonimo ha detto...

Poldino enderit quando i feva le lezioni di storia a scuola?
A farte i canoni al cesso?