mercoledì 9 aprile 2008

Post superficiale portatore di diversità politicamente scorrette


Tornando dal lavoro ho sentito un pezzo struggente di Battisti. Ho ricordato la mia ex suocera, con cui condividevo questa passione. Battisti ha cambiato l’Italia; lei, parte della mia vita.
Battisti non aveva un blog, ma la sua musica è immortale.
A. aveva un blog. Mi rattrista sapere che è morto senza vedere un’Italia più civile. Ma le sue idee, le sue parole, le sue denunce e aspirazioni fluttuano nel web.
Dunque voglio affidare al web questo post per i posteri. Sganciarmi dall’immediatezza della fruizione di domani. Sfido inimmaginabili rivoluzioni tecnologiche, e lo lancio oltre. A chi verrà nel 2059, nel 3080, nell’8700…….



Horizontally challenged, ipovedente, nero, diversamente abile, non deambulante, homeless, gerontologically advanced, senior citizen, taglie comode, venuti a mancare….


foto http://albertocane.blogspot.com/




Tanti termini politicamente corretti quanti sono gli schermi catarifrangenti contro cui si schianta, nel 2008, la nostra avvilente incapacità di guardarci - allo specchio e l’un l’altro -, di ammettere le reciproche diversità ed idiosincrasie e su di esse costruire una convivenza civile.


Eppure, sono scritte sulla pelle.
Siamo ALTI, bassi, magri grassi, bianchi e negri, ciechi e vecchi e zoppi, belli brutti ricchi poveri puliti sporchi etero gay vivi e morti, islamici e cattolici e buddhisti....
Al di fuori dell’ideale aula giurisprudenziale, ognuno è portatore di diversità. Oggi nascosta nelle parole. Assieme alla paura del diverso e la forte pressione della barriera sociale.



All animals are equal
.....But some animals are more equal than others*.


Pare che le donne africane e brasiliane

non soffrano di bulimia e anoressia quanto noi,

ma in cambio si bruciano la pelle con creme

sbiancanti a base di acqua ossigenata.

Più d’uno dai pulpiti arringa le folle e promette livellamenti nell’aldilà. Ricompense al sacrificio, alla sopportazione della povertà, della sofferenza, della miseria e dello sfruttamento.
Più d’uno si arricchisce sulla pelle di chi sgobba e vive nei sottoscala, vive di precariato, a 13 anni fa pompini fuori dalla scuola per comprarsi ricariche telefoniche da 5 euro.


Più d’uno inneggia alla presunta superiorità italica o padana, e identifica la pelle scura con la disonestà, la cattiveria e l’ignoranza.



Ehiiiiiiiiiiiiiiiii!!! Dico a voi! Se nel 3080 riuscite a contattarmi – Donna Cannone fluttuante nell’universo alla ricerca di Orwell, Battisti, Huxley e dei Barbapapà-, rispondetemi!! Quando l’essere umano si sarà elevato, superando le bassezze acquitrinose del nostro secolo, non escludo che potrei convincere De Gregori a farmi tornare
giùùùùù ùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù


*Animal Farms, G. Orwell

5 commenti:

Anna ha detto...

Condivido in pieno: l'omologazione alla quale la società odierna aspira mi nausea. Ho sempre chiamato i negri così, mai pensando di offenderli e i grassi e i magri e i vecchi.....
Non è la terminologia che offende, sono gli atteggiamenti e le azioni che lo fanno.
Bellissimo post!

Donna Cannone ha detto...

Ciao Anna.. long time no see. Tutti alle prese con gli utlimi giorni di resistenza alle manfrine elettorali!

Grazie :-)

A presto

loreanne ha detto...

Siamo tutti portatori di una specificità che ci rende unici...
L'errore è proprio nella categorizzazione in "stile" lega...
mah!!!

tommi ha detto...

in vista delle prossime importantissime elezioni, volevo segnalarti un documento che ho linkato nel mio ultimo post!
tommi - www.bloginternazionale.com

WiWo ha detto...

oh... quando hai usato caratteri diversi per sottolineare le diversità mi hai fatto brillare gli occhi!